venerdì 17 dicembre 2021

IL GRANDE PROGETTO (n.39) (I segni dal Cielo)


Stasera sono contenta.
Ha fatto in modo che la via fosse piana perché arrivassi a Lei.
Quel magone che mi portavo da un mese, si è sciolto e finalmente sono contenta.
Perché ci credo sempre nei segni mandati dal Cielo, come ne era convinta pure Lei, e quindi sono certa che è stata opera Sua quel tramonto a pennellate astratte ma ben concertate, quale dipinto d'autore, geniale e mai stanco.
Noi ci comprendiamo sempre... mi disse una delle ultime volte,
Certamente, risposi... siamo sulla stessa lunghezza d'onda,
Ah, beh!... e poi quella risata, fresca come acqua di fonte che apriva qualsiasi Cuore, il più desertificato.
Ora che è tutto passato, compresa la sofferenza, il mare si è richiuso sul dolore. La tempesta di sabbia è sedata e i miliardi di granelli, uniti e compatti, hanno riportato la piana nel deserto.
Tutto è tornato come prima, diciamo... più o meno.
La Vita continua senza di Lei ma con Lei, nella Mente e nel Cuore.
Non tutti i tramonti sono uguali, ci sono quelli puntuali, alla fine del giorno, naturali e da ammirare, magari quando si è innamorati.
E poi quel tramonto fuori da ogni logica temporale, che aspetta per bruciarti il Cuore.
Un grosso bacio dal Cielo... e un silenzio che si fa carezza. Finalmente la quiete, pure se pesante, perché vissuta come un'ingiustizia.
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giovedì 16 dicembre 2021

IL GRANDE PROGETTO (n.38) (Infinitamente insieme)


Elaborare una perdita non è cosa semplice, non ha tempi uguali per tutti, e soprattutto le modalità non possono definirsi sempre classiche, a volte sono sogni, altre è la preghiera, ma anche la quotidianità nell'espressione che mai s'immaginerebbe.
Stamattina pensavo all'Amica scomparsa di recente. In realtà la penso sempre, più volte al giorno, però oggi mi chiedevo quando avrei potuto farle visita al piccolo cimitero del Suo paese.
Stavo spazzando il pavimento, e quando ho terminato mi si è presentata con la polvere raccolta un'immagine, un punto interrogativo e un cuore... neanche a farlo apposta ci sarei riuscita.
Un po' turbata ma anche compiaciuta, ho provato il calore di un abbraccio.
Spazzando il pavimento poi...
Ma d'altra parte Noi eravamo unite nella semplicità delle cose più normali.
Ricordati di me... scrisse negli ultimi istanti, e ora mi segue e continua a sussurrare che non è andata via per sempre.
Le persone cui si è voluto molto bene non si allontanano mai definitivamente. Restano accanto e in un modo o nell'altro si fanno presenti.
Anche semplicemente, non occorrono effetti speciali.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

mercoledì 15 dicembre 2021

IL GRANDE PROGETTO (n. 37) (Definizioni)


Un senso vago d'amarezza che porta a capire che niente è più lo stesso.
Che novità, mi si potrà dire, certo sono consapevole di non aver scoperto l'acqua calda, a tal punto che sento di dover ridefinire la vita, con particolare attenzione alla qualità di vita.
Personalmente ritengo sia un'espressione intesa a ribadire un concetto, la vita è Vita a prescindere e con un valore intrinseco.
Può essere poi difficile, sofferta, complicata, travagliata, oppure tutto il contrario di questo e mantenere immutata la sua peculiarità di bene prezioso.
In conclusione diciamo che da parte Nostra deve essere impiegato il massimo impegno per "aggiustarla" e permettere che dia il meglio anche in condizioni difficili.
Credo che nella maggior parte dei casi ciò che manchi a favorire la cosa sia pensare prima di parlare, poi l'opportuna scelta di parole e momenti giusti.
E infine perchè spogliarsi di poesia?
I rari momenti di festa insieme, sono poesia.
Cogliere le peculiarità di Chi si ama, fossero pure difetti, è poesia.
Far sorridere, è poesia.
Asciugare lacrime, è poesia.
Piangere insieme, confortarsi reciprocamente...
Amare è pura poesia, versi sciolti senza rima, seguendo l'originale propria natura, così come si dovrebbe senza condizionamenti né forzature.
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martedì 14 dicembre 2021

IL GRANDE PROGETTO (n.36) (Di quante gocce è questo mare)

 

Si parlava oggi di una certa campana in qualche reparto di oncologia.
Chi termina il percorso terapeutico è invitato a farne sentire i rintocchi...
"Suona questa campana per ben tre volte per celebrare questa data.
Questo percorso è terminato,
il mio trattamento compiuto.
Ora sono sulla mia strada.
Grazie a tutto il reparto".
E a me son venuti gli occhi lucidi, ricordando quel giorno.
Poi sarà stata una giornata particolarmente dedicata, forse lassù Qualcuno m'avrà pensato, chissà... mi è capitato sotto gli occhi questo.
Ieri al funerale di Lina Wertmuller Giancarlo Giannini ha letto una breve poesia, la grande regista la recitava spesso pensando a Suo marito...
LA GOCCIA
Che piccola cosa, una vita!
La mia, come tutte, è una goccia.
Voglio si perda in un mare d’amore,
perché è l’unica via, altrimenti
è una goccia sprecata: troppo piccola
per essere felice da sola, e troppo grande
per accontentarsi del nulla.
(Anonimo)
L'ho riletta più volte, e ogni volta mi è sembrata più bella.
E collegandola agli occhi lucidi di prima, ho pensato a quel tempo, tanto simile a questo, quando la mia goccia si sentiva annegare in altro mare, e con gran fatica ed affanno cercava la sponda, finalmente per riposare.
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lunedì 13 dicembre 2021

IL GRANDE PROGETTO (n.35) (Ma Babbo Natale è ricco?)


Dopo due anni finalmente ho seguito il suono di quella campanella interiore che da tempo m'invitava a "tornare a casa".
Ritrovarmi. Lasciare per la via pietruzze e ciottoli accumulati in questo lungo periodo, e leggera ricominciare a guardare con gli occhi della meraviglia.
Come quel bimbo, avrà avuto poco più di tre anni, che stasera chiedeva alla mamma... Ma Babbo Natale è ricco?
Perché tante erano le luci scintillanti e tutto pareva d'oro per le vie del mercatino di Natale a Candela.
Oggi ci siamo tornati e anche per Noi ogni decoro pareva diverso e le bancarelle, pure semplici più ricche.
Quel bimbo non ricordava perché probabilmente non c'era mai stato.
Due anni sono lunghi a tal punto che un neonato fa in tempo a crescere, ad imparare a camminare, parlare, chiedere... Ma Babbo Natale è ricco?
Un primo accenno di consapevolezza.
Qualcosa di diverso per Noi, con la sensazione di convalescenza sulle spalle, nelle ginocchia, ma con la voglia di poter ricominciare, guariti nell'animo per meraviglia e speranza.

domenica 12 dicembre 2021

IL GRANDE PROGETTO (n.34) (Un raggio di sole tra i rami)


Metti una foresta fitta, là dove filtra così poca luce da sembrare poco prima dell'alba.
Supponi che Tu ci sia finito in sogno, involontariamente, anzi costretto e non riuscirai ad uscirne se non al risveglio.
Di questo non sei pienamente consapevole, e tutto pare debba durare per l'eternità.
Ma ciò che è umano, sia sogno o realtà, non dura per sempre, passerà.
Sarà questo un punto fermo, qualcosa da cui ripartire per un piccolo miracolo di facile portata.
Mi piace pensare ai miracoli come semplici ed ordinarie meraviglie che accadono a Tutti ma di cui pochi si accorgono. Non riescono a vederli perché troppo presi da se stessi nel vortice del fare, dell'aver fretta di arrivare, dove non si sa.
E tante sono invece le opportunità offerte anche sotto mentite spoglie a saper guardare, ad aver fiducia e non disperare.
Credere... bisogna credere e riprendere fiducia.
Tornare alle proprie risorse e farne buon uso.
Io credo alla vita in rosa.
Credo nella forza quando tutto sembra andare storto.
Credo che domani sarà un altro giorno, e poi credo nei miracoli.
Solo Chi non crede nei miracoli non è abbastanza realista. E non sa che cosa perde a non bearsi di un raggio di sole tra i rami.
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sabato 11 dicembre 2021

IL GRANDE PROGETTO (n. 33) (Vorrei brillare di felicità)


Magari non subito, almeno non in questo periodo, ché ho cento cose per la testa.
Però mi sto già impegnando, e sarà un bel traguardo.
Per me brillare di felicità è raggiungere equilibrio e consapevolezza.
Capacità di cercare il meglio di ogni giorno pur nella difficoltà, di riuscire a trasmetterlo senza parole, con lo sguardo e il sorriso, ma anche con gli occhi bassi e il pianto sommesso. È mostrare di avere buoni motivi sempre, perché sempre vale la pena.
E poi non sentirsi mai soli, neppure durante notti insonni, come quest'ultima trascorsa, e in più provare la rassicurante sensazione di ricevere aiuto se è necessario, e infine credere che un sogno possa diventare realtà.
Serenità e gratificazione nel comportarsi come il "lievito madre", che agisce all'interno dell'impasto di farina ed acqua, e poi scompare. Ritornerà da un pezzetto di quella che sarà la massa, per rigenerarsi ancora e dar vita a qualcosa di buono.
A provarci almeno.
Basterebbe questo per esprimere il mio stato d'animo, al momento in stand by, ma di sicuro compresa in tutte le mie intenzioni, considerate a volte prive di concretezza.
Tante volte ho sognato ad occhi aperti, pensando di rendere visibili e condivisibili le risorse ricavate da un'esperienza dolorosa, poi mi fermavo, un po' per le difficoltà di ordine pratico, il tempo tiranno e pure per i rari "deficit" della mia autostima.
E ora, finalmente lo stimolo giusto... le motivazioni... gli "ingredienti" per realizzare qualcosa di buono. Fino ad un anno fa pensavo solo di provarci, ora è in divenire una parentesi nella mia realtà.
E sarò quel lievito, che nell'umiltà del suo aspetto, riuscirà a far crescere e moltiplicare le emozioni, diventeranno "storie nella storia", come per tanto tempo ho pensato.
Ogni giorno ho scritto una pagina col Cuore, ora è tempo che qualcuno le legga tutte.
A prestissimo...
Potrebbe essere un'immagine raffigurante cielo e testo