lunedì 31 dicembre 2012

2010... 2011... 2012... per la terza volta concludo l'anno con le parole che davvero partono dal Cuore, perchè non sono rivolte a nessuno in particolare ma intendono abbracciare TUTTI... proprio TUTTI. Quelli che sono e quelli "nascosti" dietro l'angolo ad aspettare, vegliare... amare anche non visti.
Si chiude un altro anno... quanta strada ho fatto ancora, e sempre più lucida a volte mi ritrovo in lacrime.
Perchè?
Perchè ormai non c'è più quell'"euforia" che mi dava " l'avercela fatta" contro ogni aspettativa, e mi resta invece una strana sensazione, molto simile ad un senso di colpa... come quello che potrebbe prendere il naufrago solitario. So bene che non è così... che nella "storia" di ognuno c'è una trama ben definita che non può essere rivista, nonostante sia detto comune che l'uomo è artefice del proprio destino... però è ciò che provo e non posso nasconderlo nè mascherarlo.
Stasera ho avuto una notizia... un'altra delle mie Amiche tra "quelli che contano" non ce l'ha fatta. Me lo aveva detto una delle ultime volte... "... non ce la farò a vedere l'anno che finisce"... ed è stato così.
Ancora mi sono ritrovata in lacrime... perchè ho ricordato la Sua mano che stringeva forte la mia, il caldo sudore... gli occhi perennemente lucidi.
E' a Lei che voglio rivolgermi stasera mentre sento le ultime ore di questo anno scivolar via...
Ciao, Amica mia... non Ti scorderò mai, e se puoi... perdonami per quelle volte che ho avuto paura e provato sgomento per la sofferenza che si leggeva sul Tuo volto.
Ti prometto... continuerò a... coltivare la speranza anche per TE... anche se non Ti vedrò più, perchè so che non sei via per sempre... sei solo nascosta in quel "meraviglioso" angolo da cui Tutto si può.
Ti abbraccio... con queste mie parole.
A nascere sono buoni tutti! Persino io sono nato! ma poi bisogna divenire! divenire! crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare (senza gonfiare), accettare i mutamenti (ma non le mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire), e morire senza protestare, per finire... un programma enorme, una vigilanza continua... perchè a ogni età l'età si si ribella  contro l'età, sai! E se fosse solo questione di età... ma c'è anche il contesto!
  Daniel Pennac

Insomma... una gran "fatica" questa Vita, che a vederla prima e di lontano a Nessuno verrebbe mai di viverla.
Il fatto è che si nasce "inconsapevoli" e sta bene a tutti... ma il difficile viene dopo quando si cerca di dare un fine, uno scopo all'esistenza per non sentirsi vegetare. E possono trascorrere anni senza risposta in un'affannosa ricerca... poi succede "qualcosa" e la "soluzione" è servita su un piatto d'argento... anche se non sempre... non Tutti riescono a coglierla e apprezzarla. Probabilmente perchè la vedrebbero volentieri all'esterno, quando invece sorniona è e rimane in Loro.
Chi mi conosce sa bene che è tale il genere di pensieri che mi frullano per la testa sul finire dell'anno, una sorta di bilancio su larga scala che poi finisce in una ricerca della interiorità. In questi giorni, rivivendo la trama di quelli passati mi rendo conto che il significato dell'esistenza  è in un'unica parola... "servire", che non vuol dire sottomettersi ma porgere se stessi al servizio degli Altri, e se ne ricaverà anche gran beneficio.
Qualche giorno fa l'aver aiutato un'Amica nel disbrigo delle impegnative e l'incontro con un paziente conosciuto a "quel terzo piano" che mi ha salutato con "commossa cordialità"... hanno dato un senso alla mia Vita che così non appare sprecata ma spesa bene e in continuo divenire positivo.
Nel pomeriggio poi, la notizia della morte di una Grande Donna, la cui esistenza è stata tutta per gli Altri, al servizio della scienza e non solo... anche per la salvaguardia dei diritti della donna.
Aveva 103 anni e una volta aveva affermato che non serviva aggiungere giorni alla vita, bensì Vita ai propri giorni... quella famosa qualità di vita che può essere frizzante e variopinta anche in età avanzata... come il cielo allo scoccare della mezzanotte a Capodanno.

domenica 30 dicembre 2012

BENINO... IL PASTORE DORMIENTE
"Ho avuto la fortuna di vedere le nuvole
e la montagna lucente di neve..."
 Kirka de Jorio


Ho letto questi che sento come "versi" su un foglio che pendeva da un albero in una "corte antica", quasi novello ed originale decoro natalizio. Stampati nella memoria si son fatti "miei" e penso proprio che non li dimenticherò... sarà il promemoria dei beni autentici, eredità unica per ogni essere umano.
Certe volte pure avrò visto le nuvole e non le ho apprezzate perchè minacciavano pioggia senza capire che non si può arrivare al "sereno" se prima non si passa per il "cielo nero" del "momento buio"...
Ed altre ancora, vedendo di lontano una cima innevata, non ho sostato più di tanto ritenendo la "neve" cosa scontata, così anche la sua "luce".
Gli opposti dati da Cielo e Terra per ritrovare pace nell'unità.
Così è stato spontaneo mettere a mo' di didascalia queste poche parole all'immagine di Benino (Benito), il pastorello dormiente nel presepe napoletano.
Oggi ne ho viste diverse rappresentazioni ad una mostra di presepi... tutte bellissime e suggestive nel loro realismo. Il pastorello che viene messo nel punto più lontano dalla grotta, dorme con la testa poggiata sulla pietra e la bocca socchiusa, pare provare meraviglia mentre sogna.
Stanco dell'attesa cede al sonno e la Sua coscienza resta "sospesa"... mentre dorme pian piano realizza ciò che sarà, e alla fine si desta al giungere della luce.
La figura di Benino che in sè porta il significato dell'intero presepio, è una stupenda ed efficace allegoria.
La "coscienza" non ancora desta che sogna di unire gli opposti dati dal Cielo e dalla Terra  nell'unità della Luce del mondo, ovvero il Cristo.

sabato 29 dicembre 2012

Meno male che non è cosa solita, perchè basta un giorno così... così movimentato da far sentire come essere stati per almeno sedici ore di fila su una giostra  senza pause.
Se prendessi ora a raccontare fin dall'inizio, sicuramente andrebbe via tutta la notte che è già avanzata... allora, meglio di no... dirò soltanto in sunto stringato che... il pranzo è rimasto sullo stomaco perchè è venuto male... ho dovuto sistemare una cassetta di funghi che mi sono ritrovata senza volere... sistemare il contenuto del frigo dopo averlo svuotato di yogurt e formaggini dimenticati e scaduti da tempo. Che deprecabile cosa... non dovrà mai più accadere! Si può mai in un tempo così... di crisi?!
Poi siamo usciti... sotto una pioggia battente e senza ombrello, l'Amore della mia Vita ed io... diretti al negozio di animali per comperare due pesciolini che avrebbero rimpiazzato quello che stamattina ho trovato morto in uno dei vasetti-arredamento dell'acquario... altra impresa "titanica"stanarlo, nonostante ma forse proprio per questo, le minuscole dimensioni.
E ancora, fino a poco fa...tanto altro. Mi sento come alla fine di una maratona... affannata, scocciata ed anche affatto gratificata perchè... sono arrivata ultima. Ultima a sfaccendare... ultima a cenare e per giunta con un cassetto del comò da svuotare perchè gli si sono rotti i binari.  Beh... questa poi è stata la "ciliegina" sulla torta, proprio stasera... non aveva altro momento per uscire fuori dai gangheri, lui!
Ora devo andare... è assai tardi e Colui che ha fatto una parte di questa maratona con me, sta già dando voce. A dormire... sì, andiamo a letto ed anche per oggi è fatta.
Domani... spero in una lenta passeggiata... mi stancherò di meno e, chissà... potrei anche arrivare prima.

venerdì 28 dicembre 2012

Non so se facesse sul serio o lo aveva scritto tanto per dire... ma lo voglio credere che lo pensava davvero, la "mia piccina" che oggi è ripartita, tornata là dove si barcamena come può per poter restare. Non si arrende mai, non accetterebbe mai la sconfitta col solo pensiero... e si adatta, perchè come sostiene, "... se i tempi sono difficili non resta altro da fare...", e lo "studio matto e disperato" è sì da tener di conto ma non per essere la "discriminante" decisiva.
E' tutt'altro che "choosy", la mia piccina e quel che pensa le fa onore ma ahimè, non le rende certo merito.
E così è ripartita per l'ennesima volta e per me da quando, due anni fa è andata via è sempre come se fosse la prima.
Paradossalmente, quasi vorrei non tornasse per non non vivere il momento del distacco.
Lo dico sottovoce, sicura che se mi sentisse avrebbe da ridire ma in cuor suo capirebbe, perchè per lei è lo stesso. Nella "Sua casa", là dove si barcamena... quest'anno non ha fatto l'albero di Natale, "... perchè farlo? Sapevo di tornare prima, e sai la tristezza? E ancor di più alla fine di tutte le feste, quando avrei dovuto riporlo. Meglio niente."
Quindi la pensa un po' come me... solo un pizzico più disfattista.
Poi oggi mi ha stupito... "Partire è un po' come morire", e detto da Lei è più che una novità. Ho commentato con la "faccina triste", e di rimando mi ha detto, "Ma come hai fatto... l'ho appena scritto!?", tanto per sdrammatizzare o farmi credere che in fondo non lo pensava davvero.
A questo punto mi son detta, meno male... cominciavo a pensare che stava invecchiando pure Lei e che la "dura scorza" di antica memoria presentava punti di cedimento.
"Ma che strane idee Ti passano per la mente!"... e poi, senza accorgersene quasi,"... si dice, no? Morire è un po' partire..." Una trasposizione di termini, uno dei pochi casi in cui il significato intrinseco cambia... nel caso specifico spero mi sia concesso, quasi un "lapsus freudiano".
"Morire è un po' partire"... è un affermazione meno forte e dura... è come se si negasse il senso assoluto della parola... Morte, per aprire più di uno spiraglio alla... Speranza.
E Chi dalla Vita va via, in realtà  non se ne separa del tutto... è solo nascosto dietro l'angolo.

giovedì 27 dicembre 2012

IL GIORNO DOPO NATALE
NATALE IN CASA  DI MIA SORELLA...

Il giorno dopo Natale
è il giorno dello spazzino
che scende giù dalle scale
di fretta di buon mattino
che passa col camioncino
e fruga nei cassonetti
li svuota e si porta a casa
i resti dei tuoi pacchetti.

Il giorno dopo Natale
è il giorno del minestrone
che serve a dimenticare
l'ennesima indigestione
di brodo di cappone
farcito di cappelletti,
di dolci, di panettone
e infine di fichi secchi.

Il giorno dopo Natale
è il giorno del tuo trenino
che il bravo Babbo Natale
ha messo giù dal camino
è il giorno che sei bambino
e allora potrai giocare
finchè non ti senti stanco
finchè non andrai a dormire.
        Deborah Cavazzini


Non ho resistito... mi è capitata sotto gli occhi questa filastrocca e... non ho resistito. Potevo non condividerla? Dopo "il presepe" è stato come tornare indietro nel tempo... avere di nuovo "figli bambini", essere io stessa quella bambina che, dimentica a 13 anni di non esserlo più, continuava a... dormire con un vecchio bambolotto senza gambe per non staccarsi dal "tempo felice".
Natale è la festa giusta per tornare indietro, rivivere quei ricordi che sanno curare l'animo quando è stanco e ferito... godere dell'intimità e calore familiare che paradossalmente annullano il passato e non danno pensiero al futuro.
E' vivere il "momento" perchè il Tempo si ferma...
Il Natale dei "miei figli bambini" era pieno di doni... ricco di giocattoli di ultima generazione... anni ' 80 per intenderci. Il loro papà li copriva di regali, forse per compensare la Sua poca presenza e poi in quei giorni di festa li amava, li amava come non mai... forse per compensare il tempo perso che non bastava mai.
Il "mio Natale di bambina" era un po' più dimesso... anni '50, la guerra dopo tutto non era da molto finita e bastava una bambola fatta con un tovagliolo, tanto simile ad una suora in preghiera a far felice le bimbe come me. A me poi piaceva tanto leggere e così per Natale non mancava mai  sotto l'albero scheletrito un bel libro... come quella volta che mi fu regalato il libro "Cuore", raccolta di buoni sentimenti e grandi ideali.
Chissà se si legge ancora un libro così!?
Tanto è cambiato da allora... i gusti, le mode... i sentimenti stessi.
E il Natale? Quello no... resterà lo stesso finchè conserveremo il Cuore di "figli bambini".

mercoledì 26 dicembre 2012

IL  PRESEPE IN CASA MIA
NATALE

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l'asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà in croce fra due ladri?
            Salvatore Quasimodo











"Sicuramente in garage ci sono tutte le statuine del presepio... ne sono sicuro. Ti ricordi!? Erano quelle di mia madre..." "Sì... ma dove? Non ho visto scatole, io." "Neanch'io... ma da qualche parte staranno. Per questo Natale voglio fare un bel presepio!"
Con l'entusiasmo di un bambino che all'improvviso si accorge di essere diventato grande e si sente capace di fare qualcosa fino ad allora impossibile, l'Amore della mia Vita manifestava così l'intenzione di prepararlo Lui, quest'anno il presepe... un vero presepe... con le montagne, le "casucce", le pecorelle all'abbeveratoio.
Gli anni passati lo arrangiavo io, uno mini ridotto all'essenziale... San Giuseppe, Maria, il Bambinello... bue asinello quattro pecore... "Macchè... lo chiami presepio quello?!", aveva il coraggio pure di criticare e intanto non alzava un dito,"... ho altro da pensare...", aggiungeva e poi, per concludere, "... il primo Natale da pensionato, lo faccio io un bel presepe!"
E finalmente la "pensione" è arrivata ed anche il "primo Natale".
"Comperiamo tutto nuovo...", aveva esordito, e dopo un po', "... in garage ci sono tutte le statuine del presepio...", e così si era ridimensionato. Una sera al centro commerciale voleva però comperare una "struttura preconfezionata",  del tipo "plastico per ferrovia in miniatura", poi c'aveva ripensato... "No, meglio le montagne di carta... così le disponiamo come più ci piace. Che ne pensi?" Io annuivo con la testa... vabbè, l'importante è che si faccia 'sto presepio, pensavo tra me mentre tornavamo a casa senza "plastico" nè "montagne".
Cominciavo a pensare seriamente di dover ricorrere di nuovo alla mia alternativa "formato ridotto" perchè i giorni passavano e nulla si concludeva... poi una sera, mentre ero fuori per la processione della Madonnina nei reparti dell'ospedale, è successo che, tornata a casa...
"Vieni... però chiudi gli occhi", e prendendomi per mano, l'Amore della mia Vita mi aveva guidato in soggiorno..."Ora puoi aprirli!", ed allora si era presentato alla mia vista un paesaggio illuminato da tante lucine multicolor... perchè fanno più allegria di un solo colore, aveva detto... un po' naif ma proprio perciò semplice e tanto tenero.
"Eh... che ne dici, non è bellissimo?" "Certo... è stupendo", gli avevo risposto mentre guardavo un'improbabile palma sulla cima di una montagna  e due paperelle  in uno specchio d'acqua di stagnola.
Anche la cometa sostava sulle rocce, "... perchè non è ancora il 25 dicembre!" Eh, già... mancavano più di due settimane...
 Ma... OGGI E' IL 25 DICEMBRE e la Stella è ancora là, sulle rocce! L'abbiamo dimenticata...
E' successo come spesso succede, tanti buoni propositi... e poi?