martedì 31 luglio 2012

Avevo quel piccolo problema con la cicatrice... in verità ce l'ho ancora, ma speriamo che si risolva a breve visto che di andare coi cerotti nel reggiseno non mi va più.
E se posso osare... una cosa la voglio dire, ma in tono scherzoso e sempre col sorriso... andava meglio quando si stava peggio.
Perchè? Subito dopo l'intervento infatti, la sutura appariva bella asciutta... senza sbavature, non era proprio come quella di due anni fa simile ad "un tratto di penna", ma si poteva accettare perchè sembrava prossima alla completa cicatrizzazione. Poi "un bel giorno" mi sono ritrovata una macchiolina di sangue all'interno della coppa destra del reggiseno, mah... era cosa strana dopo quasi un mese dall'intervento, comunque... disinfettante, cerotto e via... sarebbe passato tutto presto... ne ero convinta.
Non sto ora a dilungarmi in un discorso tecnico scientifico... primo perchè ritengo di non esserne all'altezza... secondo, sono sicura che annoierei da morire, concludo in sintesi... le "macchioline" sono diventate tre, i cerottoni due posti strategicamente, e la causa di ciò?! Non si sa... forse "rigetto al filo intradermico" o "scarsa capacità dell'ultimo strato del derma a ricostituirsi"... e allora, cerotti a vita? Spero di no! Stamattina mi hanno posto sulla cicatrice un sottile strato di Gentalyn e un unico grande cerotto, meno male così almeno non dovrò lottare col prurito tra un margine e l'altro.
"Vedi come va... e torna giovedì".
Ok, va bene... sono passati tre mesi e mezzo non saranno questi tre giorni a fare la differenza prima di mettere definitivamente il punto alla questione.
Uscita dal Centro di senologia sono andata all'Oncologia Medica... oggi era giorno di terapia per "Ma che c'mport" e anche se lì non è permesso stare accanto ai pazienti un modo l'avrei trovato per entrare nella stanza e stare con Lei almeno cinque minuti... ho sempre Suo marito che mi copre le spalle!
E così è stato... "Uè, si' venute... hai fatto là quel servizio?( leggi: controllo alla cicatrice)"... e sentito il resoconto, "... e mamma mia, quant' la fann long! Ma capisc'n quacche cosa o no?"
Ma... spero proprio di sì! Altrimenti  diventerò un caso da studiare... mastectomizzata ricostruita dalla cicatrice irricostruibile... e mi fermo qui.
Chiaramente, nonostante le Sue esortazioni del tipo... statt' seduta e lassal' perd ' sti scucciant'... sono stata gentilmente invitata ad uscire dalla stanza, e Suo marito ed io ci siamo così ritrovati nella sala d'attesa antistante il reparto a cercare d'ingannare il tempo in mezzo a tantissima gente, pazienti ed accompagnatori dai volti rassegnati quasi inespressivi.

lunedì 30 luglio 2012

Non si può fare a meno di pensare... e in questa affermazione non c'è rammarico nè piangersi addosso, la Vita va veloce e te ne dà motivo. Tutto qua.
Ho posto attenzione già la settimana scorsa quando ho saputo di una giovane donna ammalatasi di nuovo dopo tre anni. Quasi non volevo crederci... era così "gioiosa" per esserne uscita, e invece...
E non mi si dica... ma perchè te le vai a cercare!?... ma non c'era altro di cui parlare... non ci pensare! Ma perchè mai non dovrei visto che ne sentivo parlare fino alla nausea prima d'ammalarmi  e poi in questo "argomento" mi ci sono trovata fino al collo?! Questa specie di protezione non serve... non serve proprio se non a farmi sentire "al di fuori", come quando si chiede dei parenti per informare delle "gravi" diciamo pure "disperate" condizioni del paziente. Io da subito ero stata chiara su come la pensavo... avrei dovuto essere sempre la prima e l'unica a sapere in qualsiasi caso, ed ora perchè  dovrei essere tenuta all'oscuro di eventualità, fatti che ben conosco e a cui penso spesso?
E non ci pensare! Ma non si può... non si può se l'hai vissuto sulla Tua pelle.
Poi ieri... ieri sera da mio padre, ero lì per salutarlo prima che si ricoverasse di nuovo dopo la frattura al femore. Era sulla sedia a rotelle, un po' triste ad un certo punto s'è lasciato scappare... chi me lo doveva dire!
Ed io ho cominciato a "pensare" a mia madre che su quella sedia s'era ritrovata non per un incidente dopo cui si può sempre recuperare, ma per una patologia grave, la cancrena ai piedi... perchè era diabetica ma soprattutto sfortunata visto che di quella malattia era incappata in tutte le complicazioni.
Non era giusto che Lui dicesse così... magari poteva lamentarsi, un po'... ma altro no, non era da aggiungere.
E gliel'ho ricordato, facendogli presente anche di quanto peggio sarebbe stato se fosse stato colpito da ictus.
Mi ha fissato e non ha detto altro.
Stasera sono andata a trovarlo al centro dove è stato ricoverato per la riabilitazione...
Nella Sua stessa stanza, nel letto accanto c'è un uomo più giovane, colpito da un ictus e paralizzato per l'intero lato  sinistro...
Si può "non pensare"?


NON STO PENSANDO A NIENTE

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.

Che bello non sto pensando a niente!

Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E' come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perchè,  in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...

              Fernando Pessoa

domenica 29 luglio 2012

Dopo la "festa" di ieri stamane mi sono svegliata euforica, di certo non intontita perchè non è stata festa ove si brindava, ma euforica sì, quello lo ero realmente. Per questo non ho voluto neanche pensare alla mia cicatrice... mi sta dando qualche fastidio ma risolverò anche questo inconveniente, presto prestissimo, ed allora meglio non badarci e godersi questo momento di "sana incoscienza".
Le ultime settimane sono state particolari...
Mio padre è caduto e s'è fratturato il femore... è stato operato e da domani comincerà la riabilitazione in un centro specializzato.
Mia figlia pensava di tornare a lavorare e così non è stato... ma indietro, alla Sua casa non vuole tornare... chissà, dice... c'è sempre una "lontana" speranza.
Mio figlio a volte è nervoso... vorrebbe fare tanto, avere maggiori disponibilità ma senza pesare sulla Sua famiglia, orgoglioso non chiede ma poi sembra che ce l'abbia con qualcuno.
Può bastare? Veramente ci sarebbe dell'altro, ma preferisco fermarmi per non far la "guastafeste" ritornando allo stato di "dura coscienza".
Ma stanotte ho fatto un sogno... ritornavo a "quel terzo piano" come se avessi dimenticato qualcosa riposto in uno degli armadietti... in realtà poco più di due mesi fa di là m'ero allontanata senza capirci granchè, senza una vera ed esauriente spiegazione. Così ritornavo e trovavo ad accogliermi in un clima disteso le "persone" che me l'avevano permesso senza difficoltà, solo perchè avevano capito che era un "bene" e nient'altro.
Finalmente con la serenità e la pacatezza che si acquisiscono passato il tempo giusto, mi veniva spiegata ogni cosa che comprendevo all'istante e accettavo come fosse logica e naturale. L'accettavo... o mi era già nota inconsciamente?
Era un sogno... ma i sogni non possono essere un mezzo per elaborare un lutto... una perdita di sè? In tal caso per me questo è forse il momento... non avevo accettato ciò che m'era stato tolto, la mia "quotidianità" a "quel terzo piano" e ancora ci soffrivo... pensando e ricordando con rimpianto. Ritornando senza coscienza alla passata condizione ma in situazione leggermente diversa, il disagio che era in me è venuto fuori, la sofferenza è razionalizzata, e l'Animo e la Mente s'apprestano a riprendere con un unico bagaglio di ricchezza... in modo del tutto autonomo ma con l'entusiasmo di sempre.

sabato 28 luglio 2012

Questi palloncini colorati sono tutti per "CONTINUARE A...", il mio blog che oggi compie 2 anni.
Direi proprio che se li merita visto che ha contribuito non poco a rendere i miei giorni da allora, simili proprio a questi palloncini... colorati e leggeri, come può diventare la Vita quando si vuole.
Non nego che a volte ci sia stato anche qualche giorno "no", e ciò che scrivevo lo rivelava in pieno dato che l'ho sempre fatto col Cuore e di getto, però si sa... ogni tanto un palloncino può anche scoppiare, ma in fretta se ne gonfia un altro più bello e colorato del precedente.
E così è stato, e giorno dopo giorno ho continuato ad... andare avanti per la mia strada, a... VIVERE, e il BLOG a diventare grande... 786 post! Mamma mia... è possibile che abbia scritto tanto? La bacheca lo conferma anche se a me pare ancora incredibile... incredibile soprattutto perchè fino a due anni fa il pc non sapevo neanche accenderlo, mi rifiutavo di schiacciare un tasto e, se per pura follia muovevo il mouse sembrava che fosse in mano di un ebbro in preda al singhiozzo.
Prima d'allora m'ero sempre rifiutata d'avvicinarmi al mondo del web, lo consideravo una diavoleria che avrebbe potuto portarmi alla perdizione, anche perchè non capendone un accidente chissà che cosa avrei potuto combinare. E invece così non è stato, anzi... ritengo non azzardato affermare che per metà ha costituito la salvezza... nella vita "reale" ho avuto quel mio amato "terzo piano", in quella virtuale... "continuare a...". E poi tanti e tanti Amici nell'una e nell'altra, Amici che m'hanno voluto e continuano a... volermi bene, da cui mi sento compresa, coccolata e tanto tanto altro ancora... Amici con cui ho condiviso le ansie e le certezze, il timore di una sconfitta e la gioia di una vittoria. Chi mi conosce lo sa... Chi mi segue leggendo i miei pensieri, altrettanto...
Basta però... non voglio indulgere alle malinconie. Oggi è un giorno di festa! CONTINUARE A... compie 2 anni e li compio anch'io che da allora sono rinata, AUGURI e sempre avanti, al prossimo anno...
E come alla fine di ogni festa, quando tutti gli amici sono andati via, si resta soli e si torna col pensiero a ciò che è stato... solo per un attimo chiudo gli occhi e mi rivedo tremante alla tastiera quel pomeriggio...
"Sto per scrivere di qualcosa che all'improvviso ha cambiato il corso dei miei giorni e il significato della mia vita..."

venerdì 27 luglio 2012

"Stasera pizza! Mangiamo Tutti la pizza di Fra'... "
"Davvero?! E l'impasto l'avete fatto? Chissà che bell'atmosfera c'è oggi a casa!"
Valeria m'aveva telefonato nel tardo pomeriggio e le avevo comunicato la "notiziona"...
"Fate le foto e pubblicatele su fb... la pizza la voglio almeno vedere! E quando vi sbrigate? Io devo andare a dormire..."
Avevo compreso che un po' le dispiaceva di non essere con Noi...
"Non so... quando  la pasta sarà lievitata a dovere. C'è un continuo andirivieni in cucina per tenere sotto controllo la situazione."
"Ho capito... andrò a dormire allora..."
E va bene... visto che era tanto impaziente le foto le avrebbe viste il giorno dopo... non potevamo certo mettere a rischio l'esito dell' "impresa".
Dopo circa un'ora... "Ma'... dai, cominciamo!"
Per prima cosa... accendere il forno, che sia ben caldo. Non potrà raggiungere i 450° del forno a legna della pizzeria, ma almeno i suoi 260°  siano efficienti al momento giusto.
Seconda operazione... preparare gli ingredienti per il condimento... olio, mozzarella tagliata a pezzi regolari, passata di pomodoro diluita con mezzo bicchiere d'acqua con l'aggiunta di un cucchiaino di sale fino e un cucchiaio d'olio. Allora... c'è tutto? Ah, no... manca la farina per allargare la pasta e farne un disco, e poi... già i funghi! Fra' l'aveva detto che a Dolce piace la "margherita coi funghi"... ed ecco sul tavolo anche gli champignon già lessati. In pizzeria li usano a crudo, ma lì è un altro discorso per via del forno, col nostro si brucerebbero senza cuocersi a dovere.
"La prima è per me..." ho detto al mio cucciolo mentre iniziava ad allargare la pasta... così mi offrivo da cavia, da "cliente" sempre soddisfatta... comunque gli fosse riuscita per me sarebbe stata la migliore delle pizze... e qui non ci pioveva.
"Mozzarella e funghi, mamma? OK... eccola pronta per te!"
A questo punto Dolce ha preso la macchinetta ed ha scattato un CLICK!
Ero talmente ansiosa di mangiarla, la "mia pizza" che non mi sono nemmeno seduta e non ho preso l'acqua... ho cominciato col primo triangolino e poi in successione fino a finirla tutta, compreso il "cornicione" che di solito lascio perchè bruciato per "merito" del forno a legna. Quindi grazie al "Nostro" di forno  che trema quando si chiude lo sportello, e lascia pallido il bordo della pizza, io l'ho mangiata per intero... e m'è piaciuta e anche tanto. Cuore di mamma ancora? Forse no... anche Dolce l'ha divorata... Lei dice che tutto viene più buono se si cucina con un pizzico d'Amore. Eh, no... mi sa che Noi due siamo di parte, non facciamo testo... col "Cuore" e con l' "Amore"...
"Francesco... a me con doppia mozzarella e cotta a dovere!"
Eccolo qua... l'Amore della mia Vita... adesso sì che arriva il "giudice imparziale"!

giovedì 26 luglio 2012

Alla fine di quel "percorso formativo" s'era detto, devi far pratica altrimenti perdi la mano... e Lui., da "figliuolo ubbidiente" quale è, ha mantenuto la consegna.
Un paio di settimane fa, la prima volta...
Risultato, quasi sufficiente... naturale, per la prima volta.
Effetto collaterale... estesa bruciatura sulla mano, ma è chiaro come prima volta qualcosa poteva pur succedere!
Poi, qualche giorno fa... "Mamma, che ne dici se la pizza la facciamo mercoledì che arriva "lei?"
"Lei" è la Sua ragazza, per me è "Dolce"... preferisco chiamarla così, è il termine che meglio la rappresenta...
"Ma ti pare... fai come meglio credi, se va bene per Te, andrà ancora meglio per me"... e intanto speravo che  per quel giorno andasse un po' meglio col dolore alle braccia degli ultimi tempi, dovendo io sostituire in toto l'impastatrice elettrica di cui s'avvalgono i "maestri pizzaioli".
Ma poichè si sa, il Cuore della Mamma è grande, se il dolore non fosse passato, beh... sarebbe passato ugualmente. Non avrei mai potuto deludere  il "mio cucciolo"... si fa per dire... che voleva dar prova di sè, di ciò che aveva imparato davanti alla Sua "lei".
Ed oggi, dopo una mattinata di combattimento con un frigorifero in catalessi, che alla fine di un lungo e tormentato penare ha deciso di tornare alla vita, ci siamo approntati per dare inizio all'impasto.
Peso degli ingredienti dopo le dovute proporzioni... 600gr. di farina00, 333gr. d'acqua fredda, 20gr. di sale fino... il tutto in una ciotola capiente abbastanza per poter impastare.
Allora, uno, due... tre e la pizza dance ha inizio, sì perchè il movimento ritmico del mescolare acqua e farina sembra proprio che segua l'armonia di un motivo, il soffio di una leggera carezza man mano che l'impasto si compatta e diventa liscio ed elastico.
"E' ancora dura la pasta, mamma... altra acqua!" Ancora?! A me sembrava che andasse bene... e la consistenza torna ad essere appiccicosa, e così per almeno altre due volte per un totale  di mezz'ora di lavoro.
"In pizzeria l'impastatrice lavora per trenta minuti...!" Certo... ma lei va a corrente, io... no!
Ma sempre perchè il Cuore della Mamma è grande, siam giunti alla fine dell'opera... o quasi.
"Adesso chiudo la palla..." e con grande destrezza il "mio cucciolo" ha fatto dell'impasto una palla liscia e compatta, poi l'ha coperta con dei tovaglioli bagnati e strizzati e l'ha posta a lievitare per mezz'ora... minuto più minuto meno.
Dopo trenta minuti... da quell'unica palla col tagliapasta, regalo del Suo "maestro", ha ricavato quattro piccole di circa 250gr l'una e le ha poste sulla tavola di legno coperte e ricoperte dai soliti tovaglioli a lievitare per la seconda volta per un tempo... diciamo da stabilire, visto che ogni tanto Lui e "Dolce" andavano di là per una sbirciatina...
(... perchè la pizza ben riesca occorre tanta tanta pazienza... perciò la "preparazione" continua... A domani!)

mercoledì 25 luglio 2012

Questo pomeriggio sono riuscita a vincere la pigrizia che negli ultimi tempi mi prende sempre più spesso forse a causa degli eventi e dei pensieri prepotenti che mi limitano le energie.
Però oggi ce l'ho fatta... magari non era proprio il giorno giusto perchè era un po' fresco e pioveva... ma ce l'ho fatta. 
Ed è stato un bene.
Se non lo si vive di persona non si può credere quanto sia rigenerante un "ricordo", ma di quelli proprio remoti, "antichi" per intenderci... che tornano alla mente suscitati da un profumo, un colore o, come oggi per me... dalla pioggia.
"Meno male che stiamo in città con questo tempo... ma ci pensi, com'è triste la pioggia al mare... poi in piena estate?!"
Aveva ragione l'Amore della mia Vita... veder piovere in vacanza al mare mette una gran malinconia. Un temporale violento ma passeggero può anche starci, ma quella pioggerella che a tratti si fa più intensa e fitta, poi rallenta e di nuovo si rinforza, a lungo e per giorni, proprio no...  non si può reggere.
A meno che... a meno che non si vede la cosa con occhi diversi, si vive la condizione con lo spirito giusto.
"Hai ragione..." ho replicato, guardando il movimento ritmico ed alienante del tergicristallo sul parabrezza, "... mi viene ora in mente un'estate di tanti anni fa..."
Più di quarant'anni... era l'agosto del 1971.
Come sempre eravamo al mare... tutti al completo, un tempo s'usava così... la famiglia riunita come si fosse a Natale, con noi c'era anche la nonna materna, ma nel caso specifico non era novità dal momento che da sempre viveva nella nostra casa. Ed era appunto la nonna che curava l'"organizzazione" della vacanza, dai bagagli alle provviste, indispensabili se non si voleva pagare a prezzo maggiorato i generi di prima necessità, e non dimenticava neppure la saliera colma fino all'orlo, il pepe e il peperoncino... lo zucchero e il caffè.
Al momento della partenza s'impiegava più tempo per muoversi che non per arrivare, così che all'arrivo si sentiva ancora la necessità di riposare prima di svuotare l'auto e sistemarsi nell'alloggio.
Quell'anno con noi non c'era solo Pucci, la nostra cagnolina ma anche un pulcino in fase di sviluppo, sulla buona strada per diventare un galletto... era tutto magro e scattante... non proprio in penne ma già con una bella e piccola cresta sulla  testolina. L'avevamo comperato in maggio alla fiera annuale... come altre volte era successo si pensava che non avrebbe vissuto a lungo, e invece non solo era sopravvissuto ma mostrava di tenerci alla sua "piccola vita" a giudicare dai piattini colmi di spaghetti che divorava.
Il suo nome era Piopì. Quando non lo si trovava, la nonna lo chiamava... Piopì, ed ecco che sbucava da qualche angolo, muovendo il capo da un lato all'altro, forse in cerca dei suoi spaghetti.
Così... quell'anno c'eravamo proprio Tutti... quelli di sempre ed anche qualcuno in più.
E quell'estate fu la più piovosa che io ricordi. Abitavamo in cima ad una salita che dopo una settimana franò e per fortuna che c'erano le provviste di nonna Maria, altrimenti...
 E per fortuna che c'erano le riviste e i giochi di enigmistica di mio padre, sennò...
 E per fortuna che poi c'era la mia mamma che non perdeva mai il buon umore e aveva sempre tante storie da raccontare...
Insomma fu un'estate così e prima che finisse il periodo stabilito, e quando la frana un po' arginata fu.... tornammo a casa.
Fa niente però... fu solo un'estate senza sole.