mercoledì 8 luglio 2020

CHE "MELODIA" ACCOMPAGNI L'ESISTENZA INTERA


Pensavo... ad Ennio Moricone, si è spento la notte scorsa, hanno detto... consapevole e sereno.
Logico... potrebbe obiettare qualcuno... aveva la Sua bella età, 91 anni e alle spalle una carriera di successi.
Eppure non è cosa tanto ovvia, altri casi dimostrano il contrario, lui ha pensato addirittura al necrologio, all'estremo saluto, tutto preparato con il distacco che è proprio della lucidità esercitata nel tempo.
Moricone è stato un artista, un genio musicale, questa conclusione potrebbe apparire un'ultima uscita di scena comunque per stupire, o magari per lasciarsi l'occasione di un ricordo in più. Chiaro che non occorreva, ma l'uomo anche intelligente, dalle grandi opere e famoso, non vuole morire del tutto e si adopera fino alla fine per continuare ad esserci.
Un ricordo, il mio. Quando mi ammalai, avvertendo la forte sensazione di non farcela, chiesi al medico di essere informata costantemente e di
persona dell'evoluzione della malattia, anche nella peggiore delle ipotesi.
Questo ti fa onore... mi disse... non è da tutti e stupisce sempre. Di fondo c'è ogni volta una motivazione diversa. Qual è la tua?
Risposi... Voglio viverla al meglio, con consapevolezza. È una sorta di "avviso di garanzia" per recuperare ciò che è andato
perso e imparare tanto, non ultimo a morire.
Già... saper morire è di Chi ha non si è mai stancato di imparare a vivere, conquistandosi così una briciola di eternità. Non è un privilegio per pochi, però bisogna volerlo, lasciare orme di sé in qualche modo. Comunque "melodia" che avrà accompagnato fino all'ultimo istante.

martedì 7 luglio 2020

MITEZZA E UMILTÀ


Che argomento difficile, la Mitezza e l'Umiltà, sono strettamente unite, spesso intese per altro come da pregiudizio.
Ho idee chiare in proposito, eppure il rischio c'è, non so se riuscirò coerentemente ad arrivare fino in fondo.
Per tutto il giorno, a partire dal Vangelo odierno, gli spunti non sono mancati, poi mi osservo dall'esterno e decido che non posso esimermi, mi tocca.
I ricordi, le riflessioni personali, le confidenze "accolte", mi inducono a capirne davvero senso e valore e quanto paga esserlo, mite e umile nel profondo.
Penso immediatamente all'umiltà nell'aiuto... nel chiederlo e nel donarlo. Perché non si può essere arroganti e pretenderlo pur nel bisogno, perché se lo offri non deve costituire motivo di vanto o vanagloria. Tutto nella piena gratuità e semplicità di Cuore.
E la mitezza... ? Quante volte è scambiata per debolezza o ancor peggio per dabbenaggine? Mi viene quasi da sorridere, come quando si nega alla fragilità la valenza di risorsa.
Fragilità, mitezza, umiltà possono essere per ogni esistenza "trampolini" per mete irraggiungibili.
Si leggeva oggi... Che i sofferenti e gli oppressi si rifugino nel buon Dio. La mitezza e l'umiltà faranno la differenza. La mitezza è della persona forte che va oltre la rabbia propria e altrui, confida nelle proprie risorse che sa essere per grazia divina. L'umiltà è di Chi vittorioso non si vanta, perché è consapevole di aver vinto non per Suo merito e per questo grato, è disponibile sempre verso l'Altro.
La Persona mite e umile, è quindi forte e grata. Non può non essere nella benevolenza di Dio.

lunedì 6 luglio 2020

PENSIERI "STESI"


Fine settimana, ne ho raccolto i pensieri, li ho ripassati per riportarli all'origine.
Perché poi a me vengono così all'improvviso, mentre sfaccendo, faccio la spesa, o sono per le scale. Pensieri estemporanei che annoto a mente se è impossibile nell'immediato, e che non scordo pur seguiti da incombenze di ordinaria amministrazione. È ché sono espressioni di Cuore più che di mente, e segnano prima di essere segnati.
Hai una mente fertile... mi dicono... lo sai? È un dono.
Mah, può essere, anzi di certo è così, solo non me ne rendo conto, tranne quando sono così tanti da fare ressa ed accavallarsi, allora penso che forse di darsi una regolata è il momento.
I miei pensieri sono vari, raramente implicano giudizio, fanno da promemoria soprattutto a me stessa.
Ogni tanto do loro una sistemata per mantenerli presentabili nel tempo, ché siano datati però mai trasandati o eccessivamente superati, un "vintage" sempre attuale insomma, considerati i tempi nulla va messo via e scordato per sempre.
Così stasera ho preso gli ultimi pensieri, li ho divisi per colore, spazzolati per qualche residuo polveroso, ho insistito alla fine su un paio di "macchie" ostinate, con tutta la buona volontà e pur con le sane intenzioni, qualcosa ci scappa sempre, una malignità, un pregiudizio. Eseguita una "candeggiata" con doverosi mea culpa, ora sono tutti stesi ad "asciugare", mentre avanza la notte che altro spazio non ha se non per la preghiera.

domenica 5 luglio 2020

CONTRO I MULINI A VENTO


Ostinata ottimista, propensa a cercare il meglio nell'atteggiamento di Chi ho di fronte, resto basita quando noto l'arroganza nella malattia. Per capirne di più vado alla ricerca delle varie ed eventuali motivazioni.
Di certo ha un fondo di non accettazione e rabbia, sicuramente la persona non è in pace con se stessa, e si agita e parte a testa bassa, e colpisce da bendata, con la presunzione di vedere ciò che per Altri è inesistente.
L'entità di questo "fenomeno" appare ancora più evidente quando ci si trova davanti l'esatto contrario. E sono parole umili, di gratitudine nonostante i problemi, tacite richieste d'aiuto per non andare a fondo.
Gli arroganti invece, lo sono a prescindere secondo me, perché la malattia dovrebbe dare da pensare, nella peggiore delle ipotesi magari far abbattere, ma non di certo portare a bastonare chiunque capiti a tiro.
Ma alla fine è così, il cancro evidenzia la vera natura di Chi ne viene colpito, così che la "persona buona" appare... più buona, e naturalmente Chi non lo è mai stato, buono... sembra anche peggio.
Ho imparato che Chi è arrogante di natura, si trincera dietro la malattia per avere sempre ragione, protestare per il minimo contrattempo e disagio... non credere mai a quello che gli si dice.
Come fosse l'unico "sventurato" sulla terra non rispetta affatto la sensibilità dell'Altro che se non gli corrisponde, rischia ad un certo punto il peggio che possa immaginare... se non di più.
Vivere la malattia vuol dire trarne opportunità, e perciò bandire tutti i sentimenti negativi. L'arroganza senz'altro per prima.
Tiene prigionieri in una gabbia e impedisce di comunicare con gli altri.
Non conosce silenzi e giuste parole, quelle per chiedere scusa dopo un errore... chiarire un dubbio... o rafforzare un'amicizia.
Crea incomprensione, impedisce di pensare perché animata dall'impulsività... e si nega l'ascolto, strumento indispensabile per la conoscenza del bisogno.
Mah... non capirò mai questo genere di persone, pur considerandole ovviamente degne di rispetto.
Con questa riflessione un po' sopra le righe chiudo la giornata, sperando che domani sia un giorno sereno per Tutti, arroganti compresi.

sabato 4 luglio 2020

CIÒ CHE SALVA IL MONDO


Non c'è ombra di dubbio, ciò che salva il mondo è la presenza dei bambini sulla faccia della terra. L'"anima pura" dell'Umanità.
Parlerò perciò di bambini, perché stamani una nonna con gli occhi lucidi mi ha riferito di essere stata "rianimata" dal Suo nipotino di otto anni. Checco, questo il suo nome, volle esserle accanto fin dal primo momento, quando Lei quasi senza coscienza per la febbre alta, non riusciva a vedere né sentire.
- Nonna sono io, Checco. Mi senti? Svegliati!
E Lei come da un sogno, aveva aperto gli occhi, comprendendo all'istante che doveva mettercela tutta, farcela per Checco. E dire che le parole del medico al momento della diagnosi le erano arrivate come una sentenza senza appello. Ma i bambini sono un po' così, magici perché dotati di fantasia e protettivi come angeli tra terra e Cielo, custodi della volontà benevola di Dio.
Sono il contatto autentico e puro con la realtà, riescono con la sola vivace presenza ad eliminare tutto ciò che è formale e falso, obbligato e non sentito. Spontanei ed innocenti quali sono, vivono il presente che è insieme passato ed immediato futuro, con la ricchezza degli affetti vicini e le piccole gioie di ogni giorno.
Un bimbo è felice di semplici conquiste, quattro conchiglie e un raggio di sole diventano per lui un patrimonio da custodire e raccontare.
Dà forma alla vita che l'aspetta attraverso le esperienze gioiose e colorate della sua giovane esistenza.
Non gli è difficile neppure superare la paura.
Proviamo a ricordare con quanta facilità da bambini giocavamo senza sentire la stanchezza, e il trascorrere del tempo.
Fissiamo questo momento.
Nella vita è ancora così, tutto è importante, nulla è serio.

giovedì 2 luglio 2020

GUIZZI DI LUCE CONDIVISA


È cercare di dar luce ad un dipinto con pennellate di colore mai pensato prima.
Un po' di giallo come il sole, rosso come il papavero nella stagione, tanto verde... tutto è speranza che non si perde.
Una tela nuova che non ha bisogno di cornice, risulta bella così com'è, nasce dall'animo con un minimo di ispirazione.
È Vivere con arte, e la cosa proprio facile non è.
Da un' "Avventura" si esce vivi o morti, e se vivi pure agguerriti.
Agguerrito non vuol dire stare sulla difensiva, attaccare per non essere attaccati, non accettare, non capire, non ascoltare.
Agguerrito significa combattere ogni giorno contro le paure, rendersi forti con duro allenamento. Ridimensionando il più possibile la sofferenza, prendendo le distanze da controversie e ostilità vere o presunte. Fosse facile...
E intanto sarà necessario lasciarsi scivolare tutto di dosso, anche se continuamente ti "innaffiano" addosso. A causa dei ripetuti rovesci, per un po' a capo chino ma giusto il tempo che il peggio passi, e poi... a testa alta perché non siamo "fiori recisi".
E quando il gioco si fa duro, e troppe volte si finisce alle corde accettare pure l'aiuto che Ti viene offerto gratuitamente.
Capire le ragioni altrui, per perdonarsi e perdonare... ascoltare la sofferenza per dare meno peso alla propria.
E alla fine e soprattutto, dire grazie di aver vinto per un altro giorno ancora.
Vivere con arte è anche saper rielaborare i ricordi, farne insegnamento per un'esistenza migliore.
A occhi chiusi vederne i particolari e riprovare vecchie emozioni, incomprensibili per estranei a "questo mondo". Un mondo a parte, privilegiato alla rovescia, che non si può rifiutare, perché è vita uguale.
Chi mi conosce da tempo sa quanto io ami la scrittura, anche come modalità per condividere emozioni, l'amo a tal punto da essere quasi pedante nello spronare a scrivere, scrivere, scrivere...
Qualche tempo fa cominciai ad insistere anche con una cara Amica, che accomodante decise di accontentarmi.
Stasera ho notato che si è fatto un gran parlare di "Vivere", Vasco Rossi... di un "mito moderno" insomma, e allora... io rispondo col primo scritto della citata Amica, è un mito anche Lei, pure se non lo dà a vedere.
È un inno alla vita, nei toni che le sono propri, come solo Lei sa...
CHE COS'E' LA VITA?
E' un arcobaleno di colori;
è il romanzo più bello;
è l'avventura più affascinante;
è il sorriso di un bambino;
è l'abbraccio più caloroso
tra i fratelli come anelli dell'Amore.
(L. S.)

SEMINARE SPERANZA


Continua il "rodaggio" del Nostro ritorno, ognuno in pratica ha cominciato daccapo e dà quel che sa e soprattutto può, ognuno di certo fa la sua parte al meglio, compresa me, almeno così spero.
Ed oggi quindi ero là con la cura e la timidezza di un nuovo inizio, di qualcosa che sta trovando un'altra dimensione, l'atteggiamento più consono dopo un momento difficile.
Vecchie e nuove conoscenze, incontri in apparenza casuali, altri come appuntamenti fissati. Il tempo in reparto trascorre veloce, anzi non è mai sufficiente perché tanti sono gli argomenti, tantissime le storie cui prestare attento ascolto.
"Speriamo bene", è la risposta al mio "Vedrai, passerà... sta già passando", e poi a Chi è credente, "Confida, Affidati, Fidati", password d'accesso alla speranza sempre viva.
La speranza infatti è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e si sa le cose buone non possono morire mai.
A proposito, in reparto mi reco ancora a mani vuote per ovvi motivi, però in tasca porto sempre tre fiocchi di tenerezza. Perché "tre" è il numero perfetto, "in tasca" perché a richiesta di Chi conosce me e i miei fiocchetti. Oggi ho smesso il camice in fretta e lungo il tragitto verso l'uscita, poi a casa ho ritrovato solo un nastrino verde. Che dire...? Stavolta la speranza non l'ho solo condivisa, ma pure seminata, e soprattutto sempre nel posto giusto.
Ora trascorso il giorno, tiro le somme dell'impegno messo.
Non serve affannarsi, poco aiuta proiettarsi a lungo nel futuro, meglio cogliere l'attimo del presente.
Io... ogni sera mi limito a pensare al domani immediato, ai frutti delle opere di Dio che riuscirò a cogliere e a quanto saprò seminare perché Altri facciano lo stesso. Soddisfatta o delusa prendo l'impegno a migliorarmi... con un seno vero ed uno finto non importa... sono "intera" dentro e solo questo veramente conta.
Penso solo a domani, il giorno dopo e la "pace" scende in me.
Le Opere dell'Amore.
Le opere dell'amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai
il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace
che giunge a te e a loro.
Dove c'è pace c'è Dio,
è così che Dio riversa pace
e gioia nei nostri cuori.
- Madre Teresa di Calcutta -