giovedì 17 dicembre 2015

STASERA A RETI UNIFICATE.



Con la speranza che non mi staccano mentre sto scrivendo. Perché è questa l'ora che mi ispira, il silenzio è amico e quel che la Mente trasmette al Cuore e viceversa, poi voglio portarlo con me nei sogni.
Stasera... non conosco il motivo... mi è impossibile l'accesso ai gruppi. Quindi scriverò in questo spazio, più o meno è lo stesso, e d'altra parte ricordi ed emozioni possono andare come vogliono, senza briglie né limiti.
E così comincerò con...
Emoticon heart UNA STORIA A LIETO FINE
( dal Natale dopo... in poi), dedicandola a Tiziano Genoni e al gruppo Emozioni del Cuore
Due anni da quando tutto cominciò, e poi un anno dopo... quando il Natale sopraggiunse a scuotermi dal torpore, perché dovevo farla finita con ciò che era stato e dovevo cominciare a guardare avanti... definitivamente.
La mia determinazione... una scoperta nuova, le mie scelte... imprevedibili e nuove anch'esse... il non voler abbattermi più per niente... l'entusiasmo di continuare sempre, qualcosa di molto simile a ciò che prova un "giovane" quando s'imbarca in un'impresa. Ecco... ecco perché sembravo e ancora appaio più giovane anche alla mia "veneranda " età. Sono tutte caratteristiche di chi ha un breve passato, proprio come me, perché di esso io ho fatto un "sunto"... sfoltendo qua e là... cucendo un punto... rammendando uno strappo, ed ho mantenuto integre le parti migliori dove non ci fu l'usura del dolore.
Gli anni sono trascorsi, e giunta ad un primo traguardo "importante" mi guardo indietro alle feste di quegli anni. Tutto cominciò all'antivigilia di un Natale... tanta angoscia e grande dubbio e paura folle allora. Oggi... serenità di fondo che non si illude e non spreca tempo. Si vive e non si tira avanti.
E al mio gruppo, ai grandi Amici di "Continuare a... parlarne con speranza"... che cosa racconterò?
Dirò che la Vita davvero ci mette a dura prova, e "si diverte" a farlo proprio quando non deve e nelle situazioni più delicate e disparate. E non mi riferisco solo alla malattia. Non guarda le ragioni, né bada al bene fatto e ai torti subiti. Ama rimescolare le carte, riprendere il gioco e resta attenta e vigile a guardare le mosse.
Credo che per risolvere certe questioni sia utile ricorrere ad una logica matematica. Partire da "ipotesi" assurda per arrivare ad una "tesi" reale ed inconfutabile. Nello specifico, secondo me, è l'importanza di un'emotività stabile, di equilibrio e grande pace interiore.
Tanti ostacoli considerati insuperabili possono essere aggirati, tante questioni semplificate... si può non dimenticare ma soprassedere, si. Anzi si deve. Facciamolo pure per una sorta di egoismo. Ci sta. L'Altro non cambierà, non si può averne la pretesa, ma muterà l'atteggiamento in genere nel relazionarsi, e ci guadagneranno Tutti.
Chi ha avuto... ha avuto, Chi ha dato... ha dato. Scordiamoci il passato che tanto su questa terra stiamo e mica per l'eternità.
Così è parafrasando "genuinità partenopea", per quel che mi riguarda mi viene estemporaneo questo pensiero, quasi un'immagine...
Il copia-incolla di un pezzo di Cielo per coprire e poi scordare macchie ed ombre cadute per caso sull'anima mia. O anche tua... chissà...

martedì 15 dicembre 2015

PERDONO... MUSICA DELL'ANIMO


Mi convinco di avere una sorta di sesto senso, oppure sarà il tempo di Natale... stamattina pensavo e mi chiedevo se davvero mi sento in pace. Se scorrendo a mente tutte le persone con cui ho qualunque tipo di relazione, credo di essere ben accetta o io ben accetto loro. O magari entrambe le cose, in quanto ogni essere umano ha dei limiti, può sbagliare ed essere colpevole di torto verso altri e non meritarne le simpatie.
La differenza sostanziale la fa l'esserne più o meno consapevole, altrimenti detto... pieno consenso.
Mentre preparavo i soliti fiocchetti quindicinali, mi son fatta l'autoanalisi... credo spesso di essere vittima di ingiustizie, mi sento perseguitata o offesa... cado quindi in commiserazione per me stessa e intoppo nel rancore verso altri?
Ammetto che qualche volta mi sono sentita presa in giro, non considerata a volte mal compresa. Ho litigato e pure trasceso verbalmente, ma poi le responsabilità me le sono tutte addossate, giustificando l'altra parte che forse io stessa avevo portato a sbagliare.
Sembra circolo vizioso. Non lo è. Il desiderio di ritrovarmi in pace fa sì che io perdoni me stessa per aver esagerato ed esasperato una situazione e di conseguenza perdoni anche l'altro. Mi alleggerisco così di un peso, ritrovo l'equilibrio, metto basi nuove per quella stessa relazione interrotta per mancanza di ascolto da parte di entrambi, ed anche per altre a venire.
Perdonarsi è cambiare atteggiamento, modificarlo soprattutto a proprio vantaggio.
In conflitto continuo con volontà e indecisione, tra amore e rancore rendiamo la Nostra vita un percorso ad ostacoli su una strada senza luce, perché privata della serenità.
Anche se all'inizio comporta uno sforzo notevole, il Perdono è ciò che serve a rendere la vita meno difficile.
E' più facile amare ed essere amati quando se ne apprezza il valore.
Ci si può sentire persino felici quando si perdona, e questo perché, riconciliati col dolore ricevuto, si è pronti a lasciarlo andare definitivamente.
E' onestà d'animo quella che si richiede perché l'esistenza evolva, bisogna guardare avanti... questo necessita, e solo così il Perdono riacquista il senso del termine... diventa cioè "come un dono" per Chi lo concede e lo riceve, anzi alla fine differenza non c'è.
Manca davvero poco a Natale ed è tempo di regali, pochi veramente utili ed apprezzati. Se ne faranno tanti, presto dimenticati.
Penso che ognuno dovrebbe fare per sé qualcosa di buono perché sia buono con l'Altro, anche con Chi l'ha offeso in qualche modo. Creare una nuova "Armonia".
Io voglio farmelo questo dono, e conoscendomi bene, sarà grande.
Non ascoltare l'intuito mio che spesso mi ha fatto stare male.
E crederò a ciò che appare, lascerò che mi si creda lusingata da carezze e complimenti. Ridimensionerò le "azioni" con il salvifico "beneficio del dubbio".
Non sarà illusione, ma serena consapevolezza che viene dall'accettare l'Altro così com'è.
Sincero o falso, resta che può dare solo quello.
Lo so, prendo tutto per buono, quindi... perdono.

VARIOPINTO PENSARE


Emoticon heart
Come tra le bancarelle di una tradizionale fiera annuale.
Tanta merce in bella mostra, magari un po' vecchiotta, rimessa a nuovo e riportata alla luce. Tra il vociare e l'aria frizzante che fa quasi inverno, ti raggomitoli nel soprabito "mezzo peso", e continui ad... andare, estraneo in una realtà che al momento hai scelto.
E' così... è sempre così, non ci fai mai l'abitudine. I ricordi ti colgono all'improvviso, vanno a ritroso fino a fermarsi all'ultimo che all'epoca procurò un tuffo al cuore e un brivido. Ora, rammenti e a tratti sorridi.
Non posso non sorridere quando penso alla mia Amica "storica"... immediatamente mi torna il Suo magico "intercalare", ma che c'mport.
Una ricetta di cucina... ma che c'mport.
Un acciacco all'improvviso... ma che c'mport.
Il rialzo di un marcatore, anzi di un "mercatone" come lo chiamava lei... ma che c'mport.
Il referto di una TAC... sempre e solo, ma che c'mport.
Ci sto io ci sta lui, basta che non ci diamo fastidio. Per me non ci stanno problemi, perché non lo penso proprio.
Così per 12 lunghi anni...
Stamattina, al solito ho telefonato a Suo marito... come ogni domenica per una consuetudine mai interrotta. Mi ha detto che oggi in paese c'era la grande fiera di Santa Lucia, tanta gente, tanta bella roba esposta...
Già, mi sono detta... Lei non mancava mai, c'andava a comperare sempre lenzuola. Due anni fa le avevano venduto un paio scombinato, se n'era accorta tardi, e un giorno mi aveva detto... se pensa che m'ha fatto il bidone ha sbagliato proprio. L'anno che viene lo vado a prendere dove sta...
E dodici mesi erano trascorsi. L'anno passato si era presentata dall'ambulante per quel cambio famoso, ma lenzuolo gemello non trovò e stranamente optò per una coppia di asciugamani colorati...
Non è stata cosa, mi ha detto... torna l'anno prossimo. E' 'na parola... e se fino ad allora non campo?
Non si era mai espressa così, quella fu la prima e purtroppo l'ultima volta.
Quel giorno rabbrividii, stasera invece, grazie a Lei e al Suo variopinto pensare, sento il tepore di un caldo ricordo.

lunedì 14 dicembre 2015

CHIAVE DI LETTURA DI PAROLE INESPRESSE



Emoticon heart 
Sono quelle che comunemente chiamiamo coincidenze, le parole inespresse della Vita. Una sorta di "messaggi in codice" inviati a Tutti ma che non tutti sanno interpretare, così che poi restano lì in un angolo della memoria, richiamati per analogia di accadimenti e in seguito archiviati come... "fatti casuali".
Non è così, dato che a saper leggere se ne trova spiegazione e si ricava pure consiglio utile.
Ed è buona cosa... che infonde speranza e dona gioia, e già solo la consapevolezza tanto aiuta.
Nulla è mai per caso e ciò che accade, anche semplice e banale, sta a indirizzare per la via giusta e anche confortare.
Velatamente a volte, ma non siamo mai soli.
Nomi e date si combinano tra loro e non sono coincidenze,
è la combinazione perfetta che apre la Mente e dà accesso al Cuore.
Ne sei convinta anche Tu allora, Amica mia?
Me l'ha chiesto su due piedi ieri una persona appena conosciuta, che guarda caso si chiamava come mia madre, e come Lei aveva perso un figlio in tenera età. Dolore sconfinato che a sentirne parlare mi ha lasciato senza fiato. Nel senso letterale del termine, sono rimasta a bocca semiaperta per darmi ossigeno. Si può immaginare ma assolutamente non capire quanto sia devastante una perdita del genere. Eppure questa madre ne parlava con una serenità sconvolgente, intercalata dall'espressione... il Signore è grande.
Perché aveva perso un figlio e subito dopo e in soli due anni ne aveva messi al mondo altri due... Emanuele e Gabriele. E i nomi scelti fanno ben comprendere il programma di vita dell'intera famiglia.
La perdita di un figlio evidentemente non era sufficiente come prova, perché in seguito l'uomo di casa aveva perso pure il lavoro, ma non si erano scoraggiati e se prima era stato solo lui a lavorare, in quel momento di difficoltà avevano deciso di darsi da fare insieme nell'assistenza agli anziani, alternandosi nei turni... 24 ore su 24, ovviamente ben remunerati.
Assunta era appunto lì, in ospedale come accompagnatrice di un'anziana in trattamento.
Questa storia narrata a me "per caso" in un giorno "non a caso", solo apparentemente appare come coincidenza.
Tutto si concerta in modo meraviglioso, come un mosaico perfetto in cui sempre è visibile un'unica mano e una volontà. Convinti di questo... niente mai potrà far paura.
Con tanto calore, sono quelle coincidenze nella vita che danno veramente a pensare e poi sperare.
E a questo punto non puoi chiamarle più coincidenze.

sabato 12 dicembre 2015

COME SOLO LEI





Lo diceva stamattina quell'Amica con cui ho sostato a parlare in corridoio... sai, forse sono stanca, vorrei tanto poter essere d'aiuto come ho sempre fatto, ma spesso mi mancano le parole.
Per Lei è probabile sia questo, la stanchezza, ma per me...? Anche a me a volte mancano le parole, soprattutto non ne trovo negli ultimi tempi. Sarà perché la Mente è stata occupata da altro, saranno state le tante coincidenze di questo periodo decembrino. Mi faccio forza e come sempre vado contro l'onda, più o meno me la cavo, e supero il momento.
Vero è che... come credo... Qualcuno lassù c'è. E prega ed intercede per me che sono quaggiù e lasciò eredità di affetti ma pure responsabilità.
Raccomando a te... che sei la "grande", la prima dei miei figli...
E queste parole "ruotano" nei pensieri quando alterne vicende si accavallano e ingarbugliano. Ma perché mai sarò nata per prima... mi pesa a volte il benedetto diritto-dovere di primogenitura che non tiene conto mai delle ragioni.
Comunque ricordando... stamattina, prima di andare pensavo a quel sogno fatto qualche giorno dopo la morte di mia madre. Ne ricordo sempre le parole che l'accompagnavano... un sogno non in bianco e nero e neppure muto.
Quando mi vorrai, pensami ed io ti prenderò in braccio come quand'eri piccola.
Restai turbata, ma più volte da allora in poi seguii il consiglio. E chiamiamola pure illusione, certamente fu pure conforto.
Stamattina, poi sono andata... e di nuovo sentivo le parole smorzate dentro. Ho respirato profondamente e sono entrata in una stanza. Altre coincidenze... ché oggi di sicuro ne avevo bisogno... mi hanno fatto venire i brividi. Non c'ho dato peso. Poi a casa ho trovato scorrendo, un link che parlava di brividi ed abbracci.
Straordinario, non potevo non pensarci, collegare è stato immediato.
Un brivido di freddo e il calore che scalda il Cuore. Era quello della mano di mia madre a lungo contemplata ed accarezzata nelle lunghe notti di un dicembre.
Le sensazioni impresse sorreggono i ricordi, li rendono vivi come li vivessi di nuovo, in tempo reale.
Persino quando dormo continuano ad essere presenti e allora sogno.
E' tutto quanto bellissimo, pare quasi di poter gestire la mia emotività.
Del tutto confortata da un abbraccio. Il Suo Abbraccio.
Serena così resto rivolta al passato e nello stesso modo mi sento pronta a vivere il Futuro.

QUANDO IL BENE E'




Aggira gli ostacoli, abbatte le barriere, frantuma gli scogli.
Il Bene... quattro lettere insieme a formare una parola che, letta così pur distrattamente, può voler dire tutto, anche secondo convenienza.
C'è però la maiuscola, un piccolo particolare che fa la differenza. Eleva e rende oggettivo e assoluto. Il Bene.
Quando il Bene è, non può restare chiuso, nascosto... sarebbe sprecato e non solo, lascerebbe ampio spazio al suo contrario. E non basta quel che c'è già? Cattiveria, egoismo, malattia... se opponessimo la giusta resistenza, probabilmente qualche momento buono in più potremmo viverlo. Spesso non dipende da un individuo solo e tante sono le variabili, però quello stesso un po' l'esistenza può aggiustarsela. Se lo vuole e se gli è consentito... trovando il coraggio di osare e non vedendo pericoli ovunque.
Vivaddio, un po' di fiducia pure ci vuole... guardare avanti come non ci fossero sempre e bivi e incroci, senza ascoltare il "vociare" intorno. Continuare a... sorridere credendoci. E domani sia quel che sia, tanto dovrà essere.
Quel che scrivo, lo sto ripetendo per prima a me stessa pur essendone convinta. Capita infatti di sentirsi sdoppiati senza averne diretta responsabilità.
Comunque soluzione c'è, e come scrissi per un "fiocco di tenerezza"... se la via manca, ne creiamo una. E vuoi vedere che la nuova possa essere più dritta e sicura?
E che ci vuole!? Basta... avviarsi.
A volte c'è tanta ricchezza dentro, che impossibile è tenerla tutta per sé.
Allora viene fuori, supera ogni ostacolo... confidando, si affida per lambire appena altri Cuori. Se saranno giusti e pronti, l'accoglieranno.
Perché il Bene non è opzione. Semplicemente è.

giovedì 10 dicembre 2015

HAI PRESENTE QUELLE NUVOLE ROSA...


Emoticon heart
Si, proprio quelle che vengono fuori inaspettatamente, dopo tanto grigio e un violento acquazzone. Basta un piccolo squarcio d'azzurro e si fanno strada.
Preannunciano il ritorno del sereno.
Perché niente dura per sempre, e quel che fa parte del corso degli eventi occupa il tempo che deve, e non coincide mai con il Nostro volere. 
Serve aspettare, e intanto... respiro dopo respiro, ancora più profondi... alla fine se ne esce spesso "inebriati". Un'esperienza nuova, comunque vissuta che lascia ricordi. Strategie "last minute" che pure riescono a divertire.
Quanto ho imparato in tutto questo tempo... e "dall'universale al particolare" so destreggiarmi tra disagi e controversie, disappunto e tanta buona volontà di mettere sempre punti fermi, andare a capo e ricominciare nello stesso ambito.
Che bel preambolo, tutto per dire delle risate che stasera c'hanno messo su facendo il presepio. Un'opera d'arte... e che lo dico a fare... che mi ha spinto a filmare Chi era intento ad operare.
Finalmente dopo giorni di "cielo grigio", uno squarcio d'azzurro.
Noi, "tumorati" da Dio, siamo così... lunatici con sprazzi di profondità e picchi di ilarità raggiunti con poco o niente. Pare che la malattia ci resetti la memoria dell'anima, ed allora diventiamo tanto così come siamo ora, e un po' come fummo fino a "quel momento". La realtà che c'appartiene è sempre la stessa, eppure certe volte caschiamo dalle nuvole.
Poveri quelli che ci sono accanto, si prendono il brutto delle "precipitazioni", ce ne rendiamo conto e vogliamo in qualche modo rimediare.
Così succede come stasera. Si guarda in su, all'apertura del Cielo e alle piccole note rosa che a ben vedere non mancano mai, e spunta un sorriso che ne attira subito un altro, fiorisce una battuta che rimette su l'umore, e poi tutto lascia il posto al riso.
Sono risate leggere che nascono da una volontà scaccia pensieri.