giovedì 23 luglio 2015

UNA FRITTATA SENZA PREZZEMOLO


Emoticon heart 
Prima che... succedesse ero da sempre prevedibile fino all'esasperazione, metodica da ossessione, testarda mi impuntavo a tal punto da non vedere per un problema soluzioni pur lampanti in alternativa ad un'altra più complessa e assai meno chiara. Ero così, almeno credevo.
Anche nell'organizzazione domestica seguivo quell'ordine tedioso che rendeva le incombenze più pesanti. Ogni sabato preparavo i menù per l'intera settimana, e guai a sgarrare, naturalmente solo col pensiero, subito con un "mea culpa" riparatore mi rimettevo in riga e mai più trasgressione... neppure col pensiero.
Ora invece, è tutta un'altra musica... non ho programmi, o meglio... l'unico programma è non avere programmi. E così sia.
Bene, così sempre in osservanza di questo nuovo "stile di vita", oggi ho preparato una frittata per domani con 5 uova rotte ieri, per giunta senza prezzemolo.
In questo piatto preparato in modo estemporaneo, in seguito alla rovinosa caduta di 6 uova ancora nel contenitore, c'è tutta la mia attuale nuova "filosofia".
Fronteggiare col minimo disappunto un inconveniente, recuperare la sostanza scartando proprio poco, cogliere il meglio e farne una risorsa. Anche se nell'immediato non serve, e non è tutto perfetto ma pensi che un tocco in più ce lo potrai mettere per renderlo "quasi" perfetto. E infatti nella frittata al posto del prezzemolo che mi mancava, ho aggiunto qualche foglia di basilico, ed ora profuma di più.
Ciò che è scontato spesso è piatto e annoia, mentre la novità dà quasi sempre un profumo diverso alla vita, che poi finisce col piacere.
Gli stessi sapori ogni giorno, la pigra sicurezza di ciò che si conosce a memoria e impedisce di sbagliare... e non ci sono più stimoli e sbiadisce la curiosità e l'ansia trepidante di un domani foriero di ricchezze.
Sono questi gli ingredienti giusti per invecchiare precocemente. Chi ha il ben dell'intelletto non se lo può permettere.
Deve ambire ed imparare, conoscere e sperimentare "ricette" alternative ai soliti sapori. Un "piatto forte" e tanti "assaggini" nuovi... forse un "ruolo" nella vita ma pure molteplici modi per esprimersi.
Si vive ogni giorno, tutto è neutro e può essere incolore. Tocca a Noi dare alle cose gusto e tono che siano decisi.

mercoledì 22 luglio 2015

SEMPRE E SOLO UN CERCHIO DI FUOCO


Emoticon heart 
Fa ancora così caldo che avrei voluto tenermi su argomenti leggeri, poco impegnativi e meno che mai con riferimenti dolorosi. Ma la Vita gli "spunti" non li suggerisce, a volte impone la sua verità sgarbata e per niente gradita, così che non si può fare altro che condividerla, per sentirne meno il peso e alleggerire Altri della stessa.
Per me alla fine, l'ho detto più volte, fu solo come aver attraversato un cerchio di fuoco. Qualche scottatura, escoriazione... il tempo di curarle e riprendermi dalla paura... poco più di un anno. E solo Dio sa quanto a volte mi costi dirlo a Chi quei 12 mesi ha già superato e mi chiede... tu quanto c'hai messo?
Sarà per questo probabilmente, quasi un riscatto, che decisi di non staccare mai e andarmene via. Inconsapevolmente volli trasformare quell'anno di "danni" in qualcosa di creativo per me ed Altri, e non è ancora finita. Un'opera che va avanti su una strada appena accennata dalla mia volontà, e che ora procede praticamente da sola, non senza mortificazione, dolore e forte senso di impotenza.
Quello che Tu fai è grandioso... mi ha detto oggi un'Amica mentre con gioia mi mostrava un regalo ricevuto, un libretto con 30 meditazioni-preghiera a Gesù Misericordioso.
Hai visto che bello? Me l'ha portato una mia amica da Loreto... mi ha pensato...
ove il dono è già in quel "pensiero dedicato" che annulla il senso di vuoto e la solitudine.
A lato c'era il "paziente birichino" che non sta mai fermo e mangia caramelle a iosa. Sua moglie lo guardava e scuoteva la testa, pareva dicesse silenziosamente... è un prepotente, però al contrario dell'ultima volta lei era più sorridente, e questo equivaleva a tacita speranza.
Le mogli... quasi tutte assai accudenti, e pazienti e materne. Oggi ne ho incontrata una in "lacrime silenti", quel pianto che non si ode ma riempie gli occhi tanto da spegnerne il colore, da azzurro intenso a celeste pallido.
Non ce l'ho la forza, non ce la farò mai...
Invece devi, Le ho detto ma con un fil di voce... forse in quel momento ci credevo poco anche io.
Sono tornata a casa, dopo una mattinata di fuoco in tutti i sensi, avrei voluto aprire il mio Cuore. Mi sono limitata a riflettere sulla mia condizione di "privilegiata", non ho parlato... mentre la "piccola rabbia" , quella si, faceva sentire dentro la sua voce.

martedì 21 luglio 2015

TANTI ANNI DOPO... IL GIORNO DOPO

Emoticon heart
E se non sono gli Altri a chiederlo, me lo chiedo da sola... ma ti rendi conto di quanti anni sono che vai per danni su questa pazza terra?
Poi coraggiosamente mi rispondo... se faccio danni reali, questo non so... ma nel caso sia pazza la terra davvero li merita allora i miei danni, e forse mi contagia un po' della sua follia.
Sono abbastanza, è vero gli anni compiuti, e mi piace pensare siano ben portati quasi potessi così aggiungerne parecchi ancora... chissà.
Sarà della stessa opinione pure mio padre che continua a... ripetere che ormai possiamo considerarci coetanei, anzi da ieri pure "anziani" entrambi.
Va be, lo lascio dire... non è mono-tono solo in questo, e ogni anno non ci risparmia nemmeno la solita storia... come "faticosamente" diventò padre per la prima volta tanti e tanti anni prima...
"Aspettate che... vi racconto...", e giù... di quanto avesse corso, cercato disperatamente in quella domenica assolata di un'estate caldissima, la più calda del secolo, il secolo scorso.
Non fu infatti un parto facile e rischiammo di morire mia madre ed io, ma evidentemente destino diverso aspettava entrambe se Lei di gravidanze ne ebbe ben altre cinque ed io dovevo arrivare ad un'età matura per vivere la "storia" che avrebbe cambiato il corso dei miei anni a venire.
Quando la Mamma era in vita lo ricordava anche Lei quel giorno... la sofferenza, il caldo, l'esito incerto di come sarebbe andata a finire... però concludeva il racconto con il Suo sorriso più bello, segno che di tutto quanto le era rimasto solo il bel ricordo.
E' certo che la nascita di un figlio, soprattutto il primo, annulla tutto quello che l'ha preceduta. Comincia il secondo atto di una commedia... stessi personaggi, quasi uguale la scenografia ma con una sceneggiatura completamente diversa perché è la trama che lo richiede.
Una nuova vita... in tutti i sensi.
Passano gli anni e la storia si evolve, altre si affiancano e s'intrecciano quasi come un romanzo o addirittura una "saga" di quelle interminabili da perderne il filo.
I figli diventano poi genitori con le difficoltà, le gioie che il ruolo comporta, e tramandano i ricordi come bene prezioso.
Per ogni anno della loro età... tante istantanee di un Amore che non ha pari.

lunedì 20 luglio 2015

DUE MINUTI E UN ANNO E' GIA' ALLE SPALLE


Emoticon heart 
E' un anno della mia vita che trascorso, va in "archivio" ma non per essere dimenticato. Come gli altri mi ha donato tanto, e ciò che ho dato e ricevuto oggi, giorno del mio compleanno, me l'ha testimoniato e rammentato.
Ora manca pochissimo e questa giornata terminerà...
E da domani si ricomincia. O continuerò a... contare?
I giorni... le ore, i minuti... tutta la Vita che ho davanti.
Eh, già... perché oggi è stato il mio compleanno ma altri spero ci siano e nello spazio di 24 ore, come in un film sono passate emozioni e sentimenti controversi... tutti insieme a ricordare che è così, non c'è da farsi illusioni... l'Esistenza non è mono-tono... non è solo bianca o nera, è varia e soprattutto non sono automatiche e casuali le tonalità di mezzo.
Un'occhiata all'orologio... il tempo scorre in fretta... e sono già quindici minuti più o meno che non è più l'OGGI a farla da padrone.
E procedendo con ordine...
Stamane di buonora... squillo di telefono, i primi auguri di buon compleanno con notizie riguardanti l'aggiornamento di una... Condizione? No, forse è meglio dire... di stato.
Frasi buttate lì, che l'occasione richiede.
E va bene, l'ansia fa già capolino ma è pur sempre il mio compleanno, no?! E allora... chiudo gli occhi e training autogeno per riprendere il controllo sereno.
Pensare positivo... pensare positivo e... non pensare ad altro.
Intanto, giusto per distrarmi do un'occhiata alla mia pagina su fb... I numerini posti in alto sul piccolo mappamondo m'indicano un mare di notifiche... "TANTI AUGURI" o più o meno così, le frasi che si susseguono sul mio profilo una dopo l'altra, a strapparmi un sorriso, un "grazie" in silenzio a Chi pensavo non si ricordasse di me. Comincio a ringraziare, perché gli auguri si moltiplicano a vista.
Ed ecco... il telefono squilla di nuovo... è Donata, l'Amica in riabilitazione dopo l'intervento al femore, mi fa gli auguri... ripete come sempre, "speriamo" ... per Lei, per me, per Tutti quelli come Noi.
Ritorno in cucina a rassettare dopo la colazione... uno sguardo all'orologio. Devo darmi da fare, altrimenti a pranzo solo pane e pomodoro, male non è visto che il caldo torrido non demorde...
Però, è sempre il mio compleanno!?! Si riaffaccia l'ansia.
Di nuovo... conto fino a 10, anzi meglio... fino a 20 e l'ansia si cheta.
Riprendo la mia giornata, di corsa... devo preparare il pranzo del mio compleanno...!
Prendo una pentola e squilla il telefono.
Squilla il telefono e sto spellando pomodori.
Ma il sale dove l'ho messo? Beh, lo cerco dopo, tanto ora non mi serve... devo correre al telefono.
E così per tutta la mattinata... auguri ed ansie, poi lucidamente voglia di capire... agire perché in futuro non ci possano essere rimpianti.
Il pomeriggio di nuovo assolato si presenta più calmo mentre volge alla sera.
E' sempre così... è nella prima parte di un arco di tempo che si concentra il "turbamento", il grande "marasma" dei sentimenti e delle azioni, poi man mano che si va al termine la stanchezza ma anche la chiarezza che si fa strada permettono di lasciarsi andare...
Ed è notte ormai... devo solo dire GRAZIE. Tra alti e bassi ci sono ancora.
Il giorno del mio compleanno è trascorso. Stacco il foglietto dal calendario sulla scrivania.
No... non voglio gettarlo... ho solo un anno in più.

domenica 19 luglio 2015

OGGI... PER DOMANI (parte seconda)



Emoticon heart 
Allora... fai attenzione alla sequenza, perché è importante...
(e naturalmente state attenti e pronti a memorizzare, copiare anche Voi...)
Per il "Calice", è un liquore che si chiama così, ti occorrono 5 o 7 uova fresche con tutto il guscio da adagiare in un grande barattolo di vetro e tanto succo di limone da coprirle per intero.
Dopo qualche giorno i gusci saranno sciolti, e resteranno le uova solo con la pellicina. A questo punto con molta delicatezza le tiri fuori, e facendo attenzione a non romperle le metti da parte.
Intanto filtra il succo di limone con i residui di guscio, quindi sbatti i tuorli d'uovo ben bene e aggiungi un po' alla volta 1 litro di marsala all'uovo.
Se ti piace molto dolce puoi aggiungere 10 cucchiai di zucchero, altrimenti è buono già così. Versa in una bottiglia e fai riposare per qualche tempo. E poi sentirai che bontà. Ti dà energia e mette il buonumore.
L'Amica, compiaciuta di aver fatto tanto dono e forse un po' stanca per aver parlato a lungo, ha chiuso allora gli occhi.
Che fai... dormi? E no, non puoi... devi ripetere, ché io mi so' scordata tutto.
Eh già, compagna di stanza distratta e lamentosa, se avessi ascoltato invece di guardare di continuo la benedetta sacca penzoloni, e chiamare e grattarti il cuoio capelluto, forse ora qualcosa avresti ritenuto.
Non mi senti, dico a Te... allora dormi proprio!
Si era appisolata?... chissà, meglio non indagare.
Non preoccuparti... ho detto... tengo a mente io. Scriverò la ricetta su un foglio, punto per punto precisa, e te la porterò la prossima settimana.
UUhh, si... non lo dimenticare, mi raccomando. Scrivila subito, sennò te la dimentichi.
Ok, non temere. E sono uscita dalla stanza sorridendo, mentre pensavo... sarà davvero difficile scordare, io si, sono stata tutta occhi e orecchie!

sabato 18 luglio 2015

OGGI... PER DOMANI (parte prima)


Emoticon heart
E dopo aver parlato di pane e pomodoro, linguine a casa mia, stasera starò a considerare la bontà genuina dei liquori fatti in casa.
Veramente col caldo che fa, le libagioni e anche solo i "bicchierini" per fare onore all'ospitalità sarebbero da bandire quasi, ma si sa... si pensa oggi per il domani, e l'estate è la stagione giusta.
Innanzitutto si ha più tempo libero e poi per certi liquori che hanno bisogno di lunghi tempi di infusione, davvero bisogna partire da lontano. Come per il "Nocino", ad esempio...
Vi chiederete come mai sarà venuto fuori un argomento così... beh, diciamo che di spunti me ne vengono offerti a iosa, non sempre riesco a coglierli tutti, e che comunque in questo periodo di afa pesante meglio è trattare argomenti leggeri.
Anche perché là dove io vado non è che si sta a parlare sempre di malattia e accidenti vari, terapie ed effetti collaterali... i cervelli si fonderebbero inesorabilmente. Al contrario si conversa del più e del meno, di tutto e di più, e quindi di cibo e bevande, autentico senso di attaccamento alla vita.
Stamattina così due Amiche, anzi una in particolare ha rivelato le ricette "segrete" (si fa per dire) del "Nocino" e del "Calice". Il primo, noto digestivo... il secondo tonico corroborante.
Il Nocino è di lunga preparazione, comincia il 24 giugno, giorno di San Giovanni, mettendo in infusione nell'alcool a 95°, 24 noci ancora verdi tagliate in quattro.
Si aggiungono garofano e cannella in modesta quantità in modo da non coprire il gusto e zucchero quanto piace, diciamo 500 g per litro.
Si lascia macerare il tutto fino a Natale, si filtra dopo aver passato al torchietto pure le noci e averle mescolate al resto.
Si imbottiglia in vetro scuro, e si lascia riposare per qualche giorno.
E' ottimo per la digestione dei pranzi "importanti" delle feste, ed anche per contrastare il meteorismo intestinale.
Tu dici?... ha chiesto l'altra Amica che stava ad ascoltare.
Come no!?... basta provare. E poi è così buono che ti mette su. Non come il "Calice", ma quasi.
Il Calice...? e che cos'è?
Un altro elisir gustoso assai. Se vuoi ti do pure questa ricetta.
Certo...
Già... certo. E la ricetta l'ha data.
Però a Voi toccherà domani. Per il momento copiate questa, e mi raccomando... tenete a portata di mano foglio e penna.
Quella è da scrivere proprio, precisa e completa.
Cin cin... a domani!

venerdì 17 luglio 2015

UNA RICETTINA SEMPLICE



Emoticon heart
L'avrò appena detto, mi pare... vivere con leggerezza, fantasia e un tocco di poesia.
Vero è che facile sempre non sarà, ma bisogna cominciare dalle basi, dal semplificare il quotidiano per sé... programmi con poche "voci" in modo da spuntarle man mano velocemente e tutte fino alla fine, e soprattutto programmi suscettibili di cambiamento. Senza farsene un problema, anzi... scorgendo immediatamente il meglio nel cambiamento.
E poi... importantissimo è adeguarsi alle situazioni e accettare il momento contingente, con pazienza aspettare che passi per poter tornare a quello che è stato o era fino a qualche tempo prima.
Facciamo un esempio... tanto per restare in tema... leggero?
Stasera Vi suggerirò una ricettina semplice, perché fa molto caldo, è estate e non si può andare sempre sul pesante. Alla lunga anche ciò che piace finisce col restare sullo stomaco e provocare sbadigli senza interruzione.
Digestione difficile...? Assolutamente, SI.
Allora... la mia ricetta è proprio una ricetta vera, si parla di buon cibo. Un piatto genuino, leggero... sono certa che piacerà.
L'ha partorito oggi la mia fantasia ammaliata, o forse perché io semplicemente inebetita dal caldo, non sapevo che cosa preparare per il pranzo... pochi ingredienti in frigo, poca voglia di stare ai fornelli, appetito scarso e bisognoso di solleticanti stimoli.
Così dopo aver scottato una ventina di pomodori perini ben maturi, li ho spellati, ben schiacciati e poi messi in "confusione" dentro una zuppiera vintage con olio extravergine di oliva, uno spicchio d'aglio, 10 olive nere a pezzetti, 1 cucchiaio di capperi sottaceto, 1 scatoletta di tonno e 6 foglie di basilico fresco raccolto dal vaso che ho sul balcone.
La confusione è durata un'oretta o poco più, all'ora di pranzo ho lessato delle linguine di Gragnano, passate sotto il getto di acqua fredda e poi condite col mio sugo fresco, veloce e stuzzicante.
E' nato così, a luglio in un torrido giovedì, un mio nuovo "primo piatto".
Come lo chiamiamo, mamma?... ha chiesto mio figlio.
Sono linguine... nate qui, da me... le chiameremo, LINGUINE DI CASA MIA.
Nostrano il nome come il gusto, semplice e buono il risultato.