giovedì 1 maggio 2014

LA QUADRIGLIA

E...dopo la pausa, la "musica" riprende, perché è già tempo di ricominciare.
 Oggi ho tirato fuori dall'armadio tutte le scartoffie, la mia "storia" di diagnosi, richieste di esami, referti, lastre e "diavolerie" varie... il tutto ben catalogato e in vista tra i fogli trasparenti di una cartellina rosa, e poi ancora custodito nella busta del mio negozio di abbigliamento preferito.
Così... tanto per sdrammatizzare. Quando è nell'armadio sembra una maglietta riposta... mentre vado per il controllo, sempre una maglietta... ma appena acquistata, una novità.
Ci risiamo dicevo, perché sono già passati 5 mesi e tra un po' riprende la "danza" degli esami di routine, per quel FOLLOW UP benedetto che mi aspetta 2 volte all'anno, per i primi 5 anni almeno... e poi si vedrà.
E' proprio una danza, che ancor prima di cominciare, ma molto alla lontana... sembra davvero una "quadriglia".
Tu resti fermo in attesa e di fronte tanti fogli di richieste. Poi prendi a muoverti e vai... una data prima ed un'altra dopo, un passo indietro ed uno avanti... alt, si cambia perché non si può. E ancora indietro... cambi sede, poi torna a quella di sempre... un giro, due, tre... e finalmente, la danza si appresta e i "cavalieri" sono al loro posto.
Stamattina erano tutte in fila sul tavolo le "mie" prenotazioni, un paio di impegnative ancora da timbrare, ma via... tutto sommato questa volta mi è andata bene. Qualche difficoltà solo per l'eco-addome, per il resto tutto è filato liscio...
... ma la danza è solo al suo inizio, sperando che proceda come Cuore e Mente intendono... che io possa dire alla fine, dopo promenade e pirulé...
 ...anche per questo giro, i piedi li ho salvati.












venerdì 25 aprile 2014

NON SAPEVO COME FARE... PERCHE' TI VOLEVO...

Letta così, intervallata da quei puntini in sospeso sembra quasi un'unica frase... un richiamo all'attenzione, un bisogno... d'amore.
In realtà si tratta di due espressioni distinte, stralci di conversazioni con persone diverse, accomunate si, da un bisogno... quello di essere ascoltate e considerate.
Per non dimenticare.
Per non essere dimenticati.
Ed è storia che si ripete per me, ad interrompere la serie di quei famosi "giorni no"... ecco arrivare un segno, simile ad una mano che si leva in alto a significare che sono stati abbastanza, davvero troppi quei giorni... che in fondo non c'è motivo ma solo timore e pure vago... e invece di concreto c'è quello che si è fatto e la voglia di continuare a...
Strano che ogni tanto non me ne ricordi, o forse non vuole quella pur piccola parte di me che ama piangersi addosso.
Forse ancora, è un modo come un altro per non dimenticare... o chiedere attenzione, per non essere dimenticata.
E quel bisogno... d'amore, quel richiamo viene ascoltato sempre e solo da Colui che tutto sa, e poi muove le "pedine giuste" nella partita continua che è la vita di ognuno. Così si intrecciano le "storie" anche solo per pochi minuti, e la forza va e si ferma dove deve... te ne rendi conto già nel mentre, ma il beneficio grande lo senti dopo.
Prima una telefonata... e Chi se l'aspettava?... quell'Amica non aveva nemmeno il mio numero, eppure...
"Non sapevo come fare... per contattarti, poi ho chiesto là in reparto e alla fine ho trovato la persona giusta...", e gli auguri per la Pasqua appena trascorsa, e ancora "grazie" per la parrucca prestata, anche se... "non mi sta bene, sai e vorrei restituirtela. Sarà la scusa per abbracciarti ancora".
Eh già, mia cara... sei arrivata al momento giusto, ed io sono uscita dal "mutismo" in cui mi ero rifugiata e nascosta.
Solo un po' più tardi la seconda telefonata, non proprio attesa ma prevedibile.
"Ciao... solo 5 minuti perché aspetto che mi chiamino per la seduta di radio. Nessuna novità, ho chiamato perché ti volevo... sentire. Tutto qua."
E a questo punto avrei dovuto essere proprio sorda per non "capire".
Scuse e nemmeno attenuanti posso trovare per non venir fuori da me stessa, quando mi ostino ad essere un po' meno di quel che sono.


mercoledì 23 aprile 2014

SOSPESA

E se qualche giorno prima di Pasqua ho riso fino a piangere, dopo, immediatamente dopo ho pianto e basta.
Un pianto senza lacrime, nato da un senso di inquietudine, qualche delusione e un "vuoto pieno" intorno.
Si aggiunga poi che ormai dormo "a notti alterne", è ben immaginabile come possa stare al risveglio... si fa per dire... il mattino dopo la notte "austera". Mi consolo pensando che comunque è già qualcosa... e molto peggio sarebbe stato se non avessi dormito mai.
Ieri perciò non era giorno propizio, con solo due ore di sonno fatto chissà come, ho preso a muovermi per casa come automa che si inceppava, e poi per ogni azione portata a termine mi sentivo simile un naufrago che aggrappato ad un relitto aveva raggiunto la riva con grande fatica.
Dovevo comunque sbrigarmi... in ospedale mi aspettavano.
So che è così... è sempre così.
Non ho cartellino da timbrare né orario da rispettare, ma "persone" da non deludere, quelle si... mi appartengono. Tutte.
E mi davo un'accelerata, poi all'improvviso un'onda pensierosa mi coglieva, mi afferrava... mi toglieva le forze.
Ma non perdevo di vista... la riva, e riprendevo ad andare con respiri profondi e la determinazione di arrivare... come ogni volta, ancora. Mi sarei svegliata e sentita meglio, ne ero certa.
Mi sono trovata così per quel corridoio con la stanchezza sulle spalle e una leggera oppressione sul cuore... un nodo alla gola quasi di lacrime frenate, ma non ho pianto neppure quando ho preso a vederne tante, ieri... guarda caso proprio ieri. Ad un certo punto ho provato disagio perché mi sono sentita inadeguata... mi sono detta, possibile che io cada ancora in crisi per qualsiasi sciocchezza? Naturalmente sciocco non era quel pianto che vedevo, bensì il motivo che m'impediva di "asciugarlo" e trasformarlo almeno in "cauto sorriso".
Poi ho capito e sempre da naufraga nel mare dei pensieri mi sono fermata su "quella spiaggia" dove si può anzi si deve restare soli... per riprendersi.
Nuotare tra i flutti avversi della vita insegna a restare a galla, si impara a schivare le onde improvvise e a ridimensionarle perché è così soltanto che si superano. Vorremmo che tutto filasse liscio, essere capiti sempre e al volo... dopo tutto che ci vuole? Siamo così... semplicemente chiari... certo, per Noi stessi ma ammettiamolo pure, neanche sempre.
Bisogna mettere in conto le "turbolenze" esterne, il mutamento dei venti... il fatto che non si ha mica sempre ragione. Non è così?
E quando già ti trovi a riconoscere che forse non era proprio giusto ciò che hai fatto se pure in buona fede, ecco che qualcuno non te lo perdona e rincara la dose.
Vorresti arrabbiarti persino urlare, poi al ristoro di quella spiaggia... sorvoli e decidi di "perdonare" per entrambi.
















lunedì 21 aprile 2014

LACRIME DAL RIDERE

Un dono di Pasqua qualche giorno prima delle feste, inaspettato ma non troppo perché, contrariamente a quello che si può pensare, si ride anche lì e pure di gusto.
Eh già... quando si sa di precipitare nell'abisso anche un ramo che sporge miracolosamente dalla roccia rappresenta un appiglio valido, potrà non bastare ma almeno per un po' sarà servito a non lasciarsi andare.
Le lacrime là dove si combatte per la vita, sono all'ordine del giorno. Paura e angoscia, come incredibilmente allegria e gioia ne sono le cause motrici, le scatenano all'improvviso, poi esse stesse, quali aspetti si ridimensionano riportando l'emotività all'equilibrio giusto.
Potere catartico del pianto... di qualunque natura esso sia.
Così appunto per una paziente, che continua a... darsi forza ripetendo a se stessa e a Chi incontra... si, per fortuna sono forte. Ed ogni tanto però si passa le mani tra i capelli, fissa lo sguardo lucido e il viso Le si arrossa, e... non lo dice più.
L'altro giorno poi...
"Siedi qua, sulla sponda... voglio raccontarti due barzellette per ridere con te".
Sono rimasta perplessa, di solito ascolto altro... non so se sono preparata, penso. Poi mi siedo e Lei prende a raccontare, la barzelletta dei due carabinieri in "seria" difficoltà nel distinguere ognuno il proprio gatto... uno bianco e l'altro nero, e quella dei due morti in breve licenza con relativa lapide come documento di identità, ovviamente scontata la prima, quanto imprevedibile e grottesca la seconda.
E se in un primo momento avevo creduto di dover ridere per compiacere, a un certo punto mi sono ritrovata a farlo quasi senza accorgermene. E rideva Lei e ridevo io, in un crescendo... soprattutto io mentre mi immaginavo le situazioni incredibili e comiche, quando Noi stesse in quel preciso istante ne stavamo vivendo una... paradossalmente serena.
Così siamo andate avanti per un po', fino a sostenerci il fianco... fino alle lacrime dal ridere.

sabato 19 aprile 2014

E NON SI FINISCE MAI...


In questo ultimo scorcio di Quaresima, non poi così tanto diversa dalle altre, episodi vari (... così com'è la vita d'altronde) e ravvicinati mi hanno riportato ad un mare di pensieri, con molte domande a me stessa, così... da sola... tanto che, convinta come sono della forte rinascita interiore, mai avrei pensato di dover sentirmi a tratti turbata.
Anche stavolta ho peccato di presunzione, lo ammetto.
Penso sempre che ormai niente possa scalfirmi, di essere forte e superiore abbastanza, e invece mi rendo conto di non esserlo affatto e probabilmente non lo sarò mai. Magari un po' meno sprovveduta e disincantata, ma nulla di più perché... Chi tondo nasce non può morire quadro.
E non si finisce mai... di restare sbigottiti nel vedere qualcuno che all'improvviso Ti volta le spalle... e pure si mostra offeso. Mi dico... avrò fatto qualcosa, certamente si... altrimenti non poteva essere. Chiedo "venia" e non mi viene concessa... mi approccio col sorriso e questo viene colto come provocazione. Cerco di "sorvolare" ma all'improvviso il pensiero torna e mi fa cupa... tutto viene messo in discussione e si rimescola.
Ma non avevo superato queste fasi simil - adolescenziali? Forse no...
E non si finisce mai... di provare una specie di pudore per il tempo concesso, uno "strapuntino" di vita... come lo chiamo io. Quando mi trovo a "dispensare" sorrisi e caramelle, sono tante le occasioni che mi fanno sentire di avere avuto tanto di più della persona che in quel momento ho davanti...
 Ne asciugo le lacrime per un ricordo all'improvviso, condivido anche la risata per una battuta... sempre all'improvviso, e così mi pare di aver donato pure un po' di questo "mio tempo"... di aver fatto posto sullo strapuntino. Meno male... almeno questo.
Che conflitto di emozioni strane!
E così non si finisce mai... di imparare che c'è sempre qualcosa al di fuori di Noi, difficile da gestire e che minaccia la presunta sicurezza. Tante prove si susseguono per il raggiungimento di una "maturità interiore" che in realtà non si consegue mai, perché intimamente fragili e sempre "intimiditi" come per un privilegio immeritato, che fa sentire Altri autorizzati a ferire anche col semplice silenzio.
Un silenzio che preoccupa e fa sentire in bilico... quasi tutto stesse per finire.
Ma così non è. In realtà è la Mente che vive il suo "travaglio" prima di "rinascere", ogni volta per tante volte.
E poi si riprende a guardare avanti... a girare pagina perdonando e giustificando non solo se stessi, continuando a... donarsi, perché una rinascita non è solo una "seconda volta", ma un'autentica opportunità di cui mai sentire il peso.




















martedì 15 aprile 2014

LA DISCREZIONE... Amorevole Rispetto

E una "guaritrice ferita" se pur acciaccata nell'anima non può tirarsi indietro mai... nemmeno quando la Sua strada incrocia il percorso di un Amico che si ferma, perché non può più andare. Allora raccoglie quel "barlume" di forza, fatto di brevi battute, ricordi ed anche storie di intimo dolore, e va ad accompagnarlo idealmente "oltre la frontiera".
Questo è un momento di commozione e silenzio... soprattutto di silenzio.
Appunto...
Prima del commiato finale Chi sente il desiderio di mostrare la propria vicinanza alla famiglia, si appresta in fila ordinata  per un abbraccio o anche una semplice stretta di mano... in "solitudine" tra tanti, in preghiera se si vuole... comunque coi propri pensieri.
In silenzio.
Appunto...
E invece succede che capita dietro di Te qualcuno che comincia a fare una serie di domande, una vera e propria "intervista trasversale", dato che il soggetto intervistato non saresti Tu bensì chi rispondere non può più. Per giunta, tra una domanda e l'altra ci mette un commento, naturalmente non richiesto e del tutto inutile perché nulla aggiunge all' "onore della memoria".
E così...
... e quanti anni aveva G?
... e da quanto tempo era ammalato G? (certo che... 'sta malattia non perdona!)
... e quanti figli aveva G?
... e tutti maschi? (ah, no?... allora tutte femmine!)
... e voi, come avete conosciuto G?
Ecco, è ovvio... cambia il soggetto da intervistare che a questo punto non può che replicare...
IO... ci sono perché G lo conoscevo, magari non so "tutto" di Lui e manco mi interessa, ma ricordo quello che mi ha lasciato... l' "eredità" del Cuore.
Ma LEI, mi scusi... perché è qua?... non sarà per caso che ha sbagliato?
 (ndr - sbagliato in tutto, aggiungerei. Modalità ed intenti)

domenica 13 aprile 2014

PRIMA DI CONTINUARE A... SIA "PACE"

L'ascolto del Vangelo di questa giornata mi coinvolge molto emotivamente.
Cristo ha patito per il bene dell'umanità, ha subito percosse, umiliazioni, e tanto altro non per scontare una propria colpa ma per redimere gli altri uomini, perché uomo lo era anche lui.
Dio Padre lo elesse a tale e duro compito e Lui fu qui per amore e con infinito amore.
Che fosse valsa la pena, questo poi lo giudicherà ognuno secondo la propria sensibilità, cultura, capacità di riflessione, per Cristo si, valse la pena e lo sarebbe stato anche per un solo uomo.
Pecorella smarrita che della retta via perde la vista quando in sé non riconosce più la pace. L'inizio della "mia storia", quattro anni fa... coincise col periodo di Quaresima. Ed io per sublimare ciò che provavo a livello emozionale mi sentii al fianco di quel Gesù, non per paragonarmi a Lui come vittima sacrificale, ma per dare una motivazione giusta ad un evento "apparentemente" ingiusto. Fu strategia anche quella... massima speranza per l' "oggi" che sto vivendo. Così che ora sento dal profondo del Cuore e non solo perché è Domenica delle Palme, il forte desiderio di dire "grazie" a Chi pazientemente mi ascolta e legge, e fare di nuovo l'augurio più grande... quello che li racchiude tutti.
La Pace sia con NOI... con Tutti NOI, ovunque e sempre.