mercoledì 9 maggio 2012

Quando si dice che gli "accidenti" non vengono mai da soli è una verità sacrosanta.
Perchè?
Un "caos" che si rispetti è perfetta confusione, qualcosa che sovverte la normalità e il logico progredire dei fatti.
Mi meraviglio di come mi sia venuta rapida e spontanea la descrizione del momento che sto vivendo... che è appena iniziato e non so nemmeno quando finirà.
E va bene anche questa. Occorre aspettare che passi... "Ha da passa' a nuttat" diceva il grande Eduardo in "Napoli milionaria"... e la nottata passerà, bisogna pazientare e sperare senza mai forzare la mano.
Pensando un po' al "Tutto" di quest'ultimo periodo, trovo delle analogie con la mia malattia... Angoscia, disperazione... speranza e voglia di ricostruire. E in quanto a quest'ultimo passaggio... aspettare che si assesti ciò per cui sono stati fatti sacrifici sofferti.
A dieci giorni dall'intervento io "scalpitavo" un po'... ero delusa, mi aspettavo altro... giovedì scorso il chirurgo mi ha detto... occorre del tempo perchè la protesi si assesti, scenda in loco e lì resti, e poi... poi faremo anche il capezzolo e sarete completata.
Mi ha prospettato un altro traguardo... probabilmente sarà consolatorio anch'esso, un'altra piccola illusione, ma va bene lo stesso per andare avanti e sperare che Tutto sia come una volta. Che non sarà, ma potrà sembrarlo solo che vorrò vederlo con altri occhi.
Mi sento meglio... vero che si capisce? E per fortuna... perchè in questa fase di passaggio a "novello benessere" sono riuscita persino a tollerare senza andare in paranoia un rinvio con immediato rientro dello stesso di un altro  esame per il prossimo FOLLOW UP, l'eco-addome completo.
 L'ecografo è guasto... lamentatevi anche Voi con la direzione sanitaria, noi l'abbiamo già fatto.
 Ed oggi... ma perchè dovete fare l'ecografia? FOLLOW UP oncologico... allora perfetto, venerdì... ma... raccomandiamo la preparazione e gli esami precedenti!
Ma no... che novità! Non l'avessi mai fatto!
Piuttosto... voglio farla anch'io una raccomandazione... professionalità e giorno giusto per gli esami che verranno.

martedì 8 maggio 2012

"Pronto, Mary?! Come stai?" "Bene... sai, mi sono operata... il 13 aprile. Ho provato ad avvisarti ma avevi il cellulare spento." "Eh già... io ce l'ho sempre spento!"
La telefonata dell'Amica che ogni tanto sente il bisogno di ascoltare la mia voce, stamattina è arrivata al momento giusto a stornare l'attenzione dai pensieri. Che poi erano davvero tanti...
Ero rimasta a casa stamattina perchè sul viso compare sempre ciò che si ha nel Cuore, ed oggi non era proprio un belvedere.
 A me piace tanto donare il sorriso, ma oggi ne sarebbe venuto fuori al massimo un ghigno, quindi non era il caso di caricare Altri di preoccupazioni a causa del mio fardello. Sono rimasta a casa... ed ho pensato, lavorato e pensato... cucinato e pensato.
Ho pensato ai tanti anni passati... alle nostre riunioni familiari, sempre così a cadenza precisa, per questo considerate come cosa scontata. E sarò ripetitiva... ma nulla è davvero scontato, la Vita stessa... conquista continua, giorno per giorno erta scalata. Si rischia di cadere, poi ci si riprende... se non si ha la forza si torna indietro ma per ricominciare, magari per un sentiero meno duro.
Niente è uguale a se stesso... e non è frase fatta o filosofia spiccia. Tutto può cambiare e diventare anche meglio se si vuole, se si riesce a trovare dentro di sè la motivazione giusta per girare pagina senza rinnegare ciò che è stato.
Quando mi sento oppressa e in ansia per un qualsiasi motivo... l'ho detto varie volte, metto ordine nei cassetti e nell'armadio. Il tempo passa e di roba se ne accumula sempre tanta... tutto non ci può stare, tutto non si può tenere. E allora si fa una selezione... qualcosa o anche più del passato, tanto di nuovo perchè è il Presente che va ancora vissuto e fino in fondo.
Per ognuno dovrebbe essere così... in un cassetto immaginario che rappresenta la Vita, in un angolo il meglio di quel che è stato, nel resto dello spazio tutto ciò che si acquista man mano con l'esperienza e imparando dagli errori.

A fine mattinata mi ha ritelefonato l'Amica che ogni tanto sente il bisogno d'ascoltare la mia voce...
"Scusa se ti disturbo di nuovo, ma mi hanno portato della verdura freschissima dalla campagna... ne vuoi?"
Bietole, asparagi e finocchi... sedano e prezzemolo, il profumo della terra che riporta al senso della vita che si rinnova.
Un respiro profondo e comprendi che mai Tutto è perso.

lunedì 7 maggio 2012

Oggi... il giorno dopo ogni cosa appare sì più chiara ma posta su un percorso tanto più complesso.
Momenti di cauta serenità s'alternano ad altri di ansia crescente perchè forse tutto non è stato detto o è stato detto troppo.
Non mi sento poi "normale" fra tutte queste contraddizioni che pure lo sono in situazioni come questa...
Ma... forse è meglio che non aggiunga altro per non aumentare la confusione, sono consapevole dell'incomprensibilità del mio dire, allora...
Preferisco ancora una volta rivolgermi a Te, Mamma mia... che non sei più ma certamente vedi e sai.
 Ti è stato risparmiato altro, e di ciò sono contenta, perchè dalla dimensione in cui sei vedi le cose come sono... il bene e il male, il giusto e l'ingiusto, che in realtà non sono poi così distinti come sembrerebbe... si mescolano e si confondono fino a creare quello che si vede.
Che dici, Mamma... tutto si risolverà? Finirà questo "caos" in cui siamo finiti?
Mi sembra di vederti mentre guardando fissa la Tua mano scarna e bianca, ripetevi... comunque vada sarà un successo. Lo sarà anche stavolta?!... che dici?
Non c'è niente da tralasciare o sottovalutare... comunque, e non serve neanche non pensare o banalizzare, s'affronterà qualsiasi cosa per poter cambiare.
Per il momento mi sento tanto stanca e sono felice che fra un po' andrò a letto... Sarà un'altra notte al chiarore delle stelle, e domani un altro giorno con la pagina precedente da archiviare.

IL GIORNO DOPO
  Sono stanco d'aspettare.
     Ogni giorno che passa
mi allontana dalla rivoluzione.

Sono stanco di morire
        ogni sera
davanti ad un televisore
che ha sempre voglia di scherzare
       per poi svegliarmi
       il giorno dopo
 più stanco di prima.
                                Sergio Melchiorre

domenica 6 maggio 2012

Non saprei definire giornate così...
Sembrano sogni... o per meglio dire, peggio ancora...incubi.
Dal "sogno" a volte desidereresti  non svegliarti... dall' "incubo" ti senti aggredito, oppresso e vorresti non esserti mai addormentato. Nè il sogno nè l'incubo comunque dipendono da Te, si svolgono ed evolvono al di fuori della consapevole emotività... e prima o poi saranno dimenticati.
Giornate così, invece... non si dimenticano.
Oggi mi sono sentita come un animale che ha perso il controllo di sè e non capisce che cosa gli stia succedendo.
A Biù Biù è andata di traverso qualche goccia di saliva che poi deve essere risalita su per il naso. Ad un certo punto ha strabuzzato gli occhi, si è irrigidita tutta ed ha cominciato ad ansimare. Aveva paura perchè non riusciva a controllare ciò che non poteva perchè era al di fuori della sua volontà... anche del suo istinto.
Oggi... in una "giornata così", io mi sono sentita proprio come Biù Biù.
Presa da un vortice di "accadimenti" sia pur tante volte pensati ma altrettante allontanati con forza dalla mente e dal cuore, sono diventata come una trottola che gira sempre più forte e non sa se smetterà di girare o almeno quando.
Ad un certo punto il Tempo s'è quasi fermato e non ho visto più le ore nè i minuti.
Soli... l'Amore della mia Vita ed io... in una sala d'attesa a ripensare a quel che era noto... a cercare di capire, per giustificare? Non so... ma neanche per condannare.
Tutto non si può dire quando non riguarda solo Te personalmente...
Eppure ci sei dentro, qualcuno direbbe... "comprese le scarpe"... e Dio solo sa quanto è difficile cavarsi fuori dalle "sabbie mobili" dei sentimenti.

sabato 5 maggio 2012

Solitamente scrivo di sera, quasi di notte quando intorno a me c'è silenzio e tutto è favorevole perchè io possa ritrovarmi con me stessa.
Con lo sguardo ad un punto fisso del monitor penso... faccio il resoconto della giornata e se c'è qualcosa che più di tutte merita di essere condivisa, questa diventa il "centro" dell'argomento, lo spunto per una riflessione.
Di ciò che oggi m'ha dato da pensare ho parlato altre volte, ma l'argomento è talmente vasto  e vario che son sicura di non rischiare se ci torno su.
I FIGLI...
Consapevoli che ad un certo punto della "Nostra" Vita dobbiamo pur staccarcene per diventare spettatori lucidi della "Loro", non riusciamo comunque a non sentirci coinvolti dalle scelte, dall'evolversi a volte  imprevedibile del destino.
Vogliamo Tutti la felicità per i figli e troppo spesso l'identifichiamo con la "tranquillità" e lo "scorrere pacato" del Tempo nella normalità dei giorni. Ma... sinceramente è stato anche per Noi così? Forse... sicuramente non sempre. Come tutte le cose belle anche la "Felicità" intesa come stato di grazia o benessere, è una "conquista" e come tale spesso dura da raggiungere.
Guardiamo i Figli che da Noi si pongono alla Vita diversi da Noi... e ci chiediamo come mai avviene questo se "giusti" sono stati gli esempi e gli insegnamenti, rifiutando l'dea che magari quello che conta dopo tutto è la chiarezza degli orizzonti e il conseguimento degli obiettivi. E alla fine preferiamo apparire "osservatori scettici" piuttosto che "silenziose ma vigili sentinelle" della Loro Vita, pronti ad intervenire solo se ci viene chiesto, ad accogliere senza giudicare.
E' tanto ma tanto difficile... nessuno lo nega, e quanto grande possa essere la sofferenza alla vista delle sconfitte e delusioni... chiunque lo può affermare, ma la convinzione in quella che reputo essere la Verità alla base dell'Esistenza, può essere d'aiuto a non rimanere delusi a Nostra volta...
Tutto va come deve andare e non può essere diversamente... mai.
Però possiamo adattarci all'andamento delle cose... come cucire addosso un vestito su misura. E coi Figli diventa un unico atteggiamento...
Qualunque cosa succeda... per qualsiasi Loro scelta o errore, non dimenticare mai che sono sempre i Nostri figli, se mai diversi da come avremmo voluto ma sempre d'accogliere con un abbraccio solo che accennino di desiderarlo.

venerdì 4 maggio 2012

Da un' "avventura" di cui si conosce l'inizio ma non si sa se e quando ci sarà mai una fine definitiva... hanno origine "due correnti di pensiero".
La "prima" vede un atteggiamento paziente di fondo che  porta attraverso lunghe attese ed aspettative disilluse... vissute entrambe come esercizi dello spirito... a meritare piano piano il Paradiso. Ci si lascia andare, ci s'adegua e il resto va da sè prima o poi.
La "seconda" contempla l' "esasperazione" di un carattere già di per sè particolare. Non ha tempo nè voglia di "soffermarsi" in un qualcosa che non solo ha mai voluto ma crede ingiusto gli sia capitato... della serie, "ma perchè proprio a me?" Insofferente e prepotente, deve comunque alla fine lasciarsi andare lo stesso... prima o poi... e il resto va da sè come sopra.
Il perchè di tale preambolo?
Oggi sono tornata dal chirurgo per il secondo controllo e per levare il resto dei punti...
Come al solito provvista del kit di sopravvivenza per le lunghe attese sono arrivata che erano poco più delle 14... le visite sarebbero iniziate se il giorno era tra quelli fortunati, non prima delle 15,30. Prima di me non c'era nessuno... almeno credevo, perchè una prossima volta dovrò tener conto dell'eventualità che ci possa essere qualcuno che fin dalla mattina ha mandato qualcun altro per dire, oggi nel pomeriggio sono il primo anche se arrivo secondo o terzo, perchè ho da fare. Finora non sapevo che funzionasse così... ora lo so, non capisco ma m'adeguo e faccio presente che ho sbagliato per "ignoranza" ma continuerò a farlo perchè per me è più giusto, pur ammettendo che non si finisce mai d'imparare.
Comunque piccola polemica a parte, il controllo è andato bene... la "novella" è più tranquilla e presentabile, la "sorella" sfoggia un capezzolo che non sembra neanche il suo. Occorrono ancora tempo e pazienza però perchè la protesi s'assesti comoda e la situazione si normalizzi... dopo di che anche la "novella" avrà il suo capezzolo nuovo di zecca... speriamo solo non passino altri due anni.
Così davvero tutto sembrerà tornare come una volta... almeno dall'esterno.
E intanto domani... giusto per non farci mancare niente e poichè finora abbiamo fatto poco... ho il prelievo per il FOLLOW UP di metà maggio.
Si andrà alla ricerca delle mie vene perdute e se sarò fortunata qualcuna... sollecitata, tastata... delicatamente schiaffeggiata verrà fuori... ed anche questa sarà fatta nella consuetudine di un' "avventura" di cui conosci l'inizio ma della cui fine non hai mai bene la percezione.

giovedì 3 maggio 2012

Spesso pensiamo che sia possibile svegliarsi da un sogno... bello o brutto che sia... e ritrovarsi nella realtà "desiderata" in quello stesso sogno. E' impossibile... converrà invece adattare ciò che intorno è reale a quel "modello" che il subconscio suggerì.

Finalmente sono passate le ultime feste a cadenza ravvicinata, feste civili che ormai non hanno molto più senso data l'odierna situazione del paese... giorni che ricorderò come quelli di maggior disagio per me da due anni a questa parte.
Sono passati questi giorni ed oggi mi sono resa conto di tanto altro ancora... mi servirà per rivalutare ciò che ho tralasciato... per apprezzare quello che mi aspetta.
Stamattina faceva la ricostruzione del seno, Carmelì... l'amica della Prima Rosa, la più bella. S'erano conosciute all'epoca del primo intervento e s'erano legate più di due sorelle. Io,  m'ero...accodata? No, meglio sarebbe dire, affiancata... come una sorella maggiore o una madre, insieme poi siamo andate quasi per la stessa via confrontandoci e condividendo qualsiasi cosa... stupidaggini comprese che in situazioni come le nostre assumono un significato e valore tutto speciale.
Con la Prima Rosa, la più bella ci siamo incontrate all'entrata prima di salire... siamo arrivate e Lei conosceva tutti i parenti di Carmelì... Io non conoscevo nessuno ma Tutti conoscevano me, perchè ne aveva parlato loro e mi sono sentita piccola piccola perchè considerata esageratamente "GRANDE". Non è che avessi fatto granchè... ero solo incappata nella stessa "avventura" dopo tutto. E quando Carmelì è uscita dalla sala operatoria il Suo sorriso a me rivolto è stato il regalo più grande che m'ha ripagato della "delusione" di questi ultimi giorni... l'essermi sentita e ritrovata non come pensavo "in sogno", quando portavo l'espansore ma sapevo che era una condizione transitoria.
Così Carmelì quasi dormiva ancora quando ha fatto cenno a Sua madre d'avvicinarsi al letto... "Mamma, questa è Mary..." ha detto a voce fioca.
Le ho dato un bacio sulla fronte... "Sai, stanotte ho chiamato mio marito col Tuo nome... gli dicevo, non preoccuparti, andrà tutto bene... perchè Ti ho pensato e tanto anche..." Mi ha sorriso di nuovo e poi sono scappata via. Mi ero emozionata e non volevo darlo a vedere più di tanto.
Noi Tutte, di qualsiasi età... ci sentiamo profondamente legate perchè sicure di capirci a fondo e capaci di sostenerci altrettanto.
 E' qualcosa che va al di là... è come ritrovarsi in un porto sicuro dove c'è rifugio sempre e sempre puoi essere Te stessa con tutte le Tue "falle".
Oggi ho imparato altro...
 Stasera per esempio... dopo cena non ho lucidato il lavello d'acciaio. E' stata la prima volta ed ho fatto bene... vale la pena lasciare  qualcosa di "matto" per mantenere invece "lucidi" i pensieri.