E' stata tutta all'insegna dell'emergenza. Emergenza neve... ghiaccio con le conseguenze tipiche del caso.
A parte quelle comprensibili e scontate ce n'è stata una che ha portato un po' di movimento e "scompiglio" là a quel terzo piano.
All'inizio della settimana, dopo la prima copiosa nevicata i dializzati pendolari della provincia sono rimasti bloccati in ospedale. La Protezione Civile aveva provveduto a trasportarli in città, ma dovendo tali pazienti sottoporsi alla dialisi in tempi molto ravvicinati, si era pensato bene di non riportarli indietro poichè la situazione meteorologica non prometteva nulla di buono.
Per una volta... come è noto... sono rimasta a casa, e il giorno dopo, quando sono tornata mi è sembrato d'aver sbagliato reparto... tante persone nel corridoio e quasi tutte in pigiama. Che cosa c'è di strano? Certo, è quello il "look" ospedaliero, ma inusitato per quel posto specifico. E' sì, un reparto di Medicina d'urgenza ma più che altro è un Day Hospital terapeutico... ed io lì ho sempre visto gente... come dire... "in borghese".
Così... sono entrata quasi in punta di piedi, esplorando e cercando da me una spiegazione. Mi sono venute in soccorso le Amiche infermiere... "Abbiamo ospiti..." e poi è stato tutto chiaro. In una stanza in fondo al corridoio "erano state sistemate" le terapie solite... per quel giorno, Zia Si... "ma ne vale la pena?"... "la signora ancora col bel decolletè". Sono stata con loro... di nuovo a casa mia.
I giorni a venire, ugualmente animati hanno visto un personale più che indaffarato a cambiar lenzuola ed aggiungere coperte... procurare pigiami e biancheria per chi ne era sprovvisto, in pratica... tutti, spostare persino letti ed armadi... come oggi. Perchè tanto per non smentire il detto, piove sul bagnato, una moglie che assiste il marito si è ritrovata con la febbre alta per l'influenza ed è stata sistemata nel letto accanto al suo... entambi "ricoverati" per motivi diversi ma per la stessa situazione contingente.
Stamattina, tra l'altro ho fatto una nuova conoscenza, l'"Amica che ha scritto il Suo nome su un foglio" perchè io lo memorizzassi subito... Non poteva fare altro. Tumore al seno anche per Lei... per Lei anche chemioterapia... e oggi era il "Suo primo giorno". Mi ha fatto capire con la lingua dei segni che in un primo momento aveva avuto paura... tanta, ma ora si sentiva pronta a reagire e a "superare" tutto.
E in perfetta sintonia con me, perchè comunque per una ragione precisa parlavamo "la stessa lingua"... ha cominciato a raccontare di sè...


