Ma stasera voglio parlare di Vita... nel vero senso della parola... Una nuova vita venuta al Mondo...
Ieri la giornata, come ho già detto, s'era conclusa benissimo... Ho fatto finalmente conoscenza col mio pronipotino... figlio della mia Nipote del Cuore... La qualifica di prozia mi ha posto nella stupenda condizione di "quasi nonna" e di questo mi beo, dato che ... è noto... Chi si contenta gode.
Chiudendo una delle mie tante parentesi, che come al solito fanno perdere il filo del discorso a chi ascolta o legge, dicevo...
Ieri sera c'è stata la festa d'accoglienza al Mondo per questo piccino... un cucciolo di uomo... una miniatura perfetta che ben rende l'idea dell'onnipotenza divina messa in atto col miracolo della Vita. L'ho preso in braccio ed è stato come non aver mai deposto uno dei miei figli... La stessa sensazione di possedere quello che basta per essere felice... la soddisfazione per l'essere capaci di dare la Vita, una Creazione in piccolo che riporta all'immagine e somiglianza di Dio.
Lo guardavo... il mio pronipotino e non potevo provare se non meraviglia per quella perfezione nei lineamenti che fa ravvisare le somiglianze... il nasino della mamma, il mento del papà... qualcosa anche dei nonni, perchè è ovvio... gli "ingredienti"... gira e rigira... son quelli.
Poi alla "festa" sono arrivati gli altri... nonni e bisnonni, zii e prozii con relativi procugini... "Buon pro" gli faccia al piccolo avere tanto e tale parentado... Speriamo! Comunque gli abbiamo fatto festa con la gioia che meritava... E' una nuova piccola Vita... la prima nella nostra famiglia che dà inizio alla quarta generazione a partire da mio padre...
E a proposito di quest'ultimo... ieri voleva quasi un " festeggiamento a parte"... Col bimbo in braccio andava ripetendo, " Ce l'ho fatta... avete visto che ce l'ho fatta? Sono diventato bisnonno!"
Certo... era stato molto bravo... ce l'aveva messa proprio tutta!
sabato 8 ottobre 2011
venerdì 7 ottobre 2011
Per fortuna che questa giornata è finita benissimo... molto meglio di come era iniziata.
Non è che sia successo chissà che, il problema è che da un po' mi sono caricata non proprio positivamente, e questo per svariati motivi... ho un mal di testa ballerino che va e viene da tre giorni e... tanto per non farmi mancare niente... mi sembra di aver perso controllo e memoria di ciò che ho fatto finora.
Stamattina ho cucinato lenticchie... così senza passione, e della mia ricetta originaria sono rimaste... e meno male...solo le lenticchie... Attenzione, quindi... zero. Le ho assaggiate, comunque non erano male... il condimento e gli aromi li avrei aggiunti dopo... a crudo... Ricetta dietetica, e... un'altra "toppa" era messa. Ah... quanto ho imparato a "rattoppare" in questo periodo! Spero solo che a forza di mettere pezze a lungo andare la trama non si logori... e si crei un "buco" irreparabile.
Sono stata così brava a "confezionarmi" un vestito "tutto toppe", anche colorate... più bello e vivace del costume di Arlecchino... non vorrei che incappasse ancora in qualche altro spigolo... si strappasse. Tanto lavoro sprecato.
Eppure non pensavo che fosse quello adatto a me... presto sarebbe apparso per quello che in realtà era... una maschera, un travestimento. D'altra parte non potevo andarmene in giro "nuda", col mio "dolore" in vista... non avevo scelta, mi sono adattata riconoscendo alla fine che quel "vestito" mi stava proprio bene e non ho voluto altri più.
La rabbia che avevo non è scomparsa... si è evoluta, mitigata sotto quelle pezze variopinte, con i sorrisi e l'ironia nascondo la sofferenza quando affiora...ma dietro quella maschera di Arlecchino ogni tanto compare ancora qualche lacrima... celata agli altri volutamente. Molti dall'alto della loro prosopopea potrebbero mai capire?
Non è che sia successo chissà che, il problema è che da un po' mi sono caricata non proprio positivamente, e questo per svariati motivi... ho un mal di testa ballerino che va e viene da tre giorni e... tanto per non farmi mancare niente... mi sembra di aver perso controllo e memoria di ciò che ho fatto finora.
Stamattina ho cucinato lenticchie... così senza passione, e della mia ricetta originaria sono rimaste... e meno male...solo le lenticchie... Attenzione, quindi... zero. Le ho assaggiate, comunque non erano male... il condimento e gli aromi li avrei aggiunti dopo... a crudo... Ricetta dietetica, e... un'altra "toppa" era messa. Ah... quanto ho imparato a "rattoppare" in questo periodo! Spero solo che a forza di mettere pezze a lungo andare la trama non si logori... e si crei un "buco" irreparabile.
Sono stata così brava a "confezionarmi" un vestito "tutto toppe", anche colorate... più bello e vivace del costume di Arlecchino... non vorrei che incappasse ancora in qualche altro spigolo... si strappasse. Tanto lavoro sprecato.
Eppure non pensavo che fosse quello adatto a me... presto sarebbe apparso per quello che in realtà era... una maschera, un travestimento. D'altra parte non potevo andarmene in giro "nuda", col mio "dolore" in vista... non avevo scelta, mi sono adattata riconoscendo alla fine che quel "vestito" mi stava proprio bene e non ho voluto altri più.
La rabbia che avevo non è scomparsa... si è evoluta, mitigata sotto quelle pezze variopinte, con i sorrisi e l'ironia nascondo la sofferenza quando affiora...ma dietro quella maschera di Arlecchino ogni tanto compare ancora qualche lacrima... celata agli altri volutamente. Molti dall'alto della loro prosopopea potrebbero mai capire?
mercoledì 5 ottobre 2011
... e furono anni bellissimi nonostante le ansie e la paura. Era nato anche un bambino e la loro felicità alla fine fu completa...
La "fiaba" potrebbe terminare qui, se l'autore fosse Andersen o i fratelli Grimm... ma nella realtà entra la Vita e... la Vita troppo spesso "si diverte" a mutare il corso delle "trame".
Così... passò del tempo... il bimbo era ancora piccino... una sera la sua mamma andò a letto e si sentiva tanto, ma tanto stanca... s'addormentò. Il suo sonno diventò così profondo che nè il grande amore del suo compagno nè quello tenero del piccolino riuscirono a svegliarla. Da allora mai più...
Sono passati undici lunghi anni... Per tutto questo tempo il giovane uomo ha voluto restare da solo, lo vuole ancora... nessun'altra regge il confronto. Compensa quell'amore che gli è venuto meno troppo presto dedicando tutto se stesso al figlio. E' caduto in depressione... persino non lavora più, ma per suo figlio c'è sempre... e per questo figlio esiste solo il suo papà... L'uno per l'altro...
Non era da molto che la mamma era andata via... di lui s'occupava quando il papà era assente, una ragazza che lo accudiva con tanta cura ed affetto. Quando andava a nanna... si stendeva sul letto accanto a lui finchè non fosse addormentato del tutto. Poi... una volta... come aveva raccontato la ragazza stessa... ebbe la sensazione che "qualcuno" la tirasse giù dal letto... ma con tanta energia che in seguito preferì non farlo più... era rimasta come bloccata nella volontà. Piano piano uscì definitivamente dalla vita di padre e figlio...
Non so se si può parlare di "morale" vera e propria... io l'ho intesa così...
Un grande Amore quando è tale vince ogni sfida, non ultima quella con la Morte... sopravvive ad essa... continua... e più forte di qualsiasi logica diventa inspiegabilmente "esclusivo". Forse non è un bene per nessuno ma... è così.
Ieri quando ho cominciato questo mio racconto mai avrei potuto immaginare cosa sarebbe successo di lì a poche ore. Stanotte è venuta a mancare Anna... staccato... Lisa, una ragazza di 33 anni malata terminale di tumore, che nonostante la sua condizione, nemmeno due mesi fa s'era sposata con "Qualcuno", come lei chiamava nel suo blog Andrea, grande amore. Il matrimonio era stato celebrato nella chiesa dell'ospedale per le cure palliative di Livorno... tutto era stato organizzato nel giro di tre giorni, e Anna Lisa aveva avuto tutto... abito bianco, fiori, musica e torta... anche la Luna di miele e le lenzuola di raso... Era raggiante.
Non molto tempo fa ho visto il video della cerimonia... Anna Lisa sempre sorridente... Andrea che non le staccava gli occhi di dosso, "teneramente" innamorato.
Anche questa è una fiaba... con tanto di principe e Regina... perchè altro non è ora quella dolcissima ragazza... troppo presto volata lassù... nel Regno dei Cieli.
La "fiaba" potrebbe terminare qui, se l'autore fosse Andersen o i fratelli Grimm... ma nella realtà entra la Vita e... la Vita troppo spesso "si diverte" a mutare il corso delle "trame".
Così... passò del tempo... il bimbo era ancora piccino... una sera la sua mamma andò a letto e si sentiva tanto, ma tanto stanca... s'addormentò. Il suo sonno diventò così profondo che nè il grande amore del suo compagno nè quello tenero del piccolino riuscirono a svegliarla. Da allora mai più...
Sono passati undici lunghi anni... Per tutto questo tempo il giovane uomo ha voluto restare da solo, lo vuole ancora... nessun'altra regge il confronto. Compensa quell'amore che gli è venuto meno troppo presto dedicando tutto se stesso al figlio. E' caduto in depressione... persino non lavora più, ma per suo figlio c'è sempre... e per questo figlio esiste solo il suo papà... L'uno per l'altro...
Non era da molto che la mamma era andata via... di lui s'occupava quando il papà era assente, una ragazza che lo accudiva con tanta cura ed affetto. Quando andava a nanna... si stendeva sul letto accanto a lui finchè non fosse addormentato del tutto. Poi... una volta... come aveva raccontato la ragazza stessa... ebbe la sensazione che "qualcuno" la tirasse giù dal letto... ma con tanta energia che in seguito preferì non farlo più... era rimasta come bloccata nella volontà. Piano piano uscì definitivamente dalla vita di padre e figlio...
Non so se si può parlare di "morale" vera e propria... io l'ho intesa così...
Un grande Amore quando è tale vince ogni sfida, non ultima quella con la Morte... sopravvive ad essa... continua... e più forte di qualsiasi logica diventa inspiegabilmente "esclusivo". Forse non è un bene per nessuno ma... è così.
Ieri quando ho cominciato questo mio racconto mai avrei potuto immaginare cosa sarebbe successo di lì a poche ore. Stanotte è venuta a mancare Anna... staccato... Lisa, una ragazza di 33 anni malata terminale di tumore, che nonostante la sua condizione, nemmeno due mesi fa s'era sposata con "Qualcuno", come lei chiamava nel suo blog Andrea, grande amore. Il matrimonio era stato celebrato nella chiesa dell'ospedale per le cure palliative di Livorno... tutto era stato organizzato nel giro di tre giorni, e Anna Lisa aveva avuto tutto... abito bianco, fiori, musica e torta... anche la Luna di miele e le lenzuola di raso... Era raggiante.
Non molto tempo fa ho visto il video della cerimonia... Anna Lisa sempre sorridente... Andrea che non le staccava gli occhi di dosso, "teneramente" innamorato.
Anche questa è una fiaba... con tanto di principe e Regina... perchè altro non è ora quella dolcissima ragazza... troppo presto volata lassù... nel Regno dei Cieli.
martedì 4 ottobre 2011
L'anno scorso... eravamo più o meno di questi tempi... facevo ancora la chemio.
Li avevo notati nel corridoio... un uomo, bello e alto, apparentemente sui quarant'anni... con lui, un ragazzino biondo... bellissimo, ne avrà avuto dodici. Parlavano tra di loro fitto fitto nella lingua madre del più giovane, l'inglese. "Hai visto quant'è bello il nipote di Donata?" Fu Grazia a chiederlo a Marta. "Perchè il figlio? Caspita!"
Un po' l'una un po' l'altra... entrambe mi raccontarono la storia di quel padre e di suo figlio, ma per sommi capi... Stamattina Donata me l'ha ripetuta, quella che io reputo più giusto definire come una "fiaba"...
Si erano da tempo stabiliti in Inghilterra tutti insieme... l'intera famiglia... padre, madre e i due figli, ragazzini... un maschio e una femmina. Dall'altra parte della strada, nella casa di fronte abitava un'altra famiglia con tre figli, tra cui una bambina che a causa di seri problemi al cuore era in attesa di trapianto. Quando il momento arrivò, la madre inaspettatamente rifiutò l'intervento e consentì solo che le fosse applicata una valvola che le permettesse di vivere, ma sempre col timore dell'imprevedibile.
Intanto nello spazio antistante le rispettive case i ragazzini giocavano tra di loro... inseparabili erano il figlio di Donata e la bambina dal cuoricino capriccioso. Il Tempo trascorse... trascorse in fretta... il ragazzino divenne un giovane uomo, la bambina una bellissima ragazza bionda con gli occhi azzurri... Ma non si presero subito... Il giovane cominciò a guardarsi intorno e a vivere le prime esperienze d'amore... con la ragazza erano stati "troppo" amici... non poteva esserci altro, almeno così pensava lui. Passò dell'altro tempo e tante ragazze vide Donata accanto a suo figlio, fino al giorno in cui... "teneramente" lo sorprese con la bella ragazza bionda...
Lei... da madre non fu subito d'accordo... sapeva dei suoi problemi di cuore... non voleva che un giorno il figlio potesse soffrire; ma tant'è la potenza dell'Amore... quello con l'A maiuscola che va contro ogni ostacolo e se ne infischia del parere altrui, fosse anche quello "giusto" di una madre... che arrivarono a sposarsi e da quel giorno furono l'uno perso dell'altra. La loro unione era fortissima... un'autentica fusione di corpo ed anima... due cuori che battevano all'unisono. Purtroppo però i problemi della ragazza non erano svaniti, vanificati da quell'amore grande... Ogni tanto si facevano sentire e venivano tamponati... così per cinque anni...
Li avevo notati nel corridoio... un uomo, bello e alto, apparentemente sui quarant'anni... con lui, un ragazzino biondo... bellissimo, ne avrà avuto dodici. Parlavano tra di loro fitto fitto nella lingua madre del più giovane, l'inglese. "Hai visto quant'è bello il nipote di Donata?" Fu Grazia a chiederlo a Marta. "Perchè il figlio? Caspita!"
Un po' l'una un po' l'altra... entrambe mi raccontarono la storia di quel padre e di suo figlio, ma per sommi capi... Stamattina Donata me l'ha ripetuta, quella che io reputo più giusto definire come una "fiaba"...
Si erano da tempo stabiliti in Inghilterra tutti insieme... l'intera famiglia... padre, madre e i due figli, ragazzini... un maschio e una femmina. Dall'altra parte della strada, nella casa di fronte abitava un'altra famiglia con tre figli, tra cui una bambina che a causa di seri problemi al cuore era in attesa di trapianto. Quando il momento arrivò, la madre inaspettatamente rifiutò l'intervento e consentì solo che le fosse applicata una valvola che le permettesse di vivere, ma sempre col timore dell'imprevedibile.
Intanto nello spazio antistante le rispettive case i ragazzini giocavano tra di loro... inseparabili erano il figlio di Donata e la bambina dal cuoricino capriccioso. Il Tempo trascorse... trascorse in fretta... il ragazzino divenne un giovane uomo, la bambina una bellissima ragazza bionda con gli occhi azzurri... Ma non si presero subito... Il giovane cominciò a guardarsi intorno e a vivere le prime esperienze d'amore... con la ragazza erano stati "troppo" amici... non poteva esserci altro, almeno così pensava lui. Passò dell'altro tempo e tante ragazze vide Donata accanto a suo figlio, fino al giorno in cui... "teneramente" lo sorprese con la bella ragazza bionda...
Lei... da madre non fu subito d'accordo... sapeva dei suoi problemi di cuore... non voleva che un giorno il figlio potesse soffrire; ma tant'è la potenza dell'Amore... quello con l'A maiuscola che va contro ogni ostacolo e se ne infischia del parere altrui, fosse anche quello "giusto" di una madre... che arrivarono a sposarsi e da quel giorno furono l'uno perso dell'altra. La loro unione era fortissima... un'autentica fusione di corpo ed anima... due cuori che battevano all'unisono. Purtroppo però i problemi della ragazza non erano svaniti, vanificati da quell'amore grande... Ogni tanto si facevano sentire e venivano tamponati... così per cinque anni...
lunedì 3 ottobre 2011
"Se solo sapessi quanto soffro insieme a te
dell'amaro della vita.
Vorrei accarezzarti con mani di carne
ma lo sussurro a chi ti sta accanto...vorrei dirti le parole più vere dell'amore,
ma le suggerisco a chi ti regala una parola.
Vorrei vederti raccogliere tutto l'amore che semini
per sentirti soddisfatto della tua vita
ma come ogni cosa... il tempo lascerà crescere il frutto
che tu stesso hai fatto nascere.
Gioisci perchè attraverso le tue mani io regalo l'amore
a chi ha la fortuna d'incontrarti...
Tu non lo sai forse ma io sono il tuo Angelo,
quello che mai t'abbandonerà e che è qui solo per te
e grazie a te può amare il mondo."
Ho letto e riletto questi versi... in verità quasi "li udivo" come parole dirette proprio a me... ed ho pensato allora, io potrei ripeterle a Te, mio caro amico che mi sei sempre vicino... a Lui o Lei che finge di non sentire... a Coloro che credono di aver perso la speranza...
Siamo Tutti Angeli di Dio... "Messaggeri" della sua bontà, chiamati ad essere vicini a chi non può... solidali con chi non sa come ascoltarne la voce... Perchè "nessuno" resti solo con la paura... oppresso dall'angoscia... e ritrovi la forza e la "magia" di un SORRISO ricevuto al momento giusto... ricambiato come segno di gratitudine... donato e condiviso ancora... per tante e tante volte... fra tutti gli Angeli che sono sulla Terra.
Ringrazio Loredana, creatrice del sito http://www.angelibuoni.it/ da cui ho tratto questi versi che ne costituiscono la presentazione.
domenica 2 ottobre 2011
E la Vita continua anche quando dopo tanto riflettere... decidere e non decidere... accusi la stanchezza, senti un vuoto dentro...
Vorresti fermare il Mondo, il Tempo... ma non puoi stare lì a guardare e gli altri non possono farlo al posto tuo nè tanto meno soffermarsi su quello che tu provi, perchè... la Vita continua.
E' curioso come questa espressione che dovrebbe essere risolutiva ed in effetti lo è se pronunciata in un certo modo e in un particolare contesto, a volte risulti come prova d'arroganza o peggio ancora faccia male come uno schiaffo in pieno volto. Non la si può sempre dire perchè non è formula magica nè perfetta, soprattutto quando di questa Vita l'aspettativa è scarsa e bisogna farsene una ragione. O quando vai ripetendola di continuo a Te stesso, per farla tua a mo' di autoconvincimento... e di questo ti senti bravo... davvero bravo, mentre per chi ti sta intorno è come sfondare una porta aperta tanto è cosa scontata... forse per loro la cui Vita non pensò mai di prendersi una pausa ed è continuata e continua così... liscia sui binari e senza scosse.
Con la malattia credevo di aver già dato tutto e il suo contrario... sofferenza e lacrime... gioia e sorrisi. Non avrei patito più anche perchè avevo imparato a guardarmi dall'esterno, come fossi un'altra persona, quindi ad amarmi perchè mi era più facile donare ad altri i sentimenti... Pensavo, ora ci sono... voglio continuare ad... esserci e devo concentrarmi su questo...
La stanchezza per tutto quello che avevo passato e tali convinzioni mi hanno fatto a volte accantonare quelle che erano o potevano essere le problematiche delle persone a me vicine. Era come se per loro fosse sempre tutto a posto... Ora mi rendo conto che non è così... ora che per me "sembra" tutto a posto vedo le cose sotto la vera luce e ne soffro... Son tornati ad essere "miei" i problemi e le delusioni dei miei figli... le ansie e i timori dell'amore della mia vita... la preoccupazione per mio padre... Lui... anziano è rimasto l'unico riferimento della mia Vita di un Tempo...
Un Tempo che inevitabilmente ed inesorabile va... perchè... sì... la Vita continua.
Vorresti fermare il Mondo, il Tempo... ma non puoi stare lì a guardare e gli altri non possono farlo al posto tuo nè tanto meno soffermarsi su quello che tu provi, perchè... la Vita continua.
E' curioso come questa espressione che dovrebbe essere risolutiva ed in effetti lo è se pronunciata in un certo modo e in un particolare contesto, a volte risulti come prova d'arroganza o peggio ancora faccia male come uno schiaffo in pieno volto. Non la si può sempre dire perchè non è formula magica nè perfetta, soprattutto quando di questa Vita l'aspettativa è scarsa e bisogna farsene una ragione. O quando vai ripetendola di continuo a Te stesso, per farla tua a mo' di autoconvincimento... e di questo ti senti bravo... davvero bravo, mentre per chi ti sta intorno è come sfondare una porta aperta tanto è cosa scontata... forse per loro la cui Vita non pensò mai di prendersi una pausa ed è continuata e continua così... liscia sui binari e senza scosse.
La stanchezza per tutto quello che avevo passato e tali convinzioni mi hanno fatto a volte accantonare quelle che erano o potevano essere le problematiche delle persone a me vicine. Era come se per loro fosse sempre tutto a posto... Ora mi rendo conto che non è così... ora che per me "sembra" tutto a posto vedo le cose sotto la vera luce e ne soffro... Son tornati ad essere "miei" i problemi e le delusioni dei miei figli... le ansie e i timori dell'amore della mia vita... la preoccupazione per mio padre... Lui... anziano è rimasto l'unico riferimento della mia Vita di un Tempo...
Un Tempo che inevitabilmente ed inesorabile va... perchè... sì... la Vita continua.
sabato 1 ottobre 2011
Potevo parlare con Lucia in questo modo perchè sapevo del suo spirito...
Avevo assistito tante volte a certi scambi di battute col dottor Antonio! Eppure per la sua situazione si perde ancora e dopo tanto tempo poi... Il fatto è che non ha elaborato quel lutto di sè... "Ma che m'n'import..." mi ha detto ieri, "... che 'm'n'import d'una mammella che non tengo più... è solo che penso, certe volte che mi scattano i nervi... ma dopo tanti problemi pure questo? E pure che ci voglio passare sopra e andare avanti... e se poi m' ven u' capabbasc?(il tracollo)" "A questo non devi pensare... hai detto che fai tante cose durante il giorno, dalla mattina alla sera... i tuoi familiari contano ancora su di te... tutto sommato non ti senti neanche troppo acciaccata... allora??! Sono passati due anni e poi ne passeranno altrettanti e altri ancora... Non ci pensare..." A questo punto, come se avesse preso coraggio, "Lo sai a chi penso sempre... penso ad Isa... ce l'ho sempre davanti agli occhi... Ma com'è che quella è morta?" Evidentemente non sapeva... e mi è sembrato che fosse il caso di dirle che Isa era morta semplicemente perchè non aveva mai voluto farsi operare... "Veramente? E perchè?" Bella domanda senza risposta... Lucia alla fine ha capito che quello era un caso a sè... particolare ed estremo, del cui esito... ironia della sorte... non era del tutto responsabile neanche la malattia. Isa si era illusa di farcela con la sola chemioterapia convivendo con quella bestiaccia in corpo... c'era del coraggio anche in quella sua incoscienza... incomprensibile... dolorosa.
Quando nei nostri discorsi si fa presente il ricordo degli amici che non ce l'hanno fatta... non ci sono più, ho notato che istintivamente... all'improvviso il tono delle nostre voci s'abbassa, diventa quasi sommesso... ci si commuove senza essere tristi perchè in quel ricordo restano ben impressi il coraggio, la forza d'animo che ognuno a suo modo ha mantenuto per tutto il tempo... perchè la speranza non abbandona... mai.
E così anche quando si parla di morte o la senti dietro le spalle, è presente... prepotentemente... la Vita. E piccoli gesti, normali forse anche insignificanti, assumono un significato speciale... tale da mettere più che serenità... diciamo pure... euforia! Sì... non esagero... euforia...
Questo mi è capitato stamani... quando sono entrata in reparto e nella prima stanza ho scorto due "mie amiche"... quelle del venerdì, Marisa e "zia" Silvana... La prima sonnecchiava sotto un suo pullover a mo' di coperta... l'altra sgranocchiava qualcosa da un sacchetto di carta... Accanto a loro... due "trespoli" con due boccioni... Ma erano tranquille... come me... come voi... in questo momento.
La Vita continua...
Avevo assistito tante volte a certi scambi di battute col dottor Antonio! Eppure per la sua situazione si perde ancora e dopo tanto tempo poi... Il fatto è che non ha elaborato quel lutto di sè... "Ma che m'n'import..." mi ha detto ieri, "... che 'm'n'import d'una mammella che non tengo più... è solo che penso, certe volte che mi scattano i nervi... ma dopo tanti problemi pure questo? E pure che ci voglio passare sopra e andare avanti... e se poi m' ven u' capabbasc?(il tracollo)" "A questo non devi pensare... hai detto che fai tante cose durante il giorno, dalla mattina alla sera... i tuoi familiari contano ancora su di te... tutto sommato non ti senti neanche troppo acciaccata... allora??! Sono passati due anni e poi ne passeranno altrettanti e altri ancora... Non ci pensare..." A questo punto, come se avesse preso coraggio, "Lo sai a chi penso sempre... penso ad Isa... ce l'ho sempre davanti agli occhi... Ma com'è che quella è morta?" Evidentemente non sapeva... e mi è sembrato che fosse il caso di dirle che Isa era morta semplicemente perchè non aveva mai voluto farsi operare... "Veramente? E perchè?" Bella domanda senza risposta... Lucia alla fine ha capito che quello era un caso a sè... particolare ed estremo, del cui esito... ironia della sorte... non era del tutto responsabile neanche la malattia. Isa si era illusa di farcela con la sola chemioterapia convivendo con quella bestiaccia in corpo... c'era del coraggio anche in quella sua incoscienza... incomprensibile... dolorosa.
Quando nei nostri discorsi si fa presente il ricordo degli amici che non ce l'hanno fatta... non ci sono più, ho notato che istintivamente... all'improvviso il tono delle nostre voci s'abbassa, diventa quasi sommesso... ci si commuove senza essere tristi perchè in quel ricordo restano ben impressi il coraggio, la forza d'animo che ognuno a suo modo ha mantenuto per tutto il tempo... perchè la speranza non abbandona... mai.
Questo mi è capitato stamani... quando sono entrata in reparto e nella prima stanza ho scorto due "mie amiche"... quelle del venerdì, Marisa e "zia" Silvana... La prima sonnecchiava sotto un suo pullover a mo' di coperta... l'altra sgranocchiava qualcosa da un sacchetto di carta... Accanto a loro... due "trespoli" con due boccioni... Ma erano tranquille... come me... come voi... in questo momento.
La Vita continua...
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