mercoledì 7 settembre 2011

Nonostante momenti di ansia sfuggente mi rendo sempre più conto di quale stato di grazia  mi ha fatto regalo la malattia. E' una predisposizione dell'animo... una condizione di spirito per cui qualsiasi cosa, fatto o persona in cui m'imbatto appare sotto una luce particolare capace di rendere speciale ciò che a prima vista sembra del tutto insignificante.
Per quelle "famose" scale che portano all'ormai "ben noto" terzo piano, faccio incontri ogni giorno, e a causa della "suddetta" predisposizione nessuno passa inosservato cosicchè non posso fare a meno di chiedermi che cosa c'è dietro quelle espressioni dei volti, la gestualità, il modo di parlare. Immaginando... intuendo entro in empatia con quelle persone e non le dimentico facilmente.
Stamattina alla fine della seconda rampa erano sedute sulle scale due ragazze... con i libri aperti sulle ginocchia  ripassavano gli argomenti dell'esame; probabilmente erano due allieve in attesa di sostenere una prova, e pur mostrando un po' di tensione a me sono parse spensierate, incuranti persino di bloccare il passaggio, tra un sorriso e un'espressione "seriosa" intente a ripetere il nome delle patologie sottolineate in giallo. Ma cosa vai a notare?! mi si potrà dire... lo so, potrebbe sembrare una stranezza, non lo nego... ma accade a causa di quella propensione alla normalità che dà sicurezza anche per un qualcosa dal di fuori che ti riguarda solo perchè l'osservi.
Così pure... salendo ho notato un ragazzo e una ragazza... lui che faceva il cascamorto cercando di ottenere un indirizzo e un numero... lei che si cimentava nell'antico gioco del dico non dico, alternando risatine e mani tra i capelli. Mi sono rasserenata ancor di più... pensavo che ormai fossero fuori moda atteggiamenti del genere tra i due sessi e quella smentita mi ha reso felice. Tutto continua come sempre... con qualche variante... ma continua.
Sono arrivata finalmente a "quel terzo piano"... sono entrata in reparto... "Orlando,  Elvira dov'è?" "Perchè oggi doveva venire Elvira?" "Sì... me l'ha detto lei!" "E vorrà dire che s'è sbagliata... quella tiene sempre 'na certa età..."
Eh, sì... ha proprio sbagliato, la sua mente va avanti di un giorno... per fortuna che ha dato una sbirciata al foglio della prenotazione... "Domani viene Elvira, domani..." Ok... domani... intanto oggi ho già fatto benzina...

martedì 6 settembre 2011

Lei sarà scesa con l'ascensore ed io sono salita come al solito per le scale... così per poco non  ci siamo trovate come invece c'eravamo promesse.
Lo scorso anno, il periodo clou del mio tumore, quello più lungo di chemioterapia lo avevamo condiviso insieme con tanta tranquillità da rendere il giorno fissato, il giovedì, un appuntamento lieto. Con Rita ci siamo intese subito, lei alle prese dopo sei anni con una recidiva al seno superstite, io con il percorso terapeutico dopo l'intervento... "Ci siamo raccontate"... ognuna ha parlato di sè, della propria vita, fatta di gioie e dolori, di aspettative e delusioni. Io ho visto le sue lacrime... lei ha colto le mie. Quando un argomento restava in sospeso ci dicevamo, "a giovedì", e si riprendeva là dove s'era lasciato... senza mai perdere il filo. Che meraviglia! Eravamo insieme anche quel giorno che Isa ci disse di quell'incontro un po' "magico" forse con un Angelo... e per questo è stata lei, Rita... la prima persona a cui ho comunicato quella brutta notizia... che Isa non era più. Siamo rimaste legate, così... con discrezione e con quell'affetto che solo il turbamento, il "marasma" se non fisico, almeno psicologico di una malattia può concedere. Ad ogni controllo ci diamo appuntamento per riabbracciarci... stamattina ho dovuto accontentarmi dei saluti che mi ha lasciato per mezzo di tutti quelli che ha incontrato lì... nel "nostro" reparto... a quel terzo piano. Le telefonerò... ci rivedremo ancora.
Essendo arrivata con anticipo, almeno ho rivisto Salvatore che continua serenamente "da solo" la sua vacanza, Margheta con le storie, la tradizione e cultura della sua gente... e Antonietta C., l'amica che non sa di sapere o finge di non sapere perchè a lei e i suoi figli conviene così. Che svariato assortimento di tipologie umane messo in rilievo da questa particolare condizione che le accomuna e a cui sento di appartenere dopo aver preso piena coscienza del mio cambiamento... Caratteri che mutano... in meglio, in peggio... come reazione allo stress emotivo che comporta una situazione estrema come il cancro.
L'ultima riflessione potrebbe costituire una degna conclusione al mio post, ma... stavo dimenticando Angelica! E' strano perchè non è la prima volta... Forse dietro quel sorriso tirato fatto più che altro per emulare, e lo sguardo mai diretto, ma volto in basso o di sbieco, nasconde la passiva accettazione di quello che le è capitato, della terapia che dura da oltre un anno, di ciò che dovrà ancora affrontare e che nessuno le può spiegare perchè non si sa... non è dato saperlo. Ed Angelica ogni tanto continua a... ripetere, "il  dottore mi ha detto che tra un po' mi farà riposare..."

lunedì 5 settembre 2011

Domenica d'attesa questa... domenica da trascorrere cercando di non pensare troppo e di vivere al minuto come se esistessero solo le piccole cose che ti danno la gioia momentanea. Del resto non è forse la vita fatta di momenti? E questa giornata ho voluto che fosse pari ad una vita intera, con briciole di serenità che alimentassero la speranza.
Così stamattina mi sono svegliata più tardi del solito, o meglio Beauty mi ha svegliato, dopo essere saltata sul letto, indi sulla mia testa... Con l'incubo di avere tra i capelli gli artigli di un'aquila ho messo in fretta i piedi sul pavimento, lasciandola con gli occhioni sbarrati e le orecchie ben tese in stato dall'erta. Poi piano piano ho iniziato la mia giornata... mangiando lo yogurt con gli anellini al cioccolato... pettinando il mio nuovo taglio di capelli... indossando un paio dei miei tanti orecchini (chissà perchè quando sono tesa o preoccupata ci tengo un po' di più a loro... agli orecchini...). Qualche foglia ingiallita staccata da una pianta... dell'acqua aggiunta all'acquario... i croccantini nella ciotola di Biù Biù... piccole azioni di un quotidiano che donano una piacevole sensazione di continuità... proprio quella che mi serve in questo momento.
E al pranzo non dovevo pensare? Sì... ma con un impegno minimo, perchè oggi le "coccole" erano per me e le più efficaci erano quelle che venivano da me stessa, e allora... come primo, "Paccheri all'ottimo sugo pronto"... per secondo, "Fantasia di formaggi" con contorno di songino in insalata... poi frutta di stagione e per dessert, "Panna cotta"... però questa, sì,  l'ho fatta io in cinque minuti con l'aiuto del Bimby. Quindi, come dicevo... con un impegno minimo, e... sta bene così!
Poco prima di pranzo ho sentito il desiderio di ascoltare la voce di due mie "amiche", Domenica e Gerardina... ho telefonato loro e mi son sentita "viva" perchè con la loro gioia nell'udire la mia voce mi hanno fatto capire quanto mi vogliono bene e mi pensano... il pensiero di chi ti ricorda fa' sì che la vita si rinnova e continuerà a... rinnovarsi sempre.
Pomeriggio tranquillo, conclusosi con Santa Messa serale in cui la Parola è sembrata un ulteriore insegnamento... "Ama il prossimo tuo come te stesso!"... e devi amarti molto per poter amare gli altri degnamente... non chiudersi in un riccio credendo nell'autosufficienza... non lo si è mai abbastanza... autosufficienti. E pensandoci bene... non sarebbe neanche giusto.

domenica 4 settembre 2011

All'ospedale ieri mattina sono arrivata che non erano ancora le nove. Sono andata a parcheggiare al solito posto... Alfredo mi ha guardato incredulo, forse avrà pensato, chissà cosa sta succedendo... la signora "sempre puntuale",  martedì è mancata ed oggi arriva così presto...
Gli ho dato i soldi e in fretta mi sono avviata al laboratorio d'analisi che era un po' distante. "Signo', dovete prendere il numero..." "Ah sì, è vero... ero distratta". In realtà non lo sapevo che anche per consegnare l'impegnativa occorresse prenotarsi... prima di ieri avevo fatto sempre tutti i tipi di analisi tramite il Day Hospital... Comunque ho staccato il biglietto col numero 32 e mi sono posta a sedere... Si era arrivati al numero 8. "No, ma non è possibile... non farò in tempo... lì alla cassa ticket sono più di cento persone a fare la fila e qui terminano di fare prelievi alle 10,30. Non c'è niente da fare... è sempre così... ogni volta è sempre la stessa storia!" Quella signora innervosita era venuta a dare un'occhiata e poi era andata via subito, continuando a lamentarsi. Meno male allora che la mia impegnativa era già timbrata, perchè altrimenti anch'io non avrei fatto in tempo, speravo solo che non leggessero la data, se no ero punto e a capo. "32!"... Era il mio numero. Sono entrata in silenzio e con indifferenza mista a sicurezza  ho messo l'impegnativa sulla scrivania. Come  se fosse stata ad una catena di montaggio l'infermiera ha staccato un codice a barre adesivo e lo ha incollato sull'impegnativa senza quasi guardarla, poi su un talloncino ha scritto la data per il ritiro del referto... 7 settembre, mercoledì, il giorno prima dell'ecografia. Ce l'avevo fatta! La mia faccia tosta era stata premiata... tutto nei tempi perchè il nodo del dubbio si sciogliesse in breve.
Delle tre sale prelievi, la A, la B, e la C, come per le tre buste di un quiz, ho scelto la terza, l'ultima e sono stata fortunata perchè ho trovato un infermiere molto umano di una professionalità unica. Con calma ha cercato la vena "buona" nel braccio sinistro, il solo utilizzabile e l'ha trovata sulla mano... quindi ha fatto il prelievo quasi senza che me ne accorgessi. "Siete stato davvero molto bravo", gli ho detto... "Grazie, signora... e buona giornata". "Grazie e buona giornata anche a voi", gli ho risposto e sono andata via, diretta verso quel terzo piano. Perchè non sia mai detto che un qualcosa di quasi invisibile, dalla pur grande capacità di condizionare, possa fermarmi; d'altra parte non mi porterebbe alcun giovamento, a me conviene e fa star bene "continuare a..." vivere così come ho scelto saggiamente solo in tempi recenti.

sabato 3 settembre 2011

L'esperienza mi ha insegnato ( a caro prezzo, aggiungerei) come in questi casi aspettare con calma  per non perderla sia del tutto controproducente. Per prima cosa ci si sente come "sospesi" in una situazione di stallo... si perde tempo ben sapendo che si potrebbe non recuperarlo, poi non si è affatto tranquilli perchè nell'attesa il "fatto" in sè per sè s'ingigantisce a dismisura... si perde lucidità e non si è più razionali, così che qualsiasi decisione appare sbagliata... e si continua a... essere sospesi.
Ben consapevole di questa realtà per la pregressa esperienza non ho aspettato più del necessario e ho pensato di fare presto... subito... oggi stesso il prelievo per i marcatori, per l'ecografia sarebbero trascorsi alcuni giorni, ma almeno cominciavo a darmi da fare... mi muovevo per qualcosa. Ieri pomeriggio però l'ambulatorio del mio medico di base era chiuso e non sapevo come fare per l'impegnativa... avrei dovuto rimandare tutto alla settimana prossima... troppo tempo "per non starci a pensare". Io volevo fare il più presto possibile per non avere dubbi, "per non sentirmi in colpa". Mi è venuto allora in mente che avrei dovuto avere ancora un'impegnativa non utilizzata... magari un po' datata... sì diciamo... forse un po' troppo... ma dopo tutto presentandomi con quella che cosa avrei rischiato? Al massimo m'avrebbero mandata indietro con nulla di fatto. Così ho deciso che sarei andata al laboratorio dell'ospedale con quell'impegnativa.
Stanotte ho dormito tranquilla, anzi credo pure di aver sognato, poi stamattina Biù Biù mi ha fatto la sveglia alle 6,48; la piccola, premurosa e solerte a... giocare si è presentata mugulando col suo pupazzo preferito, e a me non è rimasto altro da fare che buttarmi giù dal letto. Avevo qualcosa da sistemare prima d'uscire e mi muovevo in fretta... come se mi aspettasse una bella mattinata di shopping. Mi sono ricordata allora di quanto tutto era diverso rispetto all'anno scorso... tutto, compresa la stagione... Ma forse "mi sembrava" così perchè sono io ad essere cambiata e quindi vedo le cose in modo reale, concreto ma con un giusto distacco, quello che serve per continuare a... vivere questi momenti d'attesa senza un'ansia struggente nè per me nè per le persone che mi sono vicine, le quali vedendomi tranquilla lo sono a loro volta. Da due giorni ogni tanto vado a toccarmi la "pallina" da indagare... un po' di timore mi prende, penso soprattutto alle eventuali terapie... ma immediatamente per sdrammatizzare penso... beh, questa volta almeno non è un "bozzo"... fa meno paura, e quel po' me la tengo per me.

venerdì 2 settembre 2011

Ormai ho deciso... mi arrendo!
"Ciao...dieci euro... vero? Ma è a benzina?" No... non può essere  che "uno" ti dica ciao, quindi ti riconosce... si ricordi della quantità ma non del combustibile che fa andare l'auto. Mah! Chissà se ci fa o ci è... d'ora in poi... giuro, sarà solo un suo problema, perchè ogni volta gli dirò, prima ancora che parli, "Ciao...dieci ... BENZINA!" E penso proprio che resterà a bocca aperta...
Comunque  per fortuna che c'è lui che suscita più di un sorriso un giorno sì e l'altro no, così non stiamo a impensierirci troppo... anzi ci distraiamo da pensieri non belli. Come stamattina...
"Ciao, cara... un bacino!" Grazia è venuta alla porta ... quasi ad accogliermi. Un po' tutti mi vedono strana da qualche giorno... pensierosa. In verità i motivi sono tanti, anche estranei alla mia condizione "di persona da tenere sotto controllo", tuttavia sono  convinta che prima o poi tutto rientrerà nella norma e tornerò "serena" dentro e "sorridente" fuori... tanto per parafrasare un noto slogan pubblicitario. Mi resta solo da risolvere un "piccolo" problema, sciogliere un dubbio... spero presto.
"Dottore... posso rubarvi cinque minuti?" Con un cenno d'assenso il dottor Antonio mi ha fatto entrare nel suo studio... "Da un paio di giorni ho notato una pallina un po' più in su della cicatrice..." "Ora vediamo..." Premetto, come è noto, che di mia iniziativa ho già una prenotazione fatta venti giorni fa per un'ecografia al seno in data 8 settembre, quindi giusto fra una settimana, però per me stessa ed anche per correttezza nei riguardi del mio oncologo, ho sentito il bisogno di parlare subito... di parlare oggi.
"Potrebbe essere tutto e niente... una recidiva come pure un po' di grasso o una conseguenza della permanenza dell'espansore oltre il termine... è giusto comunque fare l'ecografia... anzi, visto che ci siamo... fai anche i marcatori..." Bene, allora facciamo anche quelli, pur non essendo granchè attendibili... Un anno e mezzo fa, con un tumore di oltre tre centimetri erano nella norma! Ma si sa... quando si è in ballo si balla, e noi adesso riprendiamo con "qualche timido passo" sperando che resti tale perchè la danza cessa.
Che si vuol fare? Non importa... la Fede c'è... la grinta pure... è vero, c'è anche un po' di paura, ma la voglia di continuare a... è ancora più grande, per questo non starò a contar le pecorelle...

giovedì 1 settembre 2011

"Signo'... ma lo sapete che ieri mi so' preoccupato?!" Davvero... ma perchè? Ho pensato... ho sorriso, senza dire niente. "Eh sì... mi sono detto, la signora è sempre così puntuale..." Alfredo, il posteggiatore,  ieri non mi ha visto arrivare ed è stato in pensiero... Ormai, dopo tanti mesi mi conoscono tutti... i vigilanti, gli inservienti... la gente che incontro nel tragitto dall'entrata fino alle scale che portano a quel terzo piano... Persino il ragazzo del bar dove vado a comprare il mezzo litro di acqua minerale naturale... "Sono tornato dalle ferie, signora... L'acqua... volete sempre la stessa?" Non nascondo che mi fa piacere che mi riconoscano... non sono un medico, nè un'infermiera, neanche un'impiegata... e se questo succede... un motivo ci sarà.
Ieri, però sono mancata al mio appuntamento quotidiano. Mi ero anche preparata... ma ad un certo punto non sono stata bene... bene dentro e la serenità mi è venuta meno. Senza non potevo andare da nessuna parte... meno che mai là... perchè bisogna credere in ciò che si ostenta, altrimenti il volto diventa come una di quelle maschere indossate dagli attori nell'antichità... sempre con la stessa espressione... qualunque sia il ruolo da interpretare. E chi è in una condizione di massima vulnerabilità, nonchè più sensibile, se ne accorge e non serve a nulla esserci " tanto per"... meglio restare a casa. Restare a casa ed elaborare i turbamenti... le proprie sofferenze... rimuoverne le cause... gli altri hanno già le loro.
Così... facendo leva sulla mia voglia e capacità di reagire oggi mi sono più o meno rimessa in sesto e sono andata... non son mancata. La prima persona che ho incontrato in reparto è stata Marta... "Tutto a posto, "zia" Maria?( scherzosamente a volte mi chiama così)"... e poi mi si è seduta accanto nel corridoio... qualche chiacchiera... sul vago ma neanche tanto. Ho sentito la voce di Rosa. "Rosa come sta?" "Non c'è male... oggi ha ripreso la chemio... il supporto dei giorni scorsi è bastato." Beh... se aveva ripreso a parlare e in quel modo... Sono entrata nella stanza e ho guardato verso il letto... Vuoto! Rosa era seduta vicino al tavolo, accanto il "trespolo" con tre boccioni in contemporanea. Enzo, suo marito s'è alzato di scatto... "Uh, sei venuta... meno male, e... perchè ieri no?" Lì per lì ho imbastito una scusa, diciamo abbastanza credibile, visto che ha replicato, "Si vede... oggi sei pallida". Potere delle parole. Poi mi ha ceduto la sedia e si è posto a sedere sul letto, continuando il suo cruciverba. "Campata della chiesa... ma che sarà?" "Fa' vedere un po'... sei lettere...c'è VA al centro... NAVATA... Enzo." Ridendo al suo solito ha riempito il 23 orizzontale... Rosa ed io parlavamo...di quanto io la vedessi meglio... di quanto, almeno un po' lei si sentisse meglio. "Il nome di un Vallone." "Ancora... Enzo!" "So' tre lettere..." "Ha da essere l'attore buonanima... Raf." Questa volta era stata Rosa a dargli la soluzione... chissà la finisse lì.... Poi abbiamo ripreso a parlare e non solo di salute, di tante cose e anche di cucina. "Maria... io mangio volentieri la carne di pollo, anche arrosto... lui no... vuole solo la scaloppina. Sai come gliela faccio? Un goccio d'olio... il burro no, perchè fa male... fettina infarinata... e al posto del vino, il vermouth... Come viene profumata!" A questo punto Enzo ha lasciato il cruciverba per inserirsi nella conversazione... l'argomento era di certo più interessante, e di lì ancora a discorrere della piccola che nascerà a giorni, la loro nipotina... "Non vedo l'ora... nascesse presto!" A Rosa sono brillati gli occhi... come guizzo di luce più viva  nella fiamma di una candela.