giovedì 16 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.77) (Tra le righe della vita)
È questo il periodo dell'anno in cui la sensibilità si affina, incline a tratti alla stanchezza o alla malinconia, a seconda del breve, recente vissuto.
E diventa storia da raccontare, meritevole di ascolto attento.
Ma quante saranno le persone conosciute in sedici anni?
Provate a pensarci... quante io ne abbia potuto incontrare, realizzare con loro una conoscenza, farne una relazione.
Vi facilito la risposta, tantissime. I volti e le storie sono nella memoria del Cuore, qualcuno vedo ancora ogni tanto, non ho dimenticato quelli dal nome originale.
E come si potrebbe?
E intanto altre storie arricchiscono la mia esperienza, soprattutto in questo periodo, quando la luce forte della stagione fa violenza al buio interiore di Chi vive tutt'altro momento.
Oggi ad esempio in reparto mi sono trattenuta un po' di più, e ho ascoltato, sorriso con gli occhi, colto spavento e speranza.
Perchè proprio a me?
Ha esclamato una paziente che ad uno ad uno ha smontato ogni mio tentativo di propositività.
Perchè magari puoi più di qualsiasi altro dimostrare che la volontà supportata dalla cultura, diventa strategia di sopravvivenza.
Prendi un impegno con te stessa, concediti il tempo che ti serve, e occupandoti non ti preoccuperai.
E tra le righe anche di questa storia, un insegnamento, un invito a coltivare la vita.
La Vita che va veloce, ma tocca a te non restare indietro.
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