domenica 7 febbraio 2021

DAL MIO "DIARIO DELLA GRATITUDINE" (n.24) (Le Parole)


Mi piace partire da una citazione, che poi è un punto di vista, condivisibile e riscontrabile in molte situazioni.
Equivoci, malintesi, persino conflitti possono aver origine da un uso sbagliato delle parole, arrivate di getto e per impulso, accompagnate da enfasi che nulla aggiunge, anzi è il contrario perché priva di piena comprensione ciò che si vuole esprimere.
"Le parole giuste al momento giusto possono creare effetti importanti e positivi.
Sfortunatamente, le parole possono anche confonderci e limitarci con la stessa facilità con cui possono renderci più capaci".
- Robert Dilts -
Sono solo parole, e possono far molto bene al Cuore o altrettanto male.
Dipende. Dipende dal contesto e dalle situazioni, comunque occorre sempre una scelta adeguata.
Pensare prima di parlare, anche di rispondere.
Pensare pure prima di scrivere, anzi soprattutto, perché se "verba volant, scripta manent", e lasciano il segno.
Si impara a trovare le parole giuste, solo esercitandosi al silenzio. È il silenzio infatti a suggerire le situazioni, ed è facendo silenzio dentro sé che si conciliano atteggiamenti e parole.
Le "parole giuste" sono quelle che in armonia coinvolgono, e non escludono.
Quelle che non mostrano mai delusione.
Le parole giuste sono quelle da cui Tutti sempre e per sempre dovranno sentirsi accarezzati.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante fiore

sabato 6 febbraio 2021

DAL MIO "DIARIO DELLA GRATITUDINE" (n.23) (Da una citazione...)


Cercare il significato di una giornata celebrativa... ce lo chiediamo spesso... che senso ha?
8 Marzo... 25 Novembre... 4 Febbraio! Oggi,
Giornata Mondiale contro il Cancro.
Sembra quasi superfluo, perché contro la Malattia, quella che non ha il tempo di una pandemia, si combatte ogni giorno da più fronti, e per fortuna sempre con armi nuove e soprattutto con una cultura diversa.
Non si nasconde, la si chiama col suo nome, non ci si vergogna, neppure a testa calva perché non è più uno stigma.
Riporto una citazione di Nadia Toffa che non fece mistero della Sua malattia, lavorò finché le fu possibile, conservando sempre il sorriso, a tal punto che si passò dal dubbio a tacciarla di esibizionismo, protagonismo...
"Rivendico il diritto di parlare apertamente della nostra malattia, che non è esibizionismo né un credersi invincibili, anzi: è un diritto a sentirsi umani. Anche fragili, ma forti nel reagire".
- Nadia Toffa -
Perché oggi è diverso... si resta legati ad alcuni pregiudizi ma è sempre più evidente una certa apertura.
Una maggiore "consapevolezza" anima coraggio e determinazione, la giusta "informazione" obiettiva e non fuorviante alimenta speranze sempre più concrete.
Ma è soprattutto la "condivisione" delle "persone informate dei fatti" (leggi... malati guariti) a far sì che anche coloro "in corsa" scoprano la validità della "forza della Mente", il suo potere terapeutico a livello psicologico e... perché no... anche fisico.
Con tutto il rispetto per Chi preferisce per riservatezza non dire, non riferire né tantomeno raccontare, condividere la propria malattia dà coraggio e forza, e trasmette altrettanto. Soprattutto all'inizio di un percorso, poi ogni cosa si ridimensiona comunque, e resta una breccia sola, ché lasci passare un raggio di luce in comune.
Questo è il senso di giornate come questa,
4 FEBBRAIO - GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona

venerdì 5 febbraio 2021

DAL MIO "DIARIO DELLA GRATITUDINE" (n.22) (Parafrasi)


Stasera si torna a fare un compito come a scuola, a parafrasare parole non mie che rispecchiano in pieno ciò che si prova in alcuni momenti.
Sensazioni... sentimenti... oppure emozioni?
Tutti e tre insieme, quando si pensa di lasciare il mondo a breve, e non basterebbe l'oceano per dissetarsi ma di quel mare una goccia al giorno per tanti giorni all'infinito.
Leggiamo insieme..
ORA CHE SONO VIVA...
PREFERISCO che tu condivida con me qualche minuto
ora che sono viva,
che una notte intera quando sarò morta.
PREFERISCO che tu accarezzi soavemente
la mia mano ora che sono viva,
piuttosto che adagi il corpo sul mio cadavere
quando sarò morta.
PREFERISCO che tu mi faccia una breve chiamata
ora che sono viva,
invece di intraprendere un lungo viaggio
quando sarò morta.
PREFERISCO che tu elevi a Dio una breve preghiera
ora che sono viva,
che non una messa cantata
quando sarò morta.
PREFERISCO che tu mi dedichi un solo accordo di chitarra
ora che sono viva,
che non belle parole sulla mia tomba
quando sarò morta.
PREFERISCO anche i più piccoli dettagli
ora che sono viva,
che non grandi manifestazioni di affetto
quando sarò morta.
(da "Vivere il tramonto", Paure, bisogni e speranze dinanzi alla morte. Arnaldo Pangrazzi)
Il momento presente diventa estremamente importante. Anche un solo minuto è prezioso, non si può perdere e notare che questo vale solo per Te alimenta un'illusione ma priva di spazio vitale il conforto.
Si ha bisogno di contatto e di gesti, una carezza, un bacio che sfiora la fronte, lo sguardo ad una mano perché l'immagine "impressioni" la memoria, e che duri per sempre.
Voce e parole come melodia, che cullano l'animo, prima dell'ultimo battito.
Mentre Vita è ancora, preghiere... tante preghiere silenziose che solo il buon Dio ha da ascoltare. Lui non ama il frastuono, l'inutile clamore tanto per... quell'ultimo saluto.
Un accordo di chitarra subito, che arrivi al cuore nell'immediato, meglio di tante parole meditate, recitate troppo tardi.
Piccole cose, una rosa, un sorriso, un saluto
"ora che sono viva", e non lacrime e strette di mano a vuoto "quando sarò morta".
Potrebbe essere un contenuto artistico

mercoledì 3 febbraio 2021

DAL MIO "DIARIO DELLA GRATITUDINE" (n.21) (Le due facce della stessa medaglia)


Giornata controversa oggi, succede.
Analisi da ripetere perché non convincono il medico, e nulla di drammatico in questo, perché è vita per la Vita, e in più una lunga dissertazione riguardo come comunicare eventi di lutto. Farlo pubblicamente, tramite social (WhatsApp e Facebook), "trend" di largo uso e abuso del momento, o in privato, tenendo conto del grado di conoscenza con il defunto, della sensibilità e problematica nota e reale di Chi riceverebbe la notizia?
A chiusura di una giornata che ha visto un confronto utile e vero sull'altro "canale" (WhatsApp) condivido un mio scritto non proprio recente e che non è unico per tema, a riprova che la Morte è per Noi sempre presente nella sua autenticità, in senso pieno, con consapevolezza e alcuna paura.
Sora nostra morte corporale come fu definita da San Francesco, vera come la Vita che è madre e maestra, e di questa naturale conclusione.
Leggete con attenzione, ma soprattutto con "amore". Domani vi proporrò un SONDAGGIO su questo tema.
Il confronto è ricchezza, il rispetto delle opinioni diventa "insegnamento".
A domani, e serena notte a Tutti.
2 NOVEMBRE 2018
SORA NOSTRA MORTE CORPORALE
Bene affermava Francesco, il santo poverello, la morte è sorella perché come la vita ci appartiene, hanno lo stesso "dna", si palesano nel silenzio, nessuno ricorda il momento in cui si affacciò alla vita perché nell'assoluta incoscienza, altrettanto sarà quando se ne distaccherà.
La Morte è, e poi è nulla più nel senso fisico della parola, quindi termina dove ha inizio e paradossalmente si chiude allora un "cerchio"... un "punto" si sovrappone all'altro ed è un unico e solo.
Espresso così il pensiero niente è più logico e naturale. Vita e Morte diventano un'unica immagine, solo sotto una luce diversa.
Un uomo ha da percorrere una via solitaria, accetta di farlo quando è giorno perché visibili sarebbero gli eventuali pericoli, rifiuta invece che il percorso avvenga di notte, perché non potendo sapere né vedere, ha paura.
Però se è sulla via e la notte sopraggiunge, non può tornare indietro, così avanza e il coraggio si dà, oltre la volontà, il Suo stesso pensiero.
E arriva dove era prefisso, senza rendersene conto e comprende alla fine che la "paura" è pura "categoria" e nient'altro, uno schema da seguire solo perché imposto, ma se necessità fa virtù, si abbatte come niente e non esiste più.
Qualche tempo fa un paziente con un'affermazione mi lasciò senza parole...
Lo sai che sono morto tre volte? Per tre volte, in periodi diversi ho avuto l'arresto cardiaco. Non mi sono accorto di niente, ed è stato bello perché sono certo che stavo bene. Mi sono poi svegliato perché mi schiaffeggiavano... o mi prendevano a schiaffi perché mi ero ormai svegliato? Non lo so. Dell'essere tornato in vita ricordo il dolore, del morire la sensazione di benessere.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Laudato si' mi Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente può skappare: Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;"

martedì 2 febbraio 2021

DAL MIO "DIARIO DELLA GRATITUDINE" (n.20) (Gratitudine e Amore)


La capacità di essere grati è insita nell'uomo, solo che non sempre ne è consapevole poiché dà tutto per scontato.
Anche le relazioni, soprattutto quelle affettive all'origine o create e consolidate nel tempo.
Le opportunità per riportare alla luce il senso di gratitudine però non mancano.
Succede quando ci si trova a dover fare i conti con il dolore in tutte le sue forme e l'ovvia fragilità personale.
Ed ecco le relazioni, con la gratitudine per Chi è vicino, per l'amico di sempre, ma pure per il conoscente o lo sconosciuto che incrocia il Tuo sguardo, sorride e augura buongiorno.
Niente è dovuto da alcuno, sia genitore, compagno/a, figli, amici, e per questo nulla puoi rimproverare quando l'aspettativa è disattesa. Ugualmente sarai grato per quel poco o niente nella Tua vita.
Comunque la gratitudine a prescindere è un'ottima modalità per ricevere senza chiedere.
Che dire... è "auto mutuo amore", se ami Te stesso saprai porgerti con amore grato pure nei momenti difficili, creandone altrettanto se non di più.
Quindi potrai amare gli Altri, solo se ti ami, accetti tutto di Te, imparando anche a perdonarti.
Per lungo tempo non mi sono piaciuta, i motivi erano tanti e variavano senza una causa, di invariabili restavano solo la miopia e la timidezza. Hai detto niente!?
Ad un certo punto però qualcosa prese ad agire, forse diventare madre con il senso di responsabilità che comporta, poi cominciare a relazionarmi in modo autonomo col mondo esterno, infine il "colpo di grazia" alle errate convinzioni lo diede la malattia, per cui ho rivisto situazioni e condizioni, a partire dal mio aspetto fisico.
Ed oggi...
Io dico grazie ad ogni organo, arto della mia parte destra.
All'orecchio che sente meno del suo gemello, all'occhio che è più miope dell'altro.
Al mio fegato "bello grasso", così definito dall'ecografista.
Alla mano destra col suo indice artrosico e all'omologo piede soggetto a crampi improvvisi.
In ultimo ma non ultima sono grata alla parte mutilata di me, perché mi ha fatto scoprire che si può vedere in una cicatrice un atipico ma ugualmente efficace sorriso. Perché grazie a questi, cicatrice e sorriso, sono viva, con tutto il resto.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

DAL MIO "DIARIO DELLA GRATITUDINE" (n.19) (In medio stat virtus)


Ho il dubbio di aver intitolato allo stesso modo qualcos'altro. Può essere, ma nel silenzio, tra i pensieri il titolo è venuto su all'improvviso, e c'ho visto un segno, uno dei tanti quando mi pongo in ascolto di sussurri intorno.
Stasera mi sento particolarmente grata al silenzio, per dirla meglio, alla capacità mia di apprezzarne le virtù.
È anche vero che a volte può costituire un danno, alzare muri, creare incomprensioni, ma qui intendo non il silenzio diluito nel tempo che fa estranei e alimenta indifferenza, intendo il "silenzio pieno" con il suo linguaggio, il momento giusto.
Se non mi concedessi a tratti uno "spazio silenzioso", non riuscirei ad andare avanti.
Soprattutto prima di ricominciare... avrei bisogno di silenzio, della quiete che accompagna il giorno al suo inizio, quando raccogli i pensieri dal precedente e nascono le idee, i piccoli progetti "step by step", come ho imparato, a piccole dosi per non esagerare.
Penso poi al "mio silenzio" in cui a sera tarda mi immergo e che cancella ciò che può far male di una giornata.
In "assoluto silenzio" metto insieme parole che "si dicono" da sole, pensieri che assumono il tono di Chi legge.
Il Silenzio è una risorsa, va dosato e mai dimenticato, giustificato quando è il caso.
Si pensa in silenzio, così pure si prega quando si vuole essere ascoltati solo da Dio. Si resta in silenzio davanti ad un dolore profondo che tronca le parole e mozza il respiro.
Il Silenzio è la risposta intelligente alle domande che non riesci a capire.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

lunedì 1 febbraio 2021

DAL MIO "DIARIO DELLA GRATITUDINE" (n.18) (La conta dei giorni e delle notti)


Andiamo meglio, molto meglio con la pandemia anche se per Noi è ancora regione color arancio e in generale non bisogna abbassare la guardia.
Eppure nei "particolari" ognuno vive la propria condizione come un dramma a finale incerto.
Sarà per il sentirsi costretti, oppressi dalle restrizioni, dal vago senso di colpa misto a timore pure solo per il semplice incrociarsi con lo sconosciuto di turno.
Così ciò che in tempi normali sarebbe apparso fastidioso ma risolvibile, oggi è sempre un "se... chissà... adesso non ci voleva".
E rileggendo mi accorgo del "condizionale" usato, quasi non sperassi più in tempi normali.
E conto di nuovo i giorni dopo averne perso il conto, come pure le notti che riprendono insonni.
A certi giorni dovrebbe seguire una notte infinita, non eterna... infinita, come lo sguardo che si perde all'orizzonte pure entro il limite di una linea retta.
Una notte infinita e destarsi alla fine ben carichi per un giorno di speranza infinita...
Nella Vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia,
ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime;
ma poi ci sono giorni pieni d'amore che ci danno il coraggio
di andare avanti per tutti gli altri giorni.
- Romano Battaglia -
A tarda ora la Notte giunga a riportar quiete e ripagare dopo tanto coraggio speso.
Nessuna descrizione della foto disponibile.