domenica 16 agosto 2020

CHE SIA NATALE O PASQUA O FERRAGOSTO


Sarebbe fantastico se i guai, ma quelli seri si prendessero una pausa, andassero in ferie pure loro. Perché no, almeno a Ferragosto, un giorno solo per sentirsi bene, non avere problemi, vivere come in vacanza, aspettando di ricominciare.

E invece... tre passi avanti e sei indietro con quello che hai dentro e fuori che sembra remare contro.

Un "prologo" pesante? Probabile, però riflette la realtà di molti che vivono un "momento contro", e sperano che cambi la convergenza astrale e subito dopo disperano perché tutto va male.

Le "situazioni particolari", quelle a Noi ben note pesano tanto sempre, ancor più nei giorni di festa e vacanza. Il proprio stato d'animo, tra note palesemente amare e altre forzatamente dolci, stride con la schietta spensieratezza e l'allegria intorno.

La parte razionale è mortificata dalla condizione, quella irrazionale è arrabbiata per un atteggiamento che percepisce come indifferenza.

Quanto dolore... ma è la Vita che va e non può andare diversamente, e se pure ci si sente astratti, a questa si continua ad appartenere. Bene si fa allora a condividere pensieri ed emozioni, in questo modo si riprende il contatto con la realtà intorno, e si ricomincia a vivere... col dolore, è vero soprattutto con il dolore, stemperato però dall'affetto di Chi ogni giorno tiene a dimostrarlo.

UNA FAVOLA IN DONO


Avrei voluto raccontarla per filo e per segno, così come l'ho ascoltata lasciandomi senza parole, e Chi mi conosce sa bene che questa cosa è assai difficile accada, ma è una storia così delicata e bella che temerei sciuparla rendendola banale. Mi limiterò a qualche accenno per questa favola che è pura poesia.

Una sera, una conoscenza per caso, una corte serrata... poi esattamente un anno dopo, il matrimonio. Dieci anni di differenza e non sentirli, Lui così giovane, come un innamorato d'altri tempi l'aveva conquistata con le parole scritte in una lettera, continua a farlo ogni giorno pure coi baci che la fanno sentire come adolescente.

Trascorrono nove anni, una briciola di eternità, e un giorno Lei scopre di essere malata. Intervento, cominciano le cure, e Lui sempre accanto senza farle pesare mai un amore a metà.

Per Te darei la vita... e pare un voto, quasi una promessa. E ancora baci che fanno tenerezza e che guariscono, baci senza cercare l'occasione, baci inaspettati, baci prima di dormire come pausa di giorni senza fine.

Una sera, la partita della squadra del cuore in tv, l'intervallo tra il primo e il secondo tempo, qualche commento e Lui all'improvviso sta male, perde conoscenza e Lei... così in una manciata di minuti resta sola, sola col ricordo di quei baci che ora dovrà cercare in ogni alito di vento, nell'unica foglia che cadrà a primavera, nel suo nome pronunciato per caso da qualcuno proprio nel momento che lo starà pensando intensamente.

Di Lui parlo al presente, te lo faccio conoscere...

... e mi mostra una foto. Non riesco a trattenere due sole lacrime, le faccio passare per sudore, mentre Lei sorride con tanto e tale dolore dentro.

Mi ha regalato una favola... dice... lunga nove anni, vissuti intensamente. Non piango per averlo perso, ringrazio perché l'ho avuto accanto.

Sono tornata a casa e non ho sentito più il caldo di questo torrido agosto, non ho provato né fame né sete, ma la gioia soffusa che solo la speranza d'Amore può donare.

venerdì 14 agosto 2020

ACCORCIAMO LE DISTANZE

 


Come ti chiami?

È la domanda di rito, praticamente spontanea, segue il semplice buongiorno pronunciato a mezza voce, perché non sai, non puoi andare oltre un certo tono.

La risposta arriva quasi sempre allo stesso modo, prima il cognome e poi il nome di battesimo, come a scuola o al servizio di leva, quelli di una volta ovviamente...

No no, solo il nome... rispondo allora, così quando c'incontriamo qui o altrove possiamo salutarci come vecchi amici, se ti va. 

Certo, mi fa piacere...

In questo modo accorcio le distanze o almeno ci provo, visto che siamo Tutti nella stessa barca e sotto lo stesso cielo, ed è incoraggiante poi scoprire il più delle volte che si rema nella medesima direzione, guidati dalla medesima stella.

Qualcuno però c'è, sia pur raramente che fa intendere con un dito sulle labbra o fingendo di dormire oppure dicendolo chiaro e tondo, di voler stare per proprio conto, una sorta di distanza di sicurezza assolutamente da rispettare. Dispiace un po', ma si evita di arrecare disturbo perché le presenze non s'impongono nemmeno a fin di bene.

Cercare di accorciare le distanze sin dal primo incontro, pur nel massimo rispetto della volontà altrui, serve a stabilire una certa sintonia, per cui la "differenza di livello" è solo quella che si vede, uno è seduto o sdraiato e l'altro in piedi, ma grazie all'ascolto empatico, altro dislivello non c'è.

Ed ancora, si prova tenerezza già a quella risposta cognome-nome, perché si percepisce il rispetto per quel camice che aiuta a portare il peso.

Tenerezza... forse è l'unico sentimento che fa sorridere e stringere il Cuore contemporaneamente.

Pacata compagna, sorride e si commuove poi con occhi lucidi.

Accorcia le distanze col sorriso, abbraccia con l'accenno di una lacrima.

giovedì 13 agosto 2020

I BAMBINI CI GUARDANO


I bambini di oggi abituati a continui stimoli, sono più perspicaci e in più anche bravi ad esprimere con parole semplici concetti profondi. Osservano, elaborano e concludono. Spesso hanno da insegnare a molti adulti.

Continuate a leggere e credo mi darete ragione.

I figli possono diventare genitori dei propri genitori e imparano a vivere il valore della reciprocità.

È così... succede praticamente sempre quando i genitori sono molto avanti negli anni, ma anche in alcuni casi ben precisi, seri e dall'esito incerto. Reazioni e comportamenti sono solitamente gli stessi.

Oggi ho incontrato una mamma della mia età in terapia, era con Sua figlia che ha raccontato di averla accolta nella propria casa per esserle vicino 24 ore al giorno. Il Suo bambino, sei anni, notando tanto e tale amore, le dice sempre... ora nonna è la tua bimba, proprio come me.

Che dire? Mi sono commossa, anche per certi ricordi...

Madre e figlia, la prima che si "appoggia" alla seconda ed entrambe serene...

Ognuna sa che l'Altra c'è, e sono insieme per un'inversione di ruoli che è qualcosa in più di un debito di riconoscenza.

I bambini ci guardano, giudicano, prendono esempio. Così si formano, e quello che avremo trasmesso loro, un giorno potrebbe a Noi tornare indietro.

L'immagine può contenere: una o più persone, il seguente testo "Un grammo di buon esempio vale più di un quintale di parole. (San Francesco di Sales)"

mercoledì 12 agosto 2020

STELLE AMICHE


Come ogni evento di quest'anno anche la notte di San Lorenzo è giunta in volata, quasi volesse in fretta e furia inondarci di stelle. Perché abbiamo un gran bisogno di destare desideri e sogni sopiti da troppo tempo.

Sono stata sempre affascinata dal fenomeno delle stelle cadenti nelle notti di mezza estate. Ovunque fossi, chiudevo gli occhi per rendere fitta l'oscurità della notte e poi in silenzio esprimevo la "lista" dei miei desideri, ché almeno uno potesse realizzarsi. Puntualmente questo non accadeva, ma non restavo delusa perché era la motivazione per fissare un altro appuntamento senza sentirmi in colpa del chiedere ripetuto e continuo.

Oggi la qualità dei miei desideri è totalmente cambiata, per questo ci spero veramente ogni volta che alzo lo sguardo al cielo.

Non mi perdo d'animo, confido sempre di riuscire a vedere la mia stella mentre cade e di esprimere il desiderio.

Ne fisso qualcuna che vuol farsi strada e accende tutte le risorse. Basterà, come sufficiente è ogni tentativo di speranza.

È questa una notte magica, un po' come quella di Natale o dell'Epifania, è un momento di attesa.

Dovrebbe esserci una notte di San Lorenzo per ogni giorno dell'anno e ci sarebbe meno gente disperata in giro, non proprio felice ma sicuramente in trepidante attesa che prima o poi qualcosa cambierà.

L'aria calda nonostante l'ora, invita ad indugiare. Non mi stancherei mai di guardare il cielo in qualsiasi notte dell'anno, stanotte poi... come potrei?

Un pensiero, e nell'oscurità voglio sperare che quelle poche stelle visibili siano gli Amici andati via da Noi, ora su in Cielo a brillare di luce propria.

Ognuno ha lasciato un segno, una sorta di testamento spirituale perchè la sofferenza non sia mai sacrificio vano...

Vorrei solo che fossero le ultime stelle "cadute" in Cielo da questa terra, anzi... che fosse concesso Loro di cadere di nuovo ma stavolta dal Cielo sulla terra, come le altre, quelle speciali nella notte di San Lorenzo.

Chiudo gli occhi... poi li riapro giusto nel momento che una stella cade.

Ecco... ho espresso il mio desiderio.

Forse è troppo grande, alquanto pretenzioso perchè altro non sono che un "microscopico" essere umano innanzi all'immensità dell'Infinito. Non si realizzerà, ma di certo stanotte mi è arrivata una risposta accompagnata da uno splendido sorriso.

Sarà questa la scia che continuerà ad illuminare ogni giorno della mia vita.

martedì 11 agosto 2020

LIMITI E CONDIVISIONE


Avete fatto mai qualcosa convinti che fosse la più giusta, appropriata, adatta alla situazione o al contesto, e invece poi si è rivelata un "flop" totale? A me è capitato, e nell'immediato l'ho presa male... primo limite... poi ho pensato "essermi sprecata" per niente... secondo limite, alla fine sono tornata in me, concludendo che il primo giusto esempio deve essere per se stessi. Modificare atteggiamento.

Quanti errori e quale travaglio pure nelle azioni a fin di bene...

Riflessione scaturita da una personale esperienza sempre in ambito oncologico.

Da qui la conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, dei tanti limiti imposti dalla fragilità umana.

Così potrai dirti paziente quanto vuoi, eppure arriva il giorno che sbrocchi.

Potrai considerarti resiliente all'infinito, e qualche volta senza forze inspiegabilmente sentirai mancare il respiro.

E che dire dell'ansia, dei timori, della paura...? Sono cose comuni in certe situazioni, ma anche necessarie per prendere consapevolezza del coraggio.

Limiti dell'essere umano che individualmente pesano, però condivisi ridimensionano il senso di solitudine e la perdita dell'autostima.

Il gruppo aiuta, e in più pure venire all'esterno, ove un "concorso" di opinioni ed ascolto potrà offrire ulteriore sostegno.

"Fare rete" insomma, dove ognuno mette la Sua parte, non gruppi nel gruppo, bensì condivisione tra grandi gruppi paralleli. Coltivando solo il proprio orto, il raccolto sarà esiguo, collaborando e mettendo in comune idee e braccia diverse, invece...

lunedì 10 agosto 2020

SENTIMENTI O RAZIONALITÀ?


TU dai troppa importanza ai sentimenti!

Mai avrei pensato che mi si potesse dire una cosa così, come fosse una colpa. È vero, per me i sentimenti sono al primo posto, contano molto, quindi al massimo sono portata ad enfatizzarli, ma questo è perché ho vissuto l'esperienza della malattia che lascia traccia profonda, non perdo certo la lucidità, altrimenti non potrei resistere, essere resiliente e prestare ascolto.

Una mezza giornata a riflettere su me stessa, a rimettermi in discussione per l'ennesima volta. Perché poi mi sono chiesta... ma davvero dall'esterno, e non mi riferisco solo agli estranei... mi si vede come un'illusa a colorare di rosa le nuvole grigie sulla propria testa? In più con la pretesa di mettere pennello e vernice in mano ad altri. Non è così. E a forza di pensarci ho trascorso una giornata che non sto a raccontare ma si può immaginare, ora però sono qui come ogni sera, sono più tranquilla e apprezzo l'altra metà del bicchiere, perché sarà pure quel che ho detto, però sono certa che dare importanza ai sentimenti può essere anche una componente dell'empatia che di sicuro non esclude la razionalità.

Non tutto va bene per Tutti. Parlare o tacere? Come far sentire la propria vicinanza a Chi vive un brutto momento?

Davvero difficile perché basta una parola inappropriata o di troppo e si sfora nell'invadenza, e al contrario se ci si avvale del silenzio come forma di rispetto, c'è il rischio di passare per indifferenti. Come comportarsi allora? Far sentire la "presenza" nei tempi e nella modalità che il caso richiede.

Non tutti riescono ad essere empatici, e molti sono al contrario inopportuni e arrivano a ferire. Parole inutili, modalità e tempo sbagliati. Si pensa a volte di dover dire qualcosa per forza, quando basterebbe stringere semplicemente la mano, regalare un abbraccio o riempire lo spazio del silenzio con lo sguardo. Anche una telefonata affettuosa ma non necessariamente indagatrice, un messaggio sereno e rassicurante potranno essere modi giusti per "esserci", sempre vagliando il caso.

Riflettiamo su questo breve racconto...

C'era una volta una bambina che aveva perso il suo compagno di giochi. Un giorno disse alla sua famiglia di essere andata a consolare la triste madre del bambino morto.

Che le hai detto?... le domandò il padre.

Niente... rispose la bambina.

Mi sono solo seduta sul suo grembo ed ho pianto con Lei.

Ecco, per me pure a volte basterebbe una cosa così.