martedì 7 aprile 2020

I GIORNI PER L'ARCOBALENO (n.31) (La vita non serve se non si serve)


È un concetto ricorrente nelle omelie di Papa Francesco, il "servizio" come massima prova d'Amore. Ognuno "è" sin dal principio per gli Altri e non solo per se stesso. Come fu Gesù che si fece carico da innocente di tutto il male del mondo.
Oggi, una Domenica delle Palme mai vista prima, sospese da qualche settimana le celebrazioni religiose a causa della pandemia, anche i riti della Settimana Santa saranno vissuti "a distanza" ma con forte intensità per compensare la privazione fisica del "dolore" per la Passione e Morte di Cristo, del "profumo" della Resurrezione.
Nell'immensa basilica di San Pietro, immensamente vuota, il Papa ha celebrato la Santa Messa, ha parlato ancora una volta con l' "immediatezza" che fa da ponte tra l'uomo e Dio. Come fece Gesù, con la paura di uomo e l'amore grande di figlio di Dio, donando la vita per gli Altri. Perché la vita si misura sull'amore.
In questi giorni santi, a casa, stiamo davanti al Crocifisso, misura dell'amore di Dio per Noi. Chiediamo la grazia di vivere per servire.
Pensavo oggi che forse come non mai migliaia di persone si sono sentite unite nel nome di Cristo. Si sono sentite perché lo sono state davvero, insieme davanti ad uno schermo a pregare nel memoriale della Passione e Morte di Gesù. In una sola chiesa, guidate da un unico pastore. Così "Sorella Televisione" come "Sorella Radio" nell'immediato dopoguerra. Supporti umani a diffondere la Parola.
In un momento in cui le "certezze si sgretolano" e forte è il senso di abbandono, Dio invita ad avere coraggio e aprire il Cuore a Lui.
E in questa XXXV Giornata della Gioventù, sospesa e vissuta sottotono, ai giovani è rivolto l'invito a guardare ai veri eroi, coloro che si donano agli Altri, e qui è stato chiaro il riferimento a medici ed infermieri che si spendono in prima linea, e non a Chi rincorre fama, potere e danaro. Pensiamo anche all'eroismo dei tanti che dopo si ritroveranno senza un lavoro, e pur dovranno trovare il modo per continuare il "servizio" per i propri cari.
Perché la vita serve quando si serve, e sa dire "si" all'Amore senza "se" e senza "ma".

lunedì 6 aprile 2020

I GIORNI PER L'ARCOBALENO (n.30) ("Sbriciolando" il tempo)




Quanti giorni sono ormai di quarantena?
Bene, ne mancano quante sono le dita di una mano e compiremo il mese. Se mai avessero detto in tempi non sospetti che sarei stata capace di reggere a tanto, gli avrei riso in faccia, non per l'impossibilità dell'evento bensì per la mia reazione, a priori considerata passiva, inesistente. Ma si sa, credenze e convinzioni vengono quasi sempre smentite, perché abbisognano di prova sul campo, così come disse qualcuno... non saprai quanto forte sei finché non sarai chiamato ad esserlo. Di ciò ero consapevole perché già testato dieci anni fa, ma allora la cosa riguardava solo me, ed era sufficiente mettere il naso fuori per ricaricarmi, rientrando in quel Tutto cui appartenevo. Oggi è diverso, non esco, resto a casa e tra le pareti domestiche devo cercare strategie che portino all' "uscita".
Così prendo a "sbriciolare il tempo" in ogni modo. Leggo e scrivo, e... cucino e impasto, soprattutto quest'ultima cosa, impastare... è incredibile persino a me stessa. Credo aver consumato più farina in meno di un mese che in tanti anni di matrimonio.
A parte la mia famosa, semplicissima torta di mele, stamattina mi sono cimentata nella "mia prima sbriciolata di mele", giusto per essere in tema di briciole spese o gustate in dolcezza.
Domani... Domenica delle Palme, anomala, diversa, quindi ci sarà da testare quanto vale "sbriciolare", perché il tempo passi più in fretta.

domenica 5 aprile 2020

I GIORNI PER L'ARCOBALENO (n.29) (Hello?!)


Comincia sempre così una Sua telefonata... hello, un saluto da buona italiana trapiantata all'estero, poi tornata in patria e che viaggia ancora, pure se cammina a fatica con il girello ed ogni tanto si riposa sulla sedia a rotelle.
Ieri mi ha chiamato...
Che fai?
Io...? Sono a casa. E Tu...?
Che domanda. Pure io, rispetto le regole da prima che fossero stabilite. Io resto a casa.
Ma quanto ironica sei, pure adesso.
Eh, bella mia... se non fossi stata così, sai bene dove mi sarei trovata ora.
Certo con quante ne ha passate in dodici anni...
Quando la conobbi ero al mio secondo ciclo di chemio ed ebbi subito la sensazione che fosse molto molto arrabbiata o, come Lei ama sostenere... "fortemente inc....ta". La guardavo mentre si muoveva a scatti, ed io intimidita, cercavo di abbozzare ogni tanto un mezzo sorriso e Lei, per tutta risposta, sempre "fortemente inc....ta" alla fine mi disse solo... siete all'inizio? Beh... good luck, buona fortuna!
E dopo tanti anni, quando la penso o la sento, la prima cosa che mi torna in mente è quella Sua esclamazione, più che un augurio, pareva un moto di stizza, come dire tra parentesi, pensando... e questa è un'altra, porca miseria.
Sicuramente molto emotiva, quel giorno col Suo muoversi a scatti manifestava un malcelato nervosismo, non riusciva neanche a sistemarsi sulla poltrona, pur essendo una veterana, quasi fosse la prima volta. Non le andava di parlare, ma poi, forse le avevo fatto tenerezza, intuendo che per me la strada fosse ancora lunga e cominciò...
Parlò di sè, del Suo "seno ballerino" a causa di un tumore strano che le aveva dato febbre e tanto dolore, la sofferenza dell'intervento e della terapia ed altro ancora. Ogni tanto azzardava anche dello spirito, delle battute, lasciando però intendere sempre un po' d'amarezza. Poi alla fine quel saluto, good luck, e negli anni a seguire una semplice ed autentica amicizia.
Oggi vive fuori città, Suo marito sano come un pesce è morto prima di Lei, abita perciò da sola perché i figli sono entrambi a Londra. Però a Suo dire, almeno ci sono io, distante però vicina quando ha bisogno di parlare, piangere ed anche ridere. Perché piangere si può da soli, ma ridere no, non c'è gusto.
Sai, il ciclamino che mi hai regalato a Natale sta mettendo i fiori, è sul balcone però, all'interno soffriva.
Già... il ciclamino... tre giorni dopo la mia visita, disperata mi aveva mandato un messaggio...
Stamattina era tutto moscio, ho perso tre ore per rianimarlo.
Come...?
La foto parlava chiaro... l'aveva messo su con gli spiedini di legno.
Ma Lei è così, ironica e semplice, fragile e forte nello stesso tempo. Una roccia scalfita in più punti, ma sempre là, ferma perché vuole esserci.

venerdì 3 aprile 2020

I GIORNI PER L'ARCOBALENO (n.28) (La scia arcobaleno)




Altro incontro on line, il quarto perché il GAMA non si ferma neppure per una pandemia che mette in ginocchio il mondo. Perché è proprio in momenti come questi, mentre si vive un'esperienza estrema che si ha bisogno di confronto, supporto e positività. Da soli non ci si salva. E torna l'immagine di Papa Francesco, curvo sotto la pioggia battente, in tutta la Sua umanità. Avrebbe voluto renderla ancora più evidente, vestendo abiti laici, gli è stato negato ma ugualmente è apparso a Tutti come Cristo che si fa carico del dolore universale.
Questo solo uno dei punti su cui si è argomentato, certo il più toccante, che diventa sollievo e "cura" per una malattia di cui ancora non si conosce rimedio sicuro.
Un altro incontro fruttuoso quello di stasera.
Aggiornamenti sulla chiusura del bilancio della Nostra associazione, e riguardo l'andamento della situazione Covid19 presso il Policlinico "Riuniti". Notizie incoraggianti in tal senso che però non devono indurre ad abbassare la guardia, Noi restiamo a casa tra alti e bassi dell'umore, comunque convinti che sia ancora necessario, visto qualche buon esito già riscontrabile.
Condivisione quindi dei vari stati d'animo, per alcuni versi piuttosto simili, dalla paura del momento all'incertezza del futuro, impressioni e note serene. Il mutuo aiuto è anche questo.
In vista di quel "noto libro" di cui prima o poi, meglio prima che poi, si potrà leggere la pagina iniziale e poi a seguire, ci sono delle novità, perché ognuno vi lascerà un segno, grande o piccolo, di sicuro un' "orma" come è giusto che sia. Impronte significative che porteranno ad un traguardo.
Intanto ad ogni conclusione di incontro, Chi partecipa condivide un Suo pensiero o una citazione, questi non andranno persi perché faranno da "appendice" di quel "noto libro". Un po' per volta condividerò tanti "fiocchi", stasera comincio con il mio, ve lo dedico per darvi appuntamento a domani.
Come ogni giorno e sera, come tutti i momenti del Nostro "essere insieme".
"Sono qui a mettere insieme i giorni, come perle di collana, grani di rosario.
Si allungano i tempi, qualche stagione salta.
E in mezzo c'è la Vita che si racconta".

giovedì 2 aprile 2020

I GIORNI PER L'ARCOBALENO (n.27 ) ("Ho una storia in testa")




Questa quarantena, che alla fine sarà di quaranta giorni davvero, guarda caso gli stessi di quest'anno prima della Santa Pasqua, doveva pur essere sublimata in qualche modo, così tra alti e bassi di giorni sempre uguali, tra una lacrima e un sorriso legati a ricordi che sbiadiscono per il tempo ma nel tempo non si perdono, ancor più Cuore ho messo nella scrittura, la mia àncora di salvezza da sempre.
Ma se dieci anni fa fu l'inizio di una storia tutto sommato uguale a tante altre, oggi è diverso, perché è quella storia e poi altre ancora insieme, ed è compresa pure un' "appendice" che tratta giorni grigi e tristi, comunque necessari prima di qualsiasi arcobaleno.
Storie nelle storie che s'intrecciano a speranze a lungo coltivate, ma pure ad illusioni disilluse nella falsa convinzione di potercela fare da soli perché tutto dovuto e scontato. Capriccio presuntuoso che impedisce di comprendere il vero senso della vita.
Alla fine si sarà compreso che sto scrivendo quel famoso libro la cui idea fu concepita un giorno lontano, perché fosse sollievo del momento e cura nel tempo.
Oggi è a buon punto, e rileggendo, e ritrovando in me molte di quelle pagine, penso che...
"Ho una storia in testa", che comincia da lontano, bella da raccontare, quella di tanti fino ad ora e poi di Tutti Noi, chiusi ancora in casa ad aspettare. L'alba di un nuovo giorno, quando saremo liberi di andare, abbracciare, sorridere a volto scoperto, non costretti più ad immaginare dell'Altro la gioia o la tristezza.
Concediamoci al sonno così, con questo pensiero, tutto finirà presto, ma non la storia che ho in testa, ricca di Noi, sempre più bella e da raccontare.

I GIORNI PER L'ARCOBALENO (n.26) (hashtag/tag/pensieri)




In questo periodo particolare, così a se stante, i pensieri seguono un'unica corrente, secondo un vento che non si decide a mutare.
E intanto scivola via il mese destinato a restare impresso nelle menti di Chi sarà da qui in poi. Nell'immediato "dopo" momentaneamente archiviato, quando tornerà nei racconti si rivedranno le immagini che hanno lacerato l'animo, i particolari ossessivi, si ripeteranno gli slogan che diedero il coraggio di stringere i denti e reprimere la rabbia.
Ma perché è successo... e come? Chi è responsabile...?
Ma le "cose" accadono così, perché tutto va come deve essere, non c'è causa o colpevole, è tutto a monte e non è dato sapere, pure se non è per caso.
E qui ci sta "hashtag" e "tag" insieme.
"Niente avviene per caso", soprattutto gli "eventi".
E chissà per quanto tempo avremo l'incubo delle "mascherine" introvabili o costose, preziose più dei soldi a tal punto che ad avercene, si potrebbe pagare la "spesa"... altro "tag" da memorizzare... e poi ancora niente "abbracci", alcun "contatto", solo "noia", e tanta "paura". Tag su tag nell'era dei social.
E si potrebbe continuare, tag all'infinito...
Ma scende la notte e pone fine ad un altro giorno speso nell' "attesa". Domani sarà Aprile, e con la Pasqua cambieranno le nuvole non più gravide di pioggia ma divise da squarci d'azzurro.
"Restiamo a casa" ancora per un po', "Andrà tutto bene", perché "Anche questo passerà".
Ultimi hashtag, quelli che ricorderemo finalmente con un sorriso.

mercoledì 1 aprile 2020

I GIORNI PER L'ARCOBALENO (n.25) (Ma domani un altro giorno sarà)




Che periodaccio, pare esserci dentro da un'eternità, e stranamente sembra volato via questo mese di Marzo.
Chi mai potrà dimenticarlo? Ha colpito tutti in un modo o nell'altro, annullato differenze e non ha ancora finito.
Un'Italia martoriata dalla cruda guerra con un nemico invisibile di cui sente la continua minaccia e subisce le conseguenze.
Ora si lotta... e dopo? Se non veniamo fuori in tempi ragionevoli, sarà come ogni dopo guerra, conteremo i morti e faremo la fame.
Qualcuno ci aiuterà? Credo solo il buon Dio, perché pur essendo l'Italia "parte di un Tutto", quest'ultimo volutamente se ne scorda, perché si reputa più forte, potente e poi gli conviene. La Nostra Italia, ora in debolezza, è costretta a "rimirar" le spalle di Chi credeva amico, e invece la ricatta, perché di questo si tratta quando le dice... o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra.
Ma Noi siamo "Italiani", geniali e creativi, e alla finestra sempre aperta ci affacciamo solo per guardare il mare, le colline, i monti e i prati in fiore, e fare di tutto questo un dipinto coi colori del sole e del cielo, tinte vive che parlano di coraggio e resilienza, ottimismo e voglia di ricominciare.
Oggi è tanta stanchezza, i giorni di reclusione sono pesanti, non è il "Grande Fratello", e se pure lì danno di matto, figurarsi Chi non sa che cosa ne sarà del Suo domani.
Certo, supereremo la prova insieme, da Nord a Sud, perché siamo uniti e solidali, questo si avverte nelle difficoltà, siamo Italiani con l'orgoglio di esserlo, perciò mai cederemo ad alcun ricatto. Cercheremo di uscirne a testa alta come sempre.
"E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade".
- Oriana Fallaci -