giovedì 7 marzo 2013

Porsi degli obiettivi specifici, misurabili, credibili... raggiungerli aiuta ad aumentare l'autostima e l'autodeterminazione.

ABBI CURA DEL TUO CORPO... ABBI CURA DI TE.


Un anniversario da ricordare, la ricorrenza di un evento... oggi, di quelli non proprio piacevoli ma comunque foriero di qualcosa di bello che poi sarebbe stato... la persona "rinnovata" che ora sono.
Tre anni fa una mammografia rivelava la ribellione, il tradimento del mio corpo... perchè è questa la prima sensazione che si prova alla diagnosi di un tumore, anzi... chiamiamolo pure per nome... di un cancro.
E all'improvviso Ti odi... perchè non Ti riconosci più, e Ti ami... perchè vorresti coccolarti, dare conforto alla parte "dolente" di Te... ma non ce la fai ed è solo "smarrimento" ciò che vedi intorno e dentro di Te.
Passa il tempo e con esso il peggio... chiudi e speri per sempre quella parentesi... riprendi il filo interrotto, tenti almeno ma è molto difficile perchè quel che eri non sei più, ciò che hai imparato torna prepotente e a volte asfissiante.
E di nuovo Ti odi... perchè non Ti riconosci più, e Ti ami... perchè vedi il buono che ora c'è in Te.
Si manifesta impellente la necessità di ristabilire l'equilibrio... lo si può raggiungere ritornando alla realtà, in modo nuovo, senza grandi pretese ma credibile... perchè si possa continuare ad... avere fiducia di sè.
Io l'ho fatto, ho anche osato... e vado avanti. Ma non nascondo che ogni volta devo fare un' "infusione per l'anima", di speranza e di coraggio... perchè il timore di quel che sarà, buono o cattivo che sia, sicuro e incerto, mi prende e sento di venir meno, poi...
Poi... mi ergo dritta e guardo avanti, non tanto oltre per non cader di nuovo, e torno in quella realtà che "oggi" ho scelto, parallela alla mia di sempre e che insieme si integrano e si migliorano.
Spero che continuino così... a lungo.
L'altro giorno un'Amica che la volta precedente avevo notato molto demoralizzata e stanca della Sua situazione mi ha detto... "Sai, ho fatto come mi hai detto... sto meglio. Mia figlia pensa che Tu sia stata mandata da Qualcuno... per me, apposta..."
Mi sono commossa... "Davvero?! sono felice di esserti stata d'aiuto... ognuno può esserlo per l'Altro. Anche TU...", "Sì... ma non come Te. Ora siediti qui però, stai con Noi... facci compagnia..."

mercoledì 6 marzo 2013

... concentrarsi sul respiro, portare la mente al dolore, immaginare il male come un nodo da sciogliere, cercare di vederne il colore, la forma (è tondo o quadro?), la grandezza, contare i colpi che dà. Il tutto per distrarre l'io-corpo dal suo soffrire e soprattutto per ricordarsi continuamente che tutto, tutto è impermanente, che tutto viene e va: anche quel dolore.

Abbiamo la mente e non la usiamo, abbiamo l'intelligenza e non la mettiamo a frutto.

Tiziano Terzani,  "Un altro giro di giostra"


Quando dovevo avere la mia prima figlia, ricordo che ero terrorizzata dall'idea che avrei dovuto soffrire.
"Donna, tu partorirai con gran dolore..." era stato detto, ed io ero convinta, non so perchè... che avrei patito più delle altre. Il momento si avvicinava e più tempo passava, ancor più lo scacciavo dai pensieri... come se così facendo, escludendolo dai miei ricorrenti avrei potuto evitarlo per sempre.
Chiaramente non poteva essere, e alla fine decisi che qualcosa andava fatta. Mi organizzai da sola perchè mi vergognavo troppo, già nell'ambito familiare non godevo di una buona fama, non ero considerata certo un campione di coraggio... se poi l'avessi anche spiattellato ai quattro venti, sarebbe stata davvero la fine.
Fu un'intuizione felice, di quelle che nascono da una disperazione abortita, che mi riabilitò di fronte agli Altri ma soprattutto fece sì che mi riconciliassi con me stessa.
Cominciai a concentrarmi su quello che mi dava ansia e di conseguenza ad immaginare come sarebbe stato, attimo per attimo... un film alla moviola. Mi sembrava quasi di "sentirlo" il dolore e venne spontaneo quindi "gestirlo". Senza che mai nessuno me l' avesse detto nè tanto meno insegnato, presi a respirare in un certo modo, a configurare l'"onda" della doglia, col suo punto massimo nella cresta e poi a discendere fino al suo termine.
Ero soddisfatta di me e in breve conquistai la sicurezza che mi mancava. Spavalda mi avviavo alla fine della gravidanza... arrivai "corredata" di tutto, compreso il coraggio, peccato che mi servì a poco o niente, visto che fu necessario sottopormi ad un cesareo. Comunque non furono del tutto inutili quegli esercizi di autocontrollo della mente perchè  mi avevano ricordato di possederla come peculiarità propria dell'essere umano e poi avevo imparato a gestire l'"ansia" che invece non dovrebbe affatto riguardare Chi è dotato di intelligenza...
Tant'è... l'ho visto confermato anche in tempi recenti... Tutto sta nella mente che a questo punto Tutto può... e si comprende che niente è definitivo e ogni cosa passa, anche la peggiore, quella che non si vorrebbe mai vivere.
Sicuramente è questa, cosa che andrebbe condivisa anche in tempi "non sospetti", ma forse ci facciamo mancare il tempo per "meditare" e "contemplare" ciò che è dentro e fuori di Noi.

martedì 5 marzo 2013

...possiamo prendere il Cristo di ieri; camminare con lui oggi, e chiedergli di guidare il nostro cammino verso il domani, perchè egli è lì che ci aspetta.
 (cit. Fiocchi di tenerezza)








Mai che capiti una frase che non mi tocchi o non cada a proposito... vero è anche che molto dipende dallo stato d'animo. Se il terreno è predisposto a ricevere il seme, lo accoglierà  e gli consentirà di germogliare.
Ormai sono mesi che faccio un gran lavoro su di me perchè la malattia o meglio la paura che l'accompagna, non lasci dietro di sè deserto e aridità impedendo alla sua "parte buona" di dar frutto.
Non è sempre stato facile... non lo è ancora, dalla mia però ho il dono della "fede", la consapevolezza dei suoi "vantaggi".
Non è questa certo la sede giusta per affermarne le validità... che sia Tutto vero o falso poco importa... per me sono "verità inconfutabili" e comunque già dire, proclamare "Io Credo" infonde coraggio, sicurezza... non Ti senti solo ed hai una marcia in più.
Altresì può avere le medesime certezze Chi ha una posizione agnostica a riguardo, purchè "creda" in qualcosa o in qualcuno sia pure solo se stesso.
Non si può procedere alla cieca, travolti da tutto quello che succede... ci si lascia vivere.
Scegliere Cristo come "compagno di viaggio" non significa però "rassegnarsi" al proprio destino... tutt'altro, è sentire il Suo aiuto, il "braccio forte", l'ausilio nel combattere, nel sollevarti quando cadi.
Con LUI non si muore mai...
Stasera l'incontro del gruppo di auto-aiuto è stato molto pregnante, forte... stranamente non c'è stata l'ironia solita perchè alcuni interventi sono stati grevi di sofferenza maturata nel tempo e condotti con una lucidità... destabilizzante. Se ognuno di Noi non avesse fatto ricorso alle risorse proprie e a quelle acquisite con tanta fatica, avrebbe dovuto rimettere ogni cosa in discussione.
 Invece...
C'è stata la testimonianza del tutto "positiva"... un'altra di Chi "vive" la speranza assecondando la Vita come va, non pensa affatto a quello che può essere ma solo a ciò che vuole... "qui" e "adesso".
Con una "marcia in più" non si è soli nel continuare a... desiderare, e le certezze si consolidano quasi per miracolo.
Dell'incontro di oggi porterò con me un piccolo tesoro, una frase che trovo emblematica, soprattutto per Chi è credente...
"LUI, TE ed IO... per mano... sempre avanti".

lunedì 4 marzo 2013

... tutto andrà esattamente come deve...
Ovviamente dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere fare; ma il nostro destino non si compirà esattamente come è scritto che si compia? Ci ammaleremo di nuovo o non ci ammaleremo ma non saremo noi a deciderlo...
Marta Tibaldi, "Oltre il cancro"


Andava bene subito dopo, ora decisamente mi fa danno.
Purtroppo però non posso farne a meno e non avendo l'altro... ho dovuto adattarmi.
E stamattina mi sono alzata che ero tutta "pesta", mi doleva la parte alta della schiena, le spalle e sotto il "seno", la mammella cosiddetta "buona" (?) e l'altra "da considerare" ricostruita. Ecco, ho detto bene... me lo devo imporre, ovvero convincermi che è "una ricostruita" perchè a vederla nella crudezza della nudità non sembra proprio.
L'Amore della mia Vita, per sdrammatizzare l'ha definita molto simile a un "dosso" ed era la parola che mi mancava guardandomi allo specchio. Finalmente so come chiamarla.
Dicevo... stamattina ero tutta pesta e poi ancora peggio, coi nervi a fior di pelle perchè ero andata a dormire con il reggiseno sbagliato. E' di quelli post-ricostruzione che s'indossano subito dopo l'intervento per un certo periodo di tempo... stretti, a bustino perchè devono contenere. Questo era uno dei due che comperai, per l'esattezza il secondo in sostituzione dell'altro che non conteneva un bel niente.
 Andava bene allora... ora non più.
In realtà adesso potrei dormire libera, senza alcuna costrizione... ma non mi va.
Non mi va al mattino, sfilare la casacca del pigiama e vedermi così... come "tumore m'ha fatto". Il reggiseno pietosamente offre allo sguardo o meglio sarebbe dire alla mente ancora assopita, una vista accettabile e per un momento c'è l'illusione che non è successo niente.
L'illusione, ahimè... è un'arma a doppio taglio, fa bene e male... è come se qualcuno volesse accarezzarti prima di darti una bastonata.
Perchè la realtà è diversa... e nel caso specifico, quando ad un certo punto non è più possibile illudersi, Ti rendi conto della crudeltà di ciò che è successo.
Oggi me lo sono ripetuto, un po' per confortarmi e trovare la grinta per una nuova giornata... è il "motto" di questa mia "nuova vita", una sorta di "formula magica" per rimettere le cose a posto quando vengono messe a soqquadro dai malumori improvvisi se pur giustificati.
"Tutto va come deve andare e non può diversamente"... funziona sempre per fortuna, altrimenti sarebbe proprio difficile accettare l'idea che tutto è prefissato per ognuno.
E' rassegnazione!?

domenica 3 marzo 2013

Il silenzio illumina l'anima,
sussurra ai cuori e li unisce...
  Kahlil Gibran









Sono tanti mesi ormai, oltre due anni che a sera inoltrata siedo al pc e scrivo i miei pensieri.
Lo faccio ogni giorno, quando è notte, la casa è avvolta dal silenzio ed io posso "dialogare" con me stessa, ritrovare la mia vera "natura umana". Prima consideravo solo ciò che vedevo e sentivo di conseguenza... per spiegarmi meglio, prima solo due più uno dava tre... oggi so che lo stesso risultato lo fa anche uno più uno più uno, e c'arrivo magari lentamente ma così convinta che non torno indietro per alcuna verifica.
L'ho imparato in questo tempo, durante i lunghi silenzi nella notte, quando mi svegliavo angosciata e mi chiedevo... perchè!? E per darmi una risposta che fosse lucida e nello stesso tempo rassicurante, cominciavo a... "contare" gli anni, i mesi e persino i giorni della mia vita e ad annotarne le "cose belle" che dessero un senso al tutto.
Sono le "strategie" del silenzio, mentre il Silenzio è già di per sè una strategia, forse quella per eccellenza.
Occorre "rendersi capaci" di fare il silenzio fuori e dentro di sè  per meditare e poi andare "oltre"...
Oltre la fisicità, le tappe e le scadenze della vita e avvicinarsi al cielo e solo a questo punto far sì che lo spirito si acquieti.
E i "pensieri" non restano solo miei, veicolati dalla "scrittura" arrivano a Chi legge e forse in essi si ritrova.
Siamo Tutti uguali, uomini imperfetti alla ricerca della perfezione... uomini inquieti che anelano alla pace con se stessi, ma alcuni esprimono ciò che hanno dentro, altri lo serbano quali "taciti custodi".
In definitiva... sì, sono "perfettamente" uguali.


La mia anima mi ha parlato,
fratello, e mi ha illuminato.
E spesso anche a te l'anima parla
e ti illumina. Tu infatti sei come me,
e non c'è differenza tra noi,
se non questa:
io esprimo ciò che è dentro di me
in parole che ho udito nel mio silenzio,
mentre tu custodisci
tacito ciò che è dentro di te.
Ma la tua silenziosa custodia
ha lo stesso valore del mio tanto parlare.
  Kahlil Gibran, da "Prose e Poems"

sabato 2 marzo 2013

Non avere paura di affrontare il futuro con speranza e consapevolezza. Celebra la tua vittoria contro il cancro, da ricordare come un anniversario o un compleanno. Può aiutarti a vivere il futuro in modo più sereno.
  (cit.)


... quando ci imbattiamo in un medico che ha umanità, consapevolezza di sè e di noi... che riesce a rappresentare se stesso e noi in una reciproca relazione... tutto diventa più leggero e la speranza si riaccende, perchè sentiamo che esistiamo per l'altro, la nostra vita non gli è indifferente. Ci sentiamo contenuti e protetti, e naturalmente di questo abbiamo bisogno, perchè la malattia ci rende fragili...
   (Marta Tibaldi,  "Oltre il cancro")




E' incredibile ed anche una fortuna che un pezzo di pane bagnato, in definitiva pane e acqua, cioè l'"essenziale", possa farti riconciliare con Te stessa.
Stamattina ero praticamente... "nuova". Me ne sono accorta perchè ho aperto gli occhi prima che suonasse la sveglia... quando mi sono guardata allo specchio... me l'ha confermato un'Amica che mi aveva visto ieri.
"Stai bene oggi, sì? Hai un aspetto migliore...", "Ho lavato i capelli... ecco perchè!", ho risposto convinta ma solo a metà, sapendo che il resto del "miracolo" era opera del "pezzo di pane" con i vecchi vestiti spiegazzati e il vento di fine inverno.
Ed era di questi tempi, fine inverno appunto... quando tre anni fa fu diagnosticata la mia malattia.
 L'8 marzo... per essere precisi, ironia della sorte... sapere nel giorno della festa della donna, di essere stata colpita da un tumore femminile. Anche a volerlo scordare, sarebbe impossibile.
Ma io non voglio scordarlo e a maggior ragione desidero ricordare le altre date... inizio e fine chemio, primo e secondo intervento, tutti gli esami diagnostici... perchè tutto sommato furono tappe positive verso quel traguardo che mi vuole ancora qui, viva e vegeta in una "tregua" che spero vivamente sia definitiva.
Ieri mi è stato detto... Tu sei brava a ricordare tutte le date del "percorso", avrai preso appunti!?
No, in genere non mi è mai necessario annotare, nel caso specifico sarebbe stato assurdo in quanto certi "eventi" arrivano e imprimono il loro marchio a fuoco perchè il ricordo resti indelebile.
Forse è anche meglio così perchè rafforza la convinzione di avercela fatta, aver vinto e permette di guardare al futuro con occhio benevolo.
Certo... io mi "cautelo" non escludendo l'eventualità di un ritorno. Lo faccio per non illudermi... nel "caso" per non farmi colpire "alle spalle". Si vedrà.
Conosco persone in trattamento in seguito a recidive... sono serene, forse "rassegnate"... solo qualcuna tanto "arrabbiata". Pur non condividendo, non mi va di darle torto... forte sarà lo sconcerto, cocente la delusione.
Non è facile però essere compresi, spesso l'instabile e difficile situazione emotiva del singolo va a scontrarsi con la realtà quotidiana di Chi "opera"... non è preso direttamente e deve, per poter continuare, mantenere un certo distacco, evitare il proprio coinvolgimento emotivo.
Quanto tutto diventa difficile al momento che si vuol forzare la natura umana che per istinto non è poi così indifferente, egoista e crudele come si possa sembrare!
"Non devo affezionarmi più a nessuno", ho sentito dire... una frase quasi "impetuosa" e non "impietosa" per nascondere la commozione e mettere finalmente in luce gli sforzi continui per non soffrire.

venerdì 1 marzo 2013

Il cancro rende più buoni, più dolci, più tolleranti, più semplici, più essenziali, oppure... rende più duri, ombrosi, insofferenti, fragili sul piano emotivo...

"Dal cancro si può imparare molto"... dare valore alle cose essenziali, sdrammatizzare, cogliere gioia e gusto nelle piccole cose...


"Avevi ragione Tu... la vita cambia...", mi ha detto stamattina un'Amica mentre faceva la terapia, e in quel momento non ricordavo di averlo detto, non almeno nel senso che Lei intendeva.
Però è vero che all'inizio Ti cambia tutto, percepisci instabilità, Ti senti confuso... hai fretta che quel che è capitato finisca presto, e vorresti sentirlo dire per rassicurarti e cominciare il conto alla rovescia.
Ma non è possibile. E poi, pensiamoci bene... fino a che punto si potrebbe dar credito? Perchè dici a Te stesso... se fino a ieri io credevo di essere in ottima salute e niente mai avrebbe potuto toccarmi, e invece così non è stato... come possono Altri? Nessuno in realtà ha la "certezza". Si spera di acquisirla, la si cerca giorno per giorno... ma è tutto in divenire.
L'ansia di un risultato ancora lontano, la perdita di vista dell'orizzonte getta spesso nello sconforto e viene voglia di "chiudere gli occhi", dormire a lungo... per non pensare. Ricordo che il sonno era la mia "scappatoia" preferita.
Comprendi comunque che le cose sono cambiate... non è più tempo di "deliri d'onnipotenza", hai bisogno degli Altri sempre più, in realtà era così anche prima, nessuno è mai completamente autosufficiente... ma chissà perchè Te ne accorgi solo ora. E con questa consapevolezza si diventa più... "dolcemente docili", ma se non la si accetta come realtà oggettiva, al contrario... "duramente ribelli". In definitiva ognuno mostrerà quel che in realtà è... messo in luce dalla condizione "anomala" della malattia.
Questo è un altro insegnamento del cancro... non si può essere sicuri di nulla, nè affermare di conoscersi bene finchè non si è messi alla prova, e una volta superata questa il dono più grande sarà essersi laureati sul campo, va bene anche con la sola sufficienza.
In quest'ultimo periodo penso molto... l'essere entrata nel terzo anno dopo il tumore mi procura a tratti un che d'ansia.
E' cosa normale anzi da manuale.
Lo stesso "manuale" dice che bisogna reagire... Come?
Ognuno fa come può... come crede.
Stamattina ho provato una gioia "inebriante" nel vento quasi gelido che mi "feriva" le guance e scompigliava i capelli.
Stasera ho messo sottosopra l'armadio ed ho provato gli abiti che non indossavo più perchè mi ricordavano la malattia. Poi ho rimesso tutto a posto... già mi sentivo meglio.
Un pezzo di pane inzuppato d'acqua, strizzato e condito con l'olio, il sale e l'origano... ed è stata la serenità ritrovata.