"Ascolta cosa spera il cuore per te e per gli altri e poi segui quel richiamo.
Che la speranza metta il nido nella tua casa."
E la speranza ce l'ha messo il nido in me... e l'albero su cui poggia il nido ha radici forti e ramificate che tendono ad allungarsi per arrivare dove non è possibile sapere tanta è la capacità del buon intento. Eppure basta una folata di vento magari un po' più forte e... qualcosa cede... anche se la forza non crolla.
L'albero resta ben dritto e il "nido della speranza" si riaggiusta dopo qualche scossone.
Non resta che riprendere a mettere radici... questo è importante per restare in piedi e dar conforto alla speranza... chè non s'indebolisca e venga meno.
Un "fiocco di tenerezza" appropriato, capitato giusto a Chi oggi non si è sentito compreso. Un colpo di vento improvviso... e poi, queste parole a tentar di sistemare le cose.
Eliminerò la "radice" che non va per far posto questa volta a più di una e piano tornerò a star salda... e questo forse anche domani stesso. Perchè non può perdere tempo Chi al Tempo dà il valore speciale che merita.
Oggi al primo incontro dell'anno del GAMA (gruppo di auto mutuo aiuto) ho recepito stimoli fortissimi che hanno rafforzato la mia autostima, oggi bisognosa di sostegno.
Io credo moltissimo in ciò che dico e cerco di mettere in pratica e non solo per quello che riguarda la malattia, in quanto questa stessa mi ha allargato orizzonti e prospettive in ogni aspetto della quotidianità.
Guardo la Vita non più con occhi da miope... e chiaramente non mi faccio problemi inutili, non cerco il pelo nell'uovo... sorvolo sulle banalità e dò il giusto peso a parole ed azioni inquadrandole nel contesto. Non mi va più di "farmi il sangue amaro" per niente e per nessuno... sbaglierò forse a giudicare troppo "al positivo"... ma a che cosa servirebbe il contrario, vedere il male in Tutto e Tutti, non essere indulgenti?
Sarei sempre triste... e che Vita sarebbe questa, dopo che ho tanto lottato e ancora lotto per tenermela stretta?
martedì 8 gennaio 2013
lunedì 7 gennaio 2013
"Beh... hai cominciato a togliere un po' di "roba" in giro? Il "tempo" è passato... Natale è finito, 'ste "cose" sono state abbastanza..."
Mah... roba... cose? Dico, ma danno fastidio a Chi?
Vero è che ormai io non vivo più le feste nè il dopo - feste con il senso di angoscia, e perchè mai dovrei affrettarmi a spogliare casa ancor prima che sia necessario? Che poi, a pensarci bene e anche volendo una vera e propria necessità neanche c'è se non quella imposta dall'apparire forse un po' strambi nonchè fuori tempo agli occhi di qualcuno che non ha abbastanza dote di affari propri.
Perchè "Natale" non può essere chiuso entro limiti, "bruciato" nell'arco di due settimane... se così fosse sarebbe non solo giustificata ma anche logica la malinconia che l'accompagna... questo per "i più". La "minoranza" invece, di cui ora faccio parte anch'io... non sa quando comincia Natale e quindi nemmeno quando finisce... ovvero, se si dà credito al calendario ci si rende conto, però se si potesse vivere come la propria ragione detta ma non da soli, fuori dal computo dei mesi e dei giorni, dell'abitudine e del conformismo, ebbene per questi "pochi" sarebbe sempre festa.
Quella festa che si vive con la serenità nell'animo, con la voglia di fare e la certezza che ci sarà sempre un domani... la continuazione di una "storia" anche dopo la parola "fine".
Vivere ogni giorno come... dopo aver traslocato! Fa sorridere un paragone così?
Pensiamoci un po' su... appena si cambia casa c'è tanta stanchezza ma pure molto entusiasmo... si fanno progetti, spostamenti di arredo, si elimina l' "inutile" e si acquista il "nuovo". E' tutta una novità... si ricomincia e l' "affanno" va via.
"Natale" è questo... fare spazio dentro di sè, eliminare le "zavorre" che appesantiscono il Cuore e lo fanno vecchio, acquistare quella disponibilità a "sorridere" intorno perchè fa bene a sè e agli Altri... addormentarsi ogni sera pensando a qualcosa di bello e gratificante da fare il giorno dopo, magari anche... un "profumato minestrone", se questo risponde ai requisiti.
Perciò... ho deciso. Un po' alla volta riporrò gli addobbi... senza fretta, ma sul davanzale della mia stanza da letto lascerò per tutto l'anno la Natività... l'immagine della "famiglia" in cui da sempre ho creduto, la sintesi della serenità che si rinnova, così... semplicemente... senza troppi fronzoli.
NATALE - Giuseppe Ungaretti
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
domenica 6 gennaio 2013
Giravo e rigiravo tra le mani quella scatola con su scritto un nome improbabile date le premesse.
Il conto alla rovescia che mi aveva portato a quel momento era finito ed ormai era questione di minuti se non di attimi.
"... da assumere a digiuno appena levate dal letto" ed io ero in piedi già da un po', quindi dovevo sbrigarmi e può darsi che così avrei evitato di andare incontro a tutti quegli effetti collaterali descritti in un "libretto" che più che un bugiardino sembrava il manuale d'istruzione di una lavatrice.
Il fatto è che ero già rimasta suggestionata dalle parole della dottoressa... "... dopo aver preso la compressa, dovete restare in piedi, passeggiare per un'ora", "E perchè!?", avevo esclamato praticamente basita... "Perchè potreste avere vertigini, nausea, vomito...", "mamma mia... e nient'altro?", "Sì... più o meno, nient'altro".
A posto, mi ero detta... "il più o meno" ci mancava, era la chicca finale. Va bene, comunque era una terapia da fare, indispensabile se volevo mantenere le ossa forti... "più o meno", e dopo tutto e per fortuna sarebbe stato solo per una volta al mese.
Di solito e soprattutto ultimamente evito di leggere il "bugiardino" che accompagna il farmaco, questo per non sentirmi poi tutti i "malanni inevitabili" del caso, ma stavolta ero troppo incuriosita dal "misterioso volumetto"... ma che cosa mai poteva star scritto da occupare lo spazio di una "Divina Commedia" in miniatura? Così ho cominciato a sfogliarlo... un vero trattato medico bilingue... spagnolo ed italiano.
Sorvolo sugli "accidenti" facilmente immaginabili... ma una cosa la devo assolutamente precisare... "In caso di una doppia assunzione del farmaco, bere del latte e recarsi al Pronto Soccorso".
Orbene, l'avvertenza già inquietante di per sè trattandosi di un farmaco, era anche curiosa perchè inopportuna. Chi aveva stilato l'"interessante volumetto" avrebbe dovuto spiegarmi come avrei mai potuto commettere un "errore impossibile", visto che nella scatola c'è solo una compressa e il medico curante alla mia richiesta di una prescrizione per due, giusto per risparmiare tempo, aveva replicato... " eh, no signora... non si può, una scatola al mese è più che sufficiente".
Valli a capire 'sti foglietti, libretti opuscoli e volumetti... ma d'altra parte sempre di "bugiardi" si tratta anche se di modeste dimensioni con un che di lezioso.
Il conto alla rovescia che mi aveva portato a quel momento era finito ed ormai era questione di minuti se non di attimi.
"... da assumere a digiuno appena levate dal letto" ed io ero in piedi già da un po', quindi dovevo sbrigarmi e può darsi che così avrei evitato di andare incontro a tutti quegli effetti collaterali descritti in un "libretto" che più che un bugiardino sembrava il manuale d'istruzione di una lavatrice.
Il fatto è che ero già rimasta suggestionata dalle parole della dottoressa... "... dopo aver preso la compressa, dovete restare in piedi, passeggiare per un'ora", "E perchè!?", avevo esclamato praticamente basita... "Perchè potreste avere vertigini, nausea, vomito...", "mamma mia... e nient'altro?", "Sì... più o meno, nient'altro".
A posto, mi ero detta... "il più o meno" ci mancava, era la chicca finale. Va bene, comunque era una terapia da fare, indispensabile se volevo mantenere le ossa forti... "più o meno", e dopo tutto e per fortuna sarebbe stato solo per una volta al mese.
Sorvolo sugli "accidenti" facilmente immaginabili... ma una cosa la devo assolutamente precisare... "In caso di una doppia assunzione del farmaco, bere del latte e recarsi al Pronto Soccorso".
Orbene, l'avvertenza già inquietante di per sè trattandosi di un farmaco, era anche curiosa perchè inopportuna. Chi aveva stilato l'"interessante volumetto" avrebbe dovuto spiegarmi come avrei mai potuto commettere un "errore impossibile", visto che nella scatola c'è solo una compressa e il medico curante alla mia richiesta di una prescrizione per due, giusto per risparmiare tempo, aveva replicato... " eh, no signora... non si può, una scatola al mese è più che sufficiente".
Valli a capire 'sti foglietti, libretti opuscoli e volumetti... ma d'altra parte sempre di "bugiardi" si tratta anche se di modeste dimensioni con un che di lezioso.
sabato 5 gennaio 2013
"Ma dov'eri finita!? E' mezz'ora che sto facendo squilli al tuo cellulare", "... ed io ho sentito solo l'ultimo... e mi sono precipitata qui", "... eh sì... proprio precipitata, figuriamoci!", "Oh... ma insomma, perchè ogni volta fai quella faccia... perchè te la prendi con me?!"
In reparto, un "quasi alterco" tra marito e moglie, a cui non volendo ho assistito stamattina.
Lui... aveva appena terminato la terapia, Lei... giungeva trafelata mostrando in volto chiaramente che qualcosa si aspettava, mortificata di non aver potuto evitarlo nemmeno stavolta.
"TU sai che ho bisogno di aiuto... devi essere pronta!", "... ma sì!", e poi nient'altro mentre si avviavano verso l'uscita.
"Caspit' e cumm' s'inc...!", ha commentato Ma che c'mport, mentre era chiaro che doveva essere abitudine iterata del marito prendersela per la "scarsa solerzia" della moglie. Questo a Suo dire, perchè già solo all'apparenza non sembrava fosse proprio così.
Altre volte mi era capitato di notare atteggiamenti simili, moti di stizza causati da una rabbia profonda per quel trovarsi lì, dall'"altra parte" senza sapere se... come... quando poter tornare al "proprio posto"... quello di "persona sana". E già qua, in questa discriminazione ha origine la grande sofferenza e le sue conseguenze, in quel sentirsi erroneamente "fuori posto" e non "diversamente a posto" solo per qualche momento o giù di lì.
Quando all'epoca vivevo questa seconda condizione mia figlia mi assecondava, anzi posso dire che era stata proprio Lei ad inculcarmi questa idea... prendermela comoda come se fossi in ferie da tutto, far solo ciò che mi piaceva, scartando il resto. In seguito l'"idea" era diventata solo mia, forte e radicata ancora oggi... ma probabilmente perchè lo era già in essere dentro di me.
Recentemente me lo ha ripetuto anche "il camice bianco" amico... "Il cancro fa venir fuori la persona per quello che è realmente... il buon carattere migliora, quello cattivo... beh, c'è rischio che diventi pessimo".
E in effetti di recente ho potuto constatare che è una verità inconfutabile anche se avrei preferito prendere atto del contrario.
Ricordo che per me fu diverso... non voglio farmene un vanto, anche perchè ho sempre creduto di non essere coraggiosa e fare un dramma per qualsiasi inezia o acciacco, ma come fui certa di avere quel che ebbi, mi sentii piccola piccola, estremamente debole e vulnerabile e bisognosa dell'aiuto degli Altri... di chiunque. E mi feci umile, fino all'inverosimile data la situazione... mi feci umile per meritarlo.
In reparto, un "quasi alterco" tra marito e moglie, a cui non volendo ho assistito stamattina.
Lui... aveva appena terminato la terapia, Lei... giungeva trafelata mostrando in volto chiaramente che qualcosa si aspettava, mortificata di non aver potuto evitarlo nemmeno stavolta.
"TU sai che ho bisogno di aiuto... devi essere pronta!", "... ma sì!", e poi nient'altro mentre si avviavano verso l'uscita.
"Caspit' e cumm' s'inc...!", ha commentato Ma che c'mport, mentre era chiaro che doveva essere abitudine iterata del marito prendersela per la "scarsa solerzia" della moglie. Questo a Suo dire, perchè già solo all'apparenza non sembrava fosse proprio così.
Altre volte mi era capitato di notare atteggiamenti simili, moti di stizza causati da una rabbia profonda per quel trovarsi lì, dall'"altra parte" senza sapere se... come... quando poter tornare al "proprio posto"... quello di "persona sana". E già qua, in questa discriminazione ha origine la grande sofferenza e le sue conseguenze, in quel sentirsi erroneamente "fuori posto" e non "diversamente a posto" solo per qualche momento o giù di lì.
Quando all'epoca vivevo questa seconda condizione mia figlia mi assecondava, anzi posso dire che era stata proprio Lei ad inculcarmi questa idea... prendermela comoda come se fossi in ferie da tutto, far solo ciò che mi piaceva, scartando il resto. In seguito l'"idea" era diventata solo mia, forte e radicata ancora oggi... ma probabilmente perchè lo era già in essere dentro di me.
Recentemente me lo ha ripetuto anche "il camice bianco" amico... "Il cancro fa venir fuori la persona per quello che è realmente... il buon carattere migliora, quello cattivo... beh, c'è rischio che diventi pessimo".
E in effetti di recente ho potuto constatare che è una verità inconfutabile anche se avrei preferito prendere atto del contrario.
venerdì 4 gennaio 2013
Non è meno forte la voglia di condivisione nè sono sbiaditi i ricordi ora che la mia presenza in ospedale non è più "quotidiana" come una volta. Anzi... sembra quasi sia a compensare l'introspezione che mi accompagna ogni giorno, ogni momento quando basta un "piccolo segno" a riportarmi indietro.
E mi tornano in mente le persone conosciute durante un percorso mai abbandonato, gli Amici tra "quelli che contano"... alcuni sento ancora e vedo ogni tanto, altri sono fermi a "riposare", dietro un angolo non visti ed intanto vedono me, sorridono quando per Loro è giusto, scuotono il capo alle mie ingenuità.
Anche lontano da questa terra si continua a... vivere, perchè non si muore mai del tutto se presenti nella memoria altrui.
Lo scrissi all'epoca parlando di me, per infondermi speranza perchè non è tanto il pensiero di morire, almeno non solo, quello che angoscia bensì il timore di essere dimenticati. E da ciò il bisogno di aggiungere "qualità" ai propri giorni che così potranno pure essere non tanti ma "significativi".
Non è certo un impegno che si può assumere dall'oggi al domani... è di una vita intera che si parla, e allora... sarà difficile? Non è per consolarmi o darmi coraggio, ma credo di... no, non è difficile addirittura è "una realtà", perchè è possibile a Tutti aver lasciato anche solo un piccolo segno del proprio passaggio.
In questi giorni è ricorrente il mio pensiero per Angelina e ancora per l' Angelo gemello... Che strano... mi accorgo solo ora, mentre scrivo... due "storie" tanto simili e quasi lo stesso nome... il destino scritto in una parola.
L'Angelo gemello volò in cielo un anno e mezzo prima di Angelina, ed ora le immagino insieme...
"C'erano due angeli all'apparenza fragili ma forti nell'essere, erano due angeli gemelli, identici in tutto ma uno reggeva un cuore che era tutta la sua forza... l'altro aveva le mani giunte in atto di preghiera. Complementari, il primo partì a primavera... il secondo quando l'inverno era appena iniziato..."
Nel Cuore porto per sempre le ultime frasi di entrambe...
"Tutto finirà quando tornerà il sole..."
"... non arriverò a vedere il nuovo anno"
E così per entrambe è stato.
E mi tornano in mente le persone conosciute durante un percorso mai abbandonato, gli Amici tra "quelli che contano"... alcuni sento ancora e vedo ogni tanto, altri sono fermi a "riposare", dietro un angolo non visti ed intanto vedono me, sorridono quando per Loro è giusto, scuotono il capo alle mie ingenuità.
Anche lontano da questa terra si continua a... vivere, perchè non si muore mai del tutto se presenti nella memoria altrui.
Lo scrissi all'epoca parlando di me, per infondermi speranza perchè non è tanto il pensiero di morire, almeno non solo, quello che angoscia bensì il timore di essere dimenticati. E da ciò il bisogno di aggiungere "qualità" ai propri giorni che così potranno pure essere non tanti ma "significativi".
Non è certo un impegno che si può assumere dall'oggi al domani... è di una vita intera che si parla, e allora... sarà difficile? Non è per consolarmi o darmi coraggio, ma credo di... no, non è difficile addirittura è "una realtà", perchè è possibile a Tutti aver lasciato anche solo un piccolo segno del proprio passaggio.
In questi giorni è ricorrente il mio pensiero per Angelina e ancora per l' Angelo gemello... Che strano... mi accorgo solo ora, mentre scrivo... due "storie" tanto simili e quasi lo stesso nome... il destino scritto in una parola.
L'Angelo gemello volò in cielo un anno e mezzo prima di Angelina, ed ora le immagino insieme...
"C'erano due angeli all'apparenza fragili ma forti nell'essere, erano due angeli gemelli, identici in tutto ma uno reggeva un cuore che era tutta la sua forza... l'altro aveva le mani giunte in atto di preghiera. Complementari, il primo partì a primavera... il secondo quando l'inverno era appena iniziato..."
Nel Cuore porto per sempre le ultime frasi di entrambe...
"Tutto finirà quando tornerà il sole..."
"... non arriverò a vedere il nuovo anno"
E così per entrambe è stato.
giovedì 3 gennaio 2013
Da sempre è stato per me, come se il cuore quasi si fermasse... in pausa per l'attesa mentre brividi percorrevano la schiena e poi il tutto culminava in un profondo sospiro di sollievo... anche per quest'anno è andata, meglio non pensarci più per i 365 giorni che verranno.
Non so se qualcuno si riconoscerà in questo mio sentire, ammetto che sto troppo ad analizzare, forse forzare la mano per arrivare a chissà quali conclusioni profonde o magari anche profetiche... oppure succede il contrario, ed è il ricorrere puntuale di tali sensazioni a farmi pensare a dei presentimenti.
Chissà...
E' tutto comunque molto "fisico"... brachicardia, brividi e sospiri... tutto, tranne il senso di solitudine che mi prende ogni volta... anche se sono con la mia famiglia... anche se sono in mezzo alla folla.
Ed ogni anno che passa "quel vuoto" è sempre più forte. Non dura molto per fortuna e "si dissolve" quando cerco con lo sguardo gli occhi dell'Amore della mia Vita, e i Suoi s'incontrano con i miei e le Nostre mani si stringono con l'augurio di poter percorrere insieme un altro pezzo di strada.
Stavolta ho avuto anche da riflettere perchè mentre vivevo il "mio Capodanno" tanto particolare, sapevo che per qualcuno lo stesso giorno sarebbe stato in futuro da dimenticare... per un motivo o un altro.
Forse avrebbe voluto davvero essere solo per poter dire per l'ultima volta e sommessamente, "Ti amo" a Chi non avrebbe rivisto più... o forzatamente solo si era ritrovato... incredulo, arrabbiato, deluso... con un futuro senza passato, da creare dal nulla e vivere con coraggio.
A me resta in fin dei conti la certezza di una mano che stringe la mia e di un percorso non sempre facile, è vero ma volutamente sereno.
Che sia ancora lungo o breve, non importa.
mercoledì 2 gennaio 2013
LA SPERANZA HA DUE BELLISSIME FIGLIE : LO SDEGNO E IL CORAGGIO.
LO SDEGNO PER LA REALTA' DELLE COSE, IL CORAGGIO PER CAMBIARLE...
(Pablo Neruda)
L'ultimo giorno dell'anno è andato via, segnato da una notizia molto triste e da emozioni contrarie al mio solito sentire.
Per un momento sono arrivata persino a pensare che questo continuo "farmi... di speranza" possa essere anche solo un'illusione per costringermi a non pensare e poter vivere così quello che mi è dato.
Ho vissuto la morte di Angelina come un lutto personale...
Pur riconoscendo delle ultime fasi della malattia i segni inequivocabili, continuavo a... parlarle convinta... ce l'avrebbe fatta se non avesse mollato, volevo infonderle speranza.
Ora mi chiedo... ma lo volevo davvero solo per Lei?
Sapere della Sua fine poi, ha suscitato in me prima un dolore acuto immediato, seguito da rabbia e infine avvilimento, in un'armonia di sensazioni contrastanti.
E' difficile mettersi nei panni di Chi ha fatto un percorso difficile e significativo, per comprendere in pieno il senso di "perdita totale", di "vuoto" che si prova. E' come trovarsi a... ricominciare, e in questi casi è quasi una tragedia.
Ho ripercorso le varie tappe della "Nostra" amicizia... due anni e mezzo, straordinariamente un'eternità... e farlo proprio alla fine dell'anno è sembrato per certi versi un ironico scherzo della sorte.
Sarà così... o è un segno che non potremo mai dimenticarla?
E intanto penso ancora... voleva tanto vivere! e le brillavano gli occhi quando parlavamo delle aspettative future... del nipotino che a malapena ha visto in fotografia... dei Suoi capelli che sarebbero tornati come un tempo. Erano pochi attimi e quel luccichio si trasformava in due sole lacrime a rigarle il volto di una bellezza comunque mai persa.
Voleva vivere Angelina e questa Vita andata via, quasi "a togliere il disturbo", tanto contrasta con l'esistenza di Chi non la vive come dovrebbe e si aggrappa ad illusioni perchè non crede in sè e mai si stima.
Perchè non convincersi di vivere l' "adesso"... in modo semplice, lasciando che il Tempo faccia il resto?
E' così facile "abbandonarsi" a ciò che è... e lasciare che sia...
E' solo "coraggio" di Vivere.
LO SDEGNO PER LA REALTA' DELLE COSE, IL CORAGGIO PER CAMBIARLE...
(Pablo Neruda)
L'ultimo giorno dell'anno è andato via, segnato da una notizia molto triste e da emozioni contrarie al mio solito sentire.
Per un momento sono arrivata persino a pensare che questo continuo "farmi... di speranza" possa essere anche solo un'illusione per costringermi a non pensare e poter vivere così quello che mi è dato.
Ho vissuto la morte di Angelina come un lutto personale...
Pur riconoscendo delle ultime fasi della malattia i segni inequivocabili, continuavo a... parlarle convinta... ce l'avrebbe fatta se non avesse mollato, volevo infonderle speranza.
Ora mi chiedo... ma lo volevo davvero solo per Lei?
Sapere della Sua fine poi, ha suscitato in me prima un dolore acuto immediato, seguito da rabbia e infine avvilimento, in un'armonia di sensazioni contrastanti.
E' difficile mettersi nei panni di Chi ha fatto un percorso difficile e significativo, per comprendere in pieno il senso di "perdita totale", di "vuoto" che si prova. E' come trovarsi a... ricominciare, e in questi casi è quasi una tragedia.
Ho ripercorso le varie tappe della "Nostra" amicizia... due anni e mezzo, straordinariamente un'eternità... e farlo proprio alla fine dell'anno è sembrato per certi versi un ironico scherzo della sorte.
Sarà così... o è un segno che non potremo mai dimenticarla?
E intanto penso ancora... voleva tanto vivere! e le brillavano gli occhi quando parlavamo delle aspettative future... del nipotino che a malapena ha visto in fotografia... dei Suoi capelli che sarebbero tornati come un tempo. Erano pochi attimi e quel luccichio si trasformava in due sole lacrime a rigarle il volto di una bellezza comunque mai persa.
Voleva vivere Angelina e questa Vita andata via, quasi "a togliere il disturbo", tanto contrasta con l'esistenza di Chi non la vive come dovrebbe e si aggrappa ad illusioni perchè non crede in sè e mai si stima.
Perchè non convincersi di vivere l' "adesso"... in modo semplice, lasciando che il Tempo faccia il resto?
E' così facile "abbandonarsi" a ciò che è... e lasciare che sia...
E' solo "coraggio" di Vivere.
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