sabato 7 luglio 2012

tenerezza

Tenerezza... forse è l'unico sentimento che fa sorridere e stringere il Cuore contemporaneamente.
Oggi m'è stata compagna, ed ha sorriso quando stamattina parlavo con mio padre, e s'è commossa poi nel pomeriggio con i miei occhi lucidi.
Fino a non molto tempo fa consideravamo nostro padre come una persona d'intelligenza non comune, caparbio e costante era riuscito a laurearsi  con una famiglia sulle spalle e ben 5 figli. Per quel che ci riguardava sapeva tutto di tutto, e ai nostri occhi appariva alla stregua di un Pico della Mirandola.
Appassionato d'apparecchi di ogni tipo, col passare degli anni s'era avvicinato anche alla tecnologia, ma non so se in essa s'è poi inoltrato...
"Mi devi dire come hai fatto a mettere su fb la foto della Mamma quando aveva 17 anni... quella foto ce l'avevo io come te la trovi tu?"
Mio Dio... ho pensato in quel momento... come faccio a spiegargli di nuovo una cosa già detta centinaia di volte? Che poi, tra l'altro hanno spiegato a fatica già a me... Per onestà questo è da precisare.
Sorridendo a me stessa e con paziente lentezza, anche per non confondermi... gli ho spiegato la cosa per l'ennesima volta. Sarò stata chiara... mi avrà capita? Spero di sì, almeno fino alla prossima foto pubblicata.
Oggi pomeriggio poi... la "mia piccina"... di nuovo senza lavoro, di nuovo con poche speranze di trovarne.
Lei non s'arrende... non vuol tornare indietro dichiarandosi sconfitta... vuol continuare a... cercare, mantenersi da sola... ARRIVARE. Anche se questo vuol dire accettare lavoretti ad ore per cui certamente non serve aver studiato vent'anni, essere forte e determinata per personalità e carattere.
Ecco... a questo punto per Tenerezza mi son sentita stringere il Cuore.
Poi... stasera ripensando a quello che mi ha detto sono andata a rileggere ciò che di Lei scrissi un anno fa, in occasione del Suo trentesimo compleanno.
Pubblico di nuovo parte di quel "vecchio" post perchè vorrei dirle parole "nuove", ma purtroppo restano ferme là dove nascono, ed io non posso restare in silenzio...


Oggi "la mia forte figlia" compie trent'anni, vissuti, come lei dice, facendo che?  Facendo tanto, rispondo io, tutto fin dal giorno che è nata quando rivoluzionò, sconvolse la mia vita. Preannunciò la sua venuta prossima proprio nel momento in cui a San Pietro stava accadendo qualcosa d'impensabile, un attentato ad un Papa, e questo già la dice lunga; e poi... all'inizio della "dolce attesa" un terremoto sconvolse quell'Irpinia che ora tutti ricordano per questo... e allora??! E' stata ed è così... un moto continuo di pensieri, ambizione e speranze, disilluse e mai perse; gli impensabili picchi del suo modo di essere stupiscono sempre e a volte lasciano senza parole. Ma da chi avrà preso? Ce lo chiediamo spesso, forse un po' da me, un po' da suo padre, ma in questo risultante mix  esplosivo, quale lei è, non ci ritroviamo, nessuno dei due. E' meglio, è peggio?! Non si può dire: E' LEI, unica e forte figlia che mi ha ricambiato il dono della vita quando mi sono ammalata di tumore e per mano, anche a volte scuotendomi con violenza, mi ha accompagnato per un buon tratto di strada, mi ha fatto crescere fino a quando ho preso ad andare da sola, "Hai visto, mamma?!! Sei diventata grande, non hai più bisogno che qualcuno ti accompagni... vai da sola... HAI VINTO!"  E questa vittoria, Vale, la dedico a te, che non mi hai mai delusa, che mi vuoi proteggere pur avendo bisogno di esserlo a tua volta, perchè non si finisce mai e tu lo sai... io sarò  per sempre tua madre e tu sarai per sempre "la mia piccina". BUON COMPLEANNO, PICCOLA!

venerdì 6 luglio 2012

"E in qualche modo riuscirai a superare i giorni vuoti e i giorni pieni, i giorni noiosi, i giorni detestabili e i giorni straordinari, tutti così piacevoli e così deludenti perchè noi siamo così tutti simili e così diversi."
                                                                                Charles Bukowski

Perchè è tutto superabile ogni giorno e in qualsiasi momento della Vita, e quanto più è buio pesto tanto prossima può essere invece la luce. Persino nella stessa giornata possono alternarsi attimi d'elevata contrarietà o nervosismo con altri di inaspettata serenità, perchè nulla è uguale a se stesso tanto meno le situazioni.
Dopo una notte non troppo tranquilla e non solo per il caldo, stamattina ero in piedi pensierosa, ma tanto pensierosa da rischiare di metterli in una chiazza di vomito di Biù Biù.
 Ma guarda un po'... proprio in soggiorno e quasi davanti alla tenda! Mi stupisco ma non più di tanto perchè è nota la sua passione per le passeggiate notturne in tutta la casa.
Vado in cucina per reperire un foglio di asciugatutto e in prossimità del tavolo m'imbatto in altri croccantini semidigeriti. Lo sguardo va verso la ciotola della pappa e poi più in là a quella dell'acqua... entrambe vuote.
Ecco... la "nostra piccola" stanotte s'era data ai bagordi e poi non aveva retto.
Stamattina poi mi seguiva passo passo inquieta e insofferente risvegliando in me pietosi ricordi.
Fra il caldo, gli acciacchi e i pensieri la giornata non si presentava al meglio, e m'ero quasi convinta che sarebbe andata  anche peggio quando è squillato il telefono...
 " Buongiorno, signora Maria... come va ?"
"A me bene, Amico caro e a Te?"
"Benissimo. Oggi... lo sai, faccio la TAC!?"
"Incrocio le dita allora e... crepi il lupo!"
"Crepi crepi, signora Maria e scusami se non ti do del TU (ah, no?!), perchè il tu è comando ed io per "lei" nutro molto rispetto. Un giorno... quando magari conosciamo anche "tuo" marito, allora non mi "frenerò" più."
"Oggi io parlo" stamane m'aveva dato il buongiorno e senza saperlo anche una briciola d'aiuto.
"Mi raccomando, curati... le prendi le medicine?"
"Chi io? Certo che le prendo!" E sono scoppiata a ridere...
"Scusa... "voi" (dopo il "tu", il "lei"... ci mancava il "voi") m'avete abituato all'interessamento... e allora..."
Che persona speciale quest' Amico... desiderava vedermi cinque minuti, ha detto, ma non voleva crearmi problemi...
"Facciamo così... ci vedremo quando porterò in ospedale l'esito dell'esame... Ti va?"
Ma dico... secondo TE... secondo VOI... secondo TUTTI, potevo IO non accettare quell'invito?

Si superano così i giorni che non vorremmo... diciamo un po' contrari, mostrandoci propensi agli ALTRI... a NOI così simili e pur così diversi.

giovedì 5 luglio 2012

Un sorso di tè verde

Un sorso di tè verde bevuto sbirciando la luce della luna... poi rileggere una pagina del mio diario virtuale, quella datata 12 aprile, giorno della chiamata per la ricostruzione.
Così s'è conclusa la giornata di ieri... ed intanto la Notte era scesa a riportar quiete ai miei pensieri.
Stamane il Giorno m'ha ritrovato con gli stessi anche se addolciti dal riposo. Non riuscivo comunque a svegliarmi come dovevo, cercavo d'alzarmi ma poi restavo sdraiata con gli occhi chiusi, quasi con l'inconscia speranza di non venir "aggredita" dal fluttuare degli stessi stati d'animo di ieri. Alla fine, dopo l'ennesimo richiamo della sveglia mi son decisa ed ho messo il fatidico piede a terra...
E' fatta e si ricomincia.
Il caldo non vuol allentare la morsa e tutto diventa estremamente difficile compresa la cura della propria persona. Una doccia di pochi secondi prima che il corpo se ne renda conto e per reazione non cominci a buttar fuori vapore acqueo sotto forma di minutissime goccioline di sudore... vestizione ultrarapida con i vestiti che restano appiccicati  se non parzialmente arrotolati addosso... Pettinarsi?! no, non conviene, poi immediatamente catapultata fuori dal bagno divenuto una specie di sauna.
Ed anche oggi è stato così.
E di seguito anche il resto della mattina è andato come nei giorni precedenti... faccende e pensieri.
La mente sempre occupata nella ricerca di uno spiraglio di luce, per Tutti ma in particolare per i Figli.
Non so che darei perchè fossero ormai alla meta. Già... alla meta! Che parola grossa... forse ne esiste davvero una? Sinceramente comincio a dubitarne. Vero è che la situazione non è diversa per nessuno, ma per quanto riguarda i miei figli devo dire che sembrano particolarmente reietti dalla sorte.
E continuo a... vederli affannati, delusi e frustrati. Non si adagiano, si danno stimoli e umilmente farebbero di tutto adattandosi a fare qualsiasi cosa, eppure per Loro... per entrambi c'è sempre un'occasione, un momento per cui casca l'asino.
Mi chiedo... e in questo istante anche con le lacrime agli occhi... ci potrà mai essere per "Loro"un futuro migliore di questo presente?

mercoledì 4 luglio 2012

Non devo stancarmi... devo poter continuare a... credere che qualcosa cambierà.
Lo devo a me stessa perchè sono stata capace di stupirmi per quello che ero e non sapevo... lo devo agli Altri perchè contano su di me.
Comunque mi è legittimo un dubbio...fanno finta o invece fa loro comodo scaricare parte del peso sulle mie spalle?
Certo è che al momento vorrei che la giornata fosse già finita.
A volte ci penso sul serio... davvero "osanno" all'esistenza della Notte. Scende quieta, toglie affanni e porta pace ovunque... E' vero, bisogna lasciarsi andare e non pensare... ma intanto esiste e già questa è una certezza. Come il fatto che ci siamo e vogliamo continuare a... esserci, e non credo che sia solo un mio desiderio anche se a volte sento dire... ma che campo a fare? Non ha senso una vita così.
Oggi questa affermazione l'ho sentita ben due volte... da due persone diverse per motivazioni diverse.
Che strana combinazione, vero? Forse anche stavolta è un messaggio, uno sprone a riflettere su quello che per la seconda volta m'è stato donato.
Stamattina ho rivisto "Ma che c'mport"... Sapevo che sarebbe andata in ospedale al reparto dove ora si è rivolta per i controlli  e le eventuali terapie, e l'ho raggiunta.
"Hai visto che ci siamo incontrate lo stesso?" "E per forza... noi non teniamo niente da chiudere... hai voglia a vederci, almeno speriamo. Tieni... guarda un poco 'sti esami, tu capisci di più."
Per accontentarla ho preso i "suoi" fogli, ma non certo perchè io capissi qualcosa in più, solo per dimostrarle interessamento ed affetto.
"Allora... che dici, che fac' 'sta bestia... resiste?" "Resiste... non resiste, non lo so... il dottore Ti spiegherà. Ma Tu come ti senti in fondo?" "Quasi magnifico... solo 'nu poco stanca. Vuo' sapè 'na cosa? L'altro giorno m'è venuta 'na nervatura... agg' buttato tutt' all'aria, ma che campo a fa'... semp' stanca e accis', senza capill e co' i ven' che s'hann pers e tutti l'at' guai appriss'?"
C'aveva ragione l'Amica mia, non ho saputo dirle niente perchè capivo bene che cosa l'era passato per la mente. Mi sono limitata ad una semplice frase forse anche non troppo azzeccata ma che m'è venuta spontanea e di getto... "perchè Noi ci dobbiamo sempre sentire e vedere... questo conta, e per il resto..." allora Lei precedendomi m'ha tolto la parola... "... per il resto, ma che c'mport?"
Amica mia, anche nei momenti bui resti sempre TU, forte e combattiva... "tosta"come ami definirti.
Oggi pomeriggio... la stessa frase pronunciata da altra persona  che vive sì un momento di difficoltà ma ha certamente prospettive diverse. La speranza non l'abbandona ma le manca la fiducia.
L'ho ascoltata, ma davvero sono rimasta senza parole perchè le "parole" non le sarebbero bastate anzi sarebbero state del tutto superflue.
E a pensarci bene non sapevo neppure che cosa dirle, "certe cose" le capisco ma fino ad un certo punto...

martedì 3 luglio 2012

... e se è possibile ancora meglio di una volta, più paziente con un pizzico di superficialità, meno insofferente con tanta buona volontà.
Solo... facesse meno caldo! Sarei per l'occasione anche meno fiacca e il che non guasterebbe.
 Al mattino è davvero dura dare inizio alla giornata quando dai un'occhiata alla sveglia e un'altra al termometro che è sul comò e ti rendi conto che alle 8 sono ben 33° in casa... e per ogni giorno che passa c'è qualche decimo in più. L'ho detto diverse volte all'Amore della mia Vita... ma perchè mai dobbiamo farci del male del tutto gratuito con un termometro in camera da letto? A questo punto ho paura perfino di addormentarmi! Ma Lui dice che va bene così perchè almeno ci rendiamo conto... e possiamo a giusta ragione lamentarci e sbuffare con "equa" intensità, aggiungo io.
Comunque oggi dopo una mattinata di tipo "sahariano", ad un certo punto il cielo s'è velato di nubi non proprio scure, quelle che mia nonna chiamava "nuvole di calore" e che in teoria non minacciano pioggia. Del resto le previsioni  non mettevano precipitazioni nella nostra zona, quindi eravamo pronti ad un pomeriggio coperto e nulla più. Abbiamo portato anche Biù Biù dalla dottoressa per il vaccino annuale e s'udiva in lontananza ogni tanto solo qualche brontolio.
 "...temporale sulla costa... nooo, qua non piove di certo!"
Beh, se lo diceva Lui, l'Amore della mia Vita potevo esserne certa... "Fidati, lo sai che di queste cose me ne intendo. Quando andavo a pesca..."
Ah... quando andavi a pesca,  cioè 40 anni fa! E da allora quante cose sono cambiate!? E son cambiati pure i temporali, gli acquazzoni estivi e il loro modo di presentarsi.
"Ma no, vedrai... anzi dopo facciamo fare una lunga passeggiata a Biù Biù".
Giusto... perchè no?
Tornati a casa per rinfrescarci un po', eravamo sul punto di uscire di nuovo quando le "nuvole di calore" sono diventate scure, poi rossicce, s'è levato un vento del tipo a mulinello e goccioloni prima radi poi più frequenti  hanno cominciato a cadere. Pioggia e polvere entravano dalle finestre aperte e abbiamo avuto il nostro bel gran da fare per limitare i danni di questo "simpatico" temporale estivo. Dopo dieci minuti la situazione è tornata sotto controllo.
"Abbiamo fatto bene a non uscire... te l'avevo detto io!"
Certo... come no?!

lunedì 2 luglio 2012

Se si riesce a riprendere là dove si è smesso, allora si potrà dire che si ricomincia davvero.
Passerà del tempo ma ha poca importanza quando ci si renderà conto che Tutto è come prima se non meglio.
Per me son passati due anni esatti e la domenica odierna è sembrata la seguente ad un'altra, appunto di due estati  fa.
Il giorno precedente al ricovero per il primo intervento, come al solito ero stata alla prima messa del mattino poi al cimitero a far visita alla tomba di mia madre ed anche al Parco dei ricordi dov'è sepolta la mia cagnolina Betty. Avevo tanto pianto allora... ero impaurita ed angosciata, non sapevo come sarebbe andata a finire. Poi per fortuna è andata come si sa, però poco è cambiato perchè ero rimasta tra l'attonito e l'imbambolato come Chi vive in un continuo dormiveglia.
Dopo la dimissione dall'ospedale non ero più riuscita ad alzarmi presto al mattino, soprattutto la domenica e così avevo perso le abitudini di sempre. Qualche volta cercavo pure di farmi forza ma era come se un'improvvisa debolezza mi prendesse... e non era solo debolezza fisica. Allora, seduta al letto per qualche minuto mi lasciavo andare indietro di botto ripiombando in un sonno profondo.
Così per due anni...
Ieri mattina poi, a causa del gran caldo di questi giorni  m'è venuta spontanea e logica l'idea di alzarmi presto stamattina per poter uscire senza sofferenza e riprendere così le vecchie abitudini domenicali.
Garantisco  che è avvenuto tutto quasi senza pensarci, probabilmente se l'avessi fatto mi sarei lasciata andare indietro anche stamane. E invece così non è stato e nel momento stesso che sono stata in piedi ed ho acceso la macchinetta per il caffè mi sono resa conto che stavo "svoltando l'angolo".
Finalmente!
Si fa un gran parlare, poi basta un semplice gesto come schiacciare un tasto, quello appunto della macchinetta e tutto cambia prendendo la giusta via.
 E come per incanto senti una forza nuova  che ti prende, ti torna l'entusiasmo per le piccole cose e non accusi la stanchezza più di tanto.
 Neppure la calura ora mi sta poi così antipatica perchè faccio il confronto con gli anni passati, quando "per merito" della chemio non avevo mai caldo, e mi rendo conto che fortunatamente anche se un tempo non avrei pensato fosse stato possibile... SONO TORNATA NORMALE... COME UNA VOLTA!

domenica 1 luglio 2012

Questi ultimi due mesi sono stati d'intenso "andirivieni".
Arrivava l' "Uno" e dopo un po' l' "Altra"...
Andava via l' "Altra", restava l' "Uno" e dopo un po' un' "Altra" ancora arrivava... mentre a tratti l' "Uno" andava e veniva. Mi pareva d'esser su una giostra!
Mi sono stupita anch'io d'aver retto a tanto dopo neanche un mese dall'ultimo intervento. Sarà stato merito dell'anestesia non ancora ben smaltita... chissà!
Oggi... l'ultima "partenza", almeno per il momento, e subito dopo... il "vuoto"... come sempre.
Mi ritorna il detto antico, retorico e stantio, "Partire è un po' come morire", e mio malgrado perchè detesto le frasi fatte, devo dargli ragione. Non muore però solo Chi parte ma pure Chi resta e quel "vuoto" dentro che lascia una vaga sensazione di smarrimento ne è la prova.
Che farci? Sarà anche questo un segno di quanto tutto nella Vita sia precario e passeggero, dalle piccole alle grandi cose...
Me lo ripeto ancora una volta, anche stasera come due settimane... un mese, due mesi fa... ma ormai sono sempre più convinta di essere "incurabile" perchè non riesco a "proteggere" questo  mio "sciocco" Cuore che punta i piedi, s'abbarbica e non molla fino a sentirsi debole e stanco ogni volta, quando sente venir meno la stabilità di ciò che prova.
Eppure la colpa non è di alcuno... deve andare così, e magari per non essere proprio categorici, diciamo che il più delle volte potrebbe andar meglio se ogni forza fosse in equilibrio con le altre.
 Cosa difficilissima, perciò... Cuore mio, anche se compito tuo non è... ragiona, e pur tutto incerottato, continua ad... andar per la tua strada.