giovedì 7 giugno 2012

Chissà se stasera sono dello spirito giusto per continuare.
Ci proverò perchè lo devo fare... devo dire di quell'Amico e della mia coscienza meno intorpidita. Sono segni di positività che in questi giorni necessitano davvero.
"Così... c'hanno diviso?"... m'ha detto ieri al telefono "Oggi io parlo"... "Ma no, perchè dici così?! Nessuno mai potrà dividerci. Noi potremo continuare a... vederci fuori, ad essere amici ed aiutarci come se niente fosse successo."
"Ti ricordi... un giorno hai detto che dovevo darti del "tu". Non ci sono mai riuscito. Oggi sento di farlo. Non dimenticherò mai che tu mi hai ridato fiducia nella Vita."
Ed io, Amico caro non dimenticherò il valore aggiunto che hai donato alla mia di Vita, e il suo significato... Non siamo sulla Terra  tanto per esserci, non è un caso incontrarsi e condividere pure certi luoghi. Siamo pedine su una stessa scacchiera in un gioco senza vincitori nè vinti, e per questo senza fine.
Continuiamo perciò la partita perchè solo da poco è iniziata... da quando abbiamo realizzato che cosa siamo davvero.
Sono convinta sul serio di quello che dico... eppure in questi giorni mi ritrovo più spesso a ricacciare indietro le lacrime... per rabbia insoddisfazione timore.
 Tutti sentimenti negativi, ma io non lo sono negativa.
Perchè mi succede questo?
Sarà stata la "delusione" per qualcosa  che ho recuperato ma non come pensavo.
Sarà la "delusione" per qualcosa che m'è stato tolto e in qualche modo dovrò pur recuperare... per me per gli Altri... per ristabilire l'equilibrio e continuare.
Ubriachi di speranza, a volte barcolliamo cediamo all'ostacolo, ma l'ebrezza da cui siamo presi stranamente dà anche la forza per risollevarsi e l'entusiasmo sufficiente per andare avanti... comunque.

mercoledì 6 giugno 2012

"Tutto a posto allora in reparto, Mary?"
Ieri sera Zia Si al telefono... "Certo... tutto a posto"... e poi ho cambiato discorso... "Tu piuttosto, sei tornata!? Soddisfatta del viaggio?"... "Oh, sì!"... e ha cambiato discorso anche Lei.
Gran chiacchierare tra Noi, nel solito tono con la solita allegria, come sempre come se... fosse tutto come prima.
"Un giorno di questi vengo a prenderti a casa e insieme andiamo in reparto... ti va?"
"Certo... c'organizziamo, non temere."
Una bugia perchè non toccava a me comunicare la notizia... eppure m'è sembrato d'ingannarla. Proprio Lei che lo scorso settembre stornò la mia paura quando temetti "un ritorno".
"Grazie per avermi chiamato..."
"Ma ti pare... per me è un piacere sentire la tua voce."
La "Voce"... i miei Amici, tra quelli che contano... alla fine mi avevano convinto sul "potere" della mia voce, "... mette serenità"... io ci credevo e serena ero anch'io.
"Ma Mary... non si può trattare la gente così, come oggetti o pacchi da spostare da una parte all'altra... non si può. E' un altro calvario per Chi soffre di questa malattia."
Oggi la figlia della Mia Coetanea al telefono... "Ma non possiamo fare niente!? Magari raccogliere delle firme..."
"Sto pensando... sì, ci sto pensando."
A giochi fatti a ben poco servirebbe... ovvero indietro non si potrebbe tornare, ma far capire che l'era del "gregge" è finita... questo mi piacerebbe che lo si comprendesse, anche in previsione di un futuro, che non avvenisse più ciò che è stato ora.
Noi... 048, non siamo solo un codice o un nome e un cognome... illustri sconsciuti trattati come merce di scambio in nome di tagli imposti da assurde manovre salva stato. Servissero almeno... stiamo finendo sempre più in basso.
Finirà che a farci fuori saranno le "Manovre" prima ancora dei  "Tumori".
Poi dovrei continuare... perchè di un Amico in particolare devo dire... un Amico che con le Sue parole miste al pianto m'ha fatto sussultare la coscienza... in positivo.

martedì 5 giugno 2012

L'odore dei tigli arriva forte dalla strada, ma io non lo sopporto.
 Quest'anno mi dà noia più del solito.
Ieri  ho cambiato le ciabatte e non vanno bene come al solito.
Mi hanno procurato dolori non solo ai piedi ma anche al collo, alla colonna vertebrale... alle braccia. Mi sono resa conto del perchè le conservavo quasi nascoste in un angolo della scarpiera.
Poi... poi non dormo più bene, durante la notte mi sveglio e mi ritrovo a pensare a quello che è successo ultimamente e a credere che non sia vero e di averlo sognato.
Strano sogno sarebbe... sequenze che a voler metterle insieme d'intenzione sarebbe praticamente impossibile.
E per questo sono sempre più insofferente.
Stasera anche la protesi c'ha messo del suo, sorpresa per il brusco andar giù della temperatura ha avuto un "guizzo" in su, e a questo punto son rimasta sorpresa a mia volta visto che era cheta da un bel po'.
Mamma mia... e pensare che avevo detto basta con le lagne!
Devo assolutamente riprendermi...
Oggi mi è tornato in mente un paziente scomparso l'anno scorso...  con Sua moglie eravamo rimaste in contatto, l'ultima volta che l'ho sentita al telefono mancava poco a Pasqua...
"Vieni a trovarmi"  m'aveva detto, "però avvisami un paio di giorni prima... che ti faccio le orecchiette ( tipo di pasta locale )"... poi non l'ho più chiamata.
E' ora che lo faccia... anche con Suo marito eravamo così legati. Ripensandoci... quello fu un periodo così intenso da non lasciare molto spazio al mio privato eppure quanto mi sentivo gratificata!
Domani... domani la chiamerò.
Nel pomeriggio sono uscita con l'Amore della mia Vita... un espressino al solito bar... vicino all'Ospedale.
"Vuoi o non vuoi, è sempre questa la strada che facciamo..." è vero, e mi si è stretto il Cuore per quel qualcosa che mi è stato tolto lasciandomi come nel bel mezzo di un incrocio a rischio di essere investita.
E' ora anche che mi tolga di lì, da quel crocevia e continui la strada...

lunedì 4 giugno 2012

Ora sono proprio stanca... voglio porre fine alle paturnie di questi ultimi giorni.
 Giorni? E' limitativo, perchè è ormai un mese che la catena degli eventi s'allunga di continuo, ed io non sono certo di acciaio inossidabile.
Basta... ora sono proprio stanca e avrei voglia solo di pensieri lieti, ed invece...
Invece la catena "s'arricchisce" di anelli aggiuntivi posti di lato, riproposti all'inizio, e poi ancora ancora senza avere la possibilità di comprendere se ci sarà una fine.
Tra qualche giorno tornerà a casa anche mia figlia. Di nuovo è in "pausa" dal lavoro... spende e non produce, e poi c'è la terra che trema ancora e Lei si sente come in alto mare, e non solo in senso metaforico.
Un problema di famiglia ne sta creando altri... quando si troverà una soluzione per tutti quanti?
E poi il tormentone del momento... la crisi le tasse da pagare... l'IMU, illustre sconosciuta e gli infiniti tagli che ci ridurranno Tutti a dei Robinson Crusoe.
Basta, per stasera... basta proprio.
Da domani anche il mio quotidiano non avrà più quella "finestra" sul mondo vero privo di falsi illusioni, fatto di autentico dolore come di gioia concreta, ove l'unica ricchezza per risollevarsi è dentro di sè... e nient'altro.
Da domani continuerò a... perchè è giusto che sia così, ma mi mancherà quella forza aggiuntiva che mi rinvigoriva ogni mattina e mi permetteva di fare tanto tanto di più.
Pazienza... dovrò pensare a qualcosa. Gli Amici, tra quelli che contano restano sempre ed io per loro... avremo modo certamente di contattarci e poi ci sarà la forza dei Nostri pensieri a tenerci ben saldi, uniti per ogni eventualità come se fossimo presenti sempre gli uni per gli altri.
Oggi domenica... come ogni domenica ho telefonato a "Ma che c'mport"... non le ho detto nulla della chiusura del reparto... non era mio compito.
"Vedi, mio marito ha portato della rucola raccolta in campagna. Se ci vedevamo te ne prendevi un po'..."
"Non importa, Amica mia... basta il profumo che m'arriva."
"E tieni ragione... l'ha messa qua sulla sedia... proprio vicino al telefono!"
Un profumo immaginato... un sorriso immediato e spontaneo... e si continua.

domenica 3 giugno 2012

Succede che quando provi un dispiacere ti andrebbe dopo un po' di non parlarne, non pensarci più ed archiviare la cosa, celando anche l'entità di ciò che provi a te stesso per primo.
Ma questo non può essere se subito non metti fuori attraverso ricordi e considerazioni tutta la sofferenza ed elabori così ciò che è stato.
La sveglia alla solita ora... oggi avrei potuto indugiare un po' di più a letto tanto era sabato.
Già... però un sabato diverso perchè tra due giorni lo sarà altrettanto il lunedì.
 Avrei voluto riaddormentarmi anche se la notte era trascorsa tra sogni tristi ed agitati, ma almeno erano sogni... la realtà che mi aspettava era concreta... la Vita in casa e poi i ricordi col... sorriso.
 Mi sento come se mi fosse stata tolta una parte di me.
Mi consideravo in una botte di ferro così protetta, sicura che ormai nulla di grave potesse più accadermi, e qualora fosse accaduto sarei stata di nuovo curata con quella amabile familiarità che m'aveva conquistato aiutandomi.
E poi... poi  tutti i miei Amici, tra "quelli che contano"... non li avrei rivisti più tanto spesso e soprattutto non più a quel terzo piano.
Allora ho voluto pure essere severa con me stessa... una sorta di avvocato del diavolo... forse era l'abitudine che mi sarebbe mancata? Ho provato a fare mente locale... no, non era quello il punto dal momento che il tempo può essere occupato in tanti modi altrettanto proficui se si vuole. Avrei sentito la mancanza delle "persone"... dei tanti sorrisi dati e ricevuti in dono... della ricchezza che "ci" ha fatto crescere nonostante il dolore.
Ecco... tutto questo sì, mi sarebbe mancato.
Una volta, nell'ambito di un preciso contesto mi scappò di dire che certo non avrei avuto bisogno di una struttura per continuare a... fare ciò che facevo, che poi null'altro era che vivere la seconda parte di "una storia"... una tra tante, fatta di sofferenza e ricca di speranza. Per ricavarne il meglio si trattava di viverla nella condivisione, nell'immediatezza del quotidiano per sdrammatizzarla e renderla quasi "normale".
Per questa "terapia dell'Anima", come  ho sempre chiamato ogni mia visita a quel terzo piano, tutto sommato non serviva l'ambiente ospedaliero, ogni posto poteva essere quello più adatto... giusto. Uniche condizioni indispensabili, la disponibilità all'ascolto e la comprensione, motivate dal grande sentimento che fa pensare...
"Se ce la faccio io... possono farcela Tutti".

sabato 2 giugno 2012

E' un periodaccio, non c'è che dire... in un'unica parola, questo momento in cui sembrano cadere tutte le certezze.
E oggi poi le tagliatelle che si son fermate in gola quando ho ricevuto quella benedetta telefonata... le avevo cucinate con tale Amore, erano così saporite... ma all'improvviso avevano perso gusto e sapore come se le tagliatelle non fossero più tagliatelle e le zucchine che l'accompagnavano non fossero più zucchine.
E stasera anch'io non mi sento più io...
Da oggi "quel terzo piano" non esiste più... il reparto è stato chiuso, c'è un'Oncologia medica... basterà quella.
Sarà per la crisi in atto... la Regione senza fondi o per cos'altro? A Noi... che dovremmo, non è dato invece sapere, e così all'improvviso ci sentiamo, diventiamo... "merce di scambio".
Mi è stato detto... "... per fortuna tu non fai più terapie, si tratterà solo dei controlli"... ma cosa cambia? Comunque si perde un riferimento, ti senti disorientato e pensi subito, immediatamente... ed ora dove vado, che cosa faccio? Arriverà novembre e le mie "scartoffie" Chi le interpreterà?
Per quelli poi che fanno ancora terapie, è un vero dramma. Dislocati altrove, sarà per Loro come ricominciare un percorso, riabituarsi ad un'idea sempre difficile da accettare... ogni volta come la prima volta.
Mi chiedo... ma ci penserà a tutto questo Chi decide? O sono talmente alte quelle sfere da non riuscire a vedere nè a sentire? Ma la risposta non arriva... non so darmela.
Resta il fatto che a me oggi le tagliatelle sono rimaste in gola e non andavano nè su nè giù. Dopo mi sono anche commossa perchè c'è il lato umano, emotivo- sentimentale... Come di un film ho rivisto le scene di questa "mia storia", i momenti salienti... l'angoscia dell'inizio la gioia nel sentirmi dire, oggi ti licenzio... ed ancora, quando ti sentirai sola, non compresa, quando vuoi, potrai venire perchè la porta è sempre aperta.
Da allora è passato più di un anno e mezzo... tanto tempo fatto di quotidiana autentica serenità... che mi è stata donata e a mia volta ho donato sentendomi sempre appagata.
Da oggi il reparto è chiuso... quel terzo piano non esiste più o ci sarà per altro... speriamo bene purchè sia cosa giusta.
Si mette un punto e si ricomincia.

venerdì 1 giugno 2012

Tre noci al giorno... è stato provato, abbassano il livello di colesterolo nel sangue.
Da oggi,  una noce al giorno... l'ho provato di persona, allontana il malumore e dona un pizzico di serenità.
Chissà perchè!?
Sarà forse una questione di tempi... devi stare proprio con la luna storta e quasi al verde da non poterti concedere di meglio. Però devo dire che funziona  e funziona alla grande.
Già ieri sera ne avevo presa una, così quasi distrattamente ne avevo schiacciato il guscio e poi l'avevo gustata sentendomi subito meglio. Stasera di nuovo...
Piccola strategia scoperta per caso... un'altra per lasciarsi alle spalle l'affanno del giorno che passa e predisporsi con speranza a quello che verrà.
Continua la mia "vita casalinga", presa come sono dal gran da fare dal gran parlare come ho detto. Però devo ammettere di essermi assuefatta se riesco a sentirne meno il peso... come sempre è questione di testa e adattarsi alle situazioni che cambiano resta sempre la soluzione migliore.
Poichè per ora è così mi son data all'arte culinaria, cucinare aiuta molto... è creativo e distoglie dai pensieri deprimenti. E se, come nel mio caso... c'è Chi gradisce e ad ogni boccone dice... "apprezzo" che sta per "grazie"... beh, la soddisfazione è grande ed allora il tempo non è mai perso.
Ieri pensavo a cosa preparare per il pranzo di oggi, le idee non erano troppo chiare... ad un certo punto quella folgorante... le "polpette"! Piacciono un po' a Tutti, se poi vengono cucinate con la passata di pomodoro ne ricavi un buon ragù... condisci la pasta ed hai il secondo piatto bell'e pronto.
Ma poichè non si vive di solo pane, stamane ho pure trovato 5+ 10 minuti per me stessa...
Cinque minuti per...  telefonare alla Prima Rosa, la più bella... non la sentivo da tempo... chissà come andava con la protesi... l'ho chiamata e mi ha detto quello che sapevo già. Sta come io sto e alla fine le va bene lo stesso come va bene a me. Accontentarsi è frutto di saggezza e porta serenità... meglio non pensarci, non pensare che forse poteva andare meglio... siamo belle ugualmente se ci "vediamo" belle.
Dieci minuti per... sfogliare una rivista. Da quanto non lo facevo?! Davvero tanto tempo se la data sulla copertina era 16 marzo... ma per fortuna, non è mai troppo tardi per recuperare.