mercoledì 18 aprile 2012

"Storie nelle storie che s'intrecciano a segreti mal celati... ad illusioni disilluse nell'ostinazione di volere la Vita come la si desidera. Capriccio infantile e presuntuoso che impedisce di comprenderne il vero senso".

Mai e poi mai avrei potuto immaginare tutto quanto. Per anni ho rincorso non so che cosa, vivendo anche di rimpianto e spesso lamentandomi di una condizione di cui io sola ero responsabile. Condizione meravigliosa... eppure non capivo il suo valore... annoiata ed insoddisfatta perchè nulla mutava nella tranquilla immobilità del quotidiano...

14 Aprile... da oggi il tempo non ha più ore e minuti... neppure secondi. Neanche l'anno ha in verità importanza.
Ieri... il grande giorno!
Ormai è tutto alle spalle, ma come sempre non voglio archiviare come forse si dovrebbe.
Non voglio perchè in questa "mia storia", tutto ma proprio tutto ha costituito un'occasione in più...
..."Il dottore t'aspetta... per i disegnini." Una vestaglia infilata alla svelta, col cuore in gola e la certezza che il momento è ormai arrivato.
In piedi su una pedana, a torso nudo e braccia lungo il corpo, mentre il "mio dottore" con un pennarello scuro traccia segni su entrambe le mammelle. Linee e tratteggi sulla mia pelle... e l'espansore che dà ancora segni di una vita autonoma. Sono per "LUI" gli ultimi sprazzi. Durante la notte insonne l'avevo toccato, accarezzato anche, avevo premuto la valvola dura e tanto fastidiosa. Nonostante tutto mi dispiaceva separarmene, d'altra parte se non ci fosse stato...
"Come le facciamo? Questa non la toccherei..." "Dottore, magari un pochino, basta che siano più o meno allo stesso livello." "Brava... più o meno. Però alzarla un poco, vuol dire... va bene, vediamo che cosa si può fare."
"Dottore, che posso dirvi?! In bocca al lupo a tutti e due." E un sorriso m'ha accompagnato fino alla stanza.
Dopo cinque minuti...
"Questo è per voi..." "Sì, so tutto... il camice, la cuffia... a letto sotto la coperta. Amico mio, anche Tu mi hai accompagnato in sala operatoria due anni fa. Portami fortuna come allora."
Poi... lungo il corridoio, tra volti sconosciuti e noti. Sulla soglia del reparto operatorio l'Amore della mia Vita... questa volta c'è. Un bacio al volo mentre l' "Amico" che mi conduceva all'intervento sostava un po' più del necessario.
Metto per ora un punto.
Continuerò a... raccontare questa storia nella storia... domani, ora sono un po' stanca.
L'Amore della mia Vita è stato con me tutto il pomeriggio... è appena andato via.
Le luci nel corridoio sono già spente... in ospedale non c'è un tempo per dormire, un tempo per restare svegli.

martedì 17 aprile 2012

"Importante è scoprire se si arriverà mai a trovare la matrioska più
piccola, se si completerà mai quel puzzle della vita. Che non sarà mai
uguale alla vita che avremmo voluto e che ci lascia l’amaro in bocca,
come il tempo che fugge via e ci costringe a crescere."...

Ed oggi sono a casa... nella mia casa. Riprendo un discorso quasi bruscamente interrotto, non per mia volontà ma perchè la Vita è quasi mai programmabile. Ricomincio e continuo ad... andare questa volta senza "scadenze" all'orizzonte nè trascurando le tessere mancanti a quell'intervallo di quattro giorni... da giovedì scorso...

12  Aprile 2012   ore 20,32
 E finalmente sono qui...
Quella famosa telefonata o chiamata è giunta in extremis, quando non ci speravo più. Ho persino chiamato... di nuovo... come nei giorni passati. "Guarda... sto aspettando il via... ti farò sapere".
Ho pensato... ma non sarà come ieri o l'altro ieri? Intorno a me ruota pure una famiglia, no?
Poi ho attaccato il ricevitore e non c'ho pensato più... o quasi.
Come al solito sono andata a "quel terzo piano" e la mia giornata è iniziata così...
A mezzogiorno la sorpresa... quando ormai pensavo all' "ennesima delusione"... "Ci vediamo oggi alle 16... ti ricoveri".
O Dio mio, quanta perentorietà dopo tanto tergiversare!
Mi veniva quasi voglia di rispondere.. no, adesso aspettate Voi!
Ma poichè qui si suol dire... dal mal pagatore prendi quello che puoi... ho accettato, se pur tremante, questa offerta veloce, speciale... unica e ho detto... OK, ad oggi... e il Cuore ha cominciato a battere all'impazzata.
Che qualcuno mi misuri la pressione... sono ipertesa... 180/90. "Devi stare calma, altrimenti niente anestesia", mi hanno detto lì a "quel terzo piano"... e mi son calmata e ho cominciato ad abituarmi all'idea che sì... il momento era proprio arrivato.
Un tumulto di reazioni, emozioni è seguito, fino a questo momento, quando mi hanno chiamato per compilare la cartella clinica.
"Altri interventi?"
"Due cesarei ed una mastectomia".
"A questo punto, direi... abbiamo finito!?"... ed io, "Certo, dottore... lo spero proprio".
BUONA NOTTE... a domani, il grande giorno.
E che sia una notte buona per davvero.

giovedì 12 aprile 2012

Porterò con me il "vecchio diario"... quello con la copertina rigida di cartone e la mezzaluna d'argento... dove cominciò la "narrazione", prima dei fatti e degli incontri con persone meravigliose, tante da aver perso oggi il conto... e poi dei sentimenti e delle emozioni, intense da lasciare il segno.
In questi giorni continuerò a... scrivere su quelle pagine, alla vecchia maniera... ci saranno cancellature e parole ricalcate sopra, perchè la foga dello scrivere di getto comporta anche questo, e periodi senza punteggiatura  perchè non sfugga alcun particolare del sentire col Cuore e del ragionare con la mente. Tanto poi una virgola e un punto non aggiungono niente... magari tolgono qualcosa all'autenticità dell'emozione.
E quando tornerò, rivivendo quel recente passato, riporterò ogni cosa in un flashback intensamente vissuto e arricchito del "dopo".
Questo pensiero allevia non poco l'ansia dell'attesa... è come quando si parte e si lascia la propria casa e le abitudini... un po' dispiace, però poi si pensa al ritorno e si è contenti perchè tutto apparirà diverso... praticamente nuovo.
Ma intanto un altro giorno è passato e domani è giovedì.
Nessuna chiamata è arrivata...
... e per accellerare, almeno per sapere ho telefonato io. "Al momento non so dire nulla... m'informo e ti farò sapere"... e da allora ogni squillo, un tuffo al cuore... non per paura ma per ansia dell'incerto e del non noto.
E va bene... se così deve andare, andrà così, e resto ad aspettare.
Oggi poi... che giornata è stata... a parte tutto questo. Sembra che qualcuno nel timore di non aver più tempo abbia stipato tutto in un solo recipiente, col risultato di farlo traboccare... ed io non ce l'ho fatta più.
Troppo di tutto... troppe emozioni e alla fine mi son lasciata andare, con l'Amore della mia Vita che mi stava accanto...

mercoledì 11 aprile 2012

Sono serena... un po' agitata... piuttosto eccitata.
Come al solito sentimenti all'apparenza contrastanti convivono nel mio animo senza problemi... o quasi. Sono comunque tranquilla nell'affrontare quello che deve essere... che fu mia scelta, è vero ma che non poteva essere diversa data la situazione d'allora e considerati il mio grande desiderio ed aspettativa di futuro.
Così un altro giorno è passato.
 Sarà domani?
 Mi chiameranno domani o dopodomani?
 O Dio, no... spero di no... che non ci siano urgenze o altri intoppi, che arrivi presto e passi altrettanto in fretta... così non ci penso più e posso sentirmi diversa senza "scadenze" all'orizzonte.
E intanto cerco di pensare ad altro, che non è che sia poi meglio. Pur non riguardando me come persona... ansie e problemi di difficile risoluzione, dubbi ed incertezze. Mi chiedo perchè mai l'essere umano, "splendido connubio" di ragione e sentimenti, si diverta o forse no... tanto non fa differenza, a complicarsi l'esistenza. Sicuramente perde di vista che questa già pensa da sè a diventare intricata e difficile per cause contingenti.
Prima d'ammalarmi anch'io qualche volta cadevo nel "tranello" per vuoto rimpianto... autocommiserazione, o semplicemente per noia. Perchè succede anche questo d'annoiarsi quando non si è più capaci di scorgere il buono che ogni giorno porta con sè, legati come siamo allo stereotipo che la Vita è bella e giusta solo se va come Noi desideriamo. So bene che è difficile pensare il contrario, si tratta di abituarsi ad andare controcorrente, e forse si riesce solo quando si è vissuto situazioni estreme e s'è corso il rischio d'essere travolti dalla corrente.
E pensando a "tanto altro" mi rendo conto  che dopo tutto questo "mio star sospesa" non è poi la condizione peggiore... stabile nell'instabilità  è pur sempre chiara e ricca di speranza.
E così mi ricarico e mi sento persino privilegiata...
Non ho mai perso la serenità, e se pur agitata non lo sono mai stata abbastanza da non riflettere... elaborare e superare quel che vivevo. Ho maturato "piani di battaglia", escogitato "stategie di guerra"... l'arma più grande per me è stata cominciare a scrivere... mettere fuori quello che provavo, rabbia compresa... continuerò a... farlo, anche nei prossimi giorni, quando il mio blog per forza di cose resterà "chiuso per ristrutturazione".

martedì 10 aprile 2012

Se tutto va bene e un giorno ne avrò voglia metterò insieme i significati delle "voci" che hanno riguardato questa "mia storia"... una sorta di "dizionario". Mi aiuterebbe a ricordare, a riportarmi a vecchie emozioni... farebbe sì che Altri capissero e facessero tesoro per sè... perchè non si finisce mai d'imparare.
Non sarebbe come il vocabolario filosofico che ai tempi del liceo il professore di filosofia c'"impose" anche se non capivamo ancora granchè della materia. C'avrebbe aiutato... sosteneva... ma com'era possibile per "neofiti" come noi comprendere che l'Essere è e non può non essere... in quanto essere? Troppo astratto il tutto, incomprensibile per chi non si sentiva preso dal "fascino" del ragionamento.
Perchè ciò che non si riesce a sentire proprio perchè non vissuto a pieno... non si può del tutto comprendere.
E' incredibile... m'inoltro nella selva delle riflessioni e poi... rischio di perdermi.
Ma no,  resta il fatto che un dizionario lo farei davvero, e quest'idea m'è venuta considerando la mia condizione di questi giorni... lo stato d'attesa.
Ecco... ATTESA, potrebbe essere la prima di quelle voci... non a caso, sin dall'inizio è stato un continuo attendere... e pazientare.
Riflettendo... l'ATTESA  è vivere un lasso di tempo nell'aspettativa che avvenga qualcosa che porterà un mutamento di ciò è stato.
Il cambiamento potrebbe essere piacevole o meno... non è che importi perchè attendere comporta sempre perdere un po' l'equilibrio, il controllo di sè... è come stare ad occhi chiusi in un luogo che non si conosce.
E c'è Chi preferisce attendere lasciandosi stordire da ciò che è intorno e Chi invece resta "in ritiro" a raccogliere le idee e a pensare a quello che sarà perchè sia più o meno come ciò che è stato.  Perchè, è inutile negarlo... ogni cambiamento "spaventa" o almeno "turba", ed allora è sempre meglio "giocare d'astuzia" ed "aggirare l'ostacolo".
In questi giorni IO ASPETTO... aspetto una chiamata che mi porterà un cambiamento, dovrebbe essere in meglio, e comunque lo sarà perchè segnerà la fine di un periodo di disagio. Questo mi basterà se altro di sperato non ci fosse.
Oggi che era giorno di festa ho preferito adunare i pensieri... renderli tutti belli. L'ho fatto in solitudine perchè non mi sarei sentita in armonia con quel che era intorno... l'ho fatto tra le mie pareti per sentirmi tutt'uno con quel che sarà.

lunedì 9 aprile 2012

Finalmente... è Pasqua.
Dopo una settimana di altalenanti emozioni, tra dubbi ed incertezze... lavori in corso ed ansie, oggi "m'impongo" un giorno di pausa, perchè di sicuro non posso essere chiamata per l'intervento, e nemmeno domani... è pasquetta!
Per "pensare normale" e non sentirmi alienata ogni tanto faccio ricorso ad alcune"immagini" di due giorni fa... le rapide occhiate in attesa dei raggi al torace alle ultime buste con i biscotti all'amarena da distribuire in reparto, e la visita alla Prima Rosa, la più bella. Fare così mi porta a star bene, a pensare normale...  che Tutto andrà come deve andare perchè ho ancora tanto da donare e fare.
Nulla è per caso... me lo ripeto e non lo devo scordare.
A proposito della Prima Rosa, la più bella... a 48 ore dall'intervento aveva ripreso solarità e sorriso, un po' dolente ancora, ma pronta ad "acciuffare" la Sua Vita, questa volta completamente. Vederla così m'aveva rincuorato... magari per me sarà quasi lo stesso, lo spero tanto e voglio anche crederci. Pure il dolore è questione di testa... la sua percezione non dipende forse dal cervello... e la velocità  di ripresa dalla volontà di farcela in fretta a rimettersi in piedi e in attività? Perciò... da non dimenticare, Mente ed Animo... accoppiata vincente.
E con tale "promemoria" di facile e rapida consultazione mi sono apprestata a vivere oggi questa Pasqua, particolare tra le particolari, assolutamente "speciale" tra quelle della mia Vita.
Sarei stata a pranzo come sempre da mio padre... mi sarei ritrovata con le mie sorelle... fratello, relativi coniugi e parte dei nipoti. Man mano che il tempo passa,  alle feste ne manca sempre qualcuno... vanno come va la Vita, naturalmente ma senza una ragione. Anche Valeria, mia figlia quest'anno non c'è... da brava precaria deve mantenere la consegna, lavorare quando gli altri sono in ferie. E non potrà esserci neanche quando sarò in ospedale... da "brava precaria" non può chiedere permessi... naturalmente, non sarebbe ragionevole.
E così stamattina, in cucina davanti al lavandino come ogni anno sbucciavo uova sode... è un compito che viene assegnato sempre a me perchè un giorno mi scappò di dire che avevo un "metodo" per farlo in fretta, ed allora... dov'è il problema? Fallo tu... che fai presto e bene! E così sia, d'allora a venire sarebbe stato tutto mio il "puzzle alla rovescia"  per la tavola pasquale.

                                                        PASQUA
Verdi i cespugli
nel giardino a Pasqua
mentre i pioppi attendono
vicino all'acqua.
Là una nuvola
si vuole affrettare,
qui un'altra, bianca,
vuole indugiare.
           Bertolt Brecht


Le nuvole che passano per il cielo di Pasqua non possono essere di minaccia, non portano pioggia o è pioggia che "non bagna". C'è rinascita nell'aria... bisogna solo aspettare.

domenica 8 aprile 2012

Alla cardiologia... tutte le sedie occupate tranne due, perchè bagnate di non so che.
 Ho staccato il numero...52 e il contatore segnalava ancora il 28... "solo" 24 numeri prima di me. "Siamo a posto!" Ha esclamato mio marito... "Se vuoi, puoi andare... me la cavo da sola." So benissimo che quello non è proprio il suo ambiente... "Magari sto un altro po'".
Adocchiate due sedie liberate di fresco, eravamo sul punto di sederci... "Ma guarda un po'... se ci fossimo date un appuntamento preciso non ci saremmo incontrate... proprio qui, poi!"
M'ero sentita toccare una spalla e mi ero voltata... All'Amica che mi telefonava sempre alla stessa ora solo per sentire la mia voce non era sembrata quasi possibile quest'occasione in più... ascoltarmi e vedermi! Le ho detto del prossimo intervento... delle "mie timide paure". "Ma nooo! Tutta TU... Scherzi?! Hai visto ME! Come stavo? Vedrai... tu starai ancora meglio!"
Speriamo... ho pensato, e le ho regalato i biscotti all'amarena che avevo con me. "Ma no... chissà a Chi erano destinati!? Ed io che posso darti?" Beh, qualcosa me l'aveva già regalata, e poi... io porto sempre una busta con i biscotti all'amarena... non si può mai sapere, potrei sempre trovare qualcuno a cui farne dono.
Mentre ero con l'Amica incontrata "per caso", l'Amore della mia Vita era allo sportello per ritirare un secondo numero per l'attesa all'elettrocardiogramma vero e proprio... "600?..." ho quasi urlato, e Lui, sornione ha girato il talloncino... 009! Ah, meno male... per un attimo ho temuto di restare fino a sera. Però poco cambiava perchè il "contatore" sembrava fisso, immobile e Tutti a guardare lì in alto, speranzosi che qualcosa si muovesse. Sembrava di stare alle corse dei cavalli davanti al tabellone d'arrivo.
"Sta scadendo l'ora del parcheggio... Me ne vado? Vado a spostare l'auto... la metto sotto gli alberi. Ma qua c'è d'aspettare. Mi siedo o non mi siedo?" "Aspetta"... faccio io... "ti dico cosa devi fare... VAI PURE!" "Allora vado?" "VAI!"... e non se ne parla più!
Dopo 5 minuti, lo squillo del telefono... "Dove sei?" "Io... sono sempre qui, dove dovrei essere?" "Non ti vedo... perchè anch'io sono qui."
Varcata la soglia della sala d'aspetto, me lo sono ritrovato di nuovo, l'Amore della mia Vita, che ancora parlava al telefono...
Eh sì (sospiro)... ormai è assodato... non mi può star lontano più di 5 minuti.