mercoledì 13 luglio 2011

Non potevo ricevere gioia, gratificazione più grande... e se qualche dubbio avevo, ciò che ho visto l'ha fugato; quel che semino strada facendo senza volontà e indegnamente porta frutto.
Stasera i sentimenti sono confusi... mi sembra quasi di essere tornata ai tempi della chemio, quando dall'euforia, dalla certezza di essere a un passo dal traguardo, tornavo rapidamente indietro al dubbio, ce la farò? Si sa, il cancro non è un'influenza, una tonsillite... pensi passerà, può passare anche senza cure...  una tonsillite, ma il cancro no, e anche quando la persona "di cui ti fidi" assicura, "va bene, non preoccuparti che ne sei fuori", devi lavorare molto su te stesso altrimenti continuerai ad...esserne dentro fino al collo fino ad esserne sommerso... definitivamente. Ma per un istinto, detto di sopravvivenza, si reagisce, non si può"finire" senza combattere, e si sceglie la lotta... ad oltranza. Ognuno con le armi che vuole... IO GUARDANDO NEGLI OCCHI DI CHI SOFFRE LA MIA STESSA SOFFERENZA, fatta non solo di dolore fisico. Ma è assurdo, si dirà, e forse è vero, ma io so CHE COSI' STO BENE E SUPERO OGNI PAURA, comprese quelle del dolore e della morte. E se poi mentre vado riesco a far spuntare qualche tenero sorriso e germogliare una pur debole speranza, CHE MALE C'E'? Lo faccio... strada facendo, perchè comunque DEVO CONTINUARE A... CAMMINARE, e se pesto i piedi a qualcuno, MI SI CREDERA' CHE NON LO FACCIO APPOSTA? Non lo so, o forse sì, chissà... quel che conta alla fine è QUEL CHE IO SONO, e capisco bene che io sola posso conoscermi a fondo, perchè ho pianto lacrime che altri possono unicamente immaginare.
Per questo Antonietta, amica mia, le tue mi sono entrate dentro, come gocce di pioggia sottile le ho sentite negli occhi, sulla mia pelle e mi hanno rinnovata, rassicurata... "Ce l'abbiamo fatta!" e anche se gli eventi un giorno dovessero smentirci, non importa, perchè abbiamo saputo, DA SOLE, trovare quella forza "speciale" che SOLO A NOI  è dato conoscere.
E a proposito di giornate intense, c'è da dire che con il post di ieri me ne sono chiamata una... Oggi, oggi è stata una di quelle in cui non mi sono resa conto di niente... di aver lavorato, di aver mangiato, di aver respirato autonomamente, però mi sono accorta di ESSERE VIVA e che LA MIA VITA, come quella di tutti, DEVE AVERE UN SENSO, UN'UTILITA'. Francamente non pensavo di poter arrivare a tanto, però è così, e per una "sana" vanità me ne beo compiaciuta, ma solo con me stessa perchè appunto "non pensavo di poter arrivare a tanto".
Fin da stamattina il mio telefono è stato"bollente"; "Hai fatto già il caffè?" era Domenica, "Senti, ti ho preparato le orecchiette, le accetti? Te le porto oggi." E poi qualche ricordo, qualche lacrima. "Pensavo prima, sa' se era vivo ancora Mario come sarebbe stato bello stare tutt'insieme là sopra? (Day Hospital, terzo piano)" Certo, come una grande famiglia in cui ci si ama sempre di più con spirito di solidarietà. Non sarà passata mezz'ora che ecco squillare ancora il telefono. E' la volta di Maria di... "Oh... domani c'ho il controllo. Fatti trovare là sopra che ti devo dare una cosa. Oh... lo sai che con la TAC me la so' vista brutta?" E lì giù a raccontare, non lo sapeva che... ma perchè non informano "li poveri cristiani che già hanno i guai per la testa", ma guarda "si pensano che non teniamo niente da fare" e poi bla bla bla ... Dopo  dieci minuti, ancora... " Mary, sono Giovanna, mamma è entrata in sala operatoria da poco... sì , era tranquilla e lo siamo anche noi, sta per finire un incubo. Ti terrò informata, non ti preoccupare." E poi la mia corsa con il tempo, devo scendere per andare lì, dove vado ogni giorno, ma prima rassettare, cucinare, anche apparecchiare... perchè  al ritorno tutto sia pronto ed io continui ad... essere la Mary di sempre anche per la mia famiglia. In questo mio corri corri, solo apparentemente affannoso, quanto mi sento appagata e felice!

martedì 12 luglio 2011

Penso alle mie giornate... piene, intense perchè è così che le voglio. C'è spazio per tutto e per tutti, e l'impegno in un verso non annulla quello in un altro, e non so perchè, lo potenzia rendendolo più fruttuoso. Come su tasti di un pianoforte lievemente sfiorati che pure producono un suono, io mi muovo destreggiandomi nell' arco del giorno... non dò in virtuosismi, è tutto molto semplice perchè nasce dentro di me e vien fuori così, naturalmente. A tutto ciò che succede intorno presto, pur partecipe, l'attenzione giusta, mantenendo il giusto distacco per conservare la lucidità. Ed allora, oggi che l'ennesima boa è misteriosamente e inspiegabilmente scomparsa sono rimasta calma e alla fine ho concluso, per lo meno avrò mia figlia per un intero mese a casa, e ne sono stata felice.
Stamattina ero lì in reparto ed è arrivata la telefonata dell'amore della mia vita, "Puoi scendere... dai, facciamo un giro... magari al centro commerciale." E sono tornata a casa e insieme siamo andati là dove aveva detto, ho comperato persino un paio di sandali nuovi, blu questa volta perchè avevo già la borsa e non sapevo con che cosa abbinarla. Fatti seri e banalità che nella vita s'alternano e si confondono, e c'è la preoccupazione e poi la spensieratezza, il pianto e il riso, la delusione e la speranza.
 Ora che è sera sono di fronte alla pagina di un diario, il mio blog, la creatura che presto compirà un anno e sta crescendo piano piano. Ad esso affido ogni pensiero, e quando ho voglia di guardarmi dentro, torno indietro a rileggere... lo specchio della mia anima.
 Tra un po' andrò a letto e accompagnerò con la preghiera al giorno che verrà la "mia amica" Antonietta; domani sarà operata e questa sarà per lei una lunga notte, avrà molti pensieri, momenti di intenso timore, ma poi sarà tutto finito, e quando a cosa fatta riaprirà gli occhi, senza volerlo e inconsapevolmente si riscoprirà una donna nuova.

domenica 10 luglio 2011

Come si può non considerare adorabile un marito che, se pur brontolone, una domenica accetta anzi propone di mangiare sugo pronto che, se pur gustoso, sempre sugo pronto è? E tutto perchè io possa dormire un po' di più, non affaticarmi ed uscire con lui per una passeggiata. In virtù di ciò, è doveroso... oggi ho deciso che gli perdono tutto il resto; quando gli parlo e pensa ad altro, quando gli parlo ed alza gli occhi al cielo perchè c'è il telegiornale, quando lui brontola e sono io allora ad alzarli gli occhi, ma sia ben chiaro, solo in senso metaforico, altrimenti s'arrabbia e... continua all'infinito. Eh sì, dopo 32 anni "di onorato servizio" lo conosco bene, e mi verrebbe di paragonarlo a un fragoroso temporale estivo, con il cielo scuro all'improvviso, il brontolio dei tuoni in lontananza, i lampi accecanti, e finalmente la pioggia, scrosciante è vero, ma che smette di botto e poi lascia il posto al sereno. Lui è proprio così, lo è sempre stato, io lo so e lascio che... "lo sia", perchè poi, anche dopo "tanto rumore" il nostro cielo torna sempre azzurro.
Un anno fa, quando mi operai non era fuori alla sala operatoria ad attendere la fine dell'intervento, non era presente neanche le volte che vomitai a causa della chemio, e se vogliamo andare ancor più indietro neppure quando sono nati i nostri figli. Arrivava sempre a cose fatte, col fiatone, sviscerando tutta la sua ansia,(e magari dovevo sentirmi anche in colpa) concludendo con un, "beh, meno male che è passato!" Ma io lo conosco, lo conosco bene, e so che questo suo atteggiamento è un modo per proteggersi, come voler indossare gli occhiali da sole per non ferirsi gli occhi che così restano in una penombra rassicurante. Per me va bene lo stesso perchè ciò che ci unisce è ben altro. Sa stupirmi inaspettatamente, s'adegua alle mie esigenze anche a discapito delle sue, la domenica fa colazione con me bevendo ... camomilla, la mia bevanda preferita, e inzuppandoci un morbido plum cake, "bevendolo" alla fine con la camomilla stessa. Dolci e rassicuranti aspetti di una vita a due, che procede sullo stesso binario da tanto tempo... due persone che in fin dei conti differiscono solo per la grandezza della tazza con cui bevono la camomilla, grande per lui... piccola per lei.

Un anno fa...

"Un anno dopo, ancora nel mese di luglio..." potrebbe essere il sottotitolo alla scena di un film o l'inizio del capitolo a metà di un romanzo; entrambi legati ad una trama che si svolge secondo un ordine logico e preciso,  non ci sarebbe quindi spazio per cambiamenti e finali a sorpresa. Ma nel caso specifico questa frase vuole essere introduttiva, esplicazione della mia vita che continua... e che evolve in mille sfaccettature.
Come un anno fa nel mese di luglio, un sabato pomeriggio di gran caldo. In queste prime ore del dopo pranzo, intenta a sfaccendare in cucina i ricordi mi raggiungono senza invito, non ne hanno bisogno, ospiti sempre presenti solo apparentemente nascosti dalla vita che va. Anche la colonna sonora è la stessa, la melodia di una fisarmonica suonata da un rumeno, sempre lo stesso, per attirare l'attenzione di qualche raro passante. In questa atmosfera da bistrot parigino, in un'aria rarefatta dalla grande calura ricordo... oggi sono sola nella mia casa, mio marito è al lavoro, Valeria è ripartita dieci giorni fa , Francesco è al suo impegno col servizio civile. Sola... io e Biù Biù che fa la pennichella pomeridiana col muso ancora appoggiato al suo osso "della nanna". Un anno fa non era così, i  figli erano sempre in casa, le mie sorelle mi telefonavano anche più volte in una giornata, non ero mai sola o quasi, eppure, soprattutto nei primi giorni che seguivano la chemio mi sentivo un vuoto interiore, come se fossi in un recinto e tutto intorno non ci fosse altro che buio e silenzio. Che strana sensazione! Oggi ripensandoci ne comprendo tutta l'assurdità. Vivevo poi in un tempo "senza stagioni", non percepivo neanche il caldo, non sudavo e avevo sempre le mani fredde, praticamente ero un condizionatore ambulante, e questo, tutto sommato era una fortuna, altrimenti come avrei fatto ad andare in giro con la parrucca a mo' di scafandro, e con le mie "polo" abbottonate fino al collo come l'educatrice di una colonia balneare? La chemioterapia quindi non ha solo lati negativi, almeno d'estate, come dice anche Salvatore, un altro dei miei amici "che contano", e che solo una settimana fa ha smesso giubbino e berretto;  non importa se lo stomaco è un po' sottosopra, il colorito è da fantasma in vacanza e le gambe fanno giacomo giacomo, (perchè poi si scomoda questo Giacomo e chi sarà mai?!... boh!) tanto alla fine tutto passa, in fretta e resta solo un pallido ricordo, in alcuni punti anche velato di nostalgia, perchè in quel momento pur buio comunque "ti sei amato di più" perchè hai dato importanza all'"autenticità" della tua esistenza.

venerdì 8 luglio 2011

Forse questa volta siamo riusciti a cavare un ragno dal buco... beh, non voglio esagerare... proprio un ragno, no, magari un ragnetto: avranno funzionato le "ballerine d'argento"?
Non è un indovinello. In realtà potrebbe esserlo, visto che riguarda Valeria, mia figlia e il toto- lavoro con cui impiega le sue giornate in questi ultimi mesi. Il suo peregrinare affannoso e soprattutto infruttuoso "sembra", ripeto "sembra" perchè fino all'ultimo non si può dire, sia arrivato ad un giro di boa... speriamo che questa non sparisca di nuovo all'improvviso e si precipiti sul fondo. "Ma è possibile che mi manchi sempre qualcosa per il traguardo?" Ed ha ragione; è troppo acculturata per certi mestieri, (non li rifiuterebbe di certo e non solo perchè "il lavoro nobilita l'uomo") i titoli sono giusti ma non ha l'esperienza, (ma di questo passo chi mai gliela farà fare?) infine, magari ha tutto però, c'è sempre un "però", peccato... non è "automunita", e le braccia, le gambe non bastano, eh sì, manca sempre qualcosa... Adesso si richiedeva "una buona presenza", e lei sempre fuori dai canoni dell'apparenza "bon ton" e più volta alla sostanza, ha ceduto ad un onorevole compromesso, ha comperato un paio di ballerine d'argento, senza spendere una follia, "perchè, se poi non mi assumono?" sono sue precise parole. Ed oggi si è presentata al colloquio di lavoro.
Quando  l'altro giorno ho accompagnato Elvira a casa, scendendo dall'auto mi aveva detto, "Che il Signore vi dia tante benedizioni..." ho pensato allora, di benedizioni il buon Dio me ne ha già date tante... sono qua! E questo basta e avanza , magari se c'è qualcuna in più, che ne dici, Signore... per Valeria?! E ho tirato un profondo respiro mentre lungo il parabrezza vedevo scivolare le gocce di pioggia. Continuo ad...essere madre... era qualche mia lacrima?
"Buongiorno, Mary... sono Giovanna! Buon anniversario!"
Era da ieri sera che pensavo a come avrei potuto iniziare il post di questa giornata, il 7 luglio, l'anniversario del mio matrimonio... 32 anni, che scherzosamente definisco "d'onorato servizio". Niente però mi era piaciuto, avrei voluto far ricorso all'ultima data, all'anno passato ma, strano... non ricordo niente... forse perchè il 7 luglio di un anno fa, ad una settimana dalla dimissione dopo l'intervento, ero intenta a recuperare l'autosufficienza ed arrancavo per la sufficienza di chi mi era intorno, il resto necessariamente contava poco. Ricordo tutti gli altri trenta anniversari, dal primo all'ultimo e nei minimi particolari, ma poi questo " buco", pazienza, comunque acqua passata ed oggi si ricomincia, dopo un 31° che non esiste nell'immaginario in quanto non vissuto emotivamente, si passa direttammente al 32° e si continua...
Ultimamente mi succede che quando sono in difficoltà, ho qualche dubbio, accade qualcosa che inaspettatamente annulla lo stato d'indecisione e precarietà, anche per quanto riguarda fatti di poca importanza. Probabilmente non è "un miracolo" recente, solo, prima non avevo la chiave di lettura giusta per interpretare certi messaggi riservati per chiunque. A questo punto arguisco che devo al CANCRO l'incremento della mia perspicacia e arrivo anche a ringraziarlo per questo perchè ne ho acquistato in serenità.
Dunque non sapevo proprio come cominciare... poi è arrivata Giovanna... la sua telefonata.
Giovanna è una delle tre figlie di Antonietta, mia coetanea, stesso tumore, più o meno stessa grandezza, stesso tipo di terapie, ma... situazione un po' più controversa. L'ho conosciuta cinque mesi fa, sempre là dove ritengo che io sia nata e stia crescendo come "persona". La prima cosa che ricordo di lei, lo sguardo impaurito, l'immobilità del suo essere, compreso il volto che non voleva tradire l'angoscia che aveva dentro, e poi...Giovanna, piccola tenera figlia. Dopo tutto questo periodo in cui si è valutata la possibilità di operarla o meno, la decisione definitiva è stata quella d'intervenire. E ora lei ha paura. Stamattina mi ha augurato un buon anniversario, lo ha fatto con la voce tremante, ma non si è scordata di me come io non ho scordato il significato di quel tono di voce, della parola PAURA... Ecco... un anniversario di matrimonio, ricordato, vissuto come non poteva essere diversamente, perchè è un tassello di questo nuovo mosaico che è ora la mia vita. Vorrei che le persone a me più care, il padre dei miei figli, i miei figli stessi ne facessero parte sempre, ma purtroppo, ora che "il peggio è passato" loro preferiscono dimenticare o ricordare il tutto come "un episodio" che per fortuna è alle spalle... ma di chi? Comunque li capisco e non me la prendo più di tanto, resto "interprete"unica di quell'atto unico...e basta.
Però un anniversario è sempre un anniversario e oggi un gelato alla crema con triplo cioccolato gustato con l'amore della mia vita ha "rinfrescato" il ricordo di quel giorno di 32 anni fa, e ha reso più dolci le sensazioni legate a ciò che da allora ci unisce.