giovedì 3 aprile 2025

VALORIZZIAMOCI (n.22) (Impegno... Vita... Continuità)

È cosa nota quanto importante sia la continuità, soprattutto nell'esperienza di malattia.

Darsi appuntamento e impegnarsi a mantenervi fede.

Fare insieme progetti a breve scadenza.

Stabilire vere e proprie relazioni che vanno oltre l'aiuto.

Si crea una sorta di "rete", le cui maglie si alternano larghe e strette, dove quest'ultime sono le persone di cui prendersi cura, mentre le larghe siamo Noi, parenti ed estranei, "caregiver" comunque.

Succede, si sa, che qualche maglia fra le piccole ceda, e si crei un buco davvero pericoloso, dannoso per quella accanto che rischia di annullarsi del tutto.

Ed è qui che la continuità potrebbe dare il massimo di sé, con un "rattoppo" che diventa ricamo.

Continuità di parole ed emozioni per voler bene, donare oltre il Bene. E stare bene. Insieme.

Per essere efficaci occorre continuità.

L'impegno discontinuo cancella il buon operato, fa dimenticare le persone.

Invece un ricordo fissato nel tempo resta forte e poi si desidera perpetuarlo, riagganciarlo ad altri, e ad esso collegare fatti recenti e nuovi. 

E poi ci sono i volti e persino le voci, tutto resta in mente, comprese certe espressioni ricorrenti e qualche conversazione che ha lasciato il segno.


Continuità. Desiderio di non veder sparire del tutto Chi ha lasciato orma di sé. Non si calca sabbia spazzata dal vento, ma "terra viva" ove si semina.

La Vita va custodita anche come principio. 

Bisogna resistere per proteggerla, la Vita. Perché non finisca con un'esistenza.

mercoledì 2 aprile 2025

VALORIZZIAMOCI (n.21) (Prima o poi quel che siamo davvero)

Ci sono momenti che me lo ricordano, quindi non posso fare a meno di pensarci. 

Un'esperienza estrema e l'età avanzata   evidenziano la vera natura di chiunque. Così  la "persona buona" appare... più buona, e naturalmente quelle che non lo sono mai state, buone... sembrano anche peggio.

A relazionarsi con quest'ultime se ne esce malconci ma per fortuna sapendone di più. 

Io ad esempio imparai che Chi è arrogante per natura, nel disagio intende avere sempre ragione, protesta per il minimo contrattempo, non crede mai a quello che gli si dice.

Come fosse l'unico "sventurato" sulla terra non rispetta affatto la sensibilità dell'altro che se non gli corrisponde, rischia ad un certo punto il peggio che possa immaginare... se non di più.

Vivere le difficoltà vuol dire trarne opportunità, e perciò bandire tutti i sentimenti negativi. L'arroganza è uno di questi, e andrebbe tenuta fuori o al massimo rielaborata in "sicurezza", anche se cosa facile non è.

Tiene prigionieri in una gabbia e impedisce di comunicare con gli altri.

Non conosce silenzi e giuste parole, quelle per chiedere scusa dopo un errore, chiarire un dubbio, o rafforzare un legame.

Crea incomprensione, impedisce di pensare perché animata dall'impulsività... e si nega l'ascolto, strumento indispensabile per la conoscenza del bisogno.


Pieno di  me stesso, non conosco altro che me stesso... se non la solitudine.

martedì 1 aprile 2025

VALORIZZIAMOCI (n.20) (Quando la Vita sceglie)

Quanti nomi, altrettanti volti, foto senza scatto solo per me. Tanta ricchezza.

Sarebbe cosa triste, e non lo è... non può esserlo, perché persone prescelte dalla Vita, erroneamente considerate sfortunate, sfiorando rasoterra, si danno slancio e si rivolgono all'Universo. 

Grandi e stupende. Riservate e sorridenti, libere di scegliere.

È "risorsa universale", lo sguardo alla volta celeste e poi sentirsi ricaricati.

Energia pulita che difficilmente si perde.

Forse è il modo più giusto per leggere tra le righe di tutto quello che succede, ma pure pregare senza formule e in silenzio ché qualcosa succeda, e alla fine ringraziare sempre per l'"esserci" e non solo per sé


.

Penso alle persone incontrate che lasciano tutte un segno.

Le confidenze sussurrate, le lacrime appena accennate, i rari scatti di rabbia.

E poi la dignità con un volto, una voce... e la fragilità preziosa per la trasparenza.

E mentre le ombre della notte calano e il cielo brilla per le prime stelle, levo lo sguardo al cielo e ricordo le storie, e le sento mie, e riprendo il filo di un legame che va oltre. Più forte di quello di sangue e di qualsiasi altra appartenenza.

Perché siamo Noi, qui un "mondo a parte", che comunque si sente parte di un tutt'uno.

VALORIZZIAMOCI (n.19) (Invece di dimenticare...)

Quante volte l'ho sentito ripetere.

Un'avventura come il cancro si può dimenticare? E poi... servirebbe? 

Non si possono cancellare mesi di emozioni e pensieri, ma con coraggio si può avere la volontà di ricordare tutto come vita vissuta, esperienza forte di crescita interiore. 

Ora, dopo tanto non faccio altro che rinnovare un'esperienza facendomi forte dell'altrui, annullando persino la paura di un eventuale ritorno.

Farò bene?

Non saprei.

Sono comunque fortemente presa da una sorta di ansia di condivisione.

È come un'unica vita per tutti, tanto dolore che diventa più facile da vivere e sopportare perché partecipato e compreso da altri. 

Per me è motivazione per andare avanti.

Ora mi aspettano giorni di "riposo" che mi serviranno per metabolizzare le esperienze ascoltate e farne tesoro. 

Non si può disperdere al vento seme così prezioso. 


Vedrò di comprendere se ho sbagliato qualcosa perché si possono sempre commettere errori, anche involontariamente, mi correggerò perché credo in quello che sto vivendo per grazia di Dio, affinché possano in crescendo esserci azioni sempre più positive.

 E così non avrò sprecato la malattia né la mia vita.