Quanti nomi, altrettanti volti, foto senza scatto solo per me. Tanta ricchezza.
Sarebbe cosa triste, e non lo è... non può esserlo, perché persone prescelte dalla Vita, erroneamente considerate sfortunate, sfiorando rasoterra, si danno slancio e si rivolgono all'Universo.
Grandi e stupende. Riservate e sorridenti, libere di scegliere.
È "risorsa universale", lo sguardo alla volta celeste e poi sentirsi ricaricati.
Energia pulita che difficilmente si perde.
Forse è il modo più giusto per leggere tra le righe di tutto quello che succede, ma pure pregare senza formule e in silenzio ché qualcosa succeda, e alla fine ringraziare sempre per l'"esserci" e non solo per sé
.
Penso alle persone incontrate che lasciano tutte un segno.
Le confidenze sussurrate, le lacrime appena accennate, i rari scatti di rabbia.
E poi la dignità con un volto, una voce... e la fragilità preziosa per la trasparenza.
E mentre le ombre della notte calano e il cielo brilla per le prime stelle, levo lo sguardo al cielo e ricordo le storie, e le sento mie, e riprendo il filo di un legame che va oltre. Più forte di quello di sangue e di qualsiasi altra appartenenza.
Perché siamo Noi, qui un "mondo a parte", che comunque si sente parte di un tutt'uno.
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