agosto

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lunedì 30 novembre 2015

CELESTE


Emoticon heart 
Pare una di quelle storie da libro di lettura nella scuola elementare, di buoni sentimenti in stile "Cuore", e invece è assolutamente vera, ingenua e tenera. Celeste come il cielo al mattino dopo l'alba rosata.
Me l'ha raccontata l'altra mattina un papà, quasi sottovoce per non sciuparne l'incanto. Parla del Suo bambino, dall'intuito adulto e dall'incredibile forza d'animo.
Per Lui... questo papà... pareva fosse tutto finito, aveva terminato le terapie ed aspettava sereno di cominciare i controlli. Ma un giorno viene chiamato di nuovo, deve tornare... per sicurezza, magari due soli cicli ancora.
Anche se il più è fatto ed è alle spalle, ciò che si prospetta all'improvviso sgomenta sempre, e la strada a questo punto diventa interminabile. Ma tant'è meglio rompere ogni indugio, darsi da fare e non pensarci più.
Papà, parti di nuovo?
Certo, mancherò qualche giorno. Ho del lavoro da sbrigare fuori. Tu, naturalmente resti con la mamma e fai il bravo.
Il bimbo allora l'aveva scrutato tra l'incredulo e il sospetto...
Dimmi la verità... vai a farti la "puntura". A me puoi dirlo... ma ti senti male?
Nooo... che dici? Ascolta, fai un favore al Tuo papà? Dedicami tante preghierine, e poi... fai sempre il bravo.
Senza dire altro il piccolo era andato via, sembrava non aver dato grande importanza a queste ultime parole. Passato un bel po' di tempo, il papà cominciò ad essere preoccupato per il prolungato silenzio, davvero strano per un bambino di 5 anni. Così decise di dare un'occhiata in cameretta, e lì lo trovò a pregare davanti ad una specie di altarino improvvisato. Al centro una madonnina in stile bizantino, e in cerchio davanti a Lei tanti ma tanti pupazzetti. Tutti a pregare per il suo papà. Non aveva forse detto che voleva dedicate tante preghierine?
Nell'immediato una foto fu scattata, per la commozione... scordata, per "prepotente voglia di rivincita"... poi persa.
Ma nel Cuore, no... era rimasta impressa.

domenica 29 novembre 2015

SENZA PRETESE


Emoticon heart
Umile e con una grande capacità di adattamento... mi sono ritrovata così.
Umile nella giusta misura, perché lo ero anche prima ma in modo eccessivo, tanto da destabilizzarmi e soffrire di inadeguatezza.
L'adattamento al contrario fu cosa nuova, piacevolmente accolta da Chi era intorno e pure da me, che imparavo ad accettare ogni giorno con l'aspettativa della novità.
Le certezze nel tempo, i ritmi sempre precisi... le giornate scandite dagli impegni non cambiavano mai. E come avrebbero potuto se non lo avessi deciso io? Ed io non volevo. Tutto mi stava stretto, eppure il cambiamento mi faceva paura. Percorrevo sempre la medesima strada nello stesso modo, senza essere costretta da alcuno se non da me stessa.
Ero fissa, piantata come un fiore di campo che non si accorge del benefico sole diretto. Lo dà per scontato perché ne conosce solo la breve assenza di qualche ora.
Ad un certo punto per me arrivò il "buio" e la notte fu un po' più lunga del solito. Tutto cambiò forzatamente, e finii in uno "spazio ristretto" dove pensai sarei durata per poco...
Quel poco avrei voluto godermelo tutto, e presi a cercare la "luce viva" ma tanti furono i momenti di penombra. Almeno all'inizio, il tempo di adattarmi.
Poi si aprirono spiragli di speranza e cominciai a guardare meglio in quello spazio ristretto...
Tanti "fiori recisi" come me. Insieme prendevamo animo per dare il meglio, e dell'esistenza coglievamo altrettanto.
Cosa strana era... e lo è ancora... che in tutto quel marasma di eventi e conseguenze, la meraviglia di continuare a... esserci si accompagnava sempre alla piena e serena consapevolezza del contrario. Faceva meno paura perché era vivere in modo autentico.
Passato quel tempo di sofferenza e turbamento, ma comunque di "forte crescita", ora l'Umiltà mi sembra un privilegio, e l'essermi adattata un modo tranquillo per pensare ad altro, lasciare qualche segno e non essere dimenticata.
Sfiorita si, ma non del tutto appassita.

sabato 28 novembre 2015

SUL FONDO... L'ARCOBALENO


Emoticon heart 
Si è appena concluso un convegno che ha visto il GAMA aprire e chiudere i lavori. Per due giorni si è argomentato su "Progressi in Oncologia", e in quest'ambito il gruppo di auto mutuo aiuto si attesta in modo egregio.
Ciò che prima ci si negava, oggi si promuove a gran voce. La condivisione di vissuti, emozioni e progetti tra persone che vivono la medesima esperienza.
E non si lasciano andare, e non si sentono sole. Supportate dal senso di appartenenza e dalla forza del gruppo non si vedono "zombi" prossimi alle tenebre, ma "angeli" pronti a trasmettere speranza.
Figure estreme per un messaggio efficace... giusto, quello che serve a completare l'armonia di un "insieme".
Momenti, incontri, pensieri e progetti che si susseguono con vivacità e regalano entusiasmo, nella mente poi si dispongono in ordine approssimativo ma non perdono "smalto". Aspettano solo quel tocco in più che farà la "differenza", permetterà di capire che si è sulla strada giusta... si può, si deve e niente è troppo. Tutto è cominciare, perché la "base" è buona e il "punto di partenza" valido.
Scoperte e considerazioni che al solito scaturiscono da ricordi ed esperienze.
Se mi fossi fermata alla superficie dell'esperienza con una volontaria quando fui operata la prima volta, mai avrei pensato di diventarlo a mia volta.
Deve essere terribile, ma che cosa si prova senza una mammella?
Difficile rispondere ad una domanda stupida oltre che indelicata. E dire che era una donna a formularla, per non dire... sbattermela in faccia.
A poca intelligenza risposi con garbata ironia... un po' più leggera ma carica di ricchezza. Lo dissi quasi ridendo, e fu la "combinazione" giusta per mettere al sicuro tanto tesoro. Da allora in poi, e a continuare.
Se fossi scoppiata in lacrime o mostrato disappunto, il danno sarebbe stato solo mio, in quel modo invece misi in fuga la "misera" che si trovò senza parole, e convinsi me stessa che non era poi così grave "aver perso qualcosa" se in cambio mi restava altro, il cui valore lo stabilivo io.
Non mi sentivo diversa né emarginata, ero sempre la stessa se non addirittura migliore, perché tutta presa dall'intento di mostrare quanto.
Le apparenze ingannano, e la femminilità e la bellezza non sono espresse da un avvenente "decoltè", che alla fine resta un semplice "particolare" dell'insieme.
E a proposito di fallaci apparenze, mi ricordo di una paziente che, incontrata per la prima volta, per come si era presentata aveva dato l'impressione di voler mantenere le distanze. Ero quindi sul punto di sbrigarmela in fretta per non creare disagio, quando proprio quella signora prese a conversare in modo tanto amabile da lasciarmi senza parole. Cosa tra l'altro difficilissima.
E raccontò di sé una storia "ricca" di cultura e tradizioni, determinazione e coraggio... voglia di andare avanti e farcela ad ogni costo...
Ad un certo punto si fermò, e dopo una certa pausa che dava a pensare...
Ma sai, ti sto guardando... e penso una cosa, mi sei simpatica. Sei una volontaria sui generis, tu... ascolti e parli, i sorrisi sono giusti e guardi negli occhi la persona che hai di fronte. Complimenti... mi piaci. E se oggi starò un po' meglio del solito, sarà anche per merito tuo.
Andai via sorridendo. Già, "atipica" in tutto io, ma comunque sempre alla ricerca
dello stesso comune "azzurro cielo". E sul fondo... l'Arcobaleno.

venerdì 27 novembre 2015

NON AVER PAURA DI RICOMINCIARE


Emoticon heart 
La chiamano autosuggestione, io inquietudine... quella sensazione latente e vana che prende totalmente, dopo aver convinto che può finire solo in un modo, drastico passando minimo per un disagio.
Poi alcuni fatti convergono e pare sia così. La calma vacilla, la lucidità si appanna.
Eppure...
Ogni tanto ci penso apposta. E poi ci ripenso e non penso più.
L'abbiamo detto, no...? Rimuginare fa male e poi non porta frutto.
Sarebbe come allenarsi a dare calci al pallone, e non riuscire ad averlo tra i piedi durante la partita. Tanta energia mal spesa prima.
Stasera mi sento un po' così. Un appuntamento importante, una "chiamata" allarmante... un nodo allo stomaco costante.
Non si direbbe che io sia la stessa persona che guardò negli occhi quel "nemico" che l'avvicinò tramite l'inquietudine e la sorprese con crudele violenza.
Mentre ci penso, l'ansia monta quanto basta per smontarmi, la mente associa ricordi e situazioni e si sgomenta.
Mi oriento al positivo. Quel che è passato non torna mai, non in modo uguale, e se penso ad un identico, preciso "ricorso storico", questo sicuramente non sarà. La Vita ama le sorprese, gode nel sorprendere.
Perciò... calma!... tranquilla!
E a me ripeto quasi di continuo...
Pensa che domani migliore sarà.
Ricordi quando avresti voluto rispondere a quell'augurio ma ti limitasti ad un sorriso?
In seguito la risposta sarebbe stata, nonostante i pensieri "vaganti"... sono già guarita grazie, sono guarita dentro, nel carattere e nello spirito.
Ché poi è la vera guarigione, quella che conta, dal momento che si può anche guarire dal cancro ma non si ottiene certo il privilegio dell'immunità a vita o addirittura dell'immortalità.
Allora, che si fa? Non vorrai smentirti... spero.
Comincia subito, dopo che ogni luce sarà spenta e smorzato l'ultimo pensiero.
Ne avrai tenuto da parte uno solo... un piccolo progetto o proposito per domani, un acquisto, una dolcezza, un abbraccio. Tutto dedicato a TE.
Ancora una volta, la medicina giusta sarà... vedere il bicchiere mezzo pieno e cercare di ogni cosa il lato positivo, oltre ogni apparenza.
TU resti al centro del "piccolo mondo" ricostruito a fatica, sei forte di questo e devi continuare ad esserlo "per" questo.
La malattia ti ha fatto scoprire un potenziale del tutto sconosciuto di cui solo vagamente sentivi la presenza.
Per quel senso di vuoto drammatizzavi ogni cosa, le banalità persino riuscivano a toglierti il sonno.
Così... basta coi pensieri vagabondi e continua a... vivere giorno per giorno quello che di bello la vita dà, il cielo sereno dopo le nuvole, la primavera dopo l'inverno, il sorriso dopo il pianto.
In nome della speranza che mai si perde... comunque sia, comunque vada. Sempre sicura di ricominciare.

giovedì 26 novembre 2015

LE DONNE INSEGNANO L'AMORE


Emoticon heart 
... e poi a volte dovrebbero scordarselo perché il dolore e l'umiliazione lo cancellano dalla mente. Ma non dal Cuore. Per questo lo rielaborano da brave "mistificatrici" del sentimento, e lo riportano in vita, non importa se malandato o con le stampelle.
Per me non ha gran senso una giornata per la donna violata, maltrattata... privata della dignità. Si fa rumore intorno ad un problema atavico che oggi più che mai non dovrebbe esserci.
La Femmina, vittima non colpevole del Maschio, anche in seno alla famiglia.
Una giornata per dire... basta... e riprendere un discorso mai incominciato, perché per quanto si faccia un gran parlare di emancipazione femminile, maggiore credibilità in campo lavorativo, si troverà sempre quell' "unica casa" di cui la donna non è regina. Costretta tante volte a coprirsi il volto con le mani per parare i colpi o nasconderne le conseguenze.
Al pari di una donna musulmana coperta dal "burqua", gli occhi manterranno chiara la profondità dello sguardo, espressione di pietà... rassegnazione preghiera, perché continua ad... amare anche se il sentimento è mal riposto.
Quando tocco questo argomento mi torna sempre in mente... Lei.
Cinque anni fa, quando fui sottoposta al primo intervento, quello demolitore, tre o quattro donne si avvicinavano timide più volte al giorno alla mia stanza. Volevano vedere la "signora senza una mammella" ma col "cappellino". Si affacciavano... sbirciavano, fino a quando le invitai ad entrare e sorridendo spiegai Loro tutto quanto.
Restarono a guardarmi ammutolite, poi una prese la parola...
Meh, non sembra così tremendo, mò che ce l'avete spiegato. Penso che lo posso sopportare, anche perché... quante ne ho passate nella vita mia! Gravidanze brutte, aborti... persino calci nella pancia quando ero incinta... e ho superato tutto.
Calci nella pancia?!
Sì, pure quelli... però il marito mio m'ha sempre voluto bene ed io a Lui.
Strano modo d'amare, pensai quel giorno... ma alcune donne sono così, la loro è una vera e propria cultura.
Insegnano l'amore, e diligenti ne conservano pure per sé.
Certe di non smarrirlo, sembra poi loro di toccare il cielo. Anche se gli uomini non sono angeli.

mercoledì 25 novembre 2015

TANTO DA RACCONTARE CHE...



Emoticon heart 

Alla fine non sapendo da dove prendere inizio, dirò ciò che mi viene. Senza un ordine preciso, tra un ricordo assai recente e riflessioni passate, emozioni a pelle, entusiasmo e rinnovato desiderio di continuare.
E' certo che l'esperienza del gruppo, nello specifico... di un gruppo di auto aiuto oncologico, è molto forte. Al centro, esperienze ed emozioni. Se pensi di "dominarle", ti ritroverai "svuotato", se le asseconderai condividendo e seguendone l'onda, resterai a galla comprendendone anche il senso.
Da soli non si va da nessuna parte. Insieme ci si sorregge e si arriva lontano, all'impossibile. Persino restando seduti. Come è successo ieri sera ad un'Amica, quando pur sulla sedia a rotelle si è ritrovata a ballare con tutti gli altri, allegramente coinvolta. Un po' della gioia di ognuno, nell'insieme è diventata quella di una sola persona, che non si è "sentita sola". E il problema, nell'ambito di spazio e tempo di un ballo, non c'è stato più.
E questo è solo un esempio.
Si è cercato poi di non tenere esclusi neppure gli assenti, inviando foto- messaggio tramite WhatsApp in tempo reale. E ancora tanto altro...
L'incontro fuori dai canoni soliti era iniziato a metà pomeriggio con la visione di un film divertente, "Benvenuti al Sud"... ridere fa bene e poiché il riso è contagioso, vivaddio che una volta tanto fossimo contagiati consapevolmente.
Poi è seguita la cena, a base di prodotti locali seguendo la linea alimentare suggerita dai nutrizionisti. Orecchiette con le cime di rapa quindi, e pure la dieta mediterranea è stata rispettata.
Relazionarsi in altro modo, nell'ambito non solo della malattia ma tenendola comunque sempre presente in quanto "opportunità" di crescita, conoscenza reciproca e scoperta di risorse inaspettate, costituisce il fulcro di ogni attività del gruppo, compresa quella ludico-ricreativa.
Come il cimentarsi nel ballo... Tango e Liscio... contatto fisico e abbraccio, calore, conforto... umanità.
E' stata una serata bellissima, in cui ci siamo ritrovati sempre più affiatati... una grande "famiglia allargata".
Credo proprio che la Nostra sarà una lunga storia.
All'inizio mettersi insieme fu quasi una scommessa, un azzardo, comunque un tentativo. Del genere, se va... va. Ed è andata, così continuammo a... restare Insieme. Più volte ci mettemmo la faccia, e tra alti e bassi fu sempre un bell'impegno. Per fortuna mai nessuno lesinò le proprie doti del Cuore che non finirono sprecate.
Insomma che dire? Ne ho ancora per tanto, ma il resto lo conservo per il tempo che sarà.
Una relazione fortunata ben merita un gran successo.

martedì 24 novembre 2015

E A CASA... PRIMA DELLA BUONANOTTE


Solo poche righe perché è molto tardi, e poi c'è così tanto da raccontare che non basterebbe la notte intera.
Ci sarà domani per rivivere i momenti, gioirne ancora e sperare in altri che verranno.
Siamo cresciuti... non c'è che dire.
Voliamo alto... nessuno potrà contraddire.
Ci crediamo sempre. Tutto qua.
Inimitabili. E non c'è altro da dire.

PER PRENDERLA DRITTA...


Emoticon heart
Mettiamoci al contrario. Dalla parte opposta a quella dove ci vorrebbe la Vita, quando ci pone su un percorso "particolare". Acciaccati, avviliti e depressi... mai. Consentiti al massimo un po' di sfiancamento e una breve pausa per riprendersi, poi via libera... per prenderla dritta.
Perché anche se la vita non è sempre una festa, ad ogni costo bisogna cercare le occasioni per vederla così.
Acrobati dell'esistenza, a testa in giù per cambiare prospettiva, e pure il punto di vista muterà.
Stasera NOI del GAMA faremo questo, ci proveremo ancora una volta ad ESSERE INSIEME senza pensare, a confonderci con gli Altri distinguendoci sempre per quella nota "marcia in più".
Cinema, Musica e Sana Convivialità per una spensieratezza a "lungo rilascio" e senza effetti collaterali. Meglio di così...!?

lunedì 23 novembre 2015

TRA LE MATITE COLORATE...


Emoticon heart
Seguendo istintivamente l'ultima immagine che la Mente ricorda, scelgo un colore... ed è l'arancione. Come la busta piena di caramelle alla frutta, arrivata in dono all'improvviso da un' "accompagnatrice" di professione.
Arancione anche Lei per un'esuberante solarità e il sorriso che "spacca" ad ogni domanda e risposta. Pure quando si commuove... lacrime come gocce trattenute da un timido sole.
Quando mi disse con estrema naturalezza... sono accompagnatrice di professione... ero convinta di aver capito male. Fino a quel momento avevo pensato fosse figlia o nipote, comunque parente della signora anziana che faceva la terapia...
Certo, è proprio il mio lavoro. Dici che è strano? E invece sono piuttosto richiesta... accompagno chi vuole essere accompagnato ed è solo e non ha chi l'accompagna.
Non ci crederete, ma esattamente così faceva la "promoter" di se stessa. Sue testuali parole.
... ora non è che accompagno solo in ospedale, ma pure in chiesa, al mercato, a fare shopping. Mi permetto anche di dare qualche consiglio, come "una di famiglia", e devo dire che la cosa non dispiace.
Mentre si sponsorizzava, accomodava il cuscino alla signora, sistemava le poche cose sul comodino...
... ché poi io mi affeziono, diventano come parenti e ci racconto tutti i fatti miei. Anzi mio marito dice di limitarmi, non "allargarmi" troppo. Eh già, fosse possibile 'sta cosa...
E una risata le era venuta fragorosa, perché ironizzava sul Suo fisico non certo esile...
Prendi una caramella?... sono tutte senza zucchero.
Dici a me? Mi sono proibite con e senza. Pure i dolcificanti, il fruttosio e la frutta mi fanno ingrassare. Grazie, fai conto l'abbia presa.
Poi... cinque lunghi minuti di silenzio...
Senti... ma Tu sei devota a qualche santo?
Era Lei a chiederlo a me...
No... a nessuno in particolare. Sono credente e basta. Ma perché me lo chiedi?
Pensavo lo fossi... per stare vicino ai malati per forza devi votarti a qualche santo. Io sono devota a Sant'Antonio, eppure non ci riuscirei mai.
Gli occhi le si erano fatti lucidi all'improvviso...
... è più forte di me, vedi...? Mi viene da piangere.
Sarà come Tu dici, anch'io pensavo di non essere adeguata a impegni così importanti, poi un'avventura mi ha fatto comprendere che sbagliavo... finché non ti cimenti, non osi, non puoi capire fino a che punto sei davvero capace.
Ma lo sai che hai detto una cosa giusta?... e mi guardava ancora più stupita.
Poi all'improvviso... cambio di tono e argomento.
Senti... mi fai pubblicità? Nome, cognome, numero di telefono, e specifica... automunita, perché è importante, è una marcia in più. Non dell'auto, la mia.
E di nuovo una risata, contagiosa, colorata di arancione. Come la maglia che indossava, come la busta di caramelle che mi ha dato qualche giorno fa, aspettandomi sull'uscio della stanza...
Tieni... sono per i "Tuoi malati".
Con un sorriso e un bacio.

domenica 22 novembre 2015

PERCHE' NON CAPISCONO


Emoticon heart
Il nocciolo di ogni questione è unico... siamo diventati assai sensibili.
Notiamo il "particolare" dove per gli Altri è inutile guardare, superiamo i limiti possibili andando "oltre" quello che Altri notano.
Chi ce lo fa fare?... probabilmente quel tempo perso a temere ed elucubrare, durante il quale è stato come sentirsi ibernati per non deperire rapidamente e poi non esserci più. E' chiaro che... dobbiamo recuperare.
Ma che domande sono? Come non bastassero quelle che già ci facciamo da soli quando all'orizzonte c'è qualche nuvolone o anche solo la foschia.
Si parla sempre di gioia e condivisione, terapia del sorriso ed allegria, ed intanto oggi c'è stato poco di tutto questo, anche se non ho fatto che ripeterlo di continuo. Come al solito il mio "esserci" si esprime in modo inversamente proporzionale alla realtà che mi circonda. E meno male.
Una giornata buia, uggiosa, minacciosa. Un vento forte da spalancare finestre chiuse, ben serrate. Una notizia triste che in un attimo ha spazzato via ogni gioioso sentimento.
Poi... per fortuna e col Cielo che assiste... una telefonata, una lunghissima chiacchierata e uno squarcio si è aperto. Ed è stato sole che non è mai andato via.
Chi mi è accanto e di me ha preso le note stonate dell'antica melodia, facendosele passare per buone ed armoniose, e poi ha notato quelle discordanti con una vita tranquilla e senza forti scosse... ora è disorientato.
Note intonate ad una falsa armonia oggi raggiungono picchi inaspettati.
Ma com'è che sei non come eri e neppure come pareva fossi diventata?
E... non so rispondere. E non so dirti dov'è quella gioia di cui tanto parlo e dico, tanto non sono proprio sicura capiresti.
E' in quelle lacrime che dal riso al pianto rigano il volto...
e Tu mi chiedi, perché?
La gioia che non pare ma è ancor più bella,
perché fa sentire vivi... ecco cos'è.
Passato quel momento, secondo Te il tempo pacato avrebbe avuto solo il compito di scandire le sue ore. E a me che di ore e minuti sono riuscita a riappropriarmi, che cosa resta?
Eccessiva buona volontà... devo controllarla.
Euforia... manco a parlarne. Sono sempre esagerata.
Pianto fuori luogo... non sta bene. Dovresti ringraziare.
E Chi in realtà, guardandomi negli occhi, ringrazia la Persona
che è tornata a vivere,
e brava è diventata a fare della caparbietà il gran motore che lo permette?

sabato 21 novembre 2015

AFFIDARSI ALLA GIOIA


Emoticon heart 
Non servono tante parole... Noi basta che ci guardiamo in faccia, ci siamo capiti e abbiamo detto tutto.
Mah... in tal caso forse oggi era il giorno delle "eccezioni", perché che c'eravamo capiti non si capiva affatto.
Dai, non arrabbiarti... non ne vale la pena. Ci fa male.
No, io se non sfogo poi sto male. Le "cose storte" non le sopporto.
Per poco non scoppiava una rissa stamattina, per un presunto sopruso, torto subito... qualcuno che aveva scavalcato la fila perché non sapeva del numero da ritirare. Non c'era stata malafede, e lo si arguiva dallo sguardo spaurito dell'"usurpatore", dalle scuse ripetute che però non sono servite a nulla.
Ma dai... dopo tutto per cinque minuti... che fretta c'è...
Uè, signo' quando capitiamo qua, si sa... il tempo è contato.
Contato...? Ma in che senso contato?
In questo senso e nell'altro senso. In tutti i sensi. E finiamola qua, ché è meglio.
Va bene, come vuoi tu...
E per sdrammatizzare e pure passare ad altro, ho aggiunto...
Ma non chiamarmi, signora... io sono Maria.
No, non se ne parla proprio. Per deformazione professionale le signore non le chiamo mai per nome.
Mi sono chiesta quale professione fosse... portiere d'albergo... direttore di sala... commerciante... o cosa? Ma fosse stato pure... lo invitavo io o no?
Probabilmente si riferiva al peggior mestiere del mondo. Non cura né vende niente, non serve né sorvola... "collerico tutto d'un pezzo".
Che si nega la gioia. E fa gran male a se stesso. Giudica ed è giudicato. Condanna e non intende essere condannato. Di questo passo, si... il tempo è contato e pure sprecato.
Ammetto di esserci rimasta male, atteggiamenti del genere lasciano alquanto perplessi, ho ricacciato comunque indietro l'emozione negativa e ho incominciato il solito giro. Oggi in reparto c'era anche Irene, la mia "compagna di banco". Di solito prendiamo le vie opposte del corridoio, raramente ci ritroviamo insieme, eppure non so come... siamo finite entrambe in quella stanza. Un paziente e Sua moglie che l'accompagnava, due suore... una in terapia e l'altra che l'accompagnava. Tutto sommato anche Irene ed io ci accompagnavamo... alla fine pronunciati i Nostri nomi, abbiamo scoperto che in quella stanza eravamo in quattro a portare lo stesso. Maria.
Per suor Maria era ricominciare, e lo diceva... questa volta voglio avviarmi bene. Sono convinta, vincerò con la gioia perché di gioia si guarisce.
E davvero ci credeva perché lo dimostrava con l'entusiasmo ed il sorriso in volto.
Poi ci siamo raccontate. Le Nostre storie, così simili pur tanto diverse per situazione e "stile".
Che bell'incontro ho fatto oggi per ricominciare... ha detto suor Maria.
Che bell'incontro ho fatto io per poter continuare.

venerdì 20 novembre 2015

IO CI STO BENE... E TU?


Emoticon heart 
Ma si, stasera vado un po' fuori dalla linea, non voglio concludere il giorno con riflessioni troppo profonde. Facciamo così... concedo una pausa, una breve parentesi, un inciso per la stabilità della condizione di benessere, ovviamente non solo mio. Ché certamente a lungo andare non vorrei vedere Tutti in "paranoia progressiva".
In effetti di benessere dovevo parlare, quindi lo farò nel modo più lieve, forse quello giusto... cibo sano e buone relazioni, attività in allegria e spiritualità intensa. Cose belle che fanno apprezzare la vita, ancor di più quando l'hai sentita per un po' scivolare come sabbia tra le dita. Piccole gioie che se condivise ritornano a Te come "tesoro" di originale valore.
NOI siamo un gruppo... QUI, e cerchiamo tra il serio ed il faceto di "stare bene", Insieme. Perché INSIEME E' MEGLIO, come il motto del G.A.M.A. "martella" a fin di bene.
Andare in gruppo funziona, si va in cordata, ognuno fa da traino alla bisogna e alla fine torna a confidare in se stesso. Anche se fino a poco prima credeva di valere meno di un "fico secco".
A proposito di fichi secchi... lo sapevate che pur essendo assai dolci costituiscono un alimento sano? Un po' tutta la frutta secca in generale... quindi pure noci e mandorle a volontà o quasi, compresi i pistacchi, trasgressione economica visto i costi.
Ce ne fa sempre "promemoria da gustare" il Nostro Amico Antonio al termine di ogni incontro. E non solo... Lui segue la "sana linea alimentare" proposta dai nutrizionisti e ci fa dono di qualche elemento che ne fa parte.
E per Noi, tornando a casa, sarà autentica poesia... un pizzico d'origano sulla fetta di pane e pomodoro, due foglie d'alloro nel "pancotto", un filo d'olio su entrambi per un "piacere" lecito e vitale. Perché cibo è attaccamento alla vita, è il primo passo verso lo "stare bene".
Io ci sto bene, infatti... perché non finisce qui. In gruppo si medita e si prega per Chi vuol pregare, si è spirituali sempre quando ci si guarda dentro per ritrovarsi o magari scoprire di essere altra persona, mai pensata prima e per questo praticamente "nuova di zecca".
Poi si fa festa Insieme, con saggia trasgressione e il giorno dopo a dieta, pensando che tanto "semel in anno licet insanire".
Si vive insomma... si vive. Si ride fino alle lacrime anche se il giorno prima qualcuno ha pianto, perché è così... vivere è così, ed è bello tutto perché sempre esposti all'elevato rischio del contagio positivo.
Non mancano mezzi ed ingredienti, nemmeno difficoltà.
Ma alla fine conta il risultato, quasi sempre certo.
Far "assaporare" la Serenità.
nb... guardate un po' il regalo che mi ha fatto Antonio... sempre Lui...
Sarà destino, augurio o premonizione?
Ci penso su, non mi prendo troppo sul serio ma intanto...
Io ci sto bene... e Tu?

giovedì 19 novembre 2015

E TORNO A TE...


Emoticon heart 
... col Cuore e coi pensieri, e non sarà mai un caso.
Perché ne ho estremo bisogno...
... quando il momento è particolare e l'ansia si affaccia sia pure temperata dal trascorrere sereno del tempo.
E immagino di poter parlarti, o perché sia verosimile alla fine scrivo una lettera.
Mentre Ti sento accanto, "Ti vivo" come non mai, da quando non ci sei più.
Anche se ne conosci il "contenuto"... lo so bene... mi serve scaricare con parole immediate la tensione. L'ho sempre fatto, ricordi? E poi stavo meglio, anche per settimane.
Sono trascorsi 5 anni, ed io sto bene... sono ancora qui.
In sogno mi allontanasti senza un abbraccio... non è il momento, torna indietro. Ché la strada è lunga.
Ed ora che ho terminato l'intero percorso di cura accuso la stanchezza, e resto in silenzio per non farmi prendere dalla stizza e il pianto.
Che dici... sto rovinando tutto?
Ho bisogno di Te.
Come allora, durante l'angoscia del dubbio... quando ogni conversazione o anche parola udita per strada sembravano dirette a me, ostinata ed incosciente. Per come sono andate poi le cose, mi sono convinta che facessi Tu da eco perché non avessi scampo e mi salvassi.
E ancora... sempre con me, in ospedale o a casa mia, quando il buio scendeva e mi prendeva la paura di restare da sola a combattere con l'unica compagnia dell'illusione.
Quante volte per darmi conforto e sicurezza ripetevo a mezza voce le Tue espressioni solite, nel dialetto che amavi e che faceva "più mamma" perché gli anni ormai accorciavano sempre più la distanza tra Noi due.
"... non c' penzann...", e sembrava l'avessi detto proprio Tu.
Che dici allora... sarà il mio cielo sempre terso e sereno, nonostante qualche inevitabile nube all'orizzonte?
Vedi che non finisce qui... se Dio vorrà, ce ne saranno ancora di momenti in cui tornerò a Te, e continuerò a... sperare e chiederti risposte.
Cercherò di ricordare la Tua voce, immaginerò che Tu mi risponda, ma soprattutto aspetterò l'abbraccio in cui mi sento avvolta quando il mio pensiero va a Te... sempre e non ogni tanto.

mercoledì 18 novembre 2015

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA


Emoticon heart 
O semplicemente riscoprire il piacere della convivialità. Consumare i pasti in compagnia, sostare a tavola per vivere con entusiasmo nuovi momenti di relazione.
Sembrerebbe cosa irrilevante, e invece fa addirittura bene alla salute.
E' tra i consigli per un sano stile di vita.
Una tavolata infinita di invitati, tra cui parenti, amici, ma anche persone appena conosciute, tutti riuniti davanti a un buon piatto e a un bicchiere di vino. Ciascuno prende a raccontare episodi della propria vita, ad ascoltare, condividere esperienze e scambiare punti di vista, a lanciare battute improvvisate e lasciarsi andare a risate fragorose. Ché anche "ridere insieme" è una gran bella risorsa, e se "il riso fa buon sangue" pensate un po' quanta buona salute andrebbe in circolo.
Adulti, bambini e anziani si parlano, disponibili e pazienti. Si passano l’olio e le portate, talvolta si alzano e cambiano il proprio posto liberamente, per essere vicini un po’ a tutti.
Una scena rasserenante d’altri tempi che ci riporta a lontani ricordi d’infanzia, a riunioni familiari allargate, caratterizzate dall’atmosfera allegra e spensierata di una giornata di festa.
Quanto di questo possiamo rintracciare oggi?
E' pensiero comune che il buon cibo vada sempre condiviso, e che rappresenti il presupposto per un’esperienza di socializzazione e di autentica condivisione. Solo grazie a queste premesse possiamo ricreare quelle antiche tradizioni note a tutti, che fanno bene a corpo e spirito e contribuiscono ad un sano stile di vita.
Per prevenire patologie ma anche le recidive quando la malattia c'è già stata. Mai perdere naturalmente l'entusiasmo, e quindi scacciare via pensieri fissi e ossessioni assurde che privano dell'energia vitale che lo mantiene.
La Vita è bella. Però per essere pure di esempio, bisogna dimostrarlo ogni giorno con il sorriso e la gran voglia di continuare a vivere e non lasciarsi vivere.
C'è una bella differenza, si scoppia di entusiasmo non certo per sopravvivere
ma perché considerato a giusto titolo, rovescio della medaglia, modo di reagire altamente contagioso.
Ah... potessimo capirlo fin dall'inizio...
avremmo occhi giusti per vedere comunque il buono di questa Vita, anche se un giorno non troppo lontano sembrò voltare le spalle.
E la forza di riconciliarci con lei dopo delusione, rabbia e dispetti.
Porgendo serena attenzione a chi ci siede accanto, magari scopriremmo di avere più di qualcosa in comune, e uniti da quel particolare che fa la differenza...
Insieme mostrarci di essere sani quanto Chi sosta a guardare a bocca aperta.

martedì 17 novembre 2015

SOLO PENSIERI... A "RETI UNIFICATE"

Emoticon heart 
Come il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, ma i miei pensieri non sono così stereotipati, freddi, tanto perché si devono, stasera soprattutto sono diversi.
Perché a "reti unificate"? Ho fatto tardi, tardissimo e sono due sere che va avanti così ma io non rinuncio almeno ad un breve saluto a Chi voglio bene.
Il fatto è che sono amareggiata, sarebbe troppo lungo e complesso spiegarne i motivi, in parte è responsabile anche la mia sensibilità a volte eccessiva... dovrei essere meno, non sprecarmi tanto e forse qualcosa in più me ne verrebbe.
Quindi consapevole che... se continuassi su questa linea da lamento... finirei con l'annoiare oltre che deprimermi ancora, ho deciso. Dedicherò fiocchi di tenerezza a qualcuno tra quelli che oggi non erano presenti all'incontro del G.A.M.A.
E' probabile che dimentichi qualche nome, spero di essere scusata promettendo di farmi perdonare in altro momento.
Ad Annamaria, l'Amica di Venezia un "fiocco rosa"...
"Non si cancellano i ricordi, sentinelle perenni della nostra memoria, perché mescolano il dolce e l'amaro della vita".
Poi a Te, mia carissima Kiara... un "fiocco verde", speranza viva...
" La Speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai."
E Tu, Michelangelo... ci sei? Ti va bene un "fiocco blu"...
" A Chi ci è vicino, col Cuore o con la Mente, sempre o qualche volta. Perché possa comprendere, sempre o almeno qualche volta".
Vediamo un po' a Chi dedicheremo un "fiocco arancio" ed un altro "rosso rubino". A Irene...
"E' possibile che la Stella più luminosa si cali là dove Tu sei. Sarà buio, ma credici, troverai la Tua strada".
In ultimo ma non ultimo perché a Lui sempre grata, a... Giuseppe Guglielmetti...
"La Vita è un insieme di avvenimenti di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme".
Ecco, per stasera ho finito... la prima ora dopo mezzanotte è passata da un po'. Arrabbiarsi, rimuginare non serve a niente, fa stare solo male. Meglio donare per amare se stessi.
Buonanotte... con affetto per Tutti.

lunedì 16 novembre 2015

GLICINE... PER LA DIGNITA'


Se dovessi immaginare un colore adatto alla Dignità, sarebbe il "glicine".
Un po' viola come il "tempo di Passione", tendente al rosa della "Positività".
Anche per la pianta stessa da cui prende il nome, fiore umile a capo in giù ma profumato e dalla tinta che seda ansie e annulla timori.
Chi ha dignità non si mostra, eppure lo vedi fiero.
Oggi, domenica ho telefonato come sempre al marito dell'Amica mia storica che non c'è più. La vita continua non così per dire, ma con la dignità che le spetta, tenendo viva la memoria di Chi ha dato e ricevuto amore.
Buona Domenica... come si va? Bene, al solito... viviamo e non tiriamo a campare.
Lacrime tenute a freno in una voce che rivela l'abbozzo di un sorriso appena appena...
Ascolta... ho conservato per te, il "ricordino". Vengo a trovarti, te lo porto.
Stupita perché pensavo non avrebbe mai più avuto il coraggio di tornare in quel reparto, resto con poche parole, giusto quelle che servono...
Non me l'aspettavo davvero. Una forza così è maturità che vale.
E poi ricordo... certi "giorni si" con le risate, ed altri negativi che non si sapeva come fare.
Si chiudevano gli occhi perché passasse il tempo più in fretta o per non mostrarli cerchiati di rosso.
Maria... tu lo sai...
le ho voluto bene, l'ho rispettata, l'ho seguita sempre. Quando è in vita serve questo alla persona amata, mentre dopo è tempo che riposi.
Non ho rimpianti, non posso avere timori.
Vari aspetti assume la Dignità, ringrazia con un inchino e poi guarda dritto, fisso negli occhi.
Perché è un bene grande e, per quanto certo, per le modalità imprevedibile nel mostrarsi.

domenica 15 novembre 2015

QUANDO L'UOMO DELUDE L'UOMO


Emoticon heart 
Anche oggi... come da qualche tempo a questa parte... giornata a fasi alterne, ma in più e decisamente segnata dal Dolore.
La cronaca ne ha parlato, i fatti sono noti. I tristi accadimenti di Parigi.
Vorrei poter dare da me una spiegazione, capire il perché del TUTTO e il suo procedere all'inverso.
L'Uomo, non fu per costruire su morte e miseria, sangue innocente e confusione.
Qualunque sia la sua origine, il "credo"... è consapevole che non si vive senza sentimenti di speranza, odiando e facendo della prevaricazione motivo e strumento.
Oggi è stato giorno di gran pianto... l'11 settembre di Parigi. Sarà l'ultimo delitto dell'Uomo contro l'Uomo?
Abbiamo davvero toccato il fondo, ora bisognerebbe risalire per riacquistare dignità.
Ché se le fasi sono alterne ad una "negativa" necessariamente dovrà seguire una "positiva"...
Ci penso su... la Vita è così, e mostra i suoi volti, negativo e positivo... con passaggi intermedi di tono chiaroscuro.
L'insegnamento sempre c'è... magari dietro il velo della delusione o nascosto dalle lacrime di dolore... ma pronto a venire fuori là dove la trama è meno fitta...
"Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima di un'ingiustizia che non t'aspettavi, di un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo sicché a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po' di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s'accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono."
Un cappello pieno di ciliege- Oriana Fallaci
...e la trama è meno fitta quando riesci a "metterci una pietra sopra"... ma che sia proprio "tombale"... provi a perdonare, e se proprio non ce la fai... almeno Ti ripeti,
La Vita non ha più valore.
Si dice, lo penso.
E poi si passa oltre.
Uno schiaffo in pieno viso e si ritorna sui passi... ora più che mai apprezzo la vita.
Guardo il cielo, l'immensità del firmamento... non fu per Te, per me, per Noi soltanto, prima o poi cesserà questa spietata durezza, e tornerà la Pace finalmente.
Non rinuncio a sperare, soprattutto per i miei figli che hanno diritto ad una vita senza paura. Continuerò per questo a credere nel fondo di bontà dell'Uomo.
Se fiducioso è il buon Dio, perché non Io?

sabato 14 novembre 2015

SI TENSIONE... MA...PERO'


Emoticon heart 
Dal dentista, stasera un altro incontro. Madre e figlia in sala d'attesa con me, la prima trema come una foglia al vento, la figlia cerca di incoraggiarla...
Mamma, magari fossero tutti così i problemi ogni anno...
E intanto mi lancia uno sguardo che pare subito essere di intesa. Mi chiedo, dovesse per caso conoscermi? 
Mi dico, no io non l'ho mai vista. Però per cortesia rispondo col sorriso.
La giovane continua... c'ha paura.
Ma di cosa... del dolore, non credo... che cosa teme?
Poi mi rivolgo a lei... perché hai paura?
Non è proprio paura, è si... tensione ma non terrore, però mi sento ansiosa.
Ansia... e mi si invita a nozze, non perché voglia fare sfoggio di saggezza, parole o quant'altro, è che ne faccio pratica quotidiana per sedarla agli Altri ma anche a me, a mio marito e ovviamente a me, ai miei figli e sicuramente e assolutamente pure a me. IO e l'Ansia andiamo a braccetto ogni giorno. Ci incontriamo e scontriamo, alla fine vinco sempre, ma la lotta esiste ed è dura.
Devi concentrarti su un pensiero bello... continuo... andare al cinema, per esempio...
Io vorrei, ma mio marito ha sempre da fare...
E allora, andare a farsi una pizza...
C'andiamo ogni sabato!
Bene. Domani è sabato. Pensa a domani che sarà senz'altro migliore di oggi se c'è la pizza.
Eh già... però sai che faccio? Mi guardo le foto di mio nipote sul telefonino. Te lo faccio conoscere.
E mi ha mostrato un'intera galleria di foto di un angioletto biondo.
Che carino...
E' bello, vero...? Mi sto proprio rilassando.
Rilassando rilassando...
Ma lo sai che mi sono già calmata?
E' ovvio e naturale quando la Mente vola e tocca altre rive coi pensieri.
Così stasera... volontaria un po' per caso o vocazione, ricordando prove e tentativi miei nel contrastare quell'ansia che si tramutò in Paura.
Quando mi aggrappavo persino alle note stonate di qualche canto sacro in chiesa per non pensare. O magari pensarci fino a farmi venire il mal di stomaco, toccare il fondo e poi risalire.
E cominciare a sperare.
E accontentarmi di esserci. Nonostante l'avvio per niente rassicurante, e in seguito con una mammella "sbilenca" da tenere in linea con qualche accorgimento.
La Mente dovevo accordare sempre col Cuore. Spesso e volentieri una lacrima scendeva. Ma io che mai difetto in comprensione, comunque alla fine perdonavo quell'esternazione. Alla lacrima, non a me... mentre ricominciavo.

venerdì 13 novembre 2015

NON SI RIAPRE LA FERITA


Emoticon heart 
Io sono fatta così, come strane spighe viola che si piegano al vento e invitano a seguire un nuovo colore di vita, che riesca a neutralizzare la rinascita del vecchio dolore.
Non esiste una sola spiga viola. Forse poche, pochissime persone come me... che conservano le foto dei momenti più brutti, l'ultima scatola vuota del farmaco dei cinque anni, continuano a... parlare di ciò che Altri hanno voluto cancellare dalla mente. Mi chiedo, tra l'altro se mai ci siano riusciti.
Qualche dubbio nutro a tal proposito. Qualche dubbio nutro anche riguardo me.
E' un continuo pormi domande, chiedermi soprattutto se sia giusto o meno il mio agire, andare in questo modo... fra l'essere capita e a tratti ignorata, passare dall'essere considerata a vittima dell'indifferenza. In realtà non chiedo né l'una né l'altra cosa, solo che mi si consenta di esprimere me stessa.
Dopo il risentimento, accomodante ma per mia scelta. Umile, ma non umiliata nemmeno con diplomazia.
Come adesso, sono sempre sorridente anche quando non ci sta, perché ho temuto per me il peggio e purtroppo continuo con altri a condividerne l'angoscia.
Tra alti e bassi, consapevole pur senza certezze, a volte mi sento sospesa.
E mi barcameno in un gioco di parti diverse in equilibrio.
E mi sento un funambolo che sta per cadere, dopo un po' si ricompone
e sicuro riprende il suo percorso precario.
O come un pugile che barcolla ma assolutamente non vuol finire a tappeto.
Però dopo un breve momento, riprendo ciò che mio. E non mollo.
Disagio è solo piccola sfumatura di un'esistenza mai uguale a se stessa.
Dovere non è che il semplice accomodamento alla volontà.
E poi... poi dimentico me stessa,
e l'Equilibrio un po' smarrito lo ritrovo, e con esso la Serenità e la Pace Interiore.
No. Non si riapre una ferita.
Per me non è così. Sono fatta alla rovescia, almeno per il sentir comune. Lo leggo negli occhi, lo intendo dai silenzi, nelle parole non dette.
Non è facile comprendere che Ansia, Paura... Dolore caricano di forza Chi se ne fa carico.
E all'Ansia si contrappone la Speranza...
alla Paura, la naturale fiducia...
al Dolore, il traguardo di una vittoria che non manca mai nel salvare almeno la Dignità.
Così continuo a... piegarmi ai venti mutevoli, il colore che mi porto addosso non sempre definito ma proprio per questo... per le modalità... solo mio.

giovedì 12 novembre 2015

MENO MALE CHE L'AFFETTO C'E'


Emoticon heart 
E profuso arriva quando se ne ha maggior bisogno.
Sai che c'è sempre, e già il pensiero fa stare bene... poi in qualche momento serve qualcosa in più. Una dimostrazione, un gesto, un simbolo. E se non mancano, l'animo mortificato si risolleva e continui a... credere che tutto ha un senso, pure un malinteso, e spendi bene e mai sprechi il tempo ripreso.
Per me qualche giorno un po' così così... pensieri, umore ballerino... sarà perché il mio organismo deve abituarsi a questa nuova condizione, disintossicarsi dalla "pillolina gialla", ché cinque anni non sono mica pochi... sarà poi perché vorrei vedere tutti sereni e contenti e poter fare di più... sarà per tutto questo ed altro, sento il bisogno... vorrei tenerezza, ascolto, un pizzico di considerazione in più.
Ma potrei mai chiederlo all'improvviso, su due piedi, senza aver dato qualche "indizio" prima? Ché se pure concedessi anticipazioni, io... da sempre ritenuta autonoma nel risollevarsi, confortarsi, spronarsi e infine darsi una mossa... che figura ci farei, nel senso potrei mai più essere affidabile?
Quando si è offerta un'immagine di sé a prova di bomba, è difficile che si ravvisi anche alla lontana un "cuore di pulcino".
Che bel paragone però, mi è venuto estemporaneo, immediato... non c'ho pensato su manco un secondo.
Il pulcino ispira tenerezza perché è delicato e fragile, a malapena fa sentire la sua voce e ha bisogno di essere protetto.
Da bambina ogni anno a maggio, quando era tempo della fiera nella mia città, me ne regalavano uno. Io, piccina mi sentivo investita di grande responsabilità, custodire una vita. Coccolavo il pulcino con vero e proprio affetto.
Che ricordi per una donna mamma in età per essere nonna. Quando "diventerò grande"?
Qualcuno però nel frattempo ci pensa a dimostrarmi l'affetto più bello, dolce e disinteressato... e lo fa due volte. Conserva i "fiocchi di tenerezza" che le do in un piccolo barattolo di vetro che tiene sul comodino, e poi mi invia la foto.
E' tutto vero. Custodisce la speranza condivisa, accarezza l'animo mio.
Ed io, grazie a Lei, non posso che... continuare

mercoledì 11 novembre 2015

PRIVILEGIO SI... MA...


Emoticon heart 
Non è che al mattino arrivi prestissimo, ma con le fermate lungo il corridoio, che si intensificano verso il piccolo angolo della vera e propria attesa, comincio il mio giro sapendo che facile sarà saltare qualcuno cui fare visita.
E' una cosa che mi dispiace molto, e se pure viene compensata da immancabili altri sorrisi, a me sembra sia lì a rimarcare un "privilegio" mai preteso. Sperato, forse, ma certamente non come super vantaggio illimitato.
Qualche giorno fa ho pensato, negli ultimi tempi racconto sempre meno di me, quasi ne avessi pudore, e poi di quanto me la passai ridendo, o almeno sorridendo e poi tanto scrivendo.
Grande strategia la "scrittura", fa vivere bene il momento e permette di archiviare in modo leggero e sempre vivo, i ricordi.
Così delle persone che non vedevo da un po', incontrate per caso stamattina.
Nel rileggere le mie "vecchie pagine" mi è capitata appunto una in cui scrivevo di un'Amica e il Suo gattino bianco, un'altra di una grande Donna che non si è mai fermata, col coraggio e forza di essere e apparire così com'è. Bella e sincera.
E... mi sono emozionata.
Non solo un ricordo ma un vero tuffo al cuore per la gioia di rivederle, un nodo alla gola e malinconia per la disparità che ci differenzia.
Dopo un certo tempo, in una condizione sicuramente non felice che perdura incerta.
Perché... mi chiedo sempre... non deve essere per Tutti uguale?
Poi, consapevole che questa domanda è senza risposta, ho cercato di fissare i momenti di quell'incontro, un po' sdrammatizzando ma con delicatezza e una punta d'ironia, ché guai a perderla, diventa buio pesto.
Non mi pento però di aver sostato più del solito entro quel piccolo spazio, ho indossato il camice lì, al volo ed è stato un ulteriore sforzo per "scongelare" le emozioni e in parte è andata bene.
Dopo, mentre col mio cestino ho preso il solito percorso, è tornato il pensiero con affetto ad un'Amica che mi ha lasciato molto più di un semplice ricordo, e mi sono resa conto di quanto io sia stata fortunata per aver ricevuto una seconda "opportunità", qualunque ne sia la durata.
Liberare il Cuore dal gelo che è sceso a proteggerlo, quando non serve più ed è ora che riprenda ad andare sicuro per Vivere ma davvero. La "condivisione" è un modo per farlo, il sale che scioglie il ghiaccio... costituisce la certezza che hai accettato, superato e non hai più niente da tener celato a Te come agli Altri. Così, pur con qualche timore ed ansia per il futuro senti che "puoi", ti cimenti a gestire il presente e conquisti la serenità del giorno dopo giorno, del progetto a breve scadenza. E alla fine ti senti si, privilegiato ma perché sai, hai capito che è in questo modo che si deve vivere... senza ipoteche sul futuro.

martedì 10 novembre 2015

CHI CREDE IN TE...


Emoticon heart 
E' quella conoscenza in un particolare, diciamo pure doloroso momento della vita, che con discrezione approccia e poi si fida. Completamente, tanto da aprire il Cuore e donare le più segrete confidenze, le paure e persino i sogni impossibili o strani. Non teme il giudizio, e la pace con se stesso non è in pericolo.
Ne ho fatte tante di conoscenze così, qualcuna l'ho sentita più "mia" tanto da viverla al pari di una "quasi Amicizia". Quasi... sta per ridimensionare quel sentimento che, forte e autentico, per essere scritto vuole la maiuscola.
Nell'immediato sarei pure entusiasta, poi mi areno come sempre succede quando sono da toccare le corde dei sentimenti, perché si rischia facilmente di cadere nel "trito ritrito scontato".
Frasi fatte e retorica noiosa non "calzano" a pennello, se in mezzo c'è un Cuore che si rinnova, e poiché per me l'Amicizia è la forma sublime dell'Amore, un'amicizia perché possa dirsi tale, ha bisogno di tempo, condivisione, percorso fatto insieme, fin dove porta la via...
Non si spegne il ricordo di un Amico tra quelli miei speciali, uno che di me si fidò fino all'ultimo.
Guardando quegli occhi difficilmente si poteva sbagliare giudizio... erano occhi che parlavano da soli. A cominciare dal colore, di un celeste carico ma con un che di languido, come può apparire il cielo di tarda primavera visto attraverso un cubetto di ghiaccio... il ghiaccio si scioglie e le gocce rendono quel cielo sereno punteggiato di lacrime minuscole, triste e rassegnato.
Quando lo conobbi, ciò che mi colpì di lui subito, fu proprio lo sguardo che a prima vista sembrò freddo e distaccato, di chi volutamente rimaneva fuori da ogni conversazione, preferendo la compagnia dei propri pensieri. Infatti parlava pochissimo, limitandosi ai saluti quasi impercettibili, e non era raro scoprirlo mentre assorto fissava il vuoto. M'incuriosì molto quell'atteggiamento perché non sembrava connaturato alla sua persona, come l'avesse trovato addosso forzatamente, non per scelta ma dopo aver dimenticato com'era stato un tempo.
Poi un giorno si aprì una piccola breccia per merito di una battuta e il suo volto s'illuminò appena per un breve sorriso e fu l'inizio del suo ritorno al mondo.
La volta seguente andai oltre la soglia... gli portai un "pensiero", dei biscotti all'amarena. Sulle prime stupito, li accettò con un sorriso, questa volta più aperto.
Un giorno entrando lo notai subito, seduto in attesa nel corridoio, con gli occhi rivolti verso la porta. Mi salutò per primo.
Mi sorrise, era contento... bastò questo.
"Hai assaggiato i biscotti? Erano buoni?"
E lui, con gli occhi appena un po' sgranati, lucidi all'improvviso, "Caspita, se li ho assaggiati... tutti me li mangiai!", rispose così, tradendo le sue origini siciliane, la sua città natale Palermo. "Te ne porterò degli altri, allora..." Sorrise ancora ma solo con gli occhi.
Trascorse del tempo, e un'altra volta ancora, senza quasi accorgermene mi trovai ad ascoltare la sua storia. La storia di una vita semplice e serena che ad un certo punto aveva preso ad essere difficile e tormentata... di un matrimonio che ben presto conobbe la gelosia al posto dell'amore... di due figli nati chissà come e di altri non nati chissà come... di soprusi, violenza a se stesso... infine di grande silenzio.
In seguito mi resi conto che mi aveva scelto come unica depositaria delle sue più intime confidenze.
Prima di andar via mi chiamò per affidarmi un ultimo compito... andare dalla moglie, ricoverata in ospedale, con cui viveva da separato in casa e sempre nell'assoluto silenzio, a portarle conforto...
... dille ciò che hai detto a me, tirale su il morale.
Tra poco più di un mese saranno due anni che non c'è più... si spense che mancavano due giorni a Natale.
Avrei potuto esimermi, nessuno avrebbe replicato di sicuro nemmeno notato... non volli semplicemente mancare.
Quando si è insieme su una via e la si percorre con la dinamicità e le pause imposte dal cammino, se uno dei due si ferma perché è stanco o addirittura non potrà più riprendere la strada, non è che si tira avanti senza voltarsi, facendo finta di niente.
Mettersi in gioco con la forza della condivisione e del sostegno implica grande responsabilità, poi c'è l'affezione che non è per scelta, viene da sé e non chiede nulla in cambio.
Anche se tanto restituisce in guadagno. Te ne accorgi dopo, quando fai i conti con Te stesso e vedi che quel che c'è intorno è, dell'esistenza vera e dei sentimenti, l'equivalente in spiccioli.
Ah, dimenticavo... dalla moglie andai, l'astio e il rancore si ridimensionarono appena. Lei morì due mesi dopo in ospedale, senza sapere che il marito non c'era più.
Ci penso ancora a quelle due solitudini infinite.

lunedì 9 novembre 2015

SENSO DI APPARTENENZA



Emoticon heart
In realtà dovrebbe essere così per Tutti Noi, ma come sempre parlo per me. E' da sempre che mi viene detto... devi dare l'esempio, e ora che l'invito non è più tanto frequente, lo sento mio, non mi costa niente, anzi è pure motivazione di esistenza.
Quando per un po' noto che qualcuno manca, "mi prende" il pensiero. E' un misto di lieve ansia e forte languore. Cerco di capire, informarmi... incoraggiare.
Poi un vago senso di benessere da donare.
Straordinaria "scaletta" di un sentimento gratuito, alla fine nessun onere gravoso.
Ma è Tutto Quel che c'è nel sentirsi dentro l'appartenenza a un "Che", senza un perché...

STONATURE COLORATE



Emoticon heart 
Era un po' di tempo che non onoravo la festa, nel senso che per qualche domenica forse anche più di qualcuna, ho saltato di andare in Chiesa.
Sarà stato per i funerali ricorrenti oppure, ed è più probabile perché a volte mi succede.
Inquietudine, pigrizia, tanto lavoro arretrato. Nessuna giustificazione ma nemmeno eccessiva durezza verso me stessa, perché io so comunque di amare tanto Dio e di credere in Lui, di fare la Sua volontà e metterne in pratica gli insegnamenti, e poi... prima o poi, rientrano tutti i disagi latenti ed io ritorno. Per restare a lungo, anzi... per sempre, cosa che mi riprometto ogni volta e spero di mantenere.
Ieri sera così, sono andata a messa e c'ho trovato una novità. Una schola cantorum nuova di zecca... si fa per dire. Elementi eterogenei per sesso, e questo va bene ci sta, ma pure disparati per età. Del genere, il più giovane sedici anni, il più anziano settanta... voci bianche e voci roche, in più accompagnate dal suono ad alto volume di una chitarra che andava veloce, e le sovrastava. Risultato... un colpo secco allo stomaco ogni volta che si davano il "la".
Ma tu sei proprio sicura che stasera stai ritrovando la tua interiorità... non è che la perdi definitivamente?
Marito mio caro, non lo so. Sto cercando il "tasto reset" tra Mente e Cuore, elimino l'audio e mi concentro sulla "Parola", che poi è quella che conta maggiormente. Il canto dovrebbe essere lode e ringraziamento, ma credo che stasera il buon Dio stesso dirà... va bene uguale, non prendetevi disturbo.
A questo punto abbiamo abbozzato un largo sorriso, ed anche la melodia stonata alla fine non è stata un gran danno.
Tutto ci sta se il fine è buono e soprattutto è fatto col Cuore. Si dona quel che si può, tutto ciò che si può e di cui si è capaci. E grande è il ritorno, è come abbracciarsi da soli.
E questa è la tenera sensazione che provo quando preparo i fiocchi colorati, e ancor più al momento che vengono letti.
E' quasi un regalo, un pensiero che vale più di un pensiero.
Donato nel modo e con lo spirito giusto, perché viene dal Cuore. Una semplice frase che, guarda caso, calza sempre a pennello, tagliata secondo il profilo di Chi la coglie.
Frasi moltiplicate che si intrecciano con sorrisi e trovano espressione in una carezza, un abbraccio, un accomodamento di lenzuolo.
Mi reputo fortunata, ho trovato la passione del tempo ben speso e tanto affetto in cambio.
Quando torno a casa e il mio cestino a quadretti torna sul tavolo in cucina, sul fondo tra una noce ed una caramella trovo sempre un bigliettino avanzante.
Lo tengo per me. Può essere di qualsiasi colore, comunque è speranza condivisa che ritorna...
Ma che... è già Natale?
E l'infermiera... No, non è Natale... è solo Lei, piena di colori.
Poi mi strizza l'occhio sorridendo.