marzo

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sabato 31 gennaio 2015

QUESTA NOSTRA VITA...


... fatta di cambiamenti continui, tante pagine scritte con parole di getto, un "apri e chiudi parentesi", e quando il discorso riprende, pare sempre averne perso il filo.
Qualcuno assai famoso sostenne che resiste la specie che si adatta al cambiamento, così viene spontanea l'idea che sia una gara tra specie diverse... alla fine, dopo un'attenta analisi risulterebbe favorita alla sopravvivenza quella umana. L'uomo dovrebbe... perché dotato di intelligenza, spirito di adattamento, capacità di gioire per la vita... qualità però dalla "doppia faccia" perché comportano un certo "attaccamento" pure a ciò che è all'esterno.
Ovvero... la consapevolezza di poter vivere pienamente porta a spostarsi da sé ad altro, e attaccarsi oltre misura, dimenticando che conta essere, e il resto è solo un di più. Se c'è... è bene, altrimenti è uguale, e beati siano i "minimalisti" fantasiosi che in una sfera di quelle con la neve riescono a vederci un mondo e tutte e quattro le stagioni. E solo con due azioni di un'unica mano.
Basta essere contenti e reinventarsela questa vita... anche quando va storta. Non puoi raddrizzarla... perché non è Tua facoltà, asseconda l'evento che la guasta, raddrizzando Te, o meglio il modo di viverlo.
Del resto tutto cambia, ed è inutile restare attaccati all'"identità" di sempre che è strettamente intrecciata a "certezze" create nel corso degli anni. La paura nasce quando all'improvviso le vediamo minacciate, perché le consideriamo parte di Noi stessi, mentre in realtà sono del tutto arbitrarie e mutevoli.
Converrà lasciar andare qualsiasi attaccamento ricordando che siamo un "gradino " più su di qualunque idea di certezza.
La Vita ci pone di fronte a continue sfide... viviamole come cambiamento.
E come corso d'acqua che pur scorrendo tra rocce ed erti sentieri si ingrossa... saremo mare.

venerdì 30 gennaio 2015

IO CREDO E LA VIVO COSI'

Emoticon heart 
Quando in alcune conversazioni coi miei figli si tocca l'argomento, religione... casca l'asino, nel senso che troncano qualsiasi discorso in essere. Succede per loro convincimenti culturali ed anche per esperienze personali non positive. Devo riconoscere però che almeno prendono in considerazione i miei punti di vista, magari per criticarli con dubbi retorici ma senza la pretesa di "smontarli". Sarebbe impossibile. Anche perché io non sono la persona che si prende la ragione a tutti i costi, bensì ragiona per arrivare ad un punto d'incontro. Loro temono questo... e si ritirano.
Riesco a malapena ad accennare che dire "spiritualità" non equivale a "religione", come pure "fede" non è "religiosità".
Sia ben chiaro che il Credente Praticante rappresenta l'optimum, ma il praticante per tradizione che non sa "trasformare se stesso", non può proclamare la Fede, perché tutto il suo sapere a riguardo si limita alla parola e al significato letterale.
Personalmente mi reputo Credente, praticante quanto basta. Questo non vuol dire che vivo una "fede fai da te", osservo i sacri e sani principi, ma soprattutto mi porto stampato addosso quel comandamento che vuole si ami il prossimo come se stessi. Basta questo e non si sbaglia mai... o quasi, perché si sa, siamo esseri umani ed è possibile incappare in errore, l'importante è riconoscerlo ed umilmente saper tornare indietro sui propri passi.
Ricordo il mio Amico dagli occhi azzurri come il mare... sosteneva di non credere in Dio, eppure aveva un rispetto dell'Altro quasi commovente. Naturalmente io evitavo certi argomenti con Lui, non volevo metterlo in imbarazzo perché era sempre garbato nei miei confronti, ma a volte il discorso capitava per caso e così scoprivo che conosceva i testi sacri e addirittura sapeva più di me. La sua era una posizione critica nei confronti della Fede... si era posto delle domande a cui aveva dato delle risposte, giuste o sbagliate non importa, d'altra parte nessuno può dirsi depositario della verità, poi... e questo è importante per Tutti... era giunto alla "sua conclusione". Credeva nella Scienza, nell'Uomo... in se stesso. Era comunque sereno.
L'animo umano è un mistero, quasi mai uguale nel tempo si adegua alle "tempeste e bonacce" della Vita.
Nel pieno della malattia, pregavo con fervore e continuità. La mia preghiera "preferita" era il "Padre Nostro", eppure per un bel po' nel recitarla non riuscivo ad arrivare fino alla fine.
Un giorno, non ce la feci più... lasciai la "formula", recitata tante volte senza capirne il senso, ed esplosi gridandomi dentro... Aiutami TU, da sola non posso niente...
"Io credo in tutto e per tutto.
Sono un credente.
Credo in ciò che non posso cambiare,
in una difficile lezione da imparare e
nella forza che viene dal dolore.
E credo in ciò che non posso provare,
nella gioia dell'ignoto come del non compreso"

giovedì 29 gennaio 2015

COME A CASA

Emoticon heart 
Quest'ultimo incontro del G.A.M.A. è stato ricchissimo di argomenti e ospiti. Una dottoressa ricercatrice nell'alimentazione, un gastroenterologo e l'intera equipe medico-infermieristica dell'ANT (associazione nazionale tumori). Un giovane medico... in realtà lo sono tutti giovani, carichi al massimo per entusiasmo e di energie... ha presentato questa fondazione, dai tratti storici alle finalità, nobili ed impagabili.
L'ANT è nota per definizione... a casa come in ospedale, ovvero viene garantita l'assistenza ospedaliera (terapie supportive e palliative) nel conforto tra le pareti domestiche ai malati oncologici che hanno seri motivi di spostamento. Relativamente giovane vide la luce nel 1978 perché fosse per una migliore qualità di vita, sia dal punto di vista medico che psicologico. Così si spiega la massiccia adesione di professionisti e volontari in età giovanile, con un bagaglio leggero di esperienza ma capiente per contenere tutta la sofferenza del mondo. Sono sorridenti sempre... disponibili altrettanto 24 ore al giorno.
L'altra sera ascoltavo e guardavo... poi ho preso a riflettere su quanto venga colpita la mente ancor più del fisico in presenza di un tumore, già a partire dalla diagnosi. Anzi, forse quello è il momento più duro da affrontare... è come se ti schiaffeggiassero in pieno viso mentre dormi, e il ritorno alla coscienza è così difficoltoso e tormentato che volentieri chiuderesti gli occhi per aprirli... chissà quando.
Poi comincia il percorso, e angoscia si alterna all'euforia, abbattimento a forzata ripresa. Sullo sfondo, sempre fisso il temuto scenario della solitudine.
Una sensazione che prende e accompagna durante le terapie, fa percepire una strana unicità della propria persona che ormai astratta dalla normalità è come se vivesse una realtà a parte.
Personalmente questa è una cosa che non ho mai dimenticato, forse sarebbe anche impossibile perché resta appiccicata addosso come quel tipo d'alghe sottili che si fanno strato unico con la pelle. In realtà non ho mai voluto scordarla e ne ho fatto "promemoria" per questa mia seconda vita, straordinaria nella rinnovata normalità, e "metodo" inconscio quando sono con gli Amici che contano.
Siedo ai bordi del letto, offro dolcezza in caramelle e pillole di serenità, asciugo occhi come fossero solo raffreddati... racconto storie, mi scappa qualche battuta. Ma soprattutto ascolto...
Ah, non solo... dispenso ricette.
Quali...? quelle sole possibili, come a casa... di buona cucina e positività.

mercoledì 28 gennaio 2015

... EPPURE QUANDO GUARDO IL CIELO

Emoticon heart
Non so quante volte ho letto e riletto il "Diario di Anna Frank" senza mai stancarmi e traendone sempre considerazioni profonde al di fuori pure del contesto storico specifico. Tanto da azzardare una nuova definizione dell'opera... "autobiografia di buoni sentimenti - diario di speranza mai persa".
Stasera prendo spunto dalle parole di Anna per i miei pensieri della buonanotte...
"E' un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità".
E ancora oggi, a distanza di 70 anni... c'è speranza di poter trasformare questo mondo così simile al deserto a causa dell'indifferenza, tanto scomodo quanto l'inferno, in una terra che sa invece di paradiso?
L'inferno come il paradiso non sono certo dei "luoghi", ma "stati mentali".
Qualcuno persino ha osato affermare che il paradiso è in terra ed è la negatività di Cuore a renderla un inferno. E' come dire...quest'ultimo non è fatto che di pensieri negativi, i quali rendono ciechi alla realtà della vita, comprese le proprie e altrui potenzialità.
L'unico inferno è nell'animo. Pure il paradiso però... è dentro di Noi.
La differenza tra paradiso e inferno è la stessa che intercorre tra l'amore incondizionato e l'amore condizionato.
E' difficile liberarsi dallo spettro dell'egoismo, della perfidia e del dolore, ma comunque possibile. Così rimanendo aperti a questa eventualità, tutt'altro che irreale, saremo liberi di accogliere "pensieri al positivo", raggiungere quello "stato" tanto simile al paradiso.
Si accettano le cose così come sono... si vivono come momenti temporanei restando lucidi e sereni... credendo con forza che qualcosa cambierà.
Non può non essere così... che senso avrebbe allora un cielo pieno di stelle?

martedì 27 gennaio 2015

PERDONO E TENEREZZA

Emoticon heart 
Ho riproposto una pagina della storia mia, riconsiderando situazioni e sentimenti alla luce di un presente che inevitabilmente negava il passato, e che nel futuro avrebbero acquisito diversa importanza... meno importanza. Quella che in effetti meritavano.
La Vita è un continuo divenire, vale la pena andarle dietro passo passo, senza farsene cruccio o subire condizionamento alcuno.
Saggio sarebbe saper gestire ogni evento con lucido distacco... gioia misurata, dolore quanto basta, rabbia ancora meno... ché non ci sia mai motivo di grande rancore, perché sta male Chi lo nutre e rischia pure di perdere "capre e cavoli".
Quindi, l'augurio più bello che si possa fare a se stessi e agli Altri, è che sia Pace sempre. Ma la chiave di questa può essere una sola... l'Amore tenero e incondizionato che non conosce premesse e non si aspetta niente.
A volte ci sembra più facile amare in questo modo persone che non conosciamo invece che i membri della Nostra famiglia, inclusi Noi stessi.
Uno dei motivi è che, nei riguardi delle persone che ci sono più vicine, portiamo con Noi il "carico" delle azioni "sbagliate" che hanno fatto in passato nei Nostri confronti e che proiettiamo nel presente. Invece, con gli sconosciuti tutto comincia lì, proprio al presente e non esiste alcun aggancio emotivo che possa distrarre.
Per questo mettere una pietra sopra il passato e perdonare, sono tanto importanti. Se siamo disposti a farlo, abbiamo la possibilità di guarire le ferite che ci dividono.
Si comincia ad amare senza condizioni prima se stessi, e questo fa accettare pure la consapevolezza di una temporanea incapacità di voltare pagina. Con umiltà e pazienza si aspetta e intanto si continua a... lavorare sulla mente e nell'animo. E' una forma di rispetto anche questa.
Passerà il tempo e se volontà ci sarà stata, arriverà il Perdono.
Impariamo a guardare le "persone di sempre" come fosse per la prima volta... sono diverse, ma anche Noi non siamo più quello che eravamo.
Il Perdono ci permette di amare TUTTI per quello che sono in questo preciso momento.
Il passato appare in ombra e il futuro come un'alba nascente.

lunedì 26 gennaio 2015

RITROVARSI RICCHI E NON SAPERLO

Emoticon heart 
Succede a poco a poco, e te ne accorgi quando hai il Cuore pieno.
Di fronte ad una contrarietà, risentito vorresti anche reagire... ma non ci riesci, Il Cuore non "si chiude" perché la misura è colma di ciò che è stato donato e al momento serve. Termine di paragone... ansiolitico (o antidepressivo) senza effetti collaterali ma di sicura assuefazione... BENEvola, BENEfica, persino BENEaugurante.
Il "Bene" non ha bisogno di ostentazioni, divise e regolamenti, segue solo quel famoso principio dei "vasi comunicanti" per cui unico è il livello raggiunto per entrambi... il Bene è per Chi lo fa e per Chi lo riceve.
Non si discute.
L'ultima volta che sono stata dove sapete, un'Amica dai mille acciacchi oltre "Quello" ma dal sorriso che non si comprende fino in fondo da dove viene vista la situazione, mi ha raccontato un'altra parte della sua incredibile storia. Sono assorta mentre l'ascolto, tanto che resto letteralmente a bocca aperta. Lei mi chiede allora... a che pensi, ti sei "scocciata"?
Certo che no, rispondo e poi torno in me, alla mia realtà che nel confronto qualche punto lo perde.
Va be, va... il resto te lo racconto un'altra volta. E intanto siamo alla "terza parte", e non è ancora finita. L'altro giorno però prima di andare, ha aperto una parentesi, messo una "postilla"...
Sto così inguaiata, le gambe non mi reggono e in casa mi muovo col girello, per le cicatrici fra me e una carta geografica la differenza è poca, hanno sbagliato con il "linfonodo sentinella" e dopo 'sta chemio dovrei operarmi un'altra volta ma francamente, non lo so... dovrei dire che fino ad ora è stato tutto 'na schifezza. Ma non lo dico... e sai perché?
Perché ringrazio Dio che mi sta vicino e poi mi ha fatto conoscere te...
Perciò ti aspetto, fino agli ultimi giorni di marzo sarò qui...
Ti aspetto ogni venerdì.
Nella stanza c'era pure un'infermiera, intenta al suo lavoro pareva non ascoltasse. Sott'occhio l'ho vista sorridere.

domenica 25 gennaio 2015

SCELGO LA FELICITA'

Emoticon heart 
Stavo a buon punto... scrivevo di quei "benedetti 5 anni", di zona di conforto, certezze e precarietà. Poi un tasto "maledetto" schiacciato per errore, e tutto si è cancellato. Sgomento assoluto, l'ora è tarda... come faccio?... riprenderò domani l'argomento, sempre che la notte sia magnanima e non porti via con sé i pensieri immediati di questo giorno.
Qualcosa però voglio lasciare... che sia comunque positività per sogni da non scordare. Vediamo un po'... la prima parola che mi viene in mente, scontata e no... Felicità.
E' noto il detto... la vita è il viaggio, non la destinazione. Eppure quanti di Noi guardano solo la destinazione, aspettano di raggiungere giorni tranquilli e benessere prima di essere felici. Ma se facciamo dipendere la Nostra felicità da quello che forse otterremo, la vita diventerà un mero elenco di traguardi da raggiungere, che manco ci lasceranno soddisfatti.
Vivendo in questo modo ci perderemo la bellezza di ogni singolo momento, quando proprio in questo e non in qualche futuro immaginario risiede la felicità.
Non stiamo a pensarci troppo... ogni tanto fingiamoci inconsapevoli, e piacevolmente incoscienti... e che ognuno ripeta a se stesso...
Non aspetterò la felicità. Scelgo di essere felice in questo preciso istante.

sabato 24 gennaio 2015

EMOZIONARSI... COME?

Emoticon heart 
Vivere davvero, significa averne consapevolezza... assaporare ogni momento... gestire situazioni ed azioni in perfetto equilibrio tra... "Me" e
l'"Altro" in un "contesto" preciso che non è mai lo stesso.
Si comprende quanto mai sia difficile scegliere una via da seguire, perché non ci sono punti fissi di riferimento, e al contrario numerose sono le possibilità che tutto, o almeno qualcosa cambi.
Indipendentemente dal tipo di causa, a questo punto nascono le Nostre emozioni, perfetta espressione di Noi stessi.
Se sono piacevoli, è il fisico stesso che non esita a manifestarle... rossori e batticuore, sorrisi e grandi aspettative proiettano nel futuro la Nostra immagine felice.
Quelle sgradevoli invece ci comunicano che abbiamo un problema da affrontare, un duro percorso o già un ferita a cui lavorare. Vorremmo non viverle queste emozioni, anzi definirle tali sembra quasi un'esagerazione immotivata e non meritata, ma tant'è che incidono nell'animo e segnano. Anche se tentiamo di nasconderle, a volte perfino a Noi stessi.
Vanno superate... ma come?
E' difficile parlarne con Chi si trova a combattere nel quotidiano tra ansia del futuro, precarietà del presente e memoria del passato... soprattutto quest'ultima riporta ad un confronto che dà ancora più dolore. Forse perché in sé ha una "credenza", la convinzione che c'è un "accordo" che non potrà mai essere smentito. Niente di più errato... tutto può cambiare, anzi già muta normalmente, anche se vorremmo tale cosa si svolgesse in completa tranquillità, pure a Nostra insaputa.
Ma in tal caso non ci sarebbe emozione... meglio così?
Chissà, è difficile esprimersi in tal senso... che vita sarebbe?
Le emozioni sgradevoli vanno superate traendone insegnamento, esaminando le credenze, valutando fino a che punto sono vere.
Ho paura... perché?
Credevo non sarebbe mai capitato a me...
Temo per la mia vita... adesso.
Passa qualche tempo e provo meno paura... perché?
Vedo e ascolto... piango e rido... parlo, urlo, amo!
Ci sono ancora, e... VIVO.

venerdì 23 gennaio 2015

PENSIERI E SOGNI


Emoticon heart 
Posso confessarvelo?... a patto però che non vi preoccupiate.
Stasera sono molto molto stanca. Vi affiderò come al solito i miei pensieri per la buonanotte... e poi andrò a "posar le stanche ossa", come proclamò qualcuno assai più importante di me.
Non so quali saranno e forse verranno un po' così, stasera vado a braccio e spero solo siano almeno sensati, costruttivi... soprattutto l'ultimo prima di chiudere... che sia positivo. Perché da questo dipenderà il sogno... del mio sonno e non solo. E anche quello della veglia, mentre pian piano la luce dell'alba si avvicinerà.
Dovremmo imporcelo come esercizio alla "positività consapevole"... e poi ogni giorno chiedere a Noi stessi... qual è la prima cosa a cui ho pensato quando ho aperto gli occhi?... e quale l'ultima prima di addormentarmi?
E' importante che siano quasi sempre pensieri piacevoli e che non si ostinino a girare intorno a problemi e preoccupazioni. Tanto... cambia qualcosa?
Muta invece molto la disposizione d'animo se non assistiamo impotenti alla tirannia della mente, e da essa in un certo senso ci astraiamo, trovando riparo nei bei ricordi o entusiasmanti progetti.
Diventando consapevoli dei Nostri pensieri durante questi passaggi tra il "sogno della veglia" e il "sogno del sonno", momenti eccellenti per la crescita di consapevolezza e possibilità di scelta, ci creeremo giorno e notte di "alta qualità".
Un consiglio da mettere in pratica subito, domani stesso...
Fingiamoci "artisti"... i Nostri pensieri saranno il "dipinto" con cui inizieremo e finiremo la giornata.
E prima di addormentarci proviamo a dire "grazie", anche in silenzio, a qualcuno per qualcosa, per l'amore che ci viene donato e di cui siamo capaci... e soprattutto non dimentichiamo che cosa di piacevole avremo da fare... domani.
E sarà la tacita e dolce buonanotte... come un bacio regalato, percepito appena.

giovedì 22 gennaio 2015

LA MAMMA DI SEMPRE

Emoticon heart
Certo che è una bella responsabilità!
Qualcuno la definisce pure dolce, resta sempre di quelle importanti e anche gravose.
La responsabilità di una mamma.
Maggio è ancora lontano, e non è certo per celebrarla con "pensierini" di esasperata dolcezza, parlerò invece di quanto sia difficile mantenere un certo livello del ruolo. Qualunque sia la sua condizione, una madre ci rimette sempre.
Ne so qualcosa stasera, col braccio stanco e la spalla dolente al termine di una giornata in cucina, a preparare quelle poche cose ma buone che preferisce la mia "piccina". Torna domani, per un "intenso" fine settimana di... che si pranza e che si cena. Ma va bene così, non mi lamento... che ci sto a fare sennò?
Ricordo... il giorno che mi fu detto dell'"accidente", pensai subito a loro, i miei figli. L'idea di lasciarli per sempre non mi sfiorò, almeno non subito... però mi preoccupai del giorno dopo... sarei entrata in ospedale, come avrebbero fatto?... per mangiare, lavare, rassettare...
Mi ripresi al solo pensiero. Organizzarsi... dovevo organizzarmi per essere la mamma di sempre.
Mio figlio ricorda gli appuntamenti con la chemio come il periodo in cui mangiava meglio... pasta al forno ogni volta. La preparavo in anticipo... niente nausea per me, ultra felice il resto della famiglia.
Una mamma è sempre nel mirino... e se non mantiene la consegna come deve, ovvero... mostra cedimenti, fisime o s'impunta, immediatamente è allarme rosso... ma che succede!?
TU devi essere la mamma di sempre.
Altrimenti non dai coraggio o trasmetti l'ansia... trascuri i doveri e sono gli altri a dover assumerli... non dormi di notte e durante il giorno sembri una zombie. No... non va affatto bene.
TU devi essere la mamma di sempre.
E nessuno considera che una Mamma conosce bene i suoi doveri, mentre lascia nell'angolo più remoto i diritti... pensa, ci sarà tempo e forse quel tempo non lo vedrà mai.
Ha paura, tanta paura... non per se stessa, Lei sa gestire gli acciacchi come pure i dolori importanti... sorride sempre per smorzarla, quella paura. E piange in silenzio, al buio o sotto la pioggia, così le lacrime si confondono e può fingere ancora...
Ho conosciuto una mamma sul punto di non esserci più... era quasi sempre in uno stato di torpore. Una notte aprì gli occhi perché... non so come... si era accorta che sua figlia, seduta accanto al letto, si reggeva il capo con la mano...
Che hai... mal di testa? Sdraiati qui, accanto a me... riposa.
LEI... la mamma di sempre. Fino alla fine.

mercoledì 21 gennaio 2015

SOLO PERCHE' CI CREDO... ED ANCHE TANTO

Emoticon heart
Così ieri sera scrivevo nello spazio del gruppo che amministro su fb, "CONTINUARE A... parlarne con speranza". Era un voler fare il punto della situazione, guardare al percorso fatto e da fare con lo stesso entusiasmo... se non di più...

"BILANCI" E AGGIORNAMENTI... quelle noiose comunicazioni di servizio
E' qualcosa che ogni tanto faccio, non molto volentieri in verità, perché spesso appare come una "tirata di orecchi" pur non essendoci l'intenzione.
Sono una sorta di "comunicazioni di servizio" che il più delle volte condivido in altra ora, quando sono più lucida e non rischio di perdere di vista fatti e dati. Stavolta ho preferito cambiare momento e così mi ritrovo a tarda sera, perché sul finir del giorno è più semplice guardarsi dentro, astratti dall'esterno.
Quando ci si mette in un'impresa... e quella di "CONTINUARE A... parlarne con speranza" lo è e anche grande... fare un bilancio è quasi d'obbligo, questo almeno è il mio pensiero.
E non parlo di numeri, quando si tratta di persone, una sola può valerne cento per bisogni ed emozioni da condividere. Ciò che io intendo è un'"ampia valutazione" del tutto, dall'andamento dell'intero gruppo per partecipazione e coinvolgimento al personale mio mettersi in discussione. Perché una "cordata" funziona solo se Chi è all'inizio è abbastanza capace di fare da traino... e fino ad ora avrò raggiunto almeno in parte l'obiettivo?
Ribadisco che non è questione di numeri, siamo a 364 membri e in 2 anni e mezzo potrebbero sembrare pochi, confrontati con le migliaia di altri gruppi simili o completamente diversi...
Il numero non spicca per diversi motivi...
CONTINUARE A... parlarne con speranza è un GRUPPO PUBBLICO.
Tutti i membri e i post sono visibili a tutti. Sin dall'inizio è stato tale ( e qualche mese fa si è confermato pure in seguito ad un sondaggio) perché sono convinta che la "speranza" sia dono da elargire a piene mani, quasi da seminare... ché vada dove possa capitare anche solo lambire. A volte basta un piccolo granello, un tocco lieve perché venga fuori qualcosa di grande. Purtroppo però, sono ancora pochi quelli che se la sentono di mettersi a nudo per pudore, paura, o anche cautela nei riguardi dei propri cari, così tra Noi... solo pochi "audaci", qualcuno li definirebbe persino "sfrontati".
CONTINUARE A... parlarne con speranza è un gruppo che si differenzia dagli altri che trattano l'argomento, CANCRO. Infatti per farne parte non è necessario essere malati, basta qualificarsi "persona informata dei fatti", e possibilmente disponibile a infondere "speranza"... in qualsiasi modo. Non ci disturbano i saluti, le preghiere di qualunque "credo", le storie tristi e a lieto fine ma anche quelle liete con un doppio finale, perché comunque è presente la "speranza"... dipende se occhi sanno ben scrutare.
Ah... naturalmente TUTTI NOI siamo disponibili ad ascoltarci... sfoghi e lacrime, lunghe storie e pure fantasie... niente è bandito purché serva all'intento ristoratore della "speranza".
E per concludere... un altro motivo per cui il numero è stabile e non vola, è perché ad ogni richiesta o invito DEVE SEGUIRE CONFERMA tramite risposta ad un messaggio degli Amministratori ( Maria RutiglianoCarmela Grieco). Anche in questo, purtroppo, non c'è riscontro continuo... evidentemente risulta noioso esprimersi con un SI o un NO, ma... senza voler polemizzare... credo resti sempre una questione di punti di vista, cultura e soprattutto, buona educazione.
Bene... l'ora è tarda e credo di aver espresso ciò che avevo da dire.
Come sempre ringrazio TUTTI... Chi è con Noi, Chi c'è stato ed anche Chi ha in mente di andare via, ognuno dà qualcosa anche per un giorno solo e pure senza rendersene conto.
E mi scuso con tutto il Cuore se un po' ho annoiato... è inevitabile quando si fa sul serio e si finisce col toccare certe corde.
A domani...

martedì 20 gennaio 2015

SIAMO DELLO STESSO SEGNO ZODIACALE



Emoticon heart 
Ovvero quando la condivisione comincia per casualità, prosegue sullo stesso percorso tracciato dal destino, e continua anche dopo per espressa volontà e... nostalgia.
Di tutte le persone conosciute da "quando tutto cominciò", ho perso il conto. Ma l'ho perso davvero, ogni tanto mi torna in mente qualcuno che non vedo da tanto, poi mi faccio una domanda cui rispondo sbrigativamente e sempre alla stessa maniera... spero stia bene. Molte volte è capitato anche che pensassi a una persona e la incontrassi inaspettatamente uno o due giorni dopo... telepatia? Qualcosa di simile, che chiamerei però con un neologismo... tele-empatia.
Quella empatia che cominciò e continua ancora, nonostante il tempo trascorso e le distanze.
Ho già raccontato l'incontro della settimana scorsa con Antonietta C, la mia coetanea, come pure tante volte ho parlato della telefonata domenicale con Gerardina, alias "Ma che c' mport"... queste Amiche rappresentano tutto l'inizio e l'evoluzione di quel che fu, e per loro poi, ancora... strada facendo. Sono insomma... dei punti fermi, "prime della classe" ognuna a suo modo e per meriti diversi.
Oggi invece, sono andata a far visita a Donata... I speak English, da me così soprannominata per il suo passato all'estero... tanti anni in Sud Africa con qualche puntatina a Londra, quest'ultima ancora meta quasi obbligata alle feste comandate.
Da lei ero stata già due settimane fa, e le avevo promesso che avrei preso l'abitudine di andarla a trovare periodicamente...
"Mi raccomando, mantieni la promessa... non vorrei rompermi qualche altro pezzo...", eh già, si è fratturata il femore e ironizzava, visto che a causa dell'incidente mi ero fatta vedere dopo due anni. Comunque ci sentivamo al telefono... comunque continuavamo a... sapere l'una dell'altra.
Sempre condivisione, tra ironia e acciacchi, lacrime e ironia... e ironia e basta. Donata è maestra in questo, l'ho conosciuta così... "incavolata e ironica", e non avrei mai potuto scordarla.
Volete l'ultima?
Stasera era in compagnia di alcuni amici di famiglia... lei, ovviamente ha fatto le presentazioni. Il marito di un'amica ha chiesto allora, dove e come ci fossimo conosciute...
"Dove, secondo te?... all'ospedale, no... siamo dello stesso segno zodiacale!", e dicendo così mi ha baciato sulla fronte.
E' vero, siamo di luglio entrambe, segno zodiacale... Cancro.
O... alludeva ad altro?

lunedì 19 gennaio 2015

LA MIA STORIA NON E' COME LE ALTRE

Emoticon heart 
Ieri sera... una frase che ho letto o udito. Non ricordo.
Però mi ha fatto riflettere...
Mi si potrà dire... non è che "rifletti" un po' troppo?... può essere.
E questa propensione del mio carattere va pure accentuandosi... sarà per quell'esercizio continuo nelle frequentazioni, dove il pensare prima di parlare è obbligo e non di certo opzione.
Ogni momento è opportunità nuova, mi rovisto dentro per cercare la "tessera" giusta e completare quel mosaico che è diventata la mia vita, ma ne manca sempre una e ancora una volta sembra solo quella.
Chissà quando potrò godere della vista dell'insieme, per ora posso solo pronunciare quella stessa frase che ho letto o udito... non lo so.
La mia storia non è come le altre.
E non lo dico per vanto o presunzione, penso che ognuno abbia una storia diversa, unica...
Al mondo non ce ne saranno mai due identiche, la differenza la faranno consapevolezza e senso di responsabilità, banditi vittimismo e lamentele inutili.
Forse è vero che strapazzo un po' i miei neuroni con tutto questo pensare, ma non mi fermo, continuo e cado in una sorta di bisticcio... rifletto sul riflettere. E' un po' complessa come cosa, ma ormai sono quasi cinque anni che vado avanti su questa linea e qualche risultato buono certamente l'ho visto.
Si... credo che sia strumento indispensabile per una crescita interiore consapevole.
Ed ecco spiegato il motivo per cui tanti momenti della mia giornata diventano spunti per crescere.
Stamani ricordavo i medesimi giorni di gennaio... 5 anni fa. In questa giornata a casa arrivava la mia piccola Biù Biù, doveva essere un "distrattore mentale", una medicina per sollevarmi dall'angoscia per ciò che intuivo, sapevo ma non accettavo. Non servì a molto.
Cominciai allora a rivolgere i miei pensieri a Dio... a volte era abbandono altre, rabbia.
Il cuore mi batteva sempre forte, arrivavo a sentirlo nei polsi e nelle orecchie. Avevo paura. E solo qualche mese prima non avrei mai pensato a tanto, inconsciamente "selezionavo" gli sfondi di una storia in fin dei conti, banale.
Se la tua vita scorre tranquilla, senza scossoni per Te è normale, non ti accorgi di ciò che succede intorno... non ti accorgi neanche di Te stesso, del perché TU ESISTI. Poi avviene qualcosa che smuove le acque ferme in cui ti muovi... e ne resti turbato. Magari dopo un po' succede altro e altro ancora. Allora non ce la fai più... con qualcuno te la devi prendere, e perché non con quel Qualcuno di cui non ti sei mai accorto prima? Ebbene... Qualcuno ha voluto stuzzicarti... ti ha spinto ad arrabbiarti, arrabbiarti sul serio... perché Ti aspettava... VOLEVA INIZIARE UNA STORIA CON TE... una storia tutta nuova.
Prima che mi ammalassi la mia Vita scorreva tranquilla, tanto tranquilla da lasciarmi insoddisfatta.
Inquieta cercavo risposte senza neppure conoscere le domande.
Tante volte... con un brivido... avevo persino pensato all'eventualità di una malattia, grave... poi una morsa mi aveva stretto la bocca dello stomaco e la vista mi si era annebbiata. Un tale pensiero mi aveva quindi riportato su una "falsa retta via"... solo per un po'.
Riprendevo ad agitarmi nelle acque stagnanti della mia Vita.
All'improvviso il Male... l'angoscia... la paura di non sopravvivere, di non riuscire a fare tutte le cose tante volte ignorate... troppo a lungo rimandate...
Il mio pensiero a Lui... che tutto può.
La Sua risposta a me che nulla potevo.
Dio voleva qualcosa da tempo... ma non avevo capito, forse non volevo... per pigrizia o senso di inadeguatezza... chissà. Con quella "grande prova" m'induceva a guardarmi dentro... per forza. Se volevo continuare a... vivere dovevo saperne anche il PERCHE'.
E la mia storia sarebbe stata diversa, comunque fosse andata, perché non era più senza speranza.

domenica 18 gennaio 2015

UNA VITA SPESA BENE

Emoticon heart 
Sono sempre più convinta che Chi mi ama da sempre... prima ancora che nascessi, ogni tanto faccia di tutto per tenermi su, bella dritta e senza cedimenti. Ché non abbandoni quella strada che a volte si restringe, facendosi tortuosa e tanto simile a un erto sentiero.
Stasera ho sentito parlare di "vocazione" e "premurosa carità", ero in chiesa per celebrare l'anniversario di mia madre. Sono termini che d'impatto riportano ad un discorso religioso e di fede, ma astratti da quel contesto non perdono ugualmente di valenza. Fanno riferimento all'esistenza umana e alla sua finalità, come dire il senso o l'essenza della vita.
Il significato letterale della parola "vocazione" è "chiamata", che vista nell'ottica cristiana è ricevere dal Padre l'indirizzo giusto per la propria vita. Si è chiamati per essere al servizio della Chiesa, ma non solo... anche per un futuro di sposi e genitori o laici servi di Dio.
Non cambia il senso per Chi non crede, comunque deve dare un orientamento al Suo percorso di vita, per questo fidarsi almeno di se stesso o di chi stima e lo consiglia. Farà quindi la Sua scelta e se ne assumerà impegno e responsabilità fino alla fine... avrà così risposto a quella chiamata che la Vita stessa gli fece il giorno che venne al mondo.
Non si vive però di solo pane... impegni e doveri sono le linee guida dell'esistenza, entro le quali è necessario restare senza dubbi e barcollamenti, ma c'è quel tempo che avanza ed esula da impiegare nel giusto modo per se stessi e non solo.
Con l'entusiasmo che vien fuori dall'Amore inteso in senso generale, e dalla volontà di vivere la felicità come percorso e non traguardo, sereni in un contesto che lo è altrettanto, il tempo libero sarà una "continua dedica" per Chi è accanto, si incontra... si assiste.
Donare anche solo un sorriso o qualche ora della propria giornata è un forte segno di vita che si spende bene.
Portare il buonumore, riuscendo a far ridere pur tra mille problemi è invito alla speranza.
Che la vita continui non basta desiderarlo... bisogna crederci.
La "premurosa carità" fa questo... riporta la fiducia.

sabato 17 gennaio 2015

MUSICA E... RICORDI

Emoticon heart 
Chissà se è un caso, oppure no che proprio stasera mi andrà di parlare di musicoterapia.
Con la musica, dal subconscio riportati alla luce i ricordi, che possono così contribuire a rendere libero il soggetto dalle angosce di cui non è consapevole. Soprattutto se gli riesce difficile aprirsi con fiducia al dialogo con altri.
L'ultimo incontro del G.A.M.A. si è svolto sull'onda emotiva suscitata dall'ascolto, a luci soffuse, di alcuni brani musicali di vario genere. E agli occhi dell'animo di ognuno sono apparse vaste campagne, vita semplice, tenerezze scontate ed altre da conquistare, brevi e sereni momenti dell'infanzia alternati ad altri più lunghi, tristi e con incerti punti di riferimento.
Per ciò che mi riguarda il primo brano musicale non ha "scandagliato" più di tanto il mio "io", emotivamente ha suscitato ben poco... il secondo invece, l'"Ave Maria" di Gounod mi ha riportato al giorno del mio matrimonio e da lì sono seguiti gli altri ricordi.
E' stato come aver perso i momenti precedenti della mia vita, eppure ho avuto un'infanzia serena, grazie soprattutto a mia madre, intelligente ed equilibrata in ogni fase educativa. Però la memoria è ravvivata dall'intensa emozione che donò la "consapevole autonomia"... cominciavo finalmente a gestire i giorni, fare scelte, prendere decisioni. In realtà poi, non fu del tutto così, ma allora volli crederlo e mi sentii grande... finalmente adulta. Ignara che lo sarei diventata davvero, solo molti anni dopo.
Ho risentito questa dolce melodia stasera, oggi che è il decimo anniversario della scomparsa di mia madre... istintivamente ho cercato su YOU TUBE una ninna nanna dialettale che Lei amava cantilenare anche quando ormai eravamo grandi. La mia mamma era cultrice delle nostre tradizioni locali e del dialetto... registrò questa, che può a giusto titolo essere definita, "nenia"... l'ho ascoltata così, senza pensare... quando fino ad ora avevo sempre evitato per scansare l'emozione di una malinconica nostalgia.
Sono trascorsi 10 lunghi anni... e finalmente ci sono riuscita. Ho fatto pace con quella parte di passato che mi aveva rubato un angolo sereno di Cuore.

venerdì 16 gennaio 2015

AUTOSTIMA E'... UNA TESTA TUTTA RICCI (una pagina della storia mia)

Emoticon heart
Scritta così prima della buonanotte... nulla di veramente nuovo in realtà, perché ho fatto tardi per una riunione straordinaria e ho potuto ben poco, e poi è stato proprio in quell'ambito che è venuta fuori, per una serie di confronti e coincidenze, e sempre pregnante, la riflessione di quanto importante ma nello stesso tempo "esposta a venti avversi", sia l'Autostima.
La mia, come è noto, è sempre stata alquanto scarsa... con la malattia è spuntata all'improvviso, quale "strategia di sopravvivenza"... non studiata a tavolino ma buttata fuori dalla coscienza stessa.
Così andava... un boccone amaro e poi un po' di zucchero, per mandarlo giù ed anche dimenticare la doppia sensazione sgradevole, l'ineluttabilità e lo sgomento. Non sempre funzionava.
E quando anche la zolletta non era poi così dolce, significava che avevo da lavorare un po' di più su me stessa. Ce l'avevo quasi fatta, e non potevo concedermi il lusso di fermarmi, dovevo continuare a... infondermi forza. L'avrei trovata nel recente passato, scoperta nelle meraviglie dell'esperienza quotidiana, una risorsa sempre nuova e inesauribile.
Tutto sembrava così lontano... tutto affrontato e superato...
A volte mi sembra ancora impossibile. Ed è sempre da questo punto che bisognerà ripartire per continuare.
IO MI AMO DI PIU'.
IO CREDO IN ME.
IO CE LA FARO'.
IO SORRIDERO' SEMPRE E COMUNQUE.
Stampai nella mia mente questi quattro "comandamenti" e da allora ripetendoli a me stessa ho imparato ad osservarli perché, ne ero consapevole fin dall'inizio, volevo vivere e la vita è sempre una conquista, per niente scontata, certe volte pure inaspettata, concreta e visibile nel raggiungimento di un traguardo all'apparenza lontanissimo.
Eh già, per esempio... chi se l'aspettava di vedersi poi, addirittura dopo un anno, con quei capelli incredibili?
Tanti riccioli del colore della cenere ancora calda che conserva qualche bagliore di luce... alla vista altrui, molto belli, per me, solo "finalmente i miei capelli", e basta.
Mi guardavo allo specchio ogni giorno, più volte al giorno, straordinariamente vanesia, fortemente incredula.
Mi pareva la testa di un'altra.
Mi guardavo allo specchio e mi piacevo e questo non era mai successo prima.
Penso davvero che i colori della vita non siano tinte definite... tutto nero o tutto bianco, per intenderci, esistono le sfumature, le tonalità che rendono ogni suo aspetto meno drammatico e molto più accettabile, così pure meno superficiale e molto più serio, dipende... ma la vita è bella anche per questo, stimola sempre a guardarsi intorno, a guardarsi dentro.
E s'impara tanto, e non esiste più la paura, l'isolamento e avvicinarsi agli altri diventa la cosa più naturale e facile al mondo. Quante persone, infatti ho conosciuto e quante ancora ne conoscerò, e sempre non saranno semplici conoscenze fugaci ma vere e proprie relazioni umane, vissute in tutto... ansie, gioie e pure nel caso ci fossero, delusioni.
Col tempo ho imparato la "giusta misura" del coinvolgimento, necessaria per non crollare e oggi mi riconosco una forza nuova che mi protegge da ogni forma di pessimismo, pericoloso se si vuole essere compagni di percorso accanto a chi vive un momento di dolore.

giovedì 15 gennaio 2015

CIAO, MARY... E AGGIORNAMENTI DI SPERANZA


Ma un giorno segue l'altro, e non è mai uguale al precedente... la Speranza volta pagina e per fortuna lo fa in fretta, si erge dritta come fiamma senza vento.
Riprende così il mio racconto che per un po' appare spezzato...
...
"Ecco qua...", il mio sorriso e l'impegnativa.
"Di chi è...?", come... di chi è? avrei voluto rispondere ma non ho fatto in tempo... "Ah già, scusa... ogni tanto ce lo dimentichiamo che tu...".
Si, lo dimenticano che io sono metà e metà... sempre, ma quando è tempo di controlli sono più di quell'altra metà, che ha segnato la mia vita, cambiandola se pure in meglio... insomma quella che per me ora conta veramente.
Sono andata poi ad accomodarmi in sala d'attesa... ho fatto una telefonata, ne ho ricevuta un'altra, oltre quelle dell'Amore della mia Vita che "teneramente" mi metteva urgenza di sbrigarmi. Capirai, fosse dipeso da me?... e neanche tanto, perché quando sono lì ad aspettare in quella veste... da paziente in stand by... tutto mi appare diverso, e per questo indugio. E guardo intorno, osservo e ascolto... e ricchezza a piccole ma costanti dosi mi arriva come ulteriore dono.
Così quasi in volata, vedo un'Amica dopo la terapia... ma com'è che non sei passata?... e lì io spiego che ero per visita e fuori servizio. Ah già, scusa... me l'ero scordato. E poi un sorriso, per non dimenticare.
Questa stessa incontra poi un'altra delle Sue... iniziano a conversare, e scopro che entrambe hanno perso un figlio... si raccontano con lucidità, devastante ai miei occhi. All'improvviso mi sono chiare molte cose... pure che l'impossibile diventa il suo contrario, perché comunque la Vita prende sempre il sopravvento. Non ci si può lasciar morire, sarebbe come tradire quella stessa vita che un giorno hanno donato per Amore.
Ascolto, dico qualche timida parola... non di più. Sono incompetente in questo.
Il medico mi chiama... è arrivato il mio turno. Entro, faccio la visita... "felicemente rimandata" a luglio.
Quando vengo fuori dallo studio medico sento che qualcuno mi saluta...
Ciao, Mary... è l'amica dell'Amica. Ora anche Amica mia.

mercoledì 14 gennaio 2015

CIAO, MARY... E AGGIORNAMENTI DI SPERANZA


Metti che sei a passeggiare tranquillo e sereno su un sentiero ingannevole solo a tratti. Sai come muoverti, scansi la grossa pietra, salti il largo fosso... aggiri l'ostacolo. Perché vedi la pietra, il fosso e l'ostacolo, ma se all'improvviso, pur con un cielo azzurro ti sorprende il vento, più che una folata, qualcosa molto simile ad un vortice che raccoglie dal suolo polvere, foglie secche ed anche qualcos'altro... TU non vedi più e resti disorientato. Allora ti fermi... almeno sai dove poggiano i piedi, e aspetti che passa e intanto pensi, rifletti... ben sapendo che il vento con più o meno vigore arriva e si esaurisce, ma potrà tornare e sarà sempre diverso, nonostante TU ne abbia tante volte sentito gli effetti.
Vi chiederete il perché di questo preambolo a pensieri che dovrebbero essere il naturale seguito di altri, in realtà questa è una "parentesi" necessaria e doverosa, ma nello stesso tempo va considerata pure "stimolo forte" a proseguire su quel noto sentiero, a volte accidentato, della Speranza.
Stamattina ho saputo di un'altra Amica che non ce l'ha fatta... domani andrò a renderle omaggio. Oggi, ero di turno in reparto, quando ho finito sono scesa in obitorio... sapevo che era là.
Sono entrata timidamente perché non conoscevo alcun familiare, mi sono avvicinata per una silenziosa preghiera...
Ora non ce la darete più la caramella?... una flebile voce rotta da un pianto sommesso, accanto a me c'era una ragazza, tanto somigliante alla Sua mamma...
... mi hai riconosciuto?... da parte sua, solo un cenno di capo.
Grazie... a mezza voce, e un abbraccio stretto che ha detto molto di più.
Lungo quel sentiero, solo a tratti ingannevole, vai e semini speranza. A volte non ti rendi nemmeno conto che lo fai o sembra che sia poco.
Poi arriva il "tempo giusto", vedi i frutti... non li riconosci perché non pensi a tanto.
Ci sarà qualcuno che lo farà per Te.
(continua...)

martedì 13 gennaio 2015

CIAO, MARY... E AGGIORNAMENTI DI SPERANZA


Giornata intensa vissuta con pieno di speranza.
Si concludevano oggi per me i controlli semestrali, e pur consapevole dagli esiti degli esami che tutto procede per il meglio, non vedevo l'ora di sentirmelo ripetere insieme con la data per l'"appuntamento tranquillo".
E a proposito di appuntamenti... ce n'era un altro fissato pure per oggi già da qualche giorno con Antonietta C.... la mia coetanea, l'ultima volta che c'eravamo viste risale a ben due anni fa.
Ci saremmo incontrate all'interno della struttura di radioterapia, ansiose di poter finalmente riabbracciarci. Alle 11 ero là, stranamente puntualissima. Subito ho visto Suo marito che mi ha salutato con tanto calore, Antonietta era ancora impegnata con la terapia, poi ho spostato un po' più a sinistra lo sguardo e ho notato una "vecchia conoscenza" ancora, mentre qualcuno mi batteva sulla spalla... era Stefania D.... la "sempre sorridente, cascasse il mondo". Anche Tu qui?... Si, anche Io qui... e poi un vivace abbraccio.
Così per 1 appuntamento fissato, ho guadagnato ben 3 incontri, più 1 marito, un'"offerta speciale" di ricordi e percorsi attuali... e mentre pensavo a questo, ecco una voce, un altro viso noto, la zia di un mio cognato anche lei in radioterapia.
Sorrisi veri, qualcuno un po' tirato... comunque sorrisi, per tirarsi su almeno per quel momento, non dover pensare a ciò che si vive se non per quel luogo che lo ricordava.
C'eravamo incontrate per caso, eppure per l'affabile cordialità non sembrava affatto... bene o male parlavamo di "acciacchi" ed anche questo all'esterno non appariva, tanto che un medico si è avvicinato scherzosamente incuriosito.
Per me è passato del tempo, eppure mi chiedo ancora quale sia la forza grande che renda possibile tutto quanto... non sentirsi diversi nella sofferenza, riuscire a fare ironia e progetti... persino ridere di quelle risate che senti arrivare dalla bocca dello stomaco e concludersi, per necessità di cose, con le lacrime agli occhi.
Serena nell'animo, continuavo a... pensarci, sarà perché teniamo ben stretta in pugno la speranza, mi ripetevo mentre salivo su per le scale al reparto e poi diretta all'accettazione per consegnare l'indispensabile e nota impegnativa .
(continua...)

lunedì 12 gennaio 2015

HO DECISO DI VOLERMI BENE


Tranquilli... non parlerò di me, non voglio annoiare ulteriormente perché per quanto mi riguarda, è decisione vecchia e per questo ormai arcinota.
Questa sera i "pensieri della buonanotte" sono da dedicare a qualcuno o ad ognuno che non crede troppo in se stesso... come se guardandosi allo specchio non riconoscesse la sua immagine. Allora, disorientato e preso dallo sconforto va alla ricerca di altri "specchi", diversi per dimensioni e forma, ma ciò che vede è sempre la "non immagine" di sé.
Eppure basterebbe che ragionasse un po'... la "persona" che vede può essere Lui solo, perché in quel momento e ambito solo Lui è.
Si tratta di prendersi in esame con obiettività ma senza eccessiva durezza, dopo tutto non deve dimostrare niente né gareggiare per un primo posto.
Essere se stesso e non la "brutta copia" di qualcuno... tutti hanno una "specialità" di cui vantarsi, potrebbe persino essere non averne nessuna, perché significherebbe essere bravi in tutto.
Di conseguenza accettarsi con i limiti ma pure valorizzare le proprie potenzialità, ammettendo il margine di errori, e se è il caso perdonarseli pure. Con l'impegno però di non farne più, o per lo meno non ripetere gli stessi. E a questo punto siamo già sulla buona strada del "volersi bene", ovvero amare se stessi nella piena consapevolezza e fare di questo amore una ricchezza da investire.
Profondamente "amati da sé, la persona giusta", troveremo sempre le parole... giuste al momento... giusto, gli Altri lo riconosceranno e la Fiducia aumenterà e tutto diventerà forza grande in... Autostima.
Come una volta di me fu detto... generatore di corrente che si rigenera, ricaricando. E pensare... io non l'avevo mai saputo.
Come non lo sapeva un'Amica che aveva speso gran parte della vita credendo di essere capace in poche cose, per dirla brevemente... cucinare zuppe e sughi, caricare tre lavatrici a settimana, e soprattutto "sdrammatizzare" sempre gli inutili drammi di marito e figli. Finì con l'esaurirsi, ed era quasi sull'orlo della depressione quando si rivolse ad un gastroenterologo per alcuni disturbi all'apparato digerente. Al medico fu sufficiente guardarla negli occhi, e ancora prima di visitarla, fece un quadro della situazione. Prese un foglio bianco... disegnò un ampio cerchio e al centro una piccola sagoma stilizzata... questa, sei TU... le disse, poi fuori, per tutta la linea circolare scrisse a grosse lettere una parola... AVAST!.
Pugliese sono io... pugliese la mia Amica e il dottore. AVAST!... nel Nostro dialetto, significa... BASTA!
Per Lei, quindi era arrivato il momento di arginare fuori da sé tutto quello che le aveva impedito di volersi bene, aver cura della propria persona, coltivare gli interessi più appaganti...
AVAST!..e poi, doveva solo ricominciare volendosi bene.

domenica 11 gennaio 2015

NULLA E' SCONTATO, PERO'...


Da ieri sono tornata ai miei soliti ritmi di "parola", e se ne è accorto subito il compagno della mia Vita che avrà ripreso anche lui a respirare normalmente. Quando mi vede taciturna, dice sempre che gli faccio mancare il respiro. E stanotte, così ci siamo addormentati... parlando, non so perché entrambi ricordavamo scorci della nostra vita familiare da bambini, e li abbiamo condivisi l'un l'altro. Spogliati della tensione di questi ultimi giorni, è stato come mettersi a nudo nei rispettivi animi per donarsi ancora.
Un rapporto si consolida inaspettatamente anche in questo modo... è scambiarsi più volte nella "vita a due" quella vera nuziale, senza mai farle perdere splendore.
Un anello può non fare la differenza ed in effetti non la fa, ma quando si crede fortemente in ciò che si è costruito e si porta avanti con altrettanta forza e convinzione, anche un simbolo può costituire un valore aggiunto. Questa era stata sempre pure l'opinione di mia madre che della famiglia ebbe la vocazione e che con quel cerchietto d'oro teneva strette le pagine della sua storia.
Ed ecco che sempre Lei torna nelle pagine della mia... sarà perché resta il mio modello di vita... sarà per quel triste anniversario tra qualche giorno.
Dieci anni che non è più, e sembra solo ieri... e l'altro ieri l'intero Suo vissuto.
Una volta disse che avrebbe voluto essere sepolta con la fede al dito, e alla mia "rimostranza"... "Però, mamma, sono la primogenita, dopo di te vorrei conservarla io", avanzata per sdrammatizzare e allontanare la tensione creata dalle sue parole, aveva risposto senza esitare, "La vuoi tu? Sarà tua".
Tangibile passaggio di testimone, testamento spirituale dei valori in cui da sempre aveva creduto. Quanto dolore provato poi, quando l'aveva persa venti giorni prima di morire... non aveva colpa, tuttavia pianse perché non avrebbe potuto mantenere la promessa. Non ho "ereditato" il suo anello, ma tutto ciò in cui lei ha creduto, quello si, l'ho fatto mio, patrimonio che investo ogni giorno nella mia quotidianità e non solo nell'ambito familiare, e che mi ritorna con gli interessi facendomi sentire sempre più ricca.
E per questo vorrei poter seguire continuamente la voce del cuore, anche a costo di star male. Vorrei non deludere nessuno e forse vengo meno alle aspettative di qualcuno esagerando con degli atteggiamenti involontari. Coi "miei silenzi" mi impegno a far tutto da sola, ad uscir fuori dai miei momenti bui, a risollevarmi, a non temere ciò che sarà, e probabilmente anche questa viene considerata una forzatura, una maschera per nascondere la vera natura dei miei sentimenti.
Ma io ora sono davvero così, una scoperta continua anche per me stessa, in tempo reale ho consapevolezza di ciò che provo che è diverso da ieri e anche da domani.
La mia "avventura" mi ha insegnato che niente è scontato, forse neppure la "paziente benevolenza" di Chi mi è accanto, il Suo amore maturo e consapevole...
Qualche volta ci penso... non dovrei tirare troppo la corda, poi lo vedo che si lucida addosso la fede al dito per farmelo notare, ed io allora più tranquilla preparo al solito il Nostro cappuccino.

sabato 10 gennaio 2015

DIVISA A META' MA COMUNQUE CONTENTA


E con i risultati di oggi... è quasi fatta. Manca la visita di lunedì e sarò rinata ancora una volta.
Ma sapete che comincio a perdere il conto delle "mie rinascite"?
Eh già, perché da allora saranno state almeno una decina, senza contare la ripresa dopo gli "sgambetti" e il rientro nel programma dopo i "fuori- programma". Non è mai stata una novità, e dopo tutto si è sempre... più o meno... preparati ai colpi di testa e di coda di una malattia imprevedibile quale è questa.
Più o meno, è vero... anche se uno spera almeno in qualche anno di tregua per ricaricarsi e tornare in campo. Io vivo questa tregua ormai da tempo, e diventa sempre più credibile avercela fatta... idealmente manca solo un passo al fatidico quinto anno, eppure mentre sono sempre più vicina, provo la sensazione di distrarmi... non guardare dove metto i piedi, e poi finire sulla classica "buccia di banana". E se scivolassi? Non è possibile, mi dico... ho sempre l'appiglio giusto, mi afferrerei all'ultimo momento per cadere dritta o non cadere affatto.
Sempre occhi aperti comunque, e sotto controllo i battiti del Cuore.
E intanto stamattina il Cuore mio sembrava voler uscir di senno, tanto batteva forte e poi rallentava sotto l'impulso di un fiato sempre più corto.
Maledetta ansia, che pur allenata e ben gestita, non perde occasione di andare per conto suo a intrufolarsi negli affari altrui... ovvero i miei, visto che sto ben attenta a tenerla sempre fuori dalle mie giornate, ben chiusa a chiave nello sgabuzzino delle "esagerazioni".
Poi ho preso in mano il foglio coi risultati delle analisi, e l'occhio è volato ai marcatori, al più temuto... il ca 15.3. E' calato di qualche punto... ha ripreso la "giusta discesa"... felicità assoluta.
"Che bello, dai... che tutto vada bene almeno a Te, altrimenti Noi come facciamo?"
Nessuna invidia, alcuna gelosia... la vittoria di UNO SOLO diventa vittoria di TUTTI.
Per me, in quel momento... felicità assoluta che si tempera, non perde di valore ma si trasforma in forza e ulteriore determinazione.
IO ce la sto facendo... ce l'ho fatta. Devo continuare a... dire che si può fare... TUTTI possono. Almeno in questo, davanti a CHI conta... nessuno si presenta con referenze o raccomandazione speciale.

venerdì 9 gennaio 2015

PERCHE' NON POTREI SE NON CI METTESSI IL CUORE


Se in questo strambo mondo virtuale non fossero tutti abituati alle esternazioni più disparate, sicuramente qualcuno mi chiederebbe perché prima di condividere uno o più pensieri io anteponga sempre un Cuore. Eppure cuori e cuoricini, semplici o "glitterati", colorati o in bianco e nero, qui abbondano... il mio però è diverso, è con la "maiuscola" perché non è per vezzo ma "forte sentire", ansia dolore abbattimento... gioia serenità e tanta speranza. Tutto detto così, in un sol fiato.
Un giorno lessi una frase che mi colpì e piacque tanto.
Vivere è un insieme d'istanti, un insieme di emozioni.
Sarebbe bello se ad ogni momento della vita potesse corrispondere una forte risposta emotiva, ogni respiro sarebbe più intenso, tutto avrebbe più significato e ci sentiremmo stimolati affinché le emozioni siano sempre più numerose tanto da portare alle stelle gli istanti e quindi allungarci la vita.
Tutto può emozionare, non occorrono grandi eventi, può bastare l'alba di un nuovo giorno, il volo di un gabbiano e persino un dono fatto o ricevuto con il cuore.
Non è questa forse la ricchezza dell'anima? E più ti emozioni e più ti senti vivo, istante dopo istante.
Quando l'esistenza pone un freno alla sua corsa, all'improvviso impari ad apprezzare ciò che conta, i gesti con un valore, i fatti che passano ma lasciano un segno.
Per me ogni sera è momento di bilancio, perché ogni singolo giorno ha un suo significato speciale, unico come gemma che brilla di luce propria e che insieme alle altre ha da rendere prezioso il gioiello che è la vita.
Stabilito ciò che di positivo e negativo c'è stato, penso a quello che farò il giorno dopo, a qualcosa che dia gioia e non solo a me, serenità alla mia famiglia, e alle persone che incontro riservo un saluto speciale che faccia sentire unici e mai soli nella sofferenza. Un piccolo dono per dire, sono con te, ti capisco, ti sono amico. Niente va dimenticato, nessuno deve sentirsi trascurato perché ognuno ha un ruolo nell'esistenza globale.
Continuare a... vivere, l'ho ripetuto tante volte, continuare a... vivere nel bene e nel male, aspettando che passi e pure con la curiosità per l'imprevedibile che è sempre dietro l'uscio.
Così stasera pongo il Cuore, un po' teso ma sempre speranzoso... l'animo mio ha ancora tanto da fare per quel senso di vita che strada facendo si è lasciato dietro.
Tutto questo non può andare perso, non è ancora il tempo... ed io lo spero tanto.

giovedì 8 gennaio 2015

FERMA QUEL MOMENTO NEL TEMPO

Bella come espressione, stimolante invito... me lo sono fatto da sola già ieri sera, quando per l'ultima volta ho tirato via la spina dalla presa e le luci dell'albero di Natale si sono spente.
Passato un periodo, la "logica istintiva" vorrebbe archiviarlo in modo definitivo, e questa prevale perché la sua ragion d'essere è fare tutto seguendo l'impulso del momento... ragionare quel tanto che basta... pensare a quel che è da fare, in attesa di mandarlo a sua volta... in archivio.
Vivere in automatico, senza apprezzare i dettagli e il gusto di "sapori particolari". Succede quando scarso e poco significativo è il "vissuto" alle spalle, e forte e spasmodica invece, la curiosità ansiosa del tempo a venire.
Così, ieri... tornando all'anonima penombra di un comune lume, ho riflettuto su quel preciso momento, diciamo pure... "istante" che per un po' mi creava sgomento ma solo perché era il seguito di un altro opposto. In conclusione, destabilizzava perché interrompeva una sia pur breve routine, e nello stesso tempo confermava una certezza... il passare del tempo con tutte le incognite che comporta.
A questo punto la solita logica istintiva, per non pensarci... si immerge in altre considerazioni, affoga e poi... riemerge in "altro mare".
Ma Chi lo dice che deve essere necessariamente così? E' vero, il tempo va... i foglietti del calendario ad uno ad uno vengono staccati, ma nella mente e ancor di più nel Cuore di Chi vuole, tutto può restare fermo, intatto per un altro po'.
Ricordo... quando decisi che non avrei più indossato la parrucca, anzi le parrucche, non me la sentii di toglierle di mezzo immediatamente... le lasciai lì dove erano state durante i 10 mesi di quella mia "particolarissima vita". Tre testine "parruccate" sul comò per un'altra settimana... perché potessi rendermi ben conto che era finita... quel periodo, passato ma non del tutto archiviato. Perché quando qualcosa si vive intensamente... nel bene o nel male... non si può.
E mentre solo ieri è stata l'Epifania, ho ancora sulla mensola in cucina le formine dei biscotti di Natale.
Dopo tutto non danno alcun fastidio, fretta non c'è... le lascerò dove sono, ancora per qualche giorno. Poi ci penserò.

mercoledì 7 gennaio 2015

DA RIFARE TUTTO... "SISTEMATICAMENTE"


Ero già fuori contrariata e stizzita, quando ho sentito dietro di me un passo svelto e una voce...
"Signora, state andando via?... e il numero...? Potete cederlo a me, per favore?... ve lo pago..."
Mi sono cascate le braccia...
"Non ce l'ho il numero, per questo vado via..."
Di fronte ad una faccia affannata e poi delusa, il mio totale scoramento.
E' mai possibile, siamo arrivati a questo punto?
E mentre io mi sentivo "protagonista" assoluta di un atto unico, tutte quelle persone non potevano fare altro che le "comparse" di un "polpettone storico", che coinvolge per la vivacità di azione ma poi annoia, perché non ha mai fine.
Intanto, per quello che mi riguardava, nel tentativo di recuperare tempo, vedevo una sola possibilità. Salire in reparto e far spostare la data della visita alla settimana successiva. Vado su, consapevole di trovare anche lì una situazione non facile, ma ciò che mi si presenta supera ogni aspettativa... mi verrebbe davvero voglia di tornare indietro e non pensarci più, ma poi come un automa mi porto all'accettazione. In fila come tutti, ma stabilmente ultima perché do la precedenza a Chi davvero non può... salire e scendere, stare in piedi o seduto... a Chi non tollera quel posto e ha fretta, a Chi lo tollera ma preferisce starci il minimo indispensabile.
Alla fine arriva pure il mio turno..
"Ascolta... non pretendo niente. Non sono riuscita a fare il prelievo, potrei rinviare la visita oncologica di una settimana?"
"Scusa, qual è il problema, il prelievo? Puoi farlo qui... devi solo aspettare".
E ho aspettato... sempre in fila, cercando quasi di non farmi notare perché... ripeto... non mi pareva molto giusto.
Sono passate circa due ore...
"Non hai messo il camice, oggi?", è stata la domanda ricorrente... e poi la mia risposta, " Oggi, sono dall'altra parte", e avrei dovuto aggiungere... sono "paziente", e mai termine sarebbe stato più esaustivo.
Però anche per me, ovviamente è arrivato il momento, e quando l'infermiera, dopo aver pronunciato il mio cognome, ha visto di chi si trattava, ha esclamato... ma non potevi dirmelo?
Beh... io non mi sarei mai permessa, e non l'ho fatto. Ma per quelle parole dell'infermiera mi sono sentita... troppo considerata... troppo privilegiata.
E tutti gli Altri?... sempre comparse in cerca di un "ruolo".

martedì 6 gennaio 2015

DA RIFARE TUTTO... "SISTEMATICAMENTE"


Me ne sono andata un po' sopra le righe, perché non potevo farne a meno, non se ne può più di tutto quel "sistemarsi" a discapito di qualsiasi tipo di sistema. Tutto fa acqua... pure le "scialuppe di salvataggio" che a suo tempo andavano controllate dalle "competenze" e non dagli "incompetenti", preoccupati solo di accomodarsi 4 uova nel piatto.
Eh... si sarà capito che sono in corsa per uno sfogo!?... è da quando sono tornata a casa che ho preso a "parlarmi addosso" con stizza e pure rabbia, ad arrovellarmi per intravvedere una possibile soluzione a tutte le cose sbagliate, alle contrarietà che... costretti nostro malgrado... viviamo.
Certo è che alle assurdità non c'è limite. Cinque giorni di "ponte" per le festività... e nessuno si è salvato, all'infuori di coloro che del ponte hanno usufruito.
Stamattina, sono rimasta spiazzata... un accalcarsi di persone che rumoreggiavano spazientite per poter fare delle comuni, normali e prescritte analisi del sangue. Sembrava di essere alla "prima della Scala".
Dopo essere arrivata a spintoni al distributore dei numeri, lo trovo ... vuoto! Avrò involontariamente esclamato... ed ora come faccio?... perché un signore ha replicato con un "sorrisino" tra l'ironico e il piccato... domani è un altro giorno. Un altro giorno?... ma se è il 6 gennaio! Allora, dopodomani... ma non farò più in tempo ad avere i risultati per la visita del 12, anche perché con tutta la gente che stava andando via, il 7 c'era da aspettarsi identica sceneggiata.
A quel punto era comunque inutile aspettare, in qualche altro modo avrei fatto... sono uscita parlando a voce alta con me stessa... questi sono completamente fuori di testa!
Disorientata, confusa ed innervosita ho preso a passare in rassegna le poche possibilità che avevo, sfiorata anche da un leggero senso di colpa, l'ennesimo... forse se c'avessi pensato prima...
Ma sarebbe logico sottoporsi a degli esami del sangue a novembre, quando gli esiti degli stessi dovranno essere visionati da un oncologo a metà gennaio?
(continua...)

lunedì 5 gennaio 2015

UNA CAMICIA DA STIRARE E MELE DA SBUCCIARE


E pensare che per oggi c'era in programma tutt'altro, però tutto sommato non mi dispiace sia andata così. Domenica a casa... silenzio per riflettere ed elaborare le solite certezze part time, e poi... una camicia da stirare.
Eh già, perché è da un bel po' che ho litigato con la "felice coppia", asse e ferro da stiro, per cause non dipendenti dalle nostre volontà.
La fisiatra fu categorica... mai più movimenti iterati né pesi, altrimenti il braccio ne risentirà. Vietato grattugiare formaggio, limoni e cioccolata... come pure usare aspirapolvere e ferro da stiro, e così da allora... grattugia il Bimby, sul pavimento passo la scopa dai "capelli di lana", e a stirare ci pensa una "simpatica signora". Ma in questi ultimi giorni la neve e le feste hanno destabilizzato il "sistema interno familiare" mio, e ahimè anche il suo, per cui si è preso un bel ponte... e Noi, anzi... mio marito è rimasto senza camicie pulite.
E oggi ho dovuto stirarne una... e pensavo pure di non ricordare più come si facesse. Invece è stato tutto una "piacevole scoperta".
Al di là del fatto che certe cose non si dimenticano, mi è pesato non più di tanto, forse perché nell'adempimento di quella funzione mi sono rivista come una volta ed ho scordato i 23 linfonodi mancanti, poi... il compagno della mia Vita si è seduto di fronte mentre stiravo e mi ha tenuto compagnia. Ma dico... quando mai l'aveva fatto? E dopo mi ha anche ringraziato... cosa del tutto nuova e stupefacente... ed è evidente che ciò che prima era scontato, ha capito non esserlo più.
Non avevo bisogno di conferme perché ormai lo so da tempo, però è vero... certe "avventure" lasciano il segno che poi si rivela come quelle conchiglie rovesciate sulla spiaggia dopo una mareggiata... esternamente sporche di alghe e sabbia umida, ma all'interno dai bellissimi riflessi madreperlacei.
Ma come mi verranno queste immagini, mi chiedo... chissà!?
Comunque, non mi è bastato. Dopo la splendida riuscita dell'"impresa", mi sono cimentata in un'altra più semplice e collaudata... preparare la mia solita torta, quella che riesce sempre bene.
Un'ulteriore gratifica all'autostima.
A poco prezzo stavolta... solo qualche mela da sbucciare.