giugno

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sabato 30 giugno 2012

Questi ultimi due mesi sono stati d'intenso "andirivieni".
Arrivava l' "Uno" e dopo un po' l' "Altra"...
Andava via l' "Altra", restava l' "Uno" e dopo un po' un' "Altra" ancora arrivava... mentre a tratti l' "Uno" andava e veniva. Mi pareva d'esser su una giostra!
Mi sono stupita anch'io d'aver retto a tanto dopo neanche un mese dall'ultimo intervento. Sarà stato merito dell'anestesia non ancora ben smaltita... chissà!
Oggi... l'ultima "partenza", almeno per il momento, e subito dopo... il "vuoto"... come sempre.
Mi ritorna il detto antico, retorico e stantio, "Partire è un po' come morire", e mio malgrado perchè detesto le frasi fatte, devo dargli ragione. Non muore però solo Chi parte ma pure Chi resta e quel "vuoto" dentro che lascia una vaga sensazione di smarrimento ne è la prova.
Che farci? Sarà anche questo un segno di quanto tutto nella Vita sia precario e passeggero, dalle piccole alle grandi cose...
Me lo ripeto ancora una volta, anche stasera come due settimane... un mese, due mesi fa... ma ormai sono sempre più convinta di essere "incurabile" perchè non riesco a "proteggere" questo  mio "sciocco" Cuore che punta i piedi, s'abbarbica e non molla fino a sentirsi debole e stanco ogni volta, quando sente venir meno la stabilità di ciò che prova.
Eppure la colpa non è di alcuno... deve andare così, e magari per non essere proprio categorici, diciamo che il più delle volte potrebbe andar meglio se ogni forza fosse in equilibrio con le altre.
 Cosa difficilissima, perciò... Cuore mio, anche se compito tuo non è... ragiona, e pur tutto incerottato, continua ad... andar per la tua strada.

venerdì 29 giugno 2012

Ho altre foto di quell'estate 1950... in tutte mia madre appare la bella ragazza che era, ma questa in assoluto è la mia preferita.
 Sarà per quella posa disinvolta sulla Lambretta, il Suo sorriso dolce e nello stesso tempo coinvolgente... sarà per un mucchio di cose, certo è che guardo quell'immagine ingiallita dal tempo e non so resistere perchè mi sembra quasi di esserci già stata sotto la pensilina di paglia una domenica d'agosto di oltre sessant'anni fa.
Ma forse è così... la mia "storia", la mia "vita" è iniziata lì... almeno idealmente.
Mia madre lo raccontava spesso... raccontava di quel giorno in cui aveva conosciuto mio padre, quando pur sotto lo sguardo vigile della propria  madre (la si intravvede nella foto sulla destra), aveva accettato senza pensarci su l'invito di quel ragazzo mingherlino a dir la verità alquanto insignificante. Che sfacciata! Per l'epoca quel tipo d'atteggiamento era da considerare per lo meno "eccessivamente disinvolto", ma la mia mamma era così e aveva continuato a... esserlo anche dopo, non aveva mai dato importanza a quello che la "gente" potesse dire, le bastava essere sempre a posto con la Sua coscienza, nient'altro.
Così quel giorno i miei genitori avevano cominciato a conoscersi e frequentarsi, e grande fu lo stupore di "LEI" quando venne a sapere della città natale di "LUI" e del fatto che fosse uno studente universitario. Era sempre mia madre a raccontare che ancor prima di quel momento, senza saperlo "aveva liquidato" un Suo spasimante  con la scusa di essere già impegnata con uno studente proprio di quella città. Sesto senso o premonizione? "LEI" se ne faceva un vanto e "LUI" si mostrava quasi seccato per averla conquistata... a metà.
Ma la mia mamma è sempre stata un po' una maga... o forse più una fata... forte e decisa, gentile e delicata... generosa e pur dura davanti  alle ingiustizie.
Il Suo matrimonio è durato 52 anni, sempre con l'amore del primo giorno...
Qualche tempo prima di morire la sorprendemmo con gli occhi lucidi  mentre guardava la foto di mio padre nella ricorrenza del Loro 50° anniversario.
Sentendosi osservata alzò lo sguardo dall'immagine e rivolgendosi a Noi disse...
"Quant'è bello il marito mio... ne sono innamorata."

giovedì 28 giugno 2012

Solo venti minuti o giù di lì per comperare qualcosa per il pranzo al negozio sotto casa... così sono trascorsi gli ultimi giorni in "ritiro" perfetto, a pensare... ricordare... elaborarne un che di positivo che desse una spinta "oltre".
Le situazioni di stallo non vanno mai bene, eh no... portano in una sorta di pantano o in una vastità di "sabbie mobili cerebrali". Stai lì, fermo ad elucubrare, girando intorno allo stesso pensiero. Fermo quindi solo in apparenza, perchè intanto ti agiti nel tentativo di uscire da quel vortice e non ci riesci e resti impelagato, prigioniero dei Tuoi stessi pensieri.
Basta... oggi si esce! Facciamo qualcosa prima che inizia la partita, va bene!? Fossero solo anche due passi...
L'Amore della mia Vita... come sempre con un'azione di forza  m'ha tirato fuori dal solito "guscio" in cui trovo rifugio quando ho le batterie scariche. A volte riesce nell'intento altre no, stavolta gliel'ho permesso... avevo bisogno solo di un piccolo aiuto per levarmi dopo essere stata troppo piegata su me stessa.
Una breve passeggiata, un giro al centro commerciale e uno sguardo alle vetrine... niente di eccezionale ma sufficiente a distrarre la mente dai pensieri ricorrenti. Poi a casa per la partita...
A me delle partite di calcio, ma solo quelle importanti interessa unicamente il risultato finale, quindi prima di arrivare al 90° minuto mi sono dedicata a qualcosa che non faccio quasi mai... mettere ordine nello scatolone delle vecchie foto. Lo faccio raramente perchè  mi riportano ad un passato "riprodotto" sempre sorridente, che ce ne fosse motivo o meno... ad un "cheese" a bella forza per  esigenze di fotografia. Poi ripenso a tutto quello che è seguito fino ad arrivare ad oggi... quando magari Chi era nella foto ora non è più.
Come questa...


 MIA MADRE A 17 ANNI, AL MARE... IL GIORNO CHE INCONTRO' MIO PADRE

mercoledì 27 giugno 2012

In questi pomeriggi un po' troppo tranquilli trascorsi in compagnia di me stessa provo la stessa sensazione di Chi alla fermata aspetta un autobus in ritardo...
Non può far altro che attendere... teme di perder tempo... ma cerca di star calmo perchè l'attesa non pesi ulteriormente.
E intanto pensa...
E stasera ho pensato all'amica Tutta Bianca, anche Lei da un paio di settimane non è più.
Strano come alcuni siano venuti meno quasi in concomitanza con la chiusura del reparto. Tra alti e bassi si erano ripresi più volte... lo stesso Dottore se ne meravigliava, poi improvviso il cedimento come Chi teso in equilibrio per tanto tempo viene distratto, mette un piede in fallo e cade rovinosamente senza poter avere un'altra possibilità.
Del resto questa malattia può riservare tale "sorpresa"... vogliamo chiamarla così?
Anche Lei, l'amica Tutta Bianca chiedeva spesso, "... ma quando finiscono 'ste terapie?"... "Non si può stabilire. Dipende. Tu continua a... mettercela tutta"... "Lo so, ma sai cos'è?! M' sò prorio scucciat!"
E Chi  poteva darle torto?
Poi, immediatamente si riprendeva e, come se mi avesse visto solo in quel momento, chiedeva... "Uè, Marì... che te n' fai?"
Quante volte l'ho sentita questa domanda? Sempre, come sempre  mi mostrava gioiosa le foto della nipotina nata lo scorso settembre... "E' vispa, è vispa assai! Non mi ricordo che 'sti tre (i suoi tre figli)  so' stati così... parevano addurmuti (addormentati)".
E poi si scoppiava a ridere Tutti insieme, compresi i tre "addurmuti".
Voglio ricordarmela così, la mia Amica Tutta Bianca... bianca nei capelli come neve, bianca nel pallore del viso... bianca come la luce nei Suoi occhi.

martedì 26 giugno 2012

Così è che va... un momento su e uno giù nell'altalena del Vivere, non della Vita che è tutt'altra cosa giacchè in questo caso non tutto dipende da Te.
Nell' "altalena del Vivere" le convinzioni, i relativi atteggiamenti e le logiche conseguenze appartengono al soggetto... che non è uguale ad un altro, e a volte dipendono anche da situazioni contingenti... che sono sempre diverse, quindi... quanta mutevolezza!
In questo momento io mi trovo sull'altalena del Vivere, nell'istante in cui è proprio giù e stenta a risalire.
Sia ben inteso, non è un dramma... sarà che a tratti m'appesantisco, mi concentro troppo e la leggerezza per tornare su allora si nasconde.
 Diciamo che un po' così lo sono sempre stata, mia madre (bontà sua!) mi chiamava, "una ragazza sensibile"... mio padre, tirchio di complimenti e invece prodigo di critiche mi ha sempre definito, "una pesante" e ancora lo crede. E a tale proposito devo aprire una delle mie solite parentesi che poi è un ricordo... Il Dottore che c'ha tenuto in cura entrambi per lo stesso "problema",  una volta giocosamente mi disse... "... pesante tu?! E lui allora, che cos'è... un macigno?" Naturalmente scherzava, ma quanto mi fece bene sentirmi dire così ... non si può neanche immaginare. Devo dire anzi, che allora cominciai davvero a credere in me stessa.
Ed il bene non si dimentica... e non si dimentica neanche da Chi lo si riceve e tanto e tanti altri ancora.
Forse sarà per questo che ora sull'altalena del Vivere stento a tornare su.
Quanti i ricordi di questi ultimi due anni!
Oggi ho saputo che l'Amico che m'ha fatto dono della Sua riservatezza non è più... m'è dispiaciuto tanto!
Un "signore" nell'animo e nei modi... lo ricorderò quando sempre più pallido, all'ennesimo nuovo acciacco mi chiedeva, "... è vero, succedeva anche a Te?" e voleva quell'unica risposta, "... se succedeva?! Certo... ma poi TUTTO PASSA".

lunedì 25 giugno 2012

Le 72 ore... ovvero i tre giorni tutti per Noi, stanno per scadere e tra un po' la mia casa tornerà ad essere movimentata, piacevolmente animata come spesso lo è in questi ultimi tempi, come non lo è mai stata negli anni passati.
Diciamo che vivo questa nuova condizione con uno spirito d'adattamento che è una "strana" novità per il mio carattere. Ma si sa, perchè ormai Chi da sempre mi conosce se n'è reso conto... IO STESSA SONO UNA CONTINUA NOVITA' PER ME STESSA... e per carità, mi si perdoni il bisticcio di parole che era necessario.
Intanto continua il gran caldo e vago da una stanza all'altra alla ricerca di un po' di fresco... invano.
Allora, vista l'impossibilità della cosa vorrei trascorrere almeno qualche minuto in più con l'Amore della mia Vita, a condividere l'insofferenza per l'afa, a chiacchierare... Cosa vana anche questa. Biù Biù vuole attenzioni tutte per sè, quindi... o si lancia la pallina o... si lancia la pallina! Non c'è alternativa, anzi l'alternativa c'è... "volete lanciarmi il bambolotto? Per me va bene lo stesso..." sembra dire coi suoi grossi occhioni e la testolina reclinata da un lato.
A questo punto mi rassegno, me ne faccio una ragione... e torno a fare  quello che stavo facendo.
Praticamente nulla in un pomeriggio assolato e soffocante.

Ora è sera inoltrata... i giorni sono davvero sul punto di finire.
Biù Biù s'è calmata e rosicchia il suo bastoncino sul divano.
E il caldo pure ha lasciato il posto ad una piacevole brezza serale...
M'affaccio alla finestra e chiudo gli occhi.
Sì... sono fortunata se posso continuare a... sentirne la carezza e il profumo.
SORRIDO ancora una volta e qualche pensiero triste o annoiato vola via, portato dal piacere di quella brezza.

domenica 24 giugno 2012

Una giornata così... tanto simile a quella di un anno fa, tanto diversa.
Oggi come allora si festeggiava qualcuno, ma nonostante gli sforzi  non è stata la stessa.
E' strano come pur consapevoli che il Tempo passi, pretendiamo che resti immutabile quindi praticamente fermo.
Un po' come il Mare è il Tempo... sempre lì, ma alimentato di continuo da acque nuove, non è mai uguale nè immobile, e natualmente increspato, a volte mosso, persino agitato mostra il suo perenne movimento.
Perchè mi è così spontaneo paragonare il Tempo al Mare? L'ho guardato stamattina con più attenzione, praticamente "l'osservavo" e ricordavo gli eventi ultimi, "figli" del Tempo che scorre. Non so perchè, ma tutto questo mio pensare stamane mi sembrava fosse accompagnato anche da una musica lenta, con alti e bassi... un po' simile al suono che s'ascolta quando all'orecchio s'appoggia una conchiglia. Se poi si chiudono anche gli occhi, immagini un po'astratte con pennellate di colore e punti brillanti tanto simili a stelle, diventano il quadro del Tempo che va...

                         CARACOLA (CONCHIGLIA)

Mi hanno portato una conchiglia.
Dentro canta un mare di carta.
Il mio cuore si riempie d'acqua
con pesciolini
d'ombra e d'argento.
Mi hanno portato una conchiglia.
                        Federico Garcia Lorca


Poi a conclusione della festa inaspettatamente a mo' di sorpresa arriva la torta... Onde leggere con spruzzi dorati verso la spiaggia bianca disseminata di conchiglie e stelle marine.
Una conchiglia per uno... la stella a Chi è più fortunato.

sabato 23 giugno 2012

"Ma dov'eri finita per tutto il giorno? Ti ho chiamata ieri... volevo farti gli auguri!"
Gli auguri??! Lì per lì sono rimasta perplessa, anche perchè ero sveglia da poco...
 Ah sì, è vero... gli auguri! Eh già, se non ce li facciamo tra di Noi, Chi potrà mai capire?
La Mia coetanea ha telefonato ben presto stamattina proprio per essere sicura di trovarmi in casa...per gli auguri. Se n'era ricordata, queste sono date che non si possono dimenticare, neanche quando riguardano Altri, quelli che hanno vissuto la stessa esperienza. E poichè esse segnano comunque l'avvento della rinascita ben vengano i lieti auspici perchè possa continuare ad oltranza... trasformarsi in una VITA NUOVA.
Come lo è stato per me.
Questa telefonata di buon mattino m'ha fatto iniziare bene la giornata, l'ho trovata a mio favore estremamente stimolante, come dire... Chi ben comincia è a metà dell'opera, e così che m'ha dato nuova carica qualora ce ne fosse stato bisogno. In verità mi sentivo già propensa all'ottimismo pensando che per tre "lunghi" giorni l'Amore della mia Vita ed io saremmo stati completamente da soli... o meglio soli con Biù Biù, ma questa è un'altra cosa.
Valeria è ripartita, "ansiosa" di riprendere la Sua attività di precaria a tempo indeterminato.
Francesco è "volato" al Nord per qualche giorno, attratto dal richiamo del "metal"...
...e Noi? Noi qui, con la Vita di sempre da vivere, come dire... con un breve momento di "piacevole leggerezza"... come fossimo su un'isola deserta, certo... più o meno così.
A fine mattinata, di nuovo lo squillo del telefono... "Oggi io parlo".
"Sono diversi giorni che dicevo a mia moglie, dobbiamo telefonare a Mary... dai, sbrigati a telefonarle... se non lo fai tu lo faccio io, e oggi... ho deciso, io lo faccio..." e in pratica è stato come far fede al Suo nome perchè quando è determinato e sicuro ama dirlo a gran voce... "Oggi io parlo".
Che tenerezza m'ha fatto anche stavolta,  "... hai una voce bellissima, che m'apre il cuore... Non m'avrai mica abbandonato?"
Certo che no, Amico mio... come potrei!? Vi porto Tutti nell'anima... oggi più di prima.
Il mio Cuore non conosce "tagli"... non chiuderà mai.

venerdì 22 giugno 2012

Ed è passato quest'altro anno... due da quel giorno, ed oggi come in passato, a giusto merito mi faccio gli auguri.
CI SONO e mi auspico di continuare a... esserci ancora a lungo.
Ma ad un compleanno che si rispetti non possono mancare dei regali, ed io questa volta non m'accontento più di un "Viva me" sussurrato, voglio regalarmi... due poesie, bellissime, sono di Fernando Pessoa.
Mi sono capitate sotto gli occhi, guarda caso proprio oggi e le ho trovate coinvolgenti per serenità e speranza... in breve, se ne fossi stata capace  sembrerebbero scritte da me, ma poichè purtroppo questo non è , le ho "adottate" come mie  a spiegare come IO sono ora... dopo TANTO... nonostante TUTTO.

 Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire...
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un'infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso.
 Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l'amo, e l'amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare...
Amare è l'eterna innocenza,
e l'unica innocenza è non pensare...

Così da quel giorno o giù di lì mi lascio "trasportare" dalla bellezza dei momenti, me ne innamoro e a volte anche con passione. Vivo sospesa tra cielo e terra in un mondo ideale dove esiste solo ciò che è bene perchè è giusto che sia così.
Ma i grandi coinvolgimenti, le passioni spesso hanno destino breve, ed io pur ostinata a crederci ne resto profondamente delusa...

  E dopotutto ci sono tante consolazioni!
 C'è l'alto cielo azzurro, limpido e sereno,
 in cui fluttuano sempre nuvole imperfette.
 E la brezza lieve [...]
 e, alla fine, arrivano sempre i ricordi,
 con le loro nostalgie e la loro speranza,
 e un sorriso di magia alla finestra del mondo,
 quello che vorremmo,
 bussando alla porta di quello che siamo.

... è così che la SPERANZA accompagna ogni sereno inizio.
A  DOMANI !

giovedì 21 giugno 2012

Raramente si riscontra una tale sincronia...
Oggi l'Estate ha fatto la sua entrata ufficiale "fedelmente" accompagnata dal gran caldo afoso.
Lo chiamano Scipione l'Africano l'anticiclone che ne sarebbe la causa, per Noi è caldo e basta quello che  ci fa sudare solo se ci chiniamo a raccogliere un foglio sul pavimento e ci toglie il respiro anche con la finestra aperta.
Ripeto, non è cosa facile ed usuale, ma quest'anno l'Estate s'è presentata come Dio comanda, e mentre mi faccio vento col variopinto ventaglio messicano, dono di mia nipote al ritorno dal viaggio di Nozze, mi torna in mente la stessa data di due anni fa.
C'era stata la pioggia per due giorni e alla fine del secondo un violento temporale con tanto di tuoni e fulmini aveva spazzato via tutto il maltempo. A finire l'opera era rimasto un forte vento settentrionale che mi ero ritrovata il giorno dopo, quel 21 giugno 2010 quando entrai in ospedale per il primo intervento.
Calze, giacca e... parrucca, perfettamente in linea con la stagione.
E continuo a... farmi vento e i ricordi sono ancora più lontani.
I miei figli erano bambini e la vecchia casa non era certo dotata di climatizzatori, si parla infatti di quasi trent'anni fa... anno più anno meno. Erano una specie di rarità a quei tempi ed allora bisognava arrangiarsi con i ventilatori, non se ne poteva fare a meno. Noi, l'Amore della mia Vita ed io, ne "abusavamo" anche di notte.
Cominciammo con uno solo... sul comò, meglio andarci piano perchè "poteva far male", ma quell'unico equivaleva a niente visto che nell'intervallo del mezzo giro sudavi più di prima e se per caso, stremato t'eri appisolato ti svegliavi sbarrando gli occhi per la sensazione di soffocamento da cuscino sulla faccia.
Allora c'industriammo e i ventilatori diventarono tre. Uno sul comò a destra... l'altro su una sedia a sinistra e il terzo... udite udite... a piantana e davanti al letto. Fatti partire in successione "operavano" in sequenza, in direzioni opposte... vale a dire, per Noi fresco continuo o meglio forte venticello continuo che fresco non poteva mai essere perchè logicamente la temperatura restava la stessa.
Però come eravamo contenti... l'Amore della mia Vita era soddisfatto di sè per aver "escogitato" questo sistema che se fosse stato davvero originale e Lui avesse potuto, avrebbe perfino brevettato.
Pensate... sarebbe passato alla storia come l'inventore "semi-serio" del primo"quasi centralizzato" sistema di ventilazione  a risparmio d'energia.

mercoledì 20 giugno 2012

Ieri, alla visita di controllo dal chirurgo nuovi incontri, altre esperienze vissute ad ogni età.
Inizi di un percorso difficile quando prepotente si fa avanti il desiderio di Vita. Un'unica arma... il SORRISO.
Ricordo... non ho mai detto e neanche pensato pur nei momenti più duri... perchè proprio a me? Anzi ho sempre sostenuto, trovando conforto... perchè non doveva, proprio a me?
Oggi rifletto ancora e consapevole di tante realtà nella malattia, sono più concreta... non posso lamentarmi più di tanto, ho fatto la mia vita. Che dire dei giovani, dei bambini che s'ammalano a volte senza speranza?
Al Loro cospetto io m'inchino e da Loro ho tanto da imparare.

Attraverso altri siti di cancerbloggers mi sono imbattuta in un video bellissimo che riguarda la storia altrettanto bella di Giulia, una ragazzina di 14 anni morta per tumore lo scorso anno.
Tutti la ricordano per il sorriso con cui aveva affrontato ogni sofferenza trasformando la malattia in un inno alla Vita e in un momento di comunione con Dio.
Non ho potuto fare a meno di guardare fino alla fine... poi Tutto m'è stato ancora più chiaro.

martedì 19 giugno 2012

Non so se sto diventando polemica... magari, forse un po'.
Il fatto è che mi manca quel terzo piano, lì ogni giorno imparavo a stemperare ogni emozione negativa, riuscivo a tollerare ogni contrarietà ridimensionandola... non mi credevo, e giustamente al centro dell'Universo.
Ora mi sento come se m'avessero messo fuori da un ambiente che fino a poco tempo fa era mio di diritto, perchè non era più necessario... perchè stavo usurpando qualcosa a qualcuno. So bene che non è così... la mia è solo una sensazione che mi porta purtroppo e inevitabilmente a voler fare di me il centro d'interesse di... qualcuno? Ma Chi poi si dovrebbe curare ancora di una "paziente" mastectomizzata da ben due anni per giunta pure ricostruita questa volta da soli due mesi? E che voglio di più? Possibile mai che dobbiamo sempre lamentarci e trovare difetti e cavilli e poi ancora "sognarci"  gli spostamenti di "qualcosa" che è invece al suo posto bella e tranquilla? Forse "troppo tranquilla", un po' "rigida e sulle sue" ma solo perchè non è curata, anzi è "trascurata" senza carezze e massaggi.
 Insomma la responsabilità è sempre e solo mia, e... fermiamoci qua, mettiamo un punto e non se ne parla più.
A pensar tutto questo verrebbe da chinare contrita il capo al Cuore, ma che cosa otterrei? Mi sentirei certamente in colpa per l'essermi "garbatamente" lamentata... ancora una volta inadeguata perchè in preda ad una crisi ipocondriaca con attacchi qua e là d'isteria ed insoddisfazione, ed allora? Giriamo pagina ma tornando indietro...
Una madre anziana... ma non troppo, un figlio giovane... ma non giovanissimo in attesa davanti alla sala operatoria da più di cinque ore. Tradiscono una forte tensione, aspettano di veder uscire da quella porta il "marito", il "padre" per la terza volta in 50 giorni sottoposto ad un intervento per un tumore al colon. Hanno ansia, paura che non tutto sia andato come doveva, che non tutto andrà come dovrebbe...
"Non temete, siete in ottime mani... anch'io sono stata operata due volte qui dallo stesso chirurgo..."
"E state bene? Vi sentite bene?"
"Certo... sono qui... così come mi vedete"
"La vedi... la signora?! Speriamo lo stesso... pure per noi"
"Ma sì, vedrete andrà bene, anzi... è già andato bene tutto!"
S'apre quella porta e un letto viene fuori. La madre scoppia a piangere, il figlio s'alza per parlare col medico.
Il letto viene spinto lungo il corridoio verso la stanza... la madre lo segue. Dopo qualche minuto il figlio termina di parlare col medico e s'avvia anche Lui. Ad un tratto si ferma, torna indietro. Alzo gli occhi dalle pagine del libro che sto leggendo e mi ritrovo con la mano destra tra le sue...
"Tantissimi auguri, signora e... grazie!"
"Per carità... grazie di che?"
"Perchè vi siete trovata oggi qui... per le belle parole. Hanno sortito l'effetto che dovevano"
A ripensare tutto questo dimentico la "pagina" che è seguita.

lunedì 18 giugno 2012

Lo sono sempre stata... ma ora riesco a realizzarlo e a tradurlo in sintesi.
Sarà perchè penso che sia tempo di capire in pieno, completamente come sono... senza accusare  stanchezza se mi ci soffermo troppo.
A volte sono di una "profondità abissale". Poche parole per esprimere in modo efficace, almeno spero, l'essere riflessiva al massimo grado ed oltre.
"Profondità abissale"... mi piace questa espressione, ha fascino e sa d'infinito. M'è venuta estemporanea... mi succede nei periodi, appunto... di riflessione al massimo grado ed oltre. E in momenti come quelli come questo IO MI SENTO DOPPIA.
 La Mary che procede ed è sempre un passo avanti e l'Altra che resta ferma o addirittura torna per un tratto indietro. La prima è consapevole di non essere unica, si volta ma non riconosce la seconda perchè troppo lontana e a questo punto resta smarrita e si ferma anch'essa. L'Altra ad un certo punto la raggiunge, ma entrambe sono troppo stanche e il ricongiungersi lascia senza forze.
Ecco... spesso mi sento così e vorrei tanto sentirmi sempre UNA SOLA perchè questo vorrebbe dire andare per un'unica strada, la mia... senza se senza ma, senza alcun condizionamento.
Un'utopia? Può darsi... però intanto quando il "ricongiungimento" è avvenuto sia pur con fatica riprendo quella che credo la mia "via", chissà che possa percorrerla senza altri intoppi.
I "contatti" che la malattia m'ha lasciato come regali preziosi, le persone stupende tutte che m'ha permesso di conoscere, diventano "compagni di viaggio", "pellegrini" con me in un percorso che porta alla scoperta di se stessi e delle risposte a tante domande.
Ci può essere meraviglia più grande?
Oggi, nel pomeriggio... la Mia coetanea al telefono... "Sì, sto bene... insomma, così così. Ma il fatto è che m'hanno tolto l'andare lì. Mi sento male, strana... come non fossi io."
E' vero, è comprensibile... NOI c'aggrappiamo a qualsiasi cosa e la rendiamo NOSTRA sicurezza. Forse però e proprio per questo, uno scossone ogni tanto non guasta, ci fa sentire VIVI perchè possiamo cercarne altrove di valide... sentirci così sempre capaci "fattori di Noi stessi".
Dopo un po'... sempre nel pomeriggio... una delle Amiche infermiere sempre al telefono..."Ora sto meglio anch'io, mi sto abituando al nuovo reparto... ma è stata dura dopo tanti anni accettare di essere catapultata in un sol giorno come su un altro pianeta. E tu, Mary... chissà come ti sentirai!?"
IO, Amica cara... mi sono sentita più o meno come TE... ricacciata indietro come se qualcuno avesse voluto impedirmi d'andare oltre. Sbigottita mi sono chiesta anche il perchè.
Forse sarà stato per cercare altri motivi e modi per continuare a...
Chi legge a questo punto, se vorrà potrà tentare di colmare lo spazio lasciato in sospeso dai puntini.

domenica 17 giugno 2012

Che oggi sarebbe stato caldo me ne sono resa conto appena sveglia.
L'avrei sopportato perchè per me ora il caldo come il freddo appartengono alla categoria dei disagi che basta rilassarsi e contare fino a dieci per non pensarci più.
Un altro giorno aveva inizio, ma... ero ben decisa... questo avrebbe segnato anche il principio di una diversa impostazione di vita. Tutto ciò per "rientrare in me stessa" dopo il marasma emotivo che avevo attraversato. Sarei partita dalle piccole cose, come affrontare già  di buon mattino le incombenze della giornata, il resto sarebbe arrivato da solo. Importante era anche restare stoicamente calma ad ogni attacco dall'esterno, perciò...
... il marito si lamenta per i soliti acciacchi? Far finta di niente e preparare la colazione, tanto... tempo 5 minuti... passa tutto ed è subito fuori ad ossigenare i polmoni.
...i figli brontolano, non c'è lavoro ma in compenso c'è la noia... calma piatta nel primo caso, però vuoi mettere... non ti puoi sentire come morto perchè i morti non si agitano mica!
Solite litanie della domenica che, se riesci a resistere senza replicare per almeno un quarto d'ora, finiscono così come sono iniziate.
Per tirarmi un po' su penso al mio "programma", quello è cosa mia e d'altra parte credo che come sempre non interessa più di tanto se non ad esecuzione avvenuta, e perciò "sorridendo nell'anima" e "caricandomi d'energia" dò inizio a questo nuovo giorno.
La casa... la "mia" casa dovrà essere lo specchio di ciò che ho dentro, che io non possa da oggi in poi notare stonature. Vedere l'ordine intorno mi farà sentire calma e serena perchè sarà la prova che i pensieri tristi e destabilizzanti sono per altre vie che non coincidono con la mia.
Sul davanzale della finestra dai vetri lustri, nella mia camera da letto ho posto unica, la piantina che mi ha regalato "la Dolce ragazza" prima di partire... " per dirti grazie... qui davvero sono stata come a casa".
La "mia " casa... il "mio" Cuore, è bello sentire che qualcuno capisce anche se non "deve".
Finalmente... ed io non mi sento sola.


Solitudine

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.


                 Emily Dickinson

sabato 16 giugno 2012

Ultimamente, devo ammetterlo... mi son lasciata andare. Ho avuto sì, i miei buoni motivi... gli acciacchi fisici dovuti al secondo intervento, le batoste psicologiche... però ho davvero esagerato, neanche fossi rimasta ferma a due anni fa. Anzi allora m'ero comportata molto meglio, mi ero ripresa in fretta...avevo voglia di fare tante cose.
L'anno passato fu lo stesso... di questi tempi non so quante volte avevo già fatto le grandi pulizie, eppure non è che fisicamente stessi al massimo. Ma la motivazione era grande e mi dava tanta di quella forza...
Invece ora... sono stata la delusione di me stessa. Ho trascurato la casa con la scusa di sentirmi sempre stanca, ho rimandato giorno dopo giorno con il risultato di far aumentare le faccende indispensabili e il mio scontento e il nervosismo che è arrivato alle stelle.
Ma che pretendevo!? Non c'era nessuno che facesse le cose al mio posto ed io continuavo a... rinviarle  e a sentirmi sempre più demotivata.
Poi... già ieri sera...
Mi preparavo per la notte e dopo aver massaggiato le tempie e i polsi con un balsamo profumato che mi conciliasse il sonno, mi è tornata la determinazione... Oggi avrei ripreso in mano ciò che volutamente andavo accantonando. Gli eventi degli ultimi tempi... problemi di famiglia, mutamenti di situazioni che fino a quel momento erano stati sinonimo di stabilità, timore per il Futuro... m'avevano sbandato, ora era il momento di chiedersi... che cosa in effetti posseggo e devo conservare perchè non mi confonda e mi perda ulteriormente? La risposta m'è venuta pensando a ciò che mi circondava, alla mia realtà quotidiana che di nuovo curata avrebbe rappresentato una "novella sicurezza".
Non era un granchè d'opera, è vero ma ora che il mio "dolce impegno" quotidiano lì a quel terzo piano non c'era più, si trattava di ripartire da dove ero arrivata.
Quando avevo cominciato ad andare tutti i giorni in ospedale  mi veniva chiesto più volte come mai e perchè lo facessi visto che  m'impediva di dimenticare la malattia e tutto quello che avevo passato e poi mi portava lontano da casa e dagli impegni familiari. A parte che una malattia come questa è impossibile da dimenticare, io rispondevo che non lo volevo affatto anzi, immergendomi quotidianamente in realtà dolorose molto simili alla mia se non peggiori, io mi caricavo talmente di positività che potevo affrontare meglio, con più entusiasmo la monotona routine quotidiana, trovandone i lati positivi ed apprezzandoli pure.
Ora che la "storia" è cambiata il "processo" è da invertire.
Farò così...
Dall'impegno scrupoloso nella mia casa... che però non vuol dire farmi travolgere da fisime perfezioniste e paranoiche... trarrò la serenità giusta e sempre crescente per portarmi all'esterno e porgere me stessa agli Altri.
Cosa che ho fatto finora, ma che farò ancora meglio sentendomi forte fisicamente e sicura nell'animo.

venerdì 15 giugno 2012

Quante volte nella Vita mi son detta... ora si gira pagina, quante volte in realtà l'ho fatto... è tutto d'accertare.
Sì, perchè è solo ora, solo in questi ultimissimi tempi che davvero tante cose son cambiate e me ne sto rendendo conto realizzando che ciò che vivo non è in un sogno, bensì in una realtà in rapida evoluzione.
Il Tempo va davvero troppo in fretta e t'accorgi di aver rimandato più volte a dopo cose che avresti potuto fare benissimo al momento ricavandone tanto beneficio.
 Si fa perchè manca il tempo o si è troppo stanchi e poi c'è lo stress. Ma alla fine... perchè tanto affanno? La strada è così lunga...
E con la presunzione di poter gestire la propria Vita e quella altrui si arriva in un vicolo cieco di quella strada e da questo non si può neppure tornare indietro perchè intanto l'ingresso è stato sbarrato. Si può solo restare lì, e lo sgomento è così grande che per non uscir di senno viene da pensare che non può essere... magari è una sorta di "avvertimento" di quel che sarà se non ci si dà una mossa, una specie di "proiezione" nel futuro. Sicuramente in breve tornerà il "passato" e con qualche correzione qua e là ci si potrà preparare tranquillamente ad un "ritorno al futuro".
Riconosco in questa serie di pensieri un ragionamento un po' bislacco... Ci cado spesso quando mi trovo a vivere situazioni tante volte pensate poi anche immaginate nei particolari, in seguito volutamente relegate al dimenticatoio perchè... per non so quale motivo... considerate lontanissime nel tempo e perciò irrealizzabili.
Stasera più che mai mi sono accorta di quanto ho sbagliato...
In un luogo dove ho vissuto e non da sola gran parte della mia Vita, ora ci sono Altri... ed io mi son sentita estranea a casa mia.
In quel luogo avrei voluto vedere oggi i Figli miei che invece sono estranei più di me.
In quel luogo stasera si faceva festa per un "Nuovo Inizio"...
Con i miei migliori auguri... ma non so se potrò mai più ritornarci.

giovedì 14 giugno 2012

E quando dico, "... almeno per ora" non è per tirarmela addosso la malasorte o per far la menagramo di me stessa, è un po' per scaramanzia e poi perchè con questo male non si può mai dire.
Ma io non ho paura giacchè in qualsiasi caso non sarebbe mai come la prima volta.
Ora sono molto più forte. Me ne rendo conto nel momento stesso e nel modo in cui ne parlo, con lucidità, il giusto distacco... quel tanto di coinvolgimento che non porta oltre il consentito. Ne parlo come riguardasse Altri e non me. E anche questo lo devo alla mia frequentazione quotidiana di "quel terzo piano" dove ho imparato a ridimensionare ogni percezione qualsiasi emozione, a fare di una condizione estrema un aspetto nuovo della normalità.
Per fortuna e nonostante tutto continua lo "stato di grazia", quell'equilibrio che mi porta alla serenità...
Sarà favorito anche dall'essere considerata ancora un punto di riferimento da parte di molti tra "quelli che contano". Alcuni hanno dovuto già fare la loro scelta, affidarsi ad un altro oncologo e mi telefonano per comunicarmelo insieme con le loro impressioni e le loro speranze... che tutto continui ad andare per il verso giusto. Mi chiedono pure che cosa io farò. Non so rispondere... ho ancora del tempo fino ad ottobre, quando si presenterà per me la necessità di rinnovare il piano terapeutico per il FEMARA.
Ma sono io un tipo "terribilmente" fedele, non so cambiare... non riesco neanche ad andare da un salumiere diverso, figuriamoci in questo caso.
 Davvero non so.
Forse pur essendo uno 048 m'assoggetterò a pagare un ticket o qualcos'altro per non cambiare... Ma come si fa in nome di una chiusura di reparto a cancellare dall'oggi al domani e con un colpo di spugna un rapporto come quello tra medico e paziente... non è una semplice questione di "sportello", si tratta di ricominciare, di riadattarsi ad una condizione già di per sè difficile da accettare.
Davvero non so...
A Zia Si, a Ma che c'mport stamattina ho detto che avevano fatto un'ottima scelta, che "quei medici" erano degli ottimi professionisti... si sarebbero certamente trovate bene. E ci credevo veramente come credo che si campa o si muore nè per merito nè per grave responsabilità di qualsiasi dottore con un minimo d'esperienza.
Ricordate? "Tutto va come deve andare e non può diversamente", quindi non esistono grandi meriti e neppure gravissime colpe.
Come me la pensa anche un'altra Amica, I speak English... "Col mio tumore ballerino in uno stadio così avanzato... chissà dove sarei ora!? Sono ancora qua... ma forse perchè per me non era ancora pronto il posto... di Là!"

mercoledì 13 giugno 2012

Rabbrividisco... non so se per l'aria un po' troppo fresca per una sera di giugno o lo spettacolo pirotecnico del quartiere.
Mi hanno fatto sempre questo effetto i fuochi d'artificio soprattutto quando a pioggia quelle scintille variopinte  sembrano cadere proprio su di te.
Poi un brivido lungo la schiena, la pelle d'oca sulle braccia e tutto finisce con il botto finale... quello più forte.
Sono uscita sul balcone per seguire Biù Biù...
  Non ha paura, è una cagnolina "tosta" ma io ero ugualmente in pensiero e ad un certo punto le sono andata dietro. Il balcone è lungo e lei è talmente piccola che non l'ho scorta subito, e in realtà non avrei potuto perchè era rimasta sulla soglia con la testolina appena fuori a guardare... i suoi occhioni al cielo e la codina bassa tra le zampe. Avrà avuto un po' di paura?!
 Beh, se l'ha provata adesso è bella e dimenticata a giudicare dal vigore con cui gratta sui cuscini del divano prima d'addormentarsi.
E' fatta... gli occhi le si sono già chiusi mentre ancora per qualche minuto muove le orecchie a mo' di piccole parabole.
Ed anch'io ho già dimenticato i brividi e la sensazione di spilli sulla pelle di poco fa...
Si fa presto a dimenticare quel che si prova nell'immediato per qualcosa che Ti prende all'improvviso, poi ti tranquillizzi e quando ci ripensi è tutto diverso perchè rimangono solo le impressioni che se buone si fissano per sempre come bei ricordi altrimenti si trasformano in insegnamenti da tenere in gran conto per il futuro.
Due anni fa... di questi tempi avevo appena terminato i primi quattro cicli di chemio e m'apprestavo ad affrontare l'intervento di mastectomia... un salto nel vuoto, non sapevo come sarebbe stata per me dopo... un pizzico d'incoscienza e la sensazione comunque piacevole d'essere protetta ed amata ugualmente e in ogni caso.
Di quel periodo ora cosa m'è restato? La paura, il dolore, tutta la sofferenza anche fisica ritornano come flash e così vanno via... restano come sensazioni quasi piacevoli la "tenerezza" che provavo per me stessa quando mi riprendevo e la certezza che ce l'avrei fatta perchè altrimenti qual era lo scopo di tanta forza  per superare ogni volta tutto quel malessere?
Di volta in volta così diventavo più determinata fino ad uscire dal "tunnel"... fino ad oggi, almeno per ora.

martedì 12 giugno 2012

Passano i giorni e pian piano mi sto abituando a vivere in modo diverso le ore del mattino, che poi non è altro che l'essere ritornata alla vita prima del tumore anche se con consapevolezza e spirito diversi.
Non nascondo quanto questo mi pesi... i tempi sembrano essersi dilatati, rallentati ... quello che faccio, il mio quotidiano sembra tutto fine a se stesso, so che in realtà così non è ma tale mi pare dopo una realtà a contatto con la malattia vissuta a tutto tondo.
Della mia presenza lì, a "quel terzo piano" mi restano i numerosi "contatti"  di cui ora più che mai apprezzo il valore. Non passa giorno che non senta uno dei miei Amici tra "Quelli che contano"... ed è tutto come prima.
Eh già, mi sto accorgendo di parlar di Loro, di chiamarli anche come prima, segno che nulla è mutato, che Tutto continua a dispetto dei tagli, delle beghe e di tutte quelle altre storie che poco ci riguardano e tanto ci danneggiano. Sono rimasti i sentimenti, ricchezza quantitativamente non stimabile... la nostalgia, la stima... nessuna manovra potrà mai eliminarli e su di essi si potrà sempre investire.
E forse è questa la mia unica certezza... che non ho perso.
Ieri nel pomeriggio, "I speak English" al telefono... "Allora... cos'è 'sta storia del reparto?! Mi sono tanto affrettata a prenotare la scintigrafia... A settembre, l'appuntamento di settembre ora con Chi ce l'ho?"
Mia cara, quanto vorrei poter darti una risposta... così ce l'avrei anch'io visto che siamo Tutti nella stessa barca...
"Beh, comunque ho preparato le zucchine sott'olio, te l'avrei portate lì in reparto, ed ora? Manco ci vedremo più."
Non è detto... verrò da Te se mi vorrai... e poi sai bene che alle Tue zucchine non resisto, perciò verrò lo stesso... anche se non vuoi.
E ancora... stamattina, la "Mia coetanea"... " Mi sento un po' giù... mi manca il Nostro reparto, e poi mi manchi tu!"
Dai, non è finita qui!
" Eh sì, voglio proprio vedere! Devi assolutamente venire a trovarmi... me lo devi promettere, altrimenti quando c'incontreremo? Mai."
Ma Chi lo dice?! Con la condivisione Ognuno diventa ossigeno per l'Altro, elemento indispensabile per vivere. Non potremmo non  vederci.
Tornata a casa stasera... ho chiamato "Oggi io parlo". Come sempre si è commosso ed ha ripreso a darmi del "lei", perchè  "merita rispetto... non mi posso io permettere, signora".
Ma che dici, caro Amico...  mi doni rispetto con le lacrime e le parole... quando con semplicità affermi, "Lo sai... oggi mi sei mancata tanto."

lunedì 11 giugno 2012

Seduta al divano, con una leggera fresca brezza che m'accarezzava la nuca... stasera pensavo...
Per un po' oggi è stato come non fosse successo nulla.
Stamattina sono uscita di casa piuttosto presto per andare in ospedale.
Anche il tragitto era lo stesso, come è ovvio, ma lo era ancor di più per come lo stavo vivendo. Rifiutando inconsciamente la realtà sgradita, mi sentivo serena pensando alla meta.
Ma si può essere contenti mai di andare in ospedale? Io lo ero... come sempre dal giorno in cui terminai la terapia e lì tornavo solo per libera scelta.
Oggi sono ritornata ma per un "piccolo" problema.
Sulla cicatrice del seno ricostruito,  il piccolo foro rimasto dopo la caduta di un punto esterno, stentava a chiudersi. Ormai a quasi due mesi dall'intervento era presente ancora fuoriuscita di siero e sangue, poi da un paio di giorni anche di un qualcosa molto simile a pus. Ho temuto naturalmente un inizio d'infezione e con questo pensiero non potevo certo arrivare al 19. L'esperienza m'avrà pure insegnato che quando comincia a farsi strada un pensiero che apre la porta all'angoscia, quella porta va chiusa presto e a doppia mandata...
ed è per questo che stamane ho deciso di andare.
Al centro di senologia grande confusione, come sempre ma ancor di più il lunedì mattina. Sapevo comunque dove rivolgermi, e fortunata che sono ho trovato anche la persona giusta. Mi ha fatto stendere sul lettino, e tolto il cerotto ha constatato quello che le avevo detto. ...
Premendo leggermente la mammella per far uscire la secrezione residua, ad un certo momento è venuto fuori anche un punto non assorbito dall'organismo e dopo un po' un bel pezzo di filo di nylon. "Ma questo seno sputa punti..." mi è stato detto  per sdrammatizzare il tutto, poi per finire vari cerotti di ogni grandezza per cercare di far avvicinare i lembi della piccola ferita e favorirne così la cicatrizzazione.
Ma mi devo preoccupare?
No, perchè?! E' una sciocchezza. Capita spesso.
Mah... chissà ! E il seno... resterà così... alto, intendo dire?
Scenderà naturalmente... per la forza di gravità. S'assesterà!
S'assesterà... s'assesterà, ma sarà davvero la protesi ad assestarsi o la mente mia che finalmente e incondizionatamente l'accetterà?

domenica 10 giugno 2012

Vorrei tornare alla mia "antica"stabilità, guadagnata con fatica, apprezzata per amore della Vita.
Dov'è finita?
A rileggere quello che scrivo ogni giorno di questi ultimi tempi, m'accorgo d'apparire per lo meno strana...
Un giorno... triste, l'indomani... meno e poi ancora... ironica che si sforza di essere allegra.
"Il diario di una quasi squilibrata"... se un giorno decidessi di fare di tali pagine un libro, potrebbe esserne questo il sottotitolo... non vi pare?
Comunque una spiegazione c'è... più i giorni passano meno so dare risposte a quesiti espressi e mal celati. O meglio... credo d'averle intuite ma poi mi sfuggono ed io mi sento persa.
A Chi potrò rivolgere ogni mio dubbio nel momento stesso che mi prende senza passare per un'ipocondriaca visionaria ed allarmista, o ancora peggio senza essere sottoposta a tanti, troppi esami molto invasivi giusto per scrupolo... non si può mai sapere?
Sono una "quasi squilibrata" perchè intorno a me, a quello che di me è stato non vedo più l'equilibrio che mi donò la serenità.
E i miei giorni passano così... tra faccende che non termino mai perchè, distratta torno a fare quel che ho fatto... ricordi che mi scaldano il Cuore ma che mi portano anche a pensare...
E se la "mia storia" dovesse avere appendici già note? Vorrei continuare con capitoli diversi, se così non fosse... quante certezze in meno!
Ma pur devo andare avanti, e l'unico modo è aggrapparmi ancora una volta alla "normalità", alla vita d'ogni giorno che a volte gravosa... resta sempre tanto amata.


                        IL GOBBO

Dalla solita sponda del mattino
io mi guadagno  palmo a palmo il giorno:
il giorno dalle acque così grige,
dall'espressione assente.
Il giorno io lo guadagno con fatica
tra le due sponde che non si risolvono,
insoluta io stessa per la vita
... e nessuno m'aiuta.
Mi viene a volte un gobbo sfaccendato,
un simbolo presago d'allegrezza
che ha il dono di una strana profezia.
E perchè vada incontro alla promessa
lui mi traghetta sulle proprie spalle.
                                                          Alda Merini

sabato 9 giugno 2012

Le conoscenze in situazioni di sofferenza e precarietà per contrasto e in breve tempo si trasformano in legami molto forti come fossero... amicizie da sempre.
Potranno chiudere i reparti... pure le strutture intere, ma ciò che di buono è nato non potrà mai essere soppresso.
Qualche giorno fa, per riprendermi dal duro colpo ho cercato di ricreare ciò che è stato ed ho chiamato un'Amica, la moglie di Mario, all'anagrafe Giovanni. Lui non è più da un anno, ma con i Suoi ho mantenuto i contatti, così dopo aver avvisato, oggi sono andata da Loro per... un bicchier d'acqua, una chiacchierata... una condivisione.
"Sei diventata più bella..." ha esclamato l'Amica nel vedermi... "Beh, insomma... con gli Alti e i Bassi"... e abbiamo riso, sdrammatizzando un po' quella che è la situazione della mia protesi "senza fissa dimora".
"Ma sì... nun ce pensà! Basta che stai bene, no?"
Sì, è vero... l'importante è che io stia bene, e al "piccolo disagio" devo provare a pensarci sempre meno. Passerà come è passato tutto il resto.
"Piuttosto... come m'è dispiaciuto per il reparto! Stavamo così bene... come 'na famiglia, e pure con la sofferenza... ti ricordi... il tempo passava e non ce ne accorgevamo."
Ma si sa, mia cara... la "famiglia" anche è in disuso, si tende a disgregarla... i "legami forti" sono pericolosi e poi in questo campo soprattutto, affatto professionali, perciò...
"E mò tu? Tu che eri là tutti i giorni a portare un po' di conforto e compagnia... tu mò... che fai?"
"Licenziata senza preavviso" con l'aggravante della carenza di conforto e compagnia.
 Perchè mi mancate tanto, perchè mi mancano tutti quei piccoli momenti della mattina... le scale fatte a piedi fino al terzo piano... il "Ciao, Mary!" delle mie Amiche infermiere... lo sguardo fugace del Dottore quando passava davanti alla porta della stanza dove io ero. Mi manca tutto questo. E come manca a me... manca anche a Quelli come me. E non capiamo come non lo comprendano coloro che sanno riempirsi solo la bocca di grossi paroloni... "Il disagio psicologico del paziente oncologico"... Ne fanno congressi, intervengono "Dottoroni e Luminari", s'applaude e si approva e poi alla fine...
Ci vorrebbero le strutture, il personale qualificato... i mezzi.
Ma è proprio questo ciò che occorre davvero? Non basterebbe tanta sensibilità in più e sforzarsi di capire e chiedersi... e se un giorno capitasse a me?

venerdì 8 giugno 2012

Se ci fosse stata ancora l'ombra di un dubbio... oggi sarebbe stata fugata.
La notizia della chiusura del reparto ormai va diffondendosi più rapidamente. I primi giorni era nota solo a coloro che erano in terapia, a parte me... poi pian piano a quelli con gli appuntamenti prossimi per il FOLLOW UP... e nei giorni che verranno lo sapranno Tutti gli Amici di quel terzo piano.
In meno di due mesi sono successe tante e tali cose...
A ripensarci... proprio dalla data del mio intervento di ricostruzione.
Che strana coincidenza... anche perchè allora vissi l'evento come... un giro di boa per una serie di fatti che io subito interpretai segni di un cambiamento in atto. Non lo si comprendeva nell'immediato ma si respirava nell'aria.
Il Dottore sempre più serio che evitava soste più lunghe e una leggera tensione spesso presente ove non era mai stata.
Bisogna pur proteggersi in qualche modo da situazioni di cui non si è responsabili. Ora l'ho capito.
E intanto al momento tutti i conti tornano in un bilancio che purtroppo non è affatto positivo.
Stamane... Zia Si di nuovo al telefono... "Ma insomma, che cosa è successo al reparto? Io ho fatto la TAC... a Chi porterò il referto... e poi tutti gli altri controlli? E Tu... che cosa pensi di fare?"
Non ho fatto in tempo a riattaccare che subito... dall'altro capo, Ma  che c'mport...
"No... ma qua ormai non si capisc' più niente. Ma perchè... perchè proprio a NOI?"
I tagli, Amica mia... i tagli e le manovre.
 "Ma propr' a quist' avevan' tagghià?! NOI c'abbiamo già i guai nostri!"
Hai ragione, Amica mia... ragione grande.
"E io.. andò vado mò? E se torna quella brutta bestia? Vai a cuntà a 'naltro 'na storia di dieci anni!"
Eh sì, Amica mia..." ma che c'mport", e questa volta non sei stata Tu a dirlo.

giovedì 7 giugno 2012

Ieri... intera giornata vissuta condividendo con la protesi l'ansia per mancato collocamento. Si sentiva "disoccupata" (pure lei ci mancava) e faceva le bizze.
In mattinata era arrivata anche Valeria e così le disoccupate erano in due, entrambe dislocate ma per motivi diversi.
Oddio... quanto è difficile a questo punto mantenere almeno il cervello al proprio posto!
Poi finalmente è arrivata sera... e con l'oscurità anche un po' di quiete, addormentandomi con la "buonanotte" dell'ultima fitta, dono non della "novella" bensì della sorella.
Oggi... ho aperto gli occhi cauta. Mi sembrava strano che dopo il tumulto passato tutto tacesse. Per essere sicura  della mia lucidità ho preso subito un buon caffè, naturalmente ristretto e poi ho cominciato la mia nuova giornata... chissà, forse sarebbe stata un tantino meglio.
Ma... indossato il reggiseno sempre lo stesso, ho dovuto applicargli l'"aggiornamento". Tirare in su la spallina della "sorella" ed aggiungere non una ma ben due coppe all'interno della sua. Tripla imbottitura per emulare la "beltà" della "novella". Mi sono guardata allo specchio... aspetto sconsolato e stanco di una maggiorata a bella forza.
Basta... era meglio non guardarsi più!
E poi di nuovo... una fitta. Ah... ma allora  si ricomincia! Ho preso il telefono e ho digitato quel numero noto.
Era normale che mi sentissi così o forse ero io un soggetto patologico?
Mi è stato risposto, in verità con molto garbo, che era normale che mi sentissi un soggetto patologico ma che se non volevo diventarlo per davvero era meglio considerare normale quello che non sentivo tale.
Bella risposta, come dire... Abituati, ti conviene!
Va bene... e una visita di controllo?
Certo, perchè no? Il 19... prima non si può.

mercoledì 6 giugno 2012

Chissà se stasera sono dello spirito giusto per continuare.
Ci proverò perchè lo devo fare... devo dire di quell'Amico e della mia coscienza meno intorpidita. Sono segni di positività che in questi giorni necessitano davvero.
"Così... c'hanno diviso?"... m'ha detto ieri al telefono "Oggi io parlo"... "Ma no, perchè dici così?! Nessuno mai potrà dividerci. Noi potremo continuare a... vederci fuori, ad essere amici ed aiutarci come se niente fosse successo."
"Ti ricordi... un giorno hai detto che dovevo darti del "tu". Non ci sono mai riuscito. Oggi sento di farlo. Non dimenticherò mai che tu mi hai ridato fiducia nella Vita."
Ed io, Amico caro non dimenticherò il valore aggiunto che hai donato alla mia di Vita, e il suo significato... Non siamo sulla Terra  tanto per esserci, non è un caso incontrarsi e condividere pure certi luoghi. Siamo pedine su una stessa scacchiera in un gioco senza vincitori nè vinti, e per questo senza fine.
Continuiamo perciò la partita perchè solo da poco è iniziata... da quando abbiamo realizzato che cosa siamo davvero.
Sono convinta sul serio di quello che dico... eppure in questi giorni mi ritrovo più spesso a ricacciare indietro le lacrime... per rabbia insoddisfazione timore.
 Tutti sentimenti negativi, ma io non lo sono negativa.
Perchè mi succede questo?
Sarà stata la "delusione" per qualcosa  che ho recuperato ma non come pensavo.
Sarà la "delusione" per qualcosa che m'è stato tolto e in qualche modo dovrò pur recuperare... per me per gli Altri... per ristabilire l'equilibrio e continuare.
Ubriachi di speranza, a volte barcolliamo cediamo all'ostacolo, ma l'ebrezza da cui siamo presi stranamente dà anche la forza per risollevarsi e l'entusiasmo sufficiente per andare avanti... comunque.

martedì 5 giugno 2012

"Tutto a posto allora in reparto, Mary?"
Ieri sera Zia Si al telefono... "Certo... tutto a posto"... e poi ho cambiato discorso... "Tu piuttosto, sei tornata!? Soddisfatta del viaggio?"... "Oh, sì!"... e ha cambiato discorso anche Lei.
Gran chiacchierare tra Noi, nel solito tono con la solita allegria, come sempre come se... fosse tutto come prima.
"Un giorno di questi vengo a prenderti a casa e insieme andiamo in reparto... ti va?"
"Certo... c'organizziamo, non temere."
Una bugia perchè non toccava a me comunicare la notizia... eppure m'è sembrato d'ingannarla. Proprio Lei che lo scorso settembre stornò la mia paura quando temetti "un ritorno".
"Grazie per avermi chiamato..."
"Ma ti pare... per me è un piacere sentire la tua voce."
La "Voce"... i miei Amici, tra quelli che contano... alla fine mi avevano convinto sul "potere" della mia voce, "... mette serenità"... io ci credevo e serena ero anch'io.
"Ma Mary... non si può trattare la gente così, come oggetti o pacchi da spostare da una parte all'altra... non si può. E' un altro calvario per Chi soffre di questa malattia."
Oggi la figlia della Mia Coetanea al telefono... "Ma non possiamo fare niente!? Magari raccogliere delle firme..."
"Sto pensando... sì, ci sto pensando."
A giochi fatti a ben poco servirebbe... ovvero indietro non si potrebbe tornare, ma far capire che l'era del "gregge" è finita... questo mi piacerebbe che lo si comprendesse, anche in previsione di un futuro, che non avvenisse più ciò che è stato ora.
Noi... 048, non siamo solo un codice o un nome e un cognome... illustri sconsciuti trattati come merce di scambio in nome di tagli imposti da assurde manovre salva stato. Servissero almeno... stiamo finendo sempre più in basso.
Finirà che a farci fuori saranno le "Manovre" prima ancora dei  "Tumori".
Poi dovrei continuare... perchè di un Amico in particolare devo dire... un Amico che con le Sue parole miste al pianto m'ha fatto sussultare la coscienza... in positivo.

lunedì 4 giugno 2012

L'odore dei tigli arriva forte dalla strada, ma io non lo sopporto.
 Quest'anno mi dà noia più del solito.
Ieri  ho cambiato le ciabatte e non vanno bene come al solito.
Mi hanno procurato dolori non solo ai piedi ma anche al collo, alla colonna vertebrale... alle braccia. Mi sono resa conto del perchè le conservavo quasi nascoste in un angolo della scarpiera.
Poi... poi non dormo più bene, durante la notte mi sveglio e mi ritrovo a pensare a quello che è successo ultimamente e a credere che non sia vero e di averlo sognato.
Strano sogno sarebbe... sequenze che a voler metterle insieme d'intenzione sarebbe praticamente impossibile.
E per questo sono sempre più insofferente.
Stasera anche la protesi c'ha messo del suo, sorpresa per il brusco andar giù della temperatura ha avuto un "guizzo" in su, e a questo punto son rimasta sorpresa a mia volta visto che era cheta da un bel po'.
Mamma mia... e pensare che avevo detto basta con le lagne!
Devo assolutamente riprendermi...
Oggi mi è tornato in mente un paziente scomparso l'anno scorso...  con Sua moglie eravamo rimaste in contatto, l'ultima volta che l'ho sentita al telefono mancava poco a Pasqua...
"Vieni a trovarmi"  m'aveva detto, "però avvisami un paio di giorni prima... che ti faccio le orecchiette ( tipo di pasta locale )"... poi non l'ho più chiamata.
E' ora che lo faccia... anche con Suo marito eravamo così legati. Ripensandoci... quello fu un periodo così intenso da non lasciare molto spazio al mio privato eppure quanto mi sentivo gratificata!
Domani... domani la chiamerò.
Nel pomeriggio sono uscita con l'Amore della mia Vita... un espressino al solito bar... vicino all'Ospedale.
"Vuoi o non vuoi, è sempre questa la strada che facciamo..." è vero, e mi si è stretto il Cuore per quel qualcosa che mi è stato tolto lasciandomi come nel bel mezzo di un incrocio a rischio di essere investita.
E' ora anche che mi tolga di lì, da quel crocevia e continui la strada...

domenica 3 giugno 2012

Ora sono proprio stanca... voglio porre fine alle paturnie di questi ultimi giorni.
 Giorni? E' limitativo, perchè è ormai un mese che la catena degli eventi s'allunga di continuo, ed io non sono certo di acciaio inossidabile.
Basta... ora sono proprio stanca e avrei voglia solo di pensieri lieti, ed invece...
Invece la catena "s'arricchisce" di anelli aggiuntivi posti di lato, riproposti all'inizio, e poi ancora ancora senza avere la possibilità di comprendere se ci sarà una fine.
Tra qualche giorno tornerà a casa anche mia figlia. Di nuovo è in "pausa" dal lavoro... spende e non produce, e poi c'è la terra che trema ancora e Lei si sente come in alto mare, e non solo in senso metaforico.
Un problema di famiglia ne sta creando altri... quando si troverà una soluzione per tutti quanti?
E poi il tormentone del momento... la crisi le tasse da pagare... l'IMU, illustre sconosciuta e gli infiniti tagli che ci ridurranno Tutti a dei Robinson Crusoe.
Basta, per stasera... basta proprio.
Da domani anche il mio quotidiano non avrà più quella "finestra" sul mondo vero privo di falsi illusioni, fatto di autentico dolore come di gioia concreta, ove l'unica ricchezza per risollevarsi è dentro di sè... e nient'altro.
Da domani continuerò a... perchè è giusto che sia così, ma mi mancherà quella forza aggiuntiva che mi rinvigoriva ogni mattina e mi permetteva di fare tanto tanto di più.
Pazienza... dovrò pensare a qualcosa. Gli Amici, tra quelli che contano restano sempre ed io per loro... avremo modo certamente di contattarci e poi ci sarà la forza dei Nostri pensieri a tenerci ben saldi, uniti per ogni eventualità come se fossimo presenti sempre gli uni per gli altri.
Oggi domenica... come ogni domenica ho telefonato a "Ma che c'mport"... non le ho detto nulla della chiusura del reparto... non era mio compito.
"Vedi, mio marito ha portato della rucola raccolta in campagna. Se ci vedevamo te ne prendevi un po'..."
"Non importa, Amica mia... basta il profumo che m'arriva."
"E tieni ragione... l'ha messa qua sulla sedia... proprio vicino al telefono!"
Un profumo immaginato... un sorriso immediato e spontaneo... e si continua.

sabato 2 giugno 2012

Succede che quando provi un dispiacere ti andrebbe dopo un po' di non parlarne, non pensarci più ed archiviare la cosa, celando anche l'entità di ciò che provi a te stesso per primo.
Ma questo non può essere se subito non metti fuori attraverso ricordi e considerazioni tutta la sofferenza ed elabori così ciò che è stato.
La sveglia alla solita ora... oggi avrei potuto indugiare un po' di più a letto tanto era sabato.
Già... però un sabato diverso perchè tra due giorni lo sarà altrettanto il lunedì.
 Avrei voluto riaddormentarmi anche se la notte era trascorsa tra sogni tristi ed agitati, ma almeno erano sogni... la realtà che mi aspettava era concreta... la Vita in casa e poi i ricordi col... sorriso.
 Mi sento come se mi fosse stata tolta una parte di me.
Mi consideravo in una botte di ferro così protetta, sicura che ormai nulla di grave potesse più accadermi, e qualora fosse accaduto sarei stata di nuovo curata con quella amabile familiarità che m'aveva conquistato aiutandomi.
E poi... poi  tutti i miei Amici, tra "quelli che contano"... non li avrei rivisti più tanto spesso e soprattutto non più a quel terzo piano.
Allora ho voluto pure essere severa con me stessa... una sorta di avvocato del diavolo... forse era l'abitudine che mi sarebbe mancata? Ho provato a fare mente locale... no, non era quello il punto dal momento che il tempo può essere occupato in tanti modi altrettanto proficui se si vuole. Avrei sentito la mancanza delle "persone"... dei tanti sorrisi dati e ricevuti in dono... della ricchezza che "ci" ha fatto crescere nonostante il dolore.
Ecco... tutto questo sì, mi sarebbe mancato.
Una volta, nell'ambito di un preciso contesto mi scappò di dire che certo non avrei avuto bisogno di una struttura per continuare a... fare ciò che facevo, che poi null'altro era che vivere la seconda parte di "una storia"... una tra tante, fatta di sofferenza e ricca di speranza. Per ricavarne il meglio si trattava di viverla nella condivisione, nell'immediatezza del quotidiano per sdrammatizzarla e renderla quasi "normale".
Per questa "terapia dell'Anima", come  ho sempre chiamato ogni mia visita a quel terzo piano, tutto sommato non serviva l'ambiente ospedaliero, ogni posto poteva essere quello più adatto... giusto. Uniche condizioni indispensabili, la disponibilità all'ascolto e la comprensione, motivate dal grande sentimento che fa pensare...
"Se ce la faccio io... possono farcela Tutti".

venerdì 1 giugno 2012

E' un periodaccio, non c'è che dire... in un'unica parola, questo momento in cui sembrano cadere tutte le certezze.
E oggi poi le tagliatelle che si son fermate in gola quando ho ricevuto quella benedetta telefonata... le avevo cucinate con tale Amore, erano così saporite... ma all'improvviso avevano perso gusto e sapore come se le tagliatelle non fossero più tagliatelle e le zucchine che l'accompagnavano non fossero più zucchine.
E stasera anch'io non mi sento più io...
Da oggi "quel terzo piano" non esiste più... il reparto è stato chiuso, c'è un'Oncologia medica... basterà quella.
Sarà per la crisi in atto... la Regione senza fondi o per cos'altro? A Noi... che dovremmo, non è dato invece sapere, e così all'improvviso ci sentiamo, diventiamo... "merce di scambio".
Mi è stato detto... "... per fortuna tu non fai più terapie, si tratterà solo dei controlli"... ma cosa cambia? Comunque si perde un riferimento, ti senti disorientato e pensi subito, immediatamente... ed ora dove vado, che cosa faccio? Arriverà novembre e le mie "scartoffie" Chi le interpreterà?
Per quelli poi che fanno ancora terapie, è un vero dramma. Dislocati altrove, sarà per Loro come ricominciare un percorso, riabituarsi ad un'idea sempre difficile da accettare... ogni volta come la prima volta.
Mi chiedo... ma ci penserà a tutto questo Chi decide? O sono talmente alte quelle sfere da non riuscire a vedere nè a sentire? Ma la risposta non arriva... non so darmela.
Resta il fatto che a me oggi le tagliatelle sono rimaste in gola e non andavano nè su nè giù. Dopo mi sono anche commossa perchè c'è il lato umano, emotivo- sentimentale... Come di un film ho rivisto le scene di questa "mia storia", i momenti salienti... l'angoscia dell'inizio la gioia nel sentirmi dire, oggi ti licenzio... ed ancora, quando ti sentirai sola, non compresa, quando vuoi, potrai venire perchè la porta è sempre aperta.
Da allora è passato più di un anno e mezzo... tanto tempo fatto di quotidiana autentica serenità... che mi è stata donata e a mia volta ho donato sentendomi sempre appagata.
Da oggi il reparto è chiuso... quel terzo piano non esiste più o ci sarà per altro... speriamo bene purchè sia cosa giusta.
Si mette un punto e si ricomincia.