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sabato 31 marzo 2012

Come Eva dopo aver mangiato la Mela, ho provato vergogna per quella parte di me... nuda. Avrei voluto coprirmi e in fretta.
Nei giorni a venire ho molto riflettuto su questa cosa mai provata prima da quando è cominciata la mia storia. Credo che sia un segno, forte anche se non del tutto chiaro... la prova che sto muovendo i primi passi verso il recupero della mia femminilità.
 Non può essere diversamente.
E così in questa "posa" sono stata fotografata... da destra, da sinistra... al seno finto e a quello vero.
Poi siamo passati alle "misure"... in lungo e in largo... dall'alto al basso.
Dopo dieci minuti, finalmente... "Potete rivestirvi", quindi stavo per uscire... "Un momento, accomodatevi..." e il "mio dottore" ha preso un catalogo e ha cominciato a sfogliarlo.
"Per voi potrebbe andare la protesi X... però... vedo meglio la Y, è molto più simile all'altro seno", poi rivolto alla Sua assistente... " ma ce l'abbiamo? Mi pare di no... facciamo in tempo per venerdì? Va bene, se arriva... altrimenti..." "Un attimo, dottore... fuori c'è anche... Prima ho parlato con entrambe..."
Più volte mi son trovata a condividere questo mio percorso con donne molto più giovani di me... sempre più spesso avevo considerato quanto, nonostante tutto,  fossi stata fortunata... mi ero ammalata di tumore, ma avevo 56 anni, e mai prima d'allora l'avrei neppure immaginato. E invece "Loro", nel pieno della Vita... alcune con bimbi piccoli, altre addirittura che "sognavano" di averli... poi, la "batosta". E immaginavo quanto lunga sarebbe stata ancora la strada fino a giungere ad un'età pari alla mia... con l'ansia e la speranza.
Per questo sono arrivata alla conclusione che le donne giovani  devono avere la priorità quando si tratta di dover recuperare, sia pur con fatica e dolore, se stesse nel corpo e nell'animo.
Ed è stato così a questo punto che ho accettato con gioia che la Prima Rosa, la più bella prendesse il mio posto nell'ordine dell'intervento. Per Lei la protesi era disponibile... che motivo c'era che aspettassimo in due?
Però purtroppo, quando tutto sembrava che andasse liscio, la "storia" d'entrambe s'è di nuovo bloccata. Due urgenze sono state la causa... e la mia dolce Amica è tornata indietro.
Nulla di fatto per entrambe quindi... e se già prima eravamo legate, oggi lo siamo ancora di più.

venerdì 30 marzo 2012

E penso alla fortuna che ho di poter avere un luogo, delle "Persone" che mi stanno ad ascoltare e con l'ascolto mi aiutano a "non pensare" e a "metabolizzare" in fretta e nel modo giusto tutto ciò che mi capita...
Non finirò mai di ringraziare Chi mi ha dato tale opportunità, e l'ho fatto anche l'altro giorno quando ho comunicato "scherzosamente" che per qualche giorno mi sarei tolta "dai piedi".
"Allora... finalmente! Siamo felici per Te... Di qualunque cosa Tu abbia bisogno, mi raccomando..."
Ma di che cosa potevo aver bisogno oltre a quello che già mi donano? E se ci ripenso, anche in questo momento e a mente fredda... no, credo proprio di no, penso che mi abbiano dato già abbastanza.
Così è trascorsa la mattinata del martedì, poi con l'Amore della mia Vita siamo andati a mensa e terminato il pranzo, con  larghissimo anticipo mi sono ritrovata dietro la porta dell'ambulatorio del "mio dottore"... ad aspettare.
Chissà quanto sarebbe durata stavolta l'attesa... perchè quando si va da Lui  c'è sempre da attendere, e non poco. Difatti... dalle 14, ora del mio arrivo... l'abbiamo visto alle 16,30. Ho letto una rivista due volte!
Intanto era arrivata la Prima Rosa, la più bella... ci siamo abbracciate a lungo... abbiamo cominciato a chiacchierare e a ridere. Ci guardavano come fossimo "due marziane", anche perchè parlavamo di espansori... sciarpette copri-espansore ed abbigliamento mimetico anti-espansore con una naturalezza e un divertimento tali che avranno sicuramente pensato... mah! saranno normali?
Essendo la seconda in ordine d'arrivo, sono stata ricevuta prima della mia Amica...
Dritta in piedi... le braccia lungo i fianchi e a torso nudo. Per la prima volta dal giorno dell'intervento ho provato disagio... allora, per tutto quello che m'era successo e per tutte le volte che dovevo farlo neanche mi rendevo conto quando avevo il "seno nudo in esposizione". Ma tant'è... per l'ennesima volta e dopo tanto tempo mi sono ritrovata così... come in altre occasioni simili... ma questa non era la stessa cosa.

giovedì 29 marzo 2012

"Niente di fatto, Mary... sto tornando a casa". Questo mi ha detto oggi quella mia Amica cui sentii di dover telefonare subito martedì mattina.
Insieme facemmo parte di quel percorso che ci ha portato ora alla vigilia della ricostruzione per entrambe. La conobbi quel giorno che io "inaugurai" il TAXOL e Lei diceva "addio" alla rossa... sedute l'una accanto all'altra la rincuoravo perchè doveva affrontare l'intervento, cosa che avevo già fatto da un mese. Anche per la Prima Rosa... la più bella, era stata necessaria la neo-adiuvante, poi fu operata... quaranta giorni dopo di me.
Espansore per LEI... espansore per ME, strategie e disagi condivisi... visite mediche fatte insieme... visite "cortesi" scambiate tra di NOI... e tanto tanto buonumore perchè la Prima Rosa... la più bella è sì giovane, ma ha mantenuto addirittura la solarità e l'allegria di una bambina... e coinvolge e trascina nell'ottimismo. Fu grazie a Lei, per tenerle compagnia sul finire dei cicli di chemio che continuai a... ritornare a quel terzo piano... e quindi è anche a Lei che devo il bene che ne ho ricevuto.
Dopo questo preambolo necessario perchè si possa capire ciò che si leggerà in seguito, torniamo indietro... a martedì mattina.
"Senti... mi hanno appena telefonato... vogliono operarmi venerdì! Quasi non ci credo... e pensare che ne abbiamo parlato ieri." "Venerdì dici? Oh, Mary... stanotte ho fatto un sogno... non volevano operare me invece... oggi ho chiesto di essere visitata, non ce la faccio più... l'espansore è troppo alto e non mi fa respirare bene. Comunque sono contenta per te... e poi vuol dire che anche per me s'avvicina quel momento. Ci vediamo oggi allora?"
Questo fu il Nostro scambio di parole al telefono quella mattina...
... Dopo scesi da casa, come al solito anche se con ritardo, comprensibile dato il gran trambusto. Salii le scale fino a quel terzo piano, e fui là dove ogni ansia e cruccio mio viene scordato...

.... domani è VENERDI', ma il mio blog non sarà ancora chiuso per "ristrutturazione", continuerò a... scrivere, infatti è successo che...

mercoledì 28 marzo 2012

Era solo il concretizzarsi di un evento mille volte immaginato... tanto desiderato ma anche temuto.
Abbassata la cornetta del telefono avevo il cervello in perfetta confusione... ieri era martedì... poi ci sarebbero stati mercoledì e giovedì... infine VENERDI'! Solo tre giorni... tre giorni solo per fare tutto, organizzare... prepararmi. Ma non sono pochi tre giorni?!
In realtà non è che avessi chissà che da fare o preparare, oltre tutto mio marito ed io eravamo soli da una settimana... la casa abbastanza a posto, pochi panni da lavare... insomma avevo tutto il tempo per concentrarmi sul da "farsi"... appunto, il da farsi e nulla più.
Credo che quando un evento del genere è prossimo a tal punto da levare il fiato, nessuno possa sentirsi mai sufficientemente preparato perchè la paura dell'ultim'ora sopraggiunge a farti sentire "a metà"...
Dalla cintola in su, sei tutto un fuoco, dalla cintola in giù... completamente paralizzato. La Mente, dopo il primo smarrimento recupera e torna fredda e razionale... il Cuore invece diventa "ballerino"... accelera per emozioni, rallenta per timore.
Cercando di mettere insieme i pezzi, l'Amore della mia Vita ed Io abbiamo unito le forze e diviso i compiti... Lui sarebbe andato dal medico di base per l'impegnativa ed io l'avrei fatta timbrare più tardi quando fossi scesa da "quel terzo piano"... come sempre. Intanto... come sempre avevo già apparecchiato per il pranzo, ma all'unisono per alleggerirmi il tutto ed abbreviare i tempi abbiamo deciso di restare a mangiare alla mensa dell'ospedale... l'appuntamento col chirurgo era alle 15, così sarei arrivata con largo anticipo e con la speranza di non aspettare troppo.
Con la velocità di un lampo e l'abilità di un prestigiatore  ho sparecchiato la tavola, poi...
"Ma... Mary, non sarebbe il caso di avvisare quella Tua amica?" "Sì, la chiamo dopo..."
L'Amore della mia Vita però aveva ragione... era meglio chiamarla subito.

martedì 27 marzo 2012

MIA MADRE
Da quando non c'era più non avevo voluto più guardarne le foto, nè tanto meno ascoltarne la voce registrata.
Mia madre...
Preferivo che il ricordo sbiadisse piano piano... avrei sofferto meno.
Fino a qualche mese fa... poi una sera, quasi per caso, ma forse anche a mo' di violenza ho guardato la Sua immagine, ed ho pianto.
Lacrime liberatorie che hanno lavato l'antico dolore e cicatrizzato la ferita.
Da quel giorno guardo sempre più spesso le foto di mia madre, piango sempre ma con minore sofferenza. Addirittura qualche giorno fa ne ho memorizzato qualcuna sul mio pc, e ieri sera... quasi a ringraziarla per essermi stata vicina ancora una volta per l'ennesimo esame, ne ho ingrandita una facendone la schermata del computer. Spostando il mouse, poi sono andata sul suo volto e con la "manina" ne delineavo i contorni, mi soffermavo sugli occhi... sulle guance... sulle labbra, quasi fossero carezze.
  La vista ad un certo punto mi si è appannata... le lacrime erano ferme negli occhi, neanche loro se la sentivano di andare avanti.
Poi null'altro... e sono andata a dormire.
Stamattina mi sono alzata come sempre, ma non mi sentivo come al solito...
Una certa inquietudine mi prendeva a tratti, come Chi aspetta l'arrivo di qualcuno che però è già in ritardo.
" Come stai oggi, Mary?" mi ha chiesto l'Amore della mia Vita... "Meglio... ieri è stata una giornata intensa, stressante... oggi è diverso".
Mentre rispondevo così non immaginavo di certo quanto diversa sarebbe stata la giornata.
Verso le dieci squilla il telefono... "... alle 15 vieni in chirurgia, il chirurgo vuole vederti e se per Lui va bene, domani  sei in attesa e preparazione e poi ti opera." "... ma vuol dire per la settimana di Pasqua?" ho chiesto tra l'incredulo e il timoroso, e anche in questo momento non so dire quale risposta avrei voluto.
Mi sembrava un sogno... o forse un incubo?

lunedì 26 marzo 2012

Per quanto ne avevo parlato in questi ultimi giorni doveva essere l'argomento centrale, e invece...
Non che la "mia" mammografia sia stata d'importanza irrilevante, ma quello che è stato intorno... vicende e persone, ha contato tanto di più.
Spesso siamo troppo concentrati su Noi stessi, ci sentiamo al centro dell'Universo e, secondo i casi... o quel che ci ritroviamo è il massimo del bello e perfetto, oppure è il peggio che ci potesse capitare, con la conseguenza che siamo sempre insoddisfatti oppure ci piangiamo addosso. E questo senza guardarci intorno, senza cercare di capire Chi ci è vicino, sempre o occasionalmente... in un minimo tentativo di guardare oltre la siepe.
Perchè...  la siepe?
Perchè non è inabbattibile come un muro... non è alta quanto una montagna, ci si può guardare attraverso con un po' di sforzo anche se è fitta e per alta che sia, anche levandosi sulla punta dei piedi o con l'aiuto di una scaletta si riesce a scorgere dall'altra parte. Basta volerlo. Ed è quella che manca... la volontà, mentre è in esubero la presunzione di essere bastanti a se stessi.
Io non l'ho mai creduto... ed ora ci credo ancora meno, tanto è vero che in queste due ultime settimane "ho tediato" a destra e a manca con la storia della mia mammografia, perchè avevo bisogno di sostegno. Di solito in occasione dei controlli mi mostro molto più forte e spavalda... sicura ed impavida, stavolta non è stato del tutto così. Perchè questo esame così specifico per un tumore come il mio è venuto a cadere in concomitanza di più eventi... il mutamento della vita familiare, la lontananza dei figli... altre vicende intricate e difficili di persone a me molto vicine. E' stato come aver smarrito un po' dei riferimenti... voltarsi all'improvviso credendo di perdere di vista l'orizzonte e scoprirne invece un altro, nuovo che dopo tutto è sempre lo stesso.
 E così ci sono arrivata a questo esame un tantino destabilizzata ed anche un po' tesa e nervosa, ho sentito persino dolore più del dovuto perchè la mente era predisposta ad altro...
Ma alla fine... no, signora non si preoccupi perchè è tutto a posto... ha allentato quella tensione che rendeva muscoli e nervi simili a corde di violino, e mi ha ridato la forza di continuare a... guardarmi intorno.

domenica 25 marzo 2012

Lo faccio sempre prima di cominciare... cominciare a scrivere, rileggo gli ultimi post, ma stasera devo aver fatto qualche passaggio diverso e son tornata parecchio indietro, a quelli in cui parlavo di nausea e di parrucca.
Casualità? Può darsi... ma non credo poichè Tutto sempre si predispone per come deve andare, e per certi aspetti e in determinate situazioni ci vedi anche la mano di Qualcuno che è solito reggere l'ordine preciso delle cose e gestire il destino di Chi di questo ordine fa parte.
Sono ore d'attesa queste che mi separano dall'esame di domani...
Paradossalmente rileggere tutto quello che ho vissuto fa diminuire l'ansia, si rafforza la consapevolezza che niente potrebbe essere peggio dell'"accidente" di due anni fa, e allora... sarà quello che sarà, ed intanto meglio mi predispongo all'attesa.
Già stamattina, prima ancora di rinvangare il mio recente passato, qualcosa m'aveva dato da pensare che era ora d'accantonare l'ansia per dare il maggior spazio alla fiducia.
Come ogni domenica ho telefonato a "Ma che c'mport", grande Amica dallo spirito forte e combattivo...
Mi ha accolto subito immediatamente in questo modo... "Sient' 'nu poco... i capelli sono caduti, tutti quanti... mò la capa e la faccia sono uguali. M'avevano detto che non cadevano, e invece... 'naltra volta... Manco avevano cominciato a crescere!"
Cara Amica mia, oggi anche la Sua forza mostrava qualche crepa... è naturale, comprensibile... succede a Tutti qualche volta...
"Dai... metti la parrucca!" "Sì, mò sta coi bigodini... vediamo un poco come devo fare, come mi vedo e sennò... che c'mport! Vuol dire che mi so' tolta il pensiero del parrucchiere e vado avanti così."
Eh già... che poi ad andare avanti si va avanti lo stesso, non ci si sofferma più sulle banalità perchè si è concentrati a combattere per la Vita, ed arrivi a pensare, cosa che mi è successa proprio stasera, come sia mai possibile per alcuni volersela guastare o addirittura rovinare per cavilli e testardaggine, distratti dal proprio Io, incapaci di scorgere la soluzione dei problemi pur gravi.
Penso che non la capirò mai questa cosa, e se anche capissi non riuscirei a giustficare.
Il regalo più bello che si può fare alla propria Vita è la gioia di viverla con la tranquillità che le spetta... nient'altro.
E domani io spero di farne dono ancora una volta alla mia...
 In questo momento capisco il senso di questa attesa, l'ansia di un nuovo che è sempre lo stesso.

              L' ATTESA
L'ATTESA di KLIMT

L' attesa
è la speranza,
di giungere a qualcosa di diverso.

La monotonia dei giorni
 alza il suo velo
al desiderio del nuovo,
e si allontana
nelle pieghe della mente.

Il nuovo, forse,
potrà anche non arrivare,
 ma sarà atteso,
e apparirà comunque diverso.

                                             Alda Merini

sabato 24 marzo 2012

Stasera mi guardavo allo specchio... infilata la maglietta e tiratala giù, cercavo di sistemarla lungo la linea delle mie forme.
A lungo ho posato lo sguardo... all'altezza dei seni un certo dislivello guastava l'armonia dell'insieme. Il destro alto e "florido"... anche troppo, il sinistro ad altezza adeguata all'età e "floscio"... ma non troppo. Nell'immediato, come quasi sempre succede, mi è venuto da ridere... poi mi sono stizzita e infine sono rimasta così... a guardarmi mortificata.
E come in un flashback sono tornata indietro...
Il seno, a giusto merito può essere considerato il simbolo... l'espressione piena della maternità. Magari per un qualsiasi motivo non s'allatta nemmeno, ma se c'è un bimbo piccolo ugualmente diventa florido e sodo e la mamma ne va fiera.
Quando aspettavo Valeria, per non so quale motivo m'ero convinta che non avrei avuto latte o almeno non abbastanza, e per questo m'ero fornita di un corredo da far invidia ad una nursery. Uno sterilizzatore... 12 biberon di vetro... 48 tettarelle, 2 scaldabiberon.
Esagerata! esclamò mia madre... Ma Chi te lo dice poi che non allatterai? Infastidita ma convinta le risposi... Ho il seno piccolo!
Il crollo delle mie tante teorie supportate da convinzioni "per partito preso" cominciò proprio allora. Infatti non solo allattai la mia piccola, ma lo feci anche a lungo... per ben 13 mesi. Con piacere ricordo la stupenda sensazione di "formicolio" che percorreva il seno turgido quando s'approssimava l'ora della poppata... qualcosa d'ineguagliabile che mi faceva sentire davvero mamma.
Anche allora mi guardavo allo specchio, e d'immediato mi spuntava un sorriso. Tutt'altra cosa.
Un figlio dà un senso alla Vita...
Ed anche una "nipotina bellissima"... ha aggiunto un'Amica diventata nonna da una settimana.
Anch'io penso la stessa cosa... ed il desiderio in me d'essere nonna è davvero grande.
Ancora un ricordo... Quel giorno che il detestato "bozzo" manifestò la sua vera natura, la prima cosa che mi venne in mente portando sgomento fu questa... Peccato... non sarò mai nonna.

venerdì 23 marzo 2012

Ho notato che... nei momenti difficili, quando la tensione è rilevante si diventa più "profondi" e quasi senza rendersene conto si arriva all'analisi di sè... a porsi delle domande e cercarne le risposte.
All'improvviso ovunque Tu sia, in qualsiasi posto Tu vada... senti un fortissimo senso di disagio, e come se scappassi da qualcuno cerchi un "angolo sicuro" dove ritrovare la serenità smarrita. Temporaneamente... questo sì, perchè per fortuna è cosa comunque passeggera. Ma intanto, anche se per breve tempo...stai male, male davvero anche fisicamente. Mal di testa... peso sullo stomaco e notevole desiderio di farsi piccoli piccoli... fino a scomparire.
A qualcuno, oltre me, sarà pur capitato di provare tale cosa... o devo considerarmi "bestia rara"?
Una volta che hai acquistato la consapevolezza che preferiresti essere in quei momenti una formica preferibilmente in letargo, per non sentirti schiacciato, annullato... vai a guardarti dentro e Ti chiedi che cosa hai fatto per tutto quel tempo e perchè?...

Là dove sei diretto
non ci sono sentieri, né piste,
solo il tuo istinto.
Hai seguito i segnali
e alla fine sei arrivato.
Adesso devi fare
il gran tuffo nell'ignoto
e scoprire da solo
chi ha torto,
chi ha ragione,
chi sei tu veramente.
                                        Sergio Bambarén

La Vita non è cosa semplice... questo si sa, per quanto è difficile verrebbe quasi voglia di una non-Vita. Però dal momento che si è si deve essere. Non restare chiusi in se stessi, non rendersi vittime del proprio egoismo badando solo a ciò che dà parziale soddisfazione... parziale perchè alla fine non dura a lungo, relazionarsi con Chi è vicino... saperlo fare senza lederne mai la libertà e la riservatezza.
Chissà quanti sono all'altezza di questo...
Oggi io me lo sono chiesto... però una risposta certa non l'ho saputa dare. Poi... ho voluto essere buona con me stessa ed un'attenuante me la sono concessa.
Almeno Io... "il gran tuffo nell'ignoto" ho osato farlo.

giovedì 22 marzo 2012

Magari qualcosa succede... ho pensato l'altro giorno, ed un secondo dopo l'ho negato a me stessa.
E lo nego anche in questo momento perchè la mia situazione, l'animo mio sono sempre più simili allo yoyo... giù ma cercando di non superare il limite e poi si torna indietro, su... frenandone la corsa e senza nulla di fatto.
Ho accettato e parzialmente superato tutto quanto, per continuare a... vivere non si può fare altro... ma a volte penso che non doveva succedere. Se così fosse stato ora non sarei qui ad "elemosinare" un mio diritto, a cercar di recuperare un briciolo di femminilità. Non starei a chiedere anche a me stessa... quando sarà? Desiderando quel momento tanto prossimo da non lasciarmi il tempo di... scappare, perchè se ci pensassi un po' su e avessi la possibilità di scegliere... bene, tornerei indietro e di ricostruzione non se ne parlerebbe più. M'era stato detto, otto mesi, un anno... ne sono passati quasi due di anni e l'"entusiasmo" di potermi vedere com'ero stata un tempo, è notevolmente diminuito.
Non voglio lamentarmi... questo no, anche perchè non sarebbe giusto. Per me è già un gran dono essere qui e poterne parlare.
Spero di riuscire a trasmettere ciò che provo davvero... ma in me non c'è una sofferenza vera e propria, è stanchezza... stizza perchè non mi sento considerata nel mio essere persona... donna. Al massimo, mi dico... sono alla stregua di una cartella clinica datata 2010 da "consultare" o "rivedere" quando sarà il caso, sempre con la speranza  che l'occasione non sia la stessa. Ci penso ora perchè tra qualche giorno farò la mammografia, e magari... se venisse fuori "qualcosa" al "seno buono", quella cartella la si dovrebbe riaprire, e anche alla svelta.
Eh già... qua casca l'asino! La necessità di sfogarmi ancora, tutto questo mio elucubrare... me ne sto rendendo conto mentre scrivo, vien fuori  per l'ansia latente che sfugge al controllo della ragione.
Allora... un bel respiro profondo, un sorso della camomilla calda d'ogni sera e poi chiudo gli occhi...
E se domani incontrassi di nuovo il "mio dottore" potrei rispondergli... La prossima? Bene... quando, ne sono felice!
Ma anche... La prossima? Non so... si può rimandare, perchè ho un impegno.
Sì... a ripensarci con serenità... per me sarebbe lo stesso.

mercoledì 21 marzo 2012

E l'attacco di sindrome da chioccia sgomenta che ha momentaneamente perso di vista i suoi pulcini, l'ho curato con la solita "terapia"... mettere ordine nell'armadio.
Veramente è un'affermazione azzardata, un eufemismo in quanto essendovi l'ordine già presente, io sovverto il tutto. Metto fuori ogni cosa, fino all'ultimo calzino... la mia camera da letto diventa un campo da battaglia, a soqquadro... irriconoscibile, e poi ripongo in "ordine" ma diverso.
Da sempre questa "tecnica" vien fuori spontanea quando uno dei miei figli parte, non importa se per pochi o più giorni. Fatto sta che poi mi sento molto molto meglio.
Chissà come spiegherebbero la cosa i miei "amici psicoterapeuti"!? Perchè di sicuro una spiegazione ci sarà...
In attesa di un parere illuminante devo però avanzare qualche perplessità sui benefici effetti di questa autoterapia, almeno al momento. Fino a qualche tempo fa erano a 360°, nel fisico e nello spirito... ieri sera, invece solo il secondo ha potuto esultare. Sì, perchè sarà che c'avrò messo troppo impeto e impiegata altrettanta energia che alla fine il mio "affezionato" espansore per assecondarmi o per sfuggirmi se n'è andato tutto a destra... Per non deludere o per cercare una via di scampo? Mah! Ho capito comunque che la prossima volta dovrò essere più cauta, almeno finchè c'è... LUI.
Ah... a proposito, due giorni fa all'uscita dell'ospedale mi sono imbattuta nel chirurgo che dovrebbe separarmi da LUI. Mi è sembrato un miraggio, una vera e propria visione visto quanto sempre è più difficile ottenere una "visita decisiva e definitiva". Il "mio dottore" (dopo quasi due anni, ho deciso... ora preferisco chiamarlo così. Magari qualcosa succede!), avanzava a capo chino intento a digitare un numero sul cellulare...
"Dottore buongiorno! Vi ricordate di me?" "E come no? Come posso dimenticare?" "Mi fa piacere che vi ricordiate, ma... posso sperare in qualcosa di più, magari in un ricordo tangibile, insomma... voglio dire, e per l'intervento?"
E il "mio dottore" con quella Sua aria tra il serio che lo rende credibile... lo scherzoso che lo fa simpatico e lo sbrigativo che fa intendere che non ha tempo da perdere...  risponde spiazzandomi... "Stiamo operando a ruota... Sarete la prossima!"
Che cosa? Lì per lì sono caduta nel panico... questo benedetto intervento di ricostruzione è da me desiderato e anche temuto... ma poi, conoscendolo... il "mio dottore"... mi son chiesta... ma sarà vera questa cosa?

martedì 20 marzo 2012

Non sapevo come iniziare stasera... quale frase mi sarebbe venuta mai in mente... adatta ed opportuna... d'impatto e significativa. Non che io vada alla ricerca d'"effetti speciali", questo no... ma di un qualcosa che introduca validamente al discorso, quello sì.
"Mamma sono arrivato ci sentiamo dopo"... eccola qua la frase che cercavo, sei parole senza punteggiatura... un sms per rassicurare. Un messaggio inviato al volo, e mai come in questo caso è termine più appropriato... "per far stare tranquilla mamma, così  lascia tranquillo me. E papà? Beh... lui è tranquillo di suo, tanto basta mamma a preoccuparsi". Tipico pensiero del figlio che s'allontana da casa per un breve periodo, ma che poi a quella casa ritorna... Atteggiamento da "cordone ombelicale parzialmente staccato".
Eh sì... figli che vanno e dopo un po' rientrano, figli che partono e dopo un bel po' ritornano, ospiti in un'atmosfera generale d'entusiasmo... ma sono ospiti speciali che la fanno da padroni proprio perchè troppo a lungo assenti.
E della loro Mamma non vogliamo dir nulla?
IO azzarderei qualcosa, se m'è concesso... perchè in quello schema di famiglia in generale vedo perfettamente rientrare la mia...
FIGLIA... laureata da diversi anni trasferitasi in altra sede alla ricerca di un lavoro, prima che veda sopraggiungere spietata l'età di una pensione che mai le toccherà. Ogni due o tre mesi ritorna, per stare con i Suoi cari... ma trova che sono sempre gli stessi, come la città che ha lasciato, e... non vede l'ora d'andarsene.
OK... dico io... va benissimo! Purchè sia felice... questo vuole una Mamma che si rispetti, ed io? Rientro perfettamente nei parametri.
FIGLIO... prossimo da diverso tempo alla laurea vive in casa con i genitori, si guarda intorno, comincia a considerare PRESENTE ciò che fino a poco tempo fa pensava fosse FUTURO ma lontano. Ha trovato le motivazioni giuste? La Mamma lo spera... pensa e tace. Perchè questo fa una Mamma che si rispetti... guarda da lontano ed interviene solo se necessario.
Sto prendendo consapevolezza di una realtà che fino ad ora sembrava solo frutto dell'eccessiva operosità della mia mente. Scrivere dei pensieri con la possibilità di rileggerli più volte porta infine a convincersi di quanto sia duro e difficile essere la madre di figli grandi... ma non abbastanza.
E con nostalgia mi tornano in mente i "bei tempi"... le notti insonni per le coliche gassose, la clausura da malattie esantematiche, i capricci e le piccole tirannie a cui comunque non si cedeva.
I Genitori eravamo Noi e pur strizzando l'occhio a Benjamin Spock, alla fine si decideva con la propria testa.

lunedì 19 marzo 2012

Stamane alle otto meno un quarto dormivo ancora...
Penso d'essere diventata come gli uccelli di una volta che cominciavano l'attività canterina quando era chiaro, questi di oggi, al contrario li trovo nottambuli...cinguettano anche con l'oscurità. Il mattino, quindi si presentava con le nuvole, luce ne filtrava poco ed io non mi decidevo ad aprire gli occhi.
"Mary... non hai sentito la sveglia? Ho zittito lo snoozy quattro volte!" L'Amore della mia Vita mi ha così destato, moderno "principe azzurro" che nel suo ruolo s'avvale non del "bacio" ma del "rimbrotto".
Così mi sono alzata e quasi a tentoni con la testa pesante e gli occhi appiccicati sono entrata in bagno... poi, all'improvviso una telefonata non proprio inaspettata ma che mi ha aggiunto ansia ad altra regalatami da più parti già ieri sera.
Però... poichè ho deciso che per questa settimana saranno sospesi i tuffi al cuore, i nodi in gola e le vampate di calore (quelle possibili...)... ho cominciato a fare "training autogeno" per moderarla questa "benedetta" ansia, gestirla al meglio e addirittura trasformarla in qualcosa di nuovo, estremamente innovativa "ansia ottimistica". Non è facile per niente, ma la Vita è fatta di sfide continue e questa è un'altra, e d'altra parte non posso piegarmi nè sentirmi vittima... devo arrivare bella diritta, a "petto in fuori", almeno per quello che resta, fino a lunedì.
Allora... tanto per cominciare oggi è stato il 19 marzo... San Giuseppe. Nessuno della mia famiglia diretta porta questo nome, tranne un cognato... ma questa è un'altra cosa. A San Giuseppe un dì  è stato assegnato il titolo di "papà esemplare" e quindi a "giusto merito" da allora nel giorno che lo ricorda  vengono festeggiati tutti i padri. I papà di figli grandi e quelli che lo sono da poco... i padri severi e i dolci ed arrendevoli... i padri soli.
 Proprio Tutti.
All'Amore della mia Vita... al Padre dei miei figli, oggi solo Francesco ha dato un bacio... così al volo, ormai è un uomo in quell'età in cui gli slanci sono contenuti... più in là tornerà a quelli immediati. Dare tempo al Tempo, è capitato anche a me ed ora non ho più reticenze col mio... di padre che una volta quasi "temevo".
Valeria, invece non vive più con noi, e poi Lei è per la "sostanza" non per le "apparenze"... e va bene lo stesso. Il papà è sempre papà anche senza "baci".
Ecco, questo è stato un buon esercizio per il mio autocontrollo... focalizzare l'attenzione sulla giornata odierna... l'occasione e il suo significato... personalizzarla... riflettere sul tutto.
Poi nel pomeriggio... NOI DUE che non siamo solo genitori siamo andati al "cinema di casa nostra", quindi non ci siamo spostati proprio... e sapete che film abbiamo visto? I Puffi in 3D! Carino... divertente... magico.
Seduti sul divano... l'Amore della mia Vita da un lato, Io dall'altro e Biù Biù al centro che, soddisfatta rosicchiava il suo ossetto.
E l'ansia è così bella e sedata.

domenica 18 marzo 2012

E se poi s'aggiunge una domenica di sole e la sensazione che la primavera è sempre più vicina... bene, allora la serenità avvolge in uno stato di benessere che, a saperci fare, dura anche più di un giorno.
E' come sentirsi racchiusi in un guscio... protetti in un nido... inattaccabili! E quello che hai vissuto ti sembra un sogno lontano oppure cominci a credere che ti sia capitato "di passaggio" o " per sbaglio" e che se è così non potrà ritornare... Mai più.
Sensazioni e pensieri danno vita ad emozioni che da intense piano piano perdono forza per trasformarsi in ricordi, ed è allora che occorre essere abili per mantenerne i benefici effetti.
Continuare a... essere sereni, dopo tutto non è difficile... lasciarsi alle spalle la zavorra che pesa... guardare sempre e solo avanti, soffermandosi e gustando le piccole "occasioni" del giorno che viene.
E questa domenica è arrivata con un tepore che fa ben presagire... come non essere contenta?
Stamattina mi sono alzata alla solita ora da giorno festivo... "elastica" da qualche tempo a questa parte... caffè e muffin al cioccolato per colazione, ad imposte aperte per far entrare l'aria che già odora di scirocco.
E a questo punto devo dirlo... fa star tanto bene anche la tavola apparecchiata di buon mattino con un'allegra tovaglia a quadretti. E' una piccola magia che ricarica... a volte anche trasforma, e tutto diventa più buono, non solo quello che mangi ma l'intero momento.
Dopo la colazione presto all'opera... un pranzo "inventato" lì per lì, della serie "apro il frigo e cucino"... per oggi niente programmi e menù stabilito. Quel che è estemporaneo dà più soddisfazione, e allora... perchè non provare, mi son detta... e una volta non l'avrei neanche pensato.
Mi viene un dubbio... sarà stato per tal motivo che tanto spesso mi sentivo "pressata" dalla noia? Sì... la prevedibilità, tra i tanti ha anche questo difetto, infatti.
Così le mie tagliatelle... affatto scontate... dal sapore imprevedibile sono state apprezzate, il tiramisù del supermercato pure, ed anche per questa domenica il pranzo "della festa" è andato.
 Perchè è col Cuore e con la Mente che si deve voler "la festa".
E poi il pomeriggio e pur la sera son volati via...
E' tardi e tra un po' andrò a dormire...
Serenamente, così darò vita al sogno del "Buongiorno" che sarà.

sabato 17 marzo 2012

Non è che mi sarò montata un po' la testa?
Certo è che ieri me n'ero andata nel pallone... col nominare altri cinque blog meritevoli del premio non sapevo come muovermi, temevo di sbagliare... anzi spero di non aver saltato alcun passaggio.
Mah! Comincio a pensare di dover dare ragione ai miei figli quando dicono che voglio fare "l'imbranata" a tutti i costi. Sì... perchè poi se "m'impongo" di concentrarmi e riuscire va tutto bene anche nelle imprese più difficili. Ancora una volta devo crederci, insomma.
Adesso che ci penso... qualcosa l'avevo saltata. Ho ringraziato Costy, l'Amica blogger che m'ha assegnato il premio, ma... ho dimenticato di citare il Suo blog... RESPIRO VITA! Che errore da ingrata...
Potrai mai perdonarmi, Amica mia? Probabilmente sì, ma solo perchè Lei è davvero speciale, e poi perchè nel web la conoscono un po' Tutti... basta nominarla... COSTY.
Comunque devo dire che in questi ultimi giorni... prima il traguardo dei 100 lettori fissi, poi il premio "Blog affidabile" e alla fine un paio di strategie azzeccate, scovate all'improvviso per vincere l'ansia e non pensare... sono serviti non poco per uscire da quella spirale in cui m'ero infilata... volontariamente, è vero... ma anche mio malgrado.
"Volontariamente"... "mio malgrado"... sembra che una cosa escluda l'altra, ma a pensarci bene non è così, perchè rende bene l'idea della spirale che s'avvolge su se stessa e sembra non aver fine.
Entri in un "pensiero" che non puoi evitare... volendo potresti affiancarne un altro e poi un altro ancora, e così via. Non si capisce però "quel pensiero" resta unico e solo nella mente... a lungo, forse la volontà non è così forte. E intanto ti avvolgi su te stesso e poi ti pieghi... "volontariamente"... "tuo malgrado".
Ad un certo punto però IO sono riuscita da questa spirale a venir fuori... ancora una volta, con un fortunato "scatto di reni" e con lo spirito sempre pronto a ricominciare.
A parte le piccole e grandi gratificazioni che possono venire dall'esterno... avete mai provato a pensare il gran bene che può fare cambiare le tende di una stanza e comperare, ad esempio... una borsa nuova?
E non occorre... sia ben inteso, neanche spendere una fortuna.

venerdì 16 marzo 2012

Avrei continuato a... spiegare i piccoli fatti le minime cose che donano serenità ad una bella giornata, ma... una sosta stasera è d'obbligo.
L'Amica Costy, il mio "portafortuna" mi ha assegnato un premio che mi ha commosso... "Blog affidabile" è il suo nome... E' ovvio che La ringrazio di Cuore.
Alla notizia...lì per lì sono rimasta come incredula... si sarà sbagliata, ho pensato e gliel'ho anche detto. "Ma no... tu sei la top degli affidabili!" è stata la Sua risposta... Ma non sarà perchè scrivo tutti i giorni? In questo senso, sì forse lo sono, affidabile, ma per quanto riguarda gli altri requisiti... uhmm, non saprei. D'altra parte aggiornare quotidianamente il mio blog non è una grande fatica. Due anni fa è nato come un diario vero e proprio in cui registrare e riferire i fatti, i sentimenti e l'emozioni mie... di una donna colpita dal cancro al seno.
Per me è stato un modo tutto speciale di vivere questo evento... una sorta di autoterapia grazie alla quale sviscerando ansie e paure ho affrontato e superato i momenti più duri. Nello stesso tempo in cuor mio coltivavo l'intento speranzoso di poter aiutare chi viveva la mia stessa esperienza attraverso il racconto della stessa. Ci sarò riuscita? Non tocca a me dirlo...
A questo punto invece mi tocca nominare altri 5 blog a mio avviso meritevoli del premio. La scelta non è affatto facile... tutti quelli che seguo ne avrebbero diritto. Allora farò una cosa... affiderò alla sorte l'ardua preferenza, e da parte mia affetto e stima per gli altri.
Premio "Blog affidabile" a... "Soffio" http://soffio-terapeuta.blogspot.it/
                                          "Cultura e culture" di Maria Ianniciello http://www.culturaeculturenews.com/
                                           "Pensierino 50" http://modna50.blogspot.it/
                                           "Gianna: il bene in noi" http://stella-ilbeneinnoi.blogspot.it/
                                           "Web sul blog" http://websulblog.blogspot.it/
Ecco... credo d'avercela finalmente fatta!
Un saluto ancora a Tutti ma proprio Tutti i miei Amici bloggers e un grazie ancora a Costy che come sempre è tanto buona nel credere in me.
Mi congedo  trascrivendo uno dei primi commenti ricevuti ad un mio post... Lo scrisse mio fratello e per me all'epoca non fu affatto scontato...
GRAZIE ANCORA.
 
 E' strano, ma emozionante leggerti...
Nonostante i tanti anni vissuti insieme, mi sembra di scorgere qualcosa di assolutamente nuovo in Te: una "forza" che non ho mai conosciuto...
Coraggio, sorellina! Ce la faremo!!!....
Il 
Blog Affidabile
GRAZIE A COSTY del blog  RESPIRO VITA

                                                                 

giovedì 15 marzo 2012

Mi son fatta prendere dall'euforia per l'importante traguardo raggiunto dal mio blog, e... non ho raccontato il resto che ha contribuito a rendere particolare solo perchè più serena la giornata di ieri.
Niente di eclatante o eccezionale, per carità... ma minime cose, piccole novità che... come i tiepidi venti di primavera... portano all'ampio respiro.
Forse perchè avevo smesso di "contare" ed avevo ripreso il mio "percorso del sorriso", ad ogni momento della giornata ho dato un'interpretazione ed un valore preciso, a cominciare da una telefonata proprio mentre ero sul punto di... uscire ed avevo Biù Biù ancora in braccio dopo la toilette del mattino. Era piuttosto tardi per quello che avevo da fare, ma nonostante tutto ho risposto con l'entusiasmo di sempre riconoscendo la voce dall'altra parte.
"Tu lo sai..." m'ha detto,"ogni tanto ho bisogno di sentirti... per qualche dubbio ma anche solo per la voce. Ti ho mai detto che hai una voce che rassicura?" Oh sì... ma l'aveva detto un sacco di volte... me lo dice ogni volta che mi telefona... sempre alla stessa ora.
Però, di nuovo... ancora si tira in ballo la "mia voce". Mi verrebbe voglia di ascoltarla da "esterna" questa mia voce.
Me lo dicono in reparto... "mi era parso di sentire la tua voce..."
L'anziana padrona di casa che non m'aveva ancora mai vista, e con cui parlavo al telefono per la prima volta... "che bella voce giovanile, molto dolce".
E l'Amore della mia Vita? Di me s'era innamorato ascoltando la voce che di certo l'aveva molto colpito se dopo incontrandomi non aveva mostrato segno di delusione.
La Voce, la voce... devo esserne ormai convinta... ho una bella Voce, una voce che serve e non solo per "comunicazioni di servizio". Posso essere utile in qualcosa per qualcuno... va bene così, vale la pena di continuare a... credere che il vento favorevole durerà.
Poi, più tardi una seconda telefonata, un'altra Amica... "Non so come fare... mi hanno dato la prenotazione per l'eco-addome a luglio, ma è troppo tardi. Mi dai una mano... tu sai di più."
In verità so meno di niente... tra reparti, sportelli e laboratori mi muovo come gli altri, districandomi in labirinti e gimcane. Però... in due si può fare meglio, e allora rispondo, va bene... ci vediamo lunedì.
E non è quindi solo la Voce a rendersi utile... ma qualcosa di non visibilmente concreto ma pur grande.
E' la Volontà di non essere Una che è solo circondata da Tanti... un'isola sconosciuta perchè deserta e abbandonata... bensì di sentirsi tutt'uno con Chi le è intorno, dare appoggio e riceverne anche quando le acque non sono poi tanto tranquille e difficoltosa diventa la traversata.

mercoledì 14 marzo 2012

Allora... deciso!? Da questo momento non darò più i numeri...
Ah no... un attimo solo, per l'ultima volta... tanto è un numero diverso... una cosa bella. Stasera  il mio blog "festeggia" 100 lettori fissi!
Fino a ieri ero a quota 97... poi la volata finale, 3 in un giorno... e siamo arrivati a questo bel traguardo.
Beh, che dire... io lo vivo come un "successo" di cui andar fiera, non per vanto ma perchè non me l'aspettavo proprio.
 Quasi due anni fa cominciai per me stessa, e questo è noto perchè l'ho detto più volte... che mi leggessero altri non m'interessava neanche più di tanto. Me l'auspicavo, questo sì... ma solo perchè leggere della mia esperienza potesse essere di conforto ed aiuto per altri nella stessa situazione. I primi lettori fissi furono mia nipote... i miei figli... qualche amico che mi conosceva di persona. I commenti... qualcuno da parte loro e neanche sempre.
Francesco, mio figlio diceva che occorreva dare tempo al tempo... la "rete" si sarebbe formata, estesa e il blog diffuso. Bisognava avere pazienza. Ma io in realtà il problema non me lo ponevo, e intanto continuavo a... scrivere. Raccontavo la mia "storia"... annotavo le sensazioni e riferivo delle "mie emozioni", dapprima intense e sofferte, poi vissute con la gioia di poter continuare a... vivere, nonostante tutto.
Dopo un anno esatto il blog ha cominciato a crescere... soprattutto quando tra i miei lettori è arrivata un'Amica speciale, COSTY...
Lei lo sa... la Sua presenza costante ha segnato il giro di boa di "continuare a..."... è diventata il mio portafortuna e... tanto tanto altro.
Se oggi siamo a 100 lo devo anche a Lei.

martedì 13 marzo 2012

 "Vorrei proprio capire il perchè...
Sì... vorrei capire come mai ogni giorno mi ritrovo i calzini più corti!!?"
Di fronte a questa che era a metà tra una constatazione di fatto e una domanda inquisitoria non mi sono comportata come al solito, non ho temporeggiato anche perchè obiettivamente l'Amore della mia Vita aveva ragione... ed ho tagliato corto mettendogli tra le mani un paio di calzini nuovi completi di etichetta adesiva.
"Mi dai degli altri... nuovi?! Tanto faranno la stessa fine, e poi... una risposta non me l'hai data."
Ma che cosa avrei dovuto dire che già non avevo detto in precedenza... Sarà la qualità non eccelsa!?... Non è possibile, li ho comperati io, piuttosto non avrai sbagliato tu il lavaggio?
Oh... insomma, stamattina non avevo proprio voglia di discutere inutilmente, e così mi sono limitata... "Volevi i calzini più lunghi? Questi sono più lunghi!" Lui ha capito e non ha replicato.
Il bello di un lungo matrimonio... se funziona a dovere... è anche questo, saper "contare almeno fino a 10" e smetterla quando è il momento. "Va bene... ok, non è aria" ed è andato in soggiorno.
Sono rimasta in cucina a preparargli il tè, ed intanto riflettevo. Perchè mai ero così contrariata e scorbutica, non mi riconoscevo quasi... possibile che "un po'" di ansia mi rendeva intrattabile? Molto probabile... visto che ho considerato che mancavano 13 giorni al "fatidico" 26...
Tra ansie domande e risposte... l'acqua in ebollizione si era versata sul fornello e l'aveva spento.
"Acq' che stut' u fouc' "... si dice dalle nostre parti... acqua che spegne il fuoco.
Così mi sono scossa...
 Eh no, basta adesso! Ma che sto a contare, a sottopormi ad un continuo stillicidio... Forse il tempo passa più in fretta o addirittura si ferma e mi evita quello che devo affrontare se continuo così?!
Mi sono anche un po' vergognata di me stessa...  E pensare che mi faccio anche vanto di aver imparato!
Ho versato poi l'acqua bollente nella tazza... "Il tè è pronto!!!"
E ancora una volta ci siamo ritrovati...
Lui con il Suo tè ed io col mio caffè.

lunedì 12 marzo 2012

Forse ieri sera si è superato il limite di guardia e il sonno non ha portato riposo all'ansia...
Così stamane al risveglio avevo mal di stomaco, ma di quelli che pensi... vomiterò da un momento all'altro... e poi, invece e per fortuna è stato tutt'altro perchè s'è ridotto e limitato ad un cerchio alla testa.
D'altra parte non potevo permettermelo di stare male... oggi iniziava un'altra settimana e, se chi ben comincia è a metà dell'opera, dovevo scuotermi per avere la sensazione di aver fatto altri passi avanti.
La mia condizione di "paziente ufficialmente guarita, ma non si può mai dire..." m'impone ogni tanto delle autoverifiche... quanto io riesca a resistere ad un periodico ma in realtà sempre latente stress psicologico.
Non è affatto facile.
Non è facile la verifica perchè "voglio" continuamente mostrare a me stessa e agli altri che sono forte... e non è sempre vero.
Non è facile continuare a... essere forte quando i brutti pensieri m'assalgono e sono portata a credere che la mia è tutta un'illusione.
Certe volte mi sembra di essere su una barca che ondeggia... un po' su un po' giù... Ed ecco che è bello e spiegato il mal di stomaco, tanto vicino al mal di mare.
Occorre distrarsi, ed io questo faccio... andando sempre in ospedale... là, a quel terzo piano.
Sicuramente è strana come distrazione, ma "strana" lo sono anch'io, e a volte sembro "funzionare alla rovescia". L'importante comunque è "funzionare".
Così stamattina, presi armi e bagagli... un piccolo pensiero per un'amica e i giornali per i pazienti del reparto... mi sono mossa anche oggi come ogni giorno.
Per come mi sentivo avrei avuto bisogno di un' "infusione" di ottimismo... proprio così non è andata, ma ho resistito lo stesso, nel senso che la mia condizione non è peggiorata e si è rafforzato il pensiero che io sola devo cercare e trovare la forza che mi necessita.
Un paziente sosteneva che si può avere tutta l'energia possibile e la volontà massima di farcela ma se è arrivato "il momento" in realtà non c'è cosa che serva. A Suo modo aveva ragione, e del resto si sa che la Morte è reale quanto la Vita, ma è anche vero che è la Vita stessa ad imporre di non restar seduti ed inermi ad... aspettare. Finchè si può... si combatte, che se è da morire per lo meno si muoia in piedi.
Ulteriormente e fermamente convinta sono tornata a casa.
La tempra ogni tanto ha bisogno d'esser messa alla prova, ed intanto io continuo a... contare... -14.

domenica 11 marzo 2012

Da oggi è cominciato ufficialmente il conto alla rovescia...
Mancano 15 giorni alla mammografia di controllo... la terza della mia Vita. Cerco di non pensarci più di tanto, ci riesco abbastanza, ma... non posso nascondere che soprattutto di sera qualche piccolo brivido mi viene.
Che si vuol fare... in prossimità di un esame così, ricordando i trascorsi... penso che un po' di ansia sia più che normale... no?
Comunque nell'ambito delle 24 ore la sera è un momento davvero esiguo se si pensa che si va a dormire, ed io... così, tra le braccia di Morfeo mi abbandono e lascio altrove ansie e preoccupazioni.
Passerà anche questa, mi ripeto e intanto conto... -15.
Oggi domenica...
Stamattina svegliandomi mi è sembrato che fosse nuvoloso...
"E' brutto tempo?" "Forse sì", mi ha risposto l'Amore della mia Vita, "... ma che c'importa... Noi due però siamo belli e siamo insieme."
Sono scoppiata a ridere. Sentir dire queste cose da Lui è davvero strano... "Ma dico... hai scartato per caso un bacio di cioccolata? Questi dolci pensieri non sono certo da Te!" "Beh... vuol dire proprio che non ti va bene mai niente!"
E invece quello che m'aveva detto m'andava bene e anche tanto.
 Che dolce inizio di giornata! Doveva continuare a... essere così, e poichè dipendeva da me condurre il giorno in tal senso, ho deciso... dolci pensieri, dolci ricordi, e anche... un "buon dolce"... solo questo per una Domenica senza amarezza.
Il dolce pensiero l'avevo avuto già da Chi ora mi è sempre più accanto... il ricordo, spolverando nella camera di mia figlia.
Due coniglietti piccoli piccoli mi hanno riportato indietro di tanto...
Da bambina amava giocare da sola... Sul tavolo in cucina allineava le bamboline, i suoi pupazzi più piccoli, e poi... lettini seggiole mobiletti, tutte quelle cose che potevano servire ai suoi "personaggi", micro-creature di una Vita in miniatura. Un giorno, mentre era presa nel suo impegno, si voltò a guardarmi e poi disse... "Mamma, vorrei vivere sempre in un mondo pupazzetto..." Restai senza parole. Fu quella una delle pochissime volte, se non l'unica in cui mia figlia "mise a nudo" se stessa.
Ahimè... il "mondo pupazzetto" è cresciuto con Lei, ed ora s'è resa conto che ben poco può fare per accomodarselo...
E dopo un dolce pensiero, un dolce ricordo... m'è toccato preparare il "dolce" per pranzo. E' inutile che dica quale, perchè penso che l'avrete immaginato. Quale se non la mia celeberrima torta di mele?
Mi butto sul sicuro, così... non sbaglio mai!

sabato 10 marzo 2012

Parlare di animali... in particolare di cani ieri mattina mi ha portato per il resto del giorno a pensare... ricordare... osservare con maggiore attenzione ed affetto Biù Biù.
 Con i cani ci sono praticamente cresciuta...
La prima cagnolina la portai proprio io a casa. Frequentavo la prima media e la mia insegnante di Educazione Artistica che dirigeva la sezione dell'ENPA della mia città aveva alcuni cuccioli di pometto da affidare, riferì della cosa in classe ed io, entusiasta riportai la notizia a casa. Altre volte avevo tentato di avere un cagnolino ma sempre senza successo, quel giorno però sentivo che sarebbe stato diverso.
 Infatti...
La mia mamma acconsentì subito e con le lacrime agli occhi... anche se la nostra casa era piccolina, noi eravamo in tanti, e poi c'erano molti problemi. Non se l'era sentita di dirmi di nuovo... no, non se ne parla proprio!
Qualche mese prima era morta una mia sorellina di otto anni... così quasi all'improvviso, dopo una malattia di soli dieci giorni. Lei... la mia mamma era rimasta annichilita, annientata nel profondo dal dolore, non avrebbe mai potuto ora veder soffrire un altro dei Suoi figli. E disse... sì, va bene... e Pucci, la piccola pometta entrò a far parte della mia già numerosa famiglia. Visse a lungo nella nostra casa, seguendoci ovunque... morì che io ero già andata via... aveva sedici anni.
 Poi ancora...
Mi sposai e l'Amore della mia Vita portò in dote Argo, un pastore tedesco, un cagnolone che ci seguì persino nel breve viaggio di nozze, dormì sotto il nostro letto durante la prima notte. Argo era tutt'uno col suo padrone, lo seguiva passo passo, era pronto a difenderlo... se necessario... anche da Chi conosceva bene.
Non ho visto quasi mai mio marito in lacrime, la prima volta fu quando il Nostro cagnolone morì.
Mai più animali! dicemmo allora, ma dopo 17 anni ricademmo in trappola, e fui di nuovo io a desiderare con tutta me stessa un cagnolino... e così arrivò Betty e fu la gioia incondizionata di una piccola famiglia.
Il resto è cosa nota, soprattutto per Chi legge queste mie pagine fin dall'inizio.
Evidentemente gli ultimi due giorni dovevano andare così... in questa direzione.
Stamattina spolveravo la libreria, e lo sguardo si è fermato ad un libro che ho già letto, "Amore senza parole" di Sandro Mayer. Un libro che parla... guarda caso... di cani.
Ricordo d'aver pianto...

... Gigì allora balzò giù dal letto. La parola "lettera" ripetuta tante volte le risultò familiare. Si era ricordata infatti di quel giorno in cui aveva visto la signora Pina scrivere seduta al tavolo della cucina L'aveva seguita con occhi attenti perchè non l'aveva mai vista scrivere tanto a lungo. La signora Pina, quando finì, mise il foglio in una busta di cui leccò i bordi per incollare la chiusura. Poi si alzò, andò in camera da letto e tenendo in mano la busta, disse: "E' la mia lettera per quando sarò morta. Questa lettera parla di te. Nella lettera c'è scritto quello che devono fare". E ripeteva "lettera" tante volte scandendo bene le sillabe perchè sapeva che così Gigì avrebbe imparato a riconoscere quel vocabolo e ad associarlo alla busta che teneva in mano e che stava mettendo sotto i cuscini sopra la cassapanca. "Metto qui la lettera", continuò "così la puoi trovare da sola se mi succede qualcosa prima che possa dire che l'ho scritta e dove sta. La puoi prendere e dare a qualcuno". Poi ogni giorno alzava il cuscino, la prendeva in mano, la mostrava a Gigì, diceva: "La mia lettera è sempre qui, vedi?".
Così quando Roberto si domandava ad alta voce dove fosse la lettera, lei gli fece vedere che non bisognava aprire la cassapanca, ma ci saltò sopra, affondò il muso sotto il cuscino, prese la lettera con i denti e gliela porse.
               Da "AMORE SENZA PAROLE" di Sandro Mayer

venerdì 9 marzo 2012

Quanto sia simpaticamente noiosa Biù Biù mentre Noi siamo a tavola si può facilmente immaginare...
Da sempre mangia solo croccantini, non conosce quindi altri sapori, eppure... basta che io dica ad alta voce, è pronto! eccola arrivare di gran carriera, sempre prima degli altri... quasi a dire, mi hai chiamato?
Poi... una volta che siamo al completo... comincia il suo "rituale". Saltella e guaisce... si ferma, drizza ancor più le orecchie spalanca gli occhi scodinzolando freneticamente (e non aver messo virgole non è un caso)... ignorarla non si può. A questo punto, notando uno scarso riscontro da parte nostra, si mette su due zampe e comincia prima con una specie di carezza sulla mia gamba, e ben presto ritenendola non sufficiente allo scopo la trasforma in un movimento convulsamente ripetuto molto simile ad uno scrub elimina-cellule-morte.
Anche stasera  ha fatto lo stesso e per "sedarla" le ho sbriciolato un po' di fetta biscottata su un tovagliolo di carta. Sarà stata una grande leccornia a giudicare dall'impegno che c'ha messo a gustare quelle bricioline... testa bassa e coda dritta a mo' d'antennina.
Nel guardarla m'è tornata in mente Betty... anche a lei piacevano le fette biscottate... m'è venuto il magone, non posso evitarlo quando la penso.
In verità già stamattina l'ho ricordata quando in reparto è venuto fuori l'argomento sull'opportunità di avere un cane in casa. Chi era a favore, Chi contro... Molti i "contro", pochi "a favore"... praticamente io sola.
Igiene... rispetto per la libertà altrui... eccessivo impegno e sacrificio per Chi mai avrebbe voluto un cane con sè, per me motivi facilmente superabili praticamente irrilevanti a confronto di ciò che l'animale offre... amore incondizionato, aiuto prezioso per risollevarsi da situazioni drammatiche.
LA MIA PICCOLA BETTY
Per quello che mi riguarda... Betty s'era ammalata e morta nello stesso periodo in cui m'era comparso il tumore, e dato il nostro forte legame, quasi simbiotico era venuta meno al "momento giusto", perchè mi curassi... almeno io l'avevo vista così.
Poi quasi subito, dopo dodici giorni era arrivata Biù Biù, e Dio solo sa che cosa sia stata per me durante la malattia... con la chemio.
Penso in conclusione che solo Chi ha avuto il privilegio di un rapporto così speciale possa capire e sicuramente la Vita senza la compagnia di un "piccolo amico" perde molto in emozioni e serenità.
Stasera prima d'iniziare a scrivere m'era venuta l'idea di postare di nuovo la parte dove mi dilungavo a parlare di Betty... Era l'inizio del mio blog.
Non ce l'ho fatta... m'è venuto di nuovo il magone, e non solo quello.
Penso ora si capisca il "perchè".

giovedì 8 marzo 2012

Scendevo quelle scale che sarebbero diventate familiari...
Domani... che cosa sarebbe successo domani? Era il pensiero dominante di tutti quella sera mentre ci allontanavamo dal reparto, Chirurgia generale. Il giorno dopo mio padre sarebbe stato operato per un adenocarcinoma al colon... non sapeva tutta la verità, forse l'intuiva, ma l'incertezza consapevole gli consentì di salutarci "quasi allegramente"... a domani!
 Per questo tutti si sentivano un tantino sollevati... Io no! Non potevo... meno di 24 ore dopo avrei saputo l'esito della mammografia, sentivo che sarebbe stata la conferma di un dubbio... e poi c'era anche l'ansia per mio padre. Ma perchè tutto insieme?
Pensavo... mi tormentavo, nulla avrei potuto prima dell'indomani... un 8 marzo.
Sono passati esattamente due anni da allora, e se provo a rivivere il tutto e a rivedere la mia persona nel suo insieme, non mi riconosco. Non la riconosco neanche se vado ancora indietro, ad anni prima quando mai avrei pensato di ammalarmi per un carcinoma mammario.
Timida... timorosa... per niente autonoma avevo rinunciato agli studi universitari gettando vigliaccamente la spugna. M'ero convinta che avrei potuto essere solo moglie e madre... vivere di riflesso all'ombra di un uomo.
Ripensandoci oggi mi viene proprio da ridere...
Troppo tardi per recuperare in un senso... comprendo però quanto, tolto il "peggio", la malattia m'abbia regalato... l'affermazione di me stessa, una sorta di autodeterminazione come persona.
Perchè una donna è prima questo... una persona, con la Sua dignità e la giusta aspirazione di essere apprezzata per se stessa, le Sue capacità e modo di relazionarsi. Basterebbe già questo per gratificarla, se poi c'è il lavoro che la mette al pari di un uomo può ben dire... Vivo per me... Basto a me stessa... per opere e in pensieri.

*"Povera vita, meschina e buia, alla cui conservazione tutti tenevan tanto! Tutti si accontentavano: mio marito, il dottore, mio padre, i socialisti come i preti, le vergini come le meretrici.Ognuno portava la sua menzogna, rassegnatamente.Le rivolte individuali erano sterili o dannose, quelle collettive troppo deboli ancora, ridicole quasi, di fronte alla paurosa grandezza del nostro atterrare."

Una donna può essere moglie e madre ma non deve sentirsi solo tale, finirebbe frustrata e in quanto tale la Sua condizione peserebbe sull'intera famiglia e in particolare proprio sui figli, più deboli e delicati... da proteggere ed amare...

*"... per quello che siamo, per la volontà di tramandare più nobile e più bella in essi la vita, devono esserci grati i figli, non perchè, dopo averli ciecamente suscitati dal nulla, rinunziamo ad essere noi stessi."

**( gli asterischi riportano a brani tratti da "Una donna" di Sibilla Aleramo.)

mercoledì 7 marzo 2012

Il mare si ritira dopo l'alta marea e la spiaggia torna libera e tranquilla.
Con la quiete sulla battigia lascia i segni... conchiglie e alghe, pochissime stelle marine e anche qualcosa che con il mare non aveva nulla a che fare. A tale vista il Cuore segue di nuovo il Suo ritmo... l'orecchio percepisce nell'insieme l'assenza di rumore... la vista si bea di "quel piccolo tesoro".
Raccolgo quello che voglio fare mio... ritengo nella mente tutto il resto.
Si rastrella la sabbia fino alla prossima...
Per un po' si continua a... guardare, più a lungo a pensare... poi la Natura riprende il Suo corso.
Per quanto sia noto ogni aspetto non c'è limite allo stupore e pure allo sgomento... sembra troppo, molto più della volta precedente. Non può essere perchè mancherebbe l'equilibrio... non può essere perchè la Natura rispetta l'Uomo, ma questi fa altrettanto?
Oggi che Valeria è ripartita m'è venuta in mente quest'immagine... la spiaggia dopo l'alta marea, e ad un certo punto mi chiedo il perchè di tanta "desertificazione" dentro,  dopo quel senso di nodo alla gola... di acqua che sale fino a toglierti il respiro. Forse perchè sono consapevole di non essere una perfetta nuotatrice e di saper appena mantenermi a galla.
Il "problema"quindi è mio...
Un tempo bastava essere convinti che tutto doveva andare in un certo modo... mantenersi nei limiti per non sbagliare... nessuno si preoccupava di capire.
Oggi al contrario si ha la pretesa di voler comprendere tutto, al contrario non si capisce nulla e non si vive più... quando invece sarebbe più facile ed efficace seguire la natura e non contrariarla.
Così alla prossima "alta marea" basterà porre argini nella mente... senza timori...
Come sempre, alla fine del Suo tempo...il mare si ritirerà.

martedì 6 marzo 2012

M'è venuto il pensiero per una telefonata che ho ricevuto stasera... una telefonata inaspettata soprattutto per lo scopo.
"Stai bene... Mary? Eravamo preoccupati per Te. Stamattina non ti abbiamo vista e abbiamo pensato che, magari non stessi bene. Non è così, vero? E' tutto a posto?"
Quello che si può provare nel sentirsi parlare in questo modo è quasi impossibile a parole... forse riuscirei con le emozioni se anch'esse non fossero eteree e "impalpabili", non tangibili eppure tanto grandi ed importanti.
 Così ci proverò...
Un senso di pienezza... come il completamento di una parte che sentivi mancante da sempre.
La stupenda sensazione di "contare"... essere utile, e che ciò che dici e fai lascia un piccolo segno che non ti farà dimenticare.
Più volte pensando a questo mi sono chiesta se non fosse "vanagloria" la mia... il vuoto desiderio di sentirmi indispensabile ed importante. Una volta chiesi anche l'opinione del mio confessore... Mi rispose, "Lo fai e già va bene così. Non ti giudicare in un senso come nell'altro, perchè non sta a te."
Per questo allora ho smesso di pensare a riguardo... agisco solo seguendo ciò che sento di fare e mi procura gioia. E sapete che cosa ho notato? Che la mia gioia diventa grande quando riesco a strappare un sorriso ed "un progetto" per il domani... quando la progettualità non finisce, anzi si proietta in un tempo straordinariamente dilatato.
Efficace terapia per la psiche di Chi si chiede di continuo... e allora, domani?
E tornando alla telefonata di stasera... ho pensato che "la mia pagina di diario" di oggi sarebbe stata, perchè lo dovevo,  una sorta di ringraziamento a Chi mi permette ora di essere quella che non ero... di esprimermi a  pieno senza limiti e condizionamenti... a Chi m'accetta come "paziente" tra i pazienti... o mi vede come una specie di collega, incompetente per carità, ma disponibile secondo le Sue capacità.
Il mio Cuore e i miei pensieri vanno soprattutto a Chi, andando oltre la propria sofferenza riesce a non essere irritato dal mio essere presente e a comprendere il buon intento.
E per questo più di una volta è capitato di sentirmi dire... "Tu mi puoi capire"... e di ricevere un bacio per saluto... "Noi non possiamo farne a meno, un bacetto ce lo dobbiamo dare... E' vero?"

lunedì 5 marzo 2012

Stasera... dopo due anni, alla multisala... come due anni fa.
Siamo tornati al cinema, con l'Amore della mia Vita e Valeria... prima che Lei riparta. Non volevamo perdere l'ultimo film di Carlo Verdone, "Posti in piedi in Paradiso"... Al cinema non andavamo giusto dall' "epoca nota", quella del tumore, e anche allora in proiezione era, "Io, Loro e Lara",  un film dello stesso attore.
Nella semioscurità della sala, mentre sullo schermo mandavano la solita pubblicità pensavo e sono tornati i ricordi, ma poi ho provato una rassicurante sensazione di conforto. Oggi la situazione è totalmente diversa... sarei stata presa totalmente da ciò che vedevo, la vicenda m'avrebbe coinvolto e divertito.
E così infatti è stato. Ho riso di gusto a situazioni spassose... ho riflettuto alla fine, quando è arrivata la "morale della favola". Perchè Verdone mi piace per questo... suscita il sorriso, addirittura la risata ma induce a pensare.
Il film, molto carino e ben interpretato, si conclude con il ritorno ad un "valore passato"... il bene per la famiglia, in particolare per i figli. I tre protagonisti, uomini separati dalle compagne, alla fine riscoprono il "proprio sangue", perchè... come si direbbe qui da noi... "il sangue non è acqua" e prima o poi fa sentire la sua voce.
Stasera la visione di questo film è stata piacevole e rilassante e le mie mani posavano in grembo a trattenere il giubbino... l'ultima volta, la sinistra nel buio "palpava" di continuo il solito punto, e quando le luci si riaccendevano sentivo anche se non potevo vedere che il mio sguardo era sempre più smarrito.
Che periodo terribile!
Eppure continuai a... far finta di niente, finchè fu possibile...
Al termine del film... in auto, verso casa... riflessioni ad alta voce di marito e figlia. Sul Tempo che va, indifferente ed inesorabile.
L'Amore della mia Vita... "Mi guardo allo specchio e non mi riconosco più. Dentro sono sempre Io, ma fuori, quello che vedo è un Altro da Me. Che peccato!"
Mia figlia... " Anche io sto provando la stessa cosa negli ultimi tempi... mi sento diversa. Poi... questi tredici giorni qui, a casa... sono volati! Eppure sono stata a far niente... Gli anni, penso... vanno via veloci. Troppo."
Li ascoltavo senza parlare. All'inizio avrei voluto intervenire, ma poi ho desistito... Anche perchè Io mi guardo allo specchio... vedo che il Tempo passa, è passato sì in fretta, ma mi piacciono i segni che ha lasciato.
Qualche zampetta di gallina, una rughetta in più sulla fronte... ma s'è portato via anche molti capelli bianchi e soprattutto la tristezza dagli occhi.

domenica 4 marzo 2012

Ma si può... si può morire così, all'improvviso?!
Ce lo siamo chiesti un po' tutti in questi giorni alla notizia della morte di Lucio Dalla, il cantautore "d'epoca" dall'eclettica personalità.
Mia nonna avrebbe detto... ha fatto una bella morte... intendendo che è morto senza accorgersene, quasi in piedi. E in effetti s'era esibito in pubblico fino alla sera prima... ma poi un infarto se l'è portato via  lasciando stupore e incredulità.
"Una bella morte"... che strana espressione, con due termini che per il significato stridono tra loro. E poi... come se ci potesse essere una "brutta morte"! La Morte è morte e basta... magari non c'è sofferenza, ma anche in questo qualche dubbio lo avanzerei. Nessuno mai, infatti è tornato indietro per smentire.
Lucio è andato via così, tre giorni prima del Suo compleanno... Oggi avrebbe compiuto 69 anni ed è stato invece celebrato il Suo funerale con la partecipazione di migliaia di persone... visibilmente commosse.
La Sua musica piaceva a tutte l'età e in 40 anni non aveva conosciuto flessioni per creatività ed interesse.
Da diciottenne avevo imparato ad apprezzarlo ed ancora mi piaceva quell' uomo... "piccolo fuori, grande dentro"... come di Lui hanno scritto.
In questa occasione, ad omaggio della Sua memoria, mi piace e voglio ricordarlo con alcune Sue canzoni che hanno segnato momenti "importanti" della mia Vita...
"4 Marzo 1943"... quando compii 18 anni...  dove musica e poesia si fondevano a dar vita ad una favola di cui visibili apparivano i personaggi... dolcissimi pur nella loro crudezza.
"Futura"... quando aspettavo la mia prima figlia. Ad ascoltarla ogni volta mi dava un'emozione indicibile, da brivido. Quante carezze al pancione e lacrime di gioia!
"Attenti al lupo!"... una canzone apparentemente divertente e tutta da interpretare. Ricordo che fu la colonna sonora di una recita scolastica di mio figlio in prima elementare. Beh... la musica di Lucio era perfetta anche in un contesto come quello.
"L'anno che verrà"... la  poesia in musica che ogni dodici mesi con l'approssimarsi della fine dell'anno mi canto a mezza voce con l'augurio "speranzoso" per il futuro immediato.
Oggi... anche se nel nuovo anno ormai siamo già dentro... voglio ripetere, "Caro Amico ti scrivo..." e mi rivolgo a Lui che non c'è più ma per cui la Speranza è ormai divenuta una certezza.
Addio... Gesù Bambino!

sabato 3 marzo 2012

Per ringraziarla, o forse no perchè lo avrei fatto lo stesso,  le ho lasciato i biscotti all'amarena... sempre quelli.
"Ma no... che fai? Non è necessario... regalali ad un'altra poveretta. I dolci... sai, è meglio che non li mangio."
"Non li vuoi? Allora li rifiuti! Qui sono piaciuti a Tutti... solo Tu non li hai ancora assaggiati." " Ma li hai portati  proprio a me?! Che pensiero gentile hai avuto. Ricambierò... sta' sicura che ricambierò. Ti piace la salsiccia? Verrò apposta per portartene un po' ".
Ma no... avrei voluto dirle... non è necessario. Quello che ricevo da Voi tutti, Amici miei tra "quelli che contano", vale bene se non di più... un vassoio di biscotti. Però non le ho detto nulla... le ho solo sorriso... poi a braccetto siamo scese dal terzo piano e ci siamo avviate verso la fermata dell'autobus.
Ah... a proposito, ieri l'Amore della mia Vita non ha potuto accompagnarmi e sono tornata  al mio vecchio mezzo di trasporto, preso come al solito al volo.
Quella passeggiata in autobus l'ho gustata davvero, mentre da un finestrino lasciato insolitamente aperto entrava un primo alito di primavera.
 Una meraviglia...
Bellissimo e rassicurante constatare che un'altra stagione è alle porte e la puoi vivere perchè il peggio è alle spalle e continui a...
Fare la spesa... ad esempio, ciò che ho fatto prima di tornare a casa... e comprare le prime dolci fragole di stagione. Le ho acquistate prima con gli occhi... già, quest'anno non mi danno più la nausea e con essa anche i ricordi s'allontanano sbiaditi.
Continui a... ricordare, ma fa meno male perchè vedi che vai avanti e ti senti più sicura e consapevole di farcela.
Cinque anni di sopravvivenza... m'era stato detto come a tutti per convenzione, ed ora quel termine non mi suona più come una scadenza oltre la quale...
No... non voglio neanche ripeterlo per assurda convenzione. Cinque e cinque... cinque ancora. E' inutile fissarsi su un numero o una parola. Si vive... ora, al momento... giorno per giorno, e il bello è che te ne accorgi perchè tempo prima ti era stato detto che avrebbe potuto non esser più così.

venerdì 2 marzo 2012

L'Amica del... Destino anche stamani era lì...
Per Lei, ultimo giorno d'infusione di bifosfonato come terapia per la carenza di calcio. Niente di grave... solo qualche acciacco dell'età.
L'età... Ogni volta che mi vede dopo un intervallo di tempo relativamente breve, mi fa la stessa domanda... "Quanti anni mi dai?"
Ormai lo so, ho imparato la sua età ma Lei non ricorda che a quel quesito abbiamo dato a suo tempo ampia risposta.
"Non so..." le rispondo perchè non voglio deluderla. "Nessuno mi dà gli anni che ho"... "Ma davvero!? In effetti qualunque sia la Tua età te la porti benissimo". Chiunque ad una risposta come questa sarebbe rimasto per lo meno perplesso, l'Amica del... Destino... no. Mi guarda con un mezzo sorriso e poi aggiunge, "Allora!? Non mi hai risposto... quanti anni ho?" Fingo d'esitare per mostrare titubanza nel pronunciarmi... dovessi andare oltre  gli anni "consentiti"? Infine mi butto tenendo per me quattro anni. "70 anni?!" fingo d'azzardare. A questo punto sorride soddisfatta quindi esclama, "74... ho 74 anni!" "Ma va'... non ci credo, non li dimostri proprio!"
E in quel che dico un fondo di verità c'è... se non l'avessi saputo gliene avrei dati qualcuno in più, ma perchè contraddirla, Lei è convinta di questo, e certe convinzioni se pur sbagliate aiutano a vivere.
Oggi mi ha raccontato del Suo continuo confrontarsi con il farmacista del paese... "E' un bravo ragazzo, solo un po' nervoso..." Posso capirlo... Lui è l'unico e la nostra cara Amica, particolarmente puntigliosa, una delle tante... e ci tiene a sottolinearlo... "Sono una delle tante, ma forse quella che sta peggio. Ogni giorno prendo dieci compresse... no, forse anche qualcuna in più... glielo dico sempre che con me sta diventando milionario"
Si capisce allora perchè il farmacista è un "po' nervoso"! Che poi Lei lo definisce "un ragazzo", ma in realtà ha 60 anni, del resto anche parlando di se stessa afferma d'essere una "ragazza seria, d'altri tempi"... quindi se ne deduce che del tempo e dell'età ha idea piuttosto elastica.
Mi guardava stamattina... poi ad un certo punto ha esclamato, "Lo sai che hai fatto un bel testone?" "Chi, io?!" ho chiesto incredula. Alludeva alla mia "capigliatura" perchè mi ricordava con la parrucca. "Stai proprio bene!"
 Ah, cara Amica mia... questo complimento mi ci voleva proprio in questo secondo giorno di "marzo", mi ha reso il Cuor contento, m'aiuterà a ravvisare le differenze e ad apprezzarle anche, quando la memoria s'appannerà.

giovedì 1 marzo 2012

Tanti sono i motivi e i modi perchè il Tempo vada più lento...
Penso al mio agire di due anni fa o meglio al non fare restando immobile e aspettando che qualcosa arrivasse a riportare Tutto com'era prima.
 Che fosse prossima la fine di un incubo. E intanto nulla facevo per accellerarla.
In un certo senso era desiderare che il Tempo si fermasse là dove aveva cominciato a precipitare.
Mi ero ripromessa che per questo "marzo" le cose sarebbero andate diversamente... ci credevo proprio, ma è stato più forte di me, e stasera mi son ritrovata a sdraiarmi sul letto a pensare... ricordando.
Due anni fa, nei primi giorni di "marzo", con una diagnosi che tanto pareva una sentenza, ebbi la certezza di ciò che in cuor mio avevo intuito...
Iniziava un percorso lungo e difficile la cui fine mi sembra ancora incredibile... perchè è molto difficile convincersi che tutto sia davvero finito "per sempre". La speranza nel domani non l'ho persa, anzi... ma non posso negarlo, la sera soprattutto il dubbio mi sfiora e la domanda pressante arriva a disturbare i momenti di quiete.
"Durerà?"
L'Amica che non si ama molto me l'aveva detto l'altro giorno... Non ci posso credere che non ci pensi mai... Ed io, forse colta alla sprovvista non ho negato, e sinceramente non avrei neanche potuto. Avendo ancora la situazione in sospeso non riesco a porre la parola FINE a questa mia storia, e in una specie di "limbo" mi ritrovo a sentirmi sospesa tra il passato... noto e triste... e il futuro sconosciuto e per questo privo di emozioni.
Ora per me il Tempo s'è fermato... e stasera, sdraiata sul mio letto a questo ho pensato... e mi sono venuti dolori ovunque. E' questo ciò che voglio? Non penso che possa essermi proficuo...
Se il Tempo per il momento s'è fermato... IO devo andare avanti, perchè a volte ci sono situazioni che vanno oltre lo Spazio e il Tempo ed è la sola volontà capace di gestirle.
Sembra impossibile...
Stamattina il mio buon e semplice Amico fermo sulla soglia della stanza ascoltava i "nostri discorsi", storie di donne operate al seno. Eravamo in tre, e diciamo che quella più segnata in quanto mastectomizzata ero proprio io. M'ascoltava parlare... sentiva quanto ho imparato in tutto questo tempo... quanto ho voluto imparare, e ad un certo punto ha esclamato, "Però... ti sei istruita molto bene."  A Lui ho risposto, "E' naturale... stando sempre qui!" A me stessa ho aggiunto, poteva non essere così? Sarebbe stato come far cadere le armi e dare le spalle al nemico. Per combattere devi guardare bene in faccia chi hai di fronte, conoscerlo fino in fondo... solo così non avrai mai paura.