dicembre

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martedì 31 gennaio 2012

E prima o poi arriva quel momento... purtroppo.
O finalmente? Dipende dai punti di vista... per quel che mi riguarda e per il mio "vissuto", purtroppo.
Sono passati tanti anni... venti, per la precisione... e ciò che provai quel giorno... in un attimo e inaspettatamente... non lo dimenticherò mai. Quando una persona divenuta a me molto vicina mi chiese "perdono" per un torto che m'aveva fatto (lo diceva lei) senza esserne consapevole ( a dirlo... sempre lei).
Restai di ghiaccio, anche perchè il momento era a dir poco drammatico... Malata terminale di cancro, sarebbe morta due settimane dopo. Comunque, quel giorno a tale "richiesta" mi sentii caricata di una responsabilità troppo grande.
Chi ero io... con i miei difetti e tanti errori... per perdonare? Per farlo avrei dovuto mettermi prima in una posizione di giudizio... cosa che non mi è mai piaciuta... e allora? Allora restai in silenzio e mi venne da piangere.
Perchè mai bisogna aspettare di essere in difficoltà... aver paura per rendersi conto di non essere infallibili e che seguendo l'istintività e gli impulsi da essa derivanti si arriva ad arrecare sofferenza?
In quell'occasione la Vita,  "purtroppo"  s'era presa la rivalsa.
Negli anni a venire ho pensato tante volte a quel momento... ho ripetuto a me stessa le parole testuali che m'erano state rivolte, perchè certe cose non possono essere ricordate "sui generis"... restano come marchiate a fuoco.
Dopo tanto tempo, poi m'ero ammalata anch'io... della stessa malattia, e venne spontaneo chiedermi se qualcuno avesse da perdonarmi qualcosa... se anche per me fosse arrivato "quel momento"...
Certamente errori ne avevo fatti, forse pure qualche torto... ma non dovevano essere stati "eclatanti", visto che nessuno, me compresa... ne aveva memoria.
Capii ciò che era accaduto quella volta...
La Vita... la rivincita se l'era presa, risvegliando la coscienza di Chi aveva sbagliato. Forse davvero non era stata consapevole del suo errore, ma il torto... la sofferenza erano passati prima dal suo Cuore.
Non avrebbe mai potuto dimenticarlo.

lunedì 30 gennaio 2012

Anche oggi... come da qualche tempo a questa parte... giornata "a fasi alterne".
Vorrei poter darmi una spiegazione... capire il perchè TUTTO sia concentrato in questo periodo.
MAH!
Per fortuna... consideriamo almeno questo... che se le fasi sono alterne ad una "negativa" necessariamente deve seguire una "positiva"...
E ora che ci sto a pensare su... non è forse tutta la Vita un po' così? Negativa e positiva... con passaggi intermedi di tono chiaroscuro. Prendiamone comunque il buono che sempre c'è... magari nascosto dietro il velo della "delusione"... ma pronto a venire fuori là dove la trama è meno fitta...

"Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perchè la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima di un'ingiustizia che non t'aspettavi, di un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo sicchè a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po' di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s'accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono."
                    Un cappello pieno di ciliege- Oriana Fallaci

...e la trama è meno fitta quando riesci a "metterci una pietra sopra"... ma che sia proprio "tombale"... provi a perdonare, e se proprio non ce la fai... almeno Ti ripeti, ma sì... dopo tutto non ne vale la pena.
E per "mandare al macero" la questione, aspetti il momento buono... quando sarà la Vita a prendersi la rivalsa.

domenica 29 gennaio 2012

Sono giunta ad un punto della mia Vita in cui spesso... ripetutamente mi vengono imposte pause di riflessione sulla stessa.
Naturalmente collegate alla mia sono anche quelle delle persone che vivono con me... sono parte di me.
Mi sento come se fossi a metà del percorso... che poi potrebbero essere pure i tre quarti... non ha importanza.
La malattia segna il limite, una sorta di varco dall'una all'altra parte. Come in un film torno indietro fino al momento in cui ho avuto piena consapevolezza ed autonomia di me stessa... siamo all'inizio. Cerco di ricordare quali fossero i desideri, le reali ambizioni che dessero moto al "mio agire"...
Finito il liceo, cominciai l'Università... ero anche una discreta studentessa... poi caddi in crisi per un esame, mi bloccai e di punto in bianco... non credendo in me stessa... abbandonai gli studi.
Avrei voluto insegnare... lo desideravo fin da bambina... e ancora oggi resta sempre un "sogno mancato".
Poi... volendo anche una famiglia "tutta mia", pensai che avrei potuto essere moglie e madre... mi sarei impegnata in questo con tutta me stessa... avrei dato l'anima.
Così poco più che ventenne cominciai a "costruire" questa "idea"... mattone dopo mattone... anno dopo anno.
Quando qualche volta sono stata presa da attacchi di rimpianto mia figlia non ha esitato nel dirmi che in realtà stavo facendo quello che realmente avrei voluto... nient'altro. Ci pensavo su... e alla fine dovevo darle ragione... era stata quella l' "impresa" per cui sentivo di mettermi in gioco... non avevo di che lamentarmi.
Per trent'anni ho costruito... ho messo su un'impalcatura... anche solida... l'ho coperta... rivestita, abbellita... poi ci son rimasta dentro e alla fine l'ho sentita stretta e non m'è bastata più.
Ero contenta ma non felice... di quella FELICITA'  che non fa lamentare per ogni sciocchezza e al contrario fa sorridere di ogni sciocchezza...

"Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura."
                     Paulo Coelho.

Ora passato ho quel "varco" e sempre più spesso sorrido di ogni sciocchezza... Sto "piantando" qualcosa... non da sola... non potrei,  ma ho l'aiuto di Qualcuno...
E devo dire in tutta sincerità che questa Vita... quest'avventura mi piace, mi piace davvero tanto.

sabato 28 gennaio 2012

... e la settimana scorsa... un bel giorno la si vide entrare "sventolando" i suoi fogli in mano.
"Ho fatto tutto!" Ma cosa hai fatto?... le fu chiesto... Avere delle impegnative timbrate non voleva certo dire aver fatto gli esami richiesti... "Lo so... ma non li dovevo fare qui?"
A questo punto era chiaro che non aveva concluso niente... era chiaro che non aveva capito... era chiaro che, come nel gioco dell'Oca, bisognava tornare indietro e ricominciare tutto daccapo.
"Ma a voi... che cosa vi cambia se la TAC la faccio dopo?" A Chi la stava ad ascoltare, certo non cambiava nulla... a Lei invece avrebbe potuto. In una malattia come la "nostra" non ci si può permettere un "lusso" del genere... aspettare, temporeggiare può compromettere tutto e mandare all'aria ciò che è stato fatto.
L'Amica che non aveva neanche la compagnia di se stessa... ad un certo punto quasi ammutolì... tanto era spaurita... disorientata... stanca. "Oh basta! Non voglio fare più niente... mi so' scocciata..." Ma è per il tuo bene, no?... "Sono sola... non so che fare... dove andare..."
Ma nessuno è davvero solo... lo può essere fisicamente, è vero... ma c'è sempre Qualcuno... che non abbandona.
Pone sulla "strada giusta" due persone... che facciano lo stesso percorso... che sia l'una forza e sostegno dell'altra...
Ti aiuto io... dai... proviamo altrove, magari in una struttura privata. Lì i tempi son più brevi...
"Davvero... Tu mi aiuti!? Ti voglio bene!"
E così è stato.
Un po' di "peripezie"... niente che non si possa superare se si vuole.
E anche questa è andata.
L'Amica che non aveva neanche la compagnia di se stessa stavolta ha avuto compagnia ed aiuto... "sarà preparata" per il Suo FOLLOW UP... con il piacere di Tutti quelli che le vogliono bene...


Essere strumenti di Dio

Dico sempre che io sono una piccola matita nelle mani di Dio.. Egli pensa e scrive. Lui fa tutto. E a volte è davvero difficile. A volte la penna non ha alcun punto, e lui deve affinare ancora.
Provate tutti diventare un piccolo strumento nelle Sue mani, che li può utilizzare come e dove ... E 'sufficiente dire "sì".
Noi non enorgullescamos vanto del nostro lavoro. Tutto quello che facciamo è opera di Dio, ed i poveri sono poveri di Dio. Facciamo completamente a disposizione di Gesù, che egli può pensare i suoi pensieri nelle nostre menti, per svolgere il suo lavoro con le nostre mani, con lui come una fortezza, siamo onnipotenti.
Cristo opera in me e attraverso di me, Lui mi ispira e mi guida come Suo strumento. Io non faccio niente ... lui fa tutto.

MADRE TERESA DI CALCUTTA .-

venerdì 27 gennaio 2012

Lascio momentaneamente... solo per poche ore... in sospeso il discorso.
Ora che ho imparato ad apprezzare la Vita e a comprenderne in pieno il valore... ora più che mai non posso passare oltre... non posso non celebrare nel mio piccolo "il giorno della memoria", affinchè "per non dimenticare"non siano solo tre parole fra le tante...
Ma poichè, come spesso accade in occasioni del genere, facilmente si cade nella retorica lascio a pareri più autorevoli l'interpretazione di ciò che anch'io provo... perchè alla fin dei conti si parla sempre di Vita... di quella vita che fu negata a milioni di persone a causa della lucida follia di pochi...

Ho riflettuto molto sulla nostra rigida ricerca, mi ha dimostrato come ogni cosa sia illuminata dalla luce del passato… dall'interno guarda l'esterno, come dici tu alla rovescia… in questo modo io sarò sempre lungo il fianco della tua vita e tu sarai sempre lungo il fianco della mia vita. (da Ogni cosa è illuminata, Guanda, 2002)


"SE QUESTO E' UN UOMO"... poesia introduttiva al romanzo omonimo di Primo Levi.





                             


giovedì 26 gennaio 2012

... perchè se solo penso a quel che ero una volta ed ora non son più, mi vien proprio da pensare d'essere baciata dalla buona sorte, o meglio... protetta e guidata da quel Qualcuno che vuole a tutti i costi che io stia bene... e non solo di salute.
Ho incuriosito più di uno? Credo di sì... nonostante fin dall'inizio delle mie esternazioni emotive "si preannunciava il mutamento dell'esser  mio" e piano piano si evidenziava in ciò che scrivevo con "la sincerità del Cuore".
Ma ogni giorno è un giorno nuovo e l'esperienze pur simili sempre diverse... per questo esse vanno menzionate... e non solo... ma anche raccontate...
Così...
C'era l'Amica che non aveva neanche la compagnia di se stessa... Diceva spesso, a me non vuol bene nessuno. Le fu risposto, neppure Noi!?... ci preoccupiamo per Te. E Lei, sì... vabbè... ma non siete la mia famiglia.
Sola e con parenti che apparivano simili a fantasmi  e come fantasmi si dileguavano nel tempo d'essere visti... aveva superato il peggio della malattia... intervento, terapie... disagi fisici e psicologici... poi era stata dimessa, "licenziata" fino al prossimo controllo... di questi tempi ma per motivi diversi... "precaria" anch'essa.
Era novembre... il FOLLOW UP era stato fissato per gennaio... proprio in questi giorni. A suo tempo le erano stati richiesti gli esami del sangue di routine... i marcatori tumorali... la TAC. Di quest'ultima è ben noto quanto siano lunghi i tempi d'attesa e di prenotazione... per Noi, pazienti oncologici un po' meno... ma proprio un po', giusto quel che serve per arrivare "ben preparati" all' "esame" del controllo. Comunque bisogna essere tempestivi... "la tempistica... raccomando... la tempistica!" Quante volte me lo son sentito ripetere... ma forse Lei, quel che vien detto a tutti non l'aveva ascoltato, presa com'era a cercare almeno se stessa.
E' arrivato dicembre... son passate le feste e pure una buona parte di gennaio... fino ad arrivare alla settimana scorsa...

mercoledì 25 gennaio 2012

Anche i ricchi piangono...
Era il titolo di una delle telenovelas dilaganti negli anni '80... mi è tornato in mente, non so se a proposito o no, pensando a tutte quelle persone che... pur essendo insospettabili... vuoi dall' aspetto fisico apparentemente incrollabile,  vuoi perchè non se lo potevano permettere "questo lusso"...  si sono beccate l'influenza stagionale.
L'Amore della mia Vita... ad esempio... influenza dopo vent'anni... all'inizio della pensione quando aveva tante cose da fare proprio per dare il via a questa nuova vita. Non se lo poteva permettere... eppure... a dimostrazione che "l'imprevisto prevedibile" (sembra una contradictio in terminis... ma non lo è, trattandosi d'influenza) sempre è in agguato, gli è successo e solo da poche ore, quasi arrancando va riprendendosi.
"Bentornato, Dottore..." "Avrei preferito non tornare... veramente... così combinato"...
Perchè pure il Dottore se l'è presa l'influenza, ed oggi è ritornato sotto la pressione delle responsabilità, anche se avrebbe decisamente fatto meglio a restare a casa qualche altro giorno.
"Così... anche i dottori s'ammalano?!" gli ha detto quasi ridendo Zia Si... "... certo, ma io mi sono ammalato veramente, non come voi... Avete la febbre voi?" ha risposto il Dottore in tono scherzoso sempre teso a sdrammatizzare. E ancora una volta abbiamo riso ad una Sua battuta... incredibile per Chi non lo conosce bene.
Chissà se tutto ciò di cui ho parlato finora, dovendo essere un preambolo sarà giudicato troppo lungo da Chi mi leggerà... Probabilmente sì... lo penso anch'io mentre scrivo. E mi è capitato anche altre volte... solo che "facilmente" e "generosamente" mi sono perdonata perchè spesso, molto spesso è nel preambolo il fulcro del discorso... il concetto e la sua spiegazione... la sintesi e... perchè no... anche la morale.
Perdendomi come al solito nei meandri contorti del "pensierar" mio... mi rendo conto che è ora di ritornare sul giusto sentiero perchè altri non facciano altrettanto... e allora?
Allora...
Non sempre ciò che appare è...  Chi sembra invulnerabile può avere cedimenti, Chi è all'apparenza fragile rivela forza incredibile nei momenti peggiori.
Chi ha sempre pensato che non avrebbe mai potuto ammalarsi, perchè Chi "lavora"... ma lavora sul serio... non se lo può permettere in quanto tante sono le responsabilità... beh... prima o poi avrà avuto da ricredersi... quel "preconcetto" non funge da vaccino.
E ancora... Chi... come me... non ha mai creduto che potesse arrivare a tanto... un giorno o l'altro avrà prova del contrario. E' successo a me, e ancora mi succede... sempre... ogni giorno... e spiegherò perchè...

martedì 24 gennaio 2012

Quando la luce del giorno ha riportato la chiarezza di cui la notte priva ho avuto pudore di quello sfogo sgorgato dal mio animo "in pena".
Forse avrei potuto tenere tutto per me... dare riposo alla mia mano e chiudere gli occhi, pensando che oggi sarebbe stato diverso... come in effetti è stato.
Non ce l'ho fatta... perchè ultimamente mi ritrovo spesso "vulnerabile" e poichè l'esperienza mi ha portato ad avvalermi di una sorta di autoterapia, "sviscero" tutto subito per metabolizzare presto "il tutto" e poi farne tesoro... per non sbagliare più... se errori ci sono stati.
Però stamane guardandomi allo specchio mi sono chiesta dove fosse la donna "tanto forte"...
I lineamenti un po' tirati, prova di un sonno non tranquillo, mi hanno riportato a quell'immagine di me, che credevo scomparsa per sempre. Brutti scherzi fa la Mente quando va troppo " a braccetto" col Cuore...

"SON TANTO BRAVA"

Son tanto brava lungo il giorno.
Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad aver orgoglio
quasi fossi un uomo.
Ma, al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano:
"Sera, sera dolce e mia!"
Sembrami d'aver fra le dita la
stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo,
sguardo sperduto e vene.
    Sibilla Aleramo, da " Momenti".

E ieri sera era così... immersa tutta nel mio "essere debole", mi sentivo sperduta... impotente... in conflitto con me stessa... sballottata tra la Mente e il Cuore che per un po' avevano deciso di non andare più a braccetto.

lunedì 23 gennaio 2012

Quello che stasera avrei scritto... era tutt'altro...
... ma il mio Cuore è in ansia... non per me... ma è come se lo fosse.
Altrove devo cercare le parole e forse... ma non so... mi calmerò...
Vorrei poter dire le cose che non ho mai detto... fare le cose che non ho mai fatto...
In questo momento so che nessuno capirà... ciò che dico ha il valore di uno sfogo.
Ma perchè è così difficile?
Vorrei minimizzare, ma non riesco... eppure so che dovrei farlo e non solo per il bene mio.
Vorrei fare una "bella litigata"... di quelle che ti lasciano sfinita e poi, però Ti ricaricano per ricominciare.
Vorrei non aspettare che sopraggiunga il Sonno per accarezzare e dare un bacio... per me carezze e baci sono da sempre un dono grande.
Avrei voluto che non fossi andata via... lontana da me... T'avrei protetta da tutto... lo sai... ma... eri grande... volevi la Tua vita, e dopo tutto è stato giusto così.
Ora entrambe paghiamo quello che è stato... il Giusto e il non Giusto... con l'ansia che ci prende allo stomaco... il cuore che batte forte... e il desiderio di essere l'una l'appoggio dell'altra...
Anche se Tu dici che non è vero niente...  sei forte... e quello che succede è tutt'altra cosa.

domenica 22 gennaio 2012

Anche se c'ho fatto l'abitudine... il disagio c'è.
E ieri sera per giunta il  "mio scomodo ospite" m'imponeva una presenza ancora "più invadente". Forse la colpa non era del tutto sua... visto che la mattina m'ero profusa in prodezze da Maciste, sollevando vasi di terracotta con il loro contenuto...
Mah... comunque, "sua" o "mia" a farne le spese ero sempre e solo io e quando sono andata a letto ne ho sentito tutto il peso e il fastidio... un po' di prurito... qua e là qualche puntura di spillo.
Sdraiata sul lato sinistro, com'è il mio solito... istintivamente ho messo la mano su quello che sarà "il mio seno futuro". L'ho fatto nello stesso identico modo di una volta... sul "mio seno che fu"... quando m'accorsi della sgradevole presenza di quel famoso "bozzo" che ben conosce Chi da sempre mi legge.
Avevo già gli occhi chiusi e senza la mia apparente volontà, quasi riflesso condizionato... si son riaperti... spalancati. Il ricordo prepotentemente riaffiorato mi ha fatto sussultare riportando un'"antica emozione".
I "ricordi"... che cosa sono i ricordi? Fotogrammi di un passato... frammenti di Vita... comunque parte di Noi.
Ritornano all'improvviso... quando meno te l'aspetti, basta una situazione...  la mia di ieri sera, ad esempio... ma anche una melodia, un profumo... persino un colore... e Ti ritrovi nel bel mezzo di ciò che è stato, piacevole o non piacevole... la Mente e il Cuore non fanno distinzione.
E d'altra parte distinzione non c'è... "i ricordi" fanno parte di un unico "pacchetto"... prendere o lasciare... fanno parte della "Tua Vita".
Per quello che mi riguarda... tristi o lieti che siano... lasciano sempre un senso... come dire... di languore. Sgomento... nostalgia... malinconia sono poi i sentimenti che l'accompagnano.
Per i ricordi si soffre ma non si può morire... non si deve vivere di ricordi, ma sui ricordi si può ricostruire.
Magari una storia, un rapporto proprio no... ma se stessi, quello sì che si può fare.
Rammentarsi di quel che buono c'è stato... degli errori commessi... dei torti subiti ma anche arrecati... e di qui ricominciare... senza mai voler dimenticare.

sabato 21 gennaio 2012

Stamattina proprio non ce l'ho fatta...
Non ce l'ho fatta ad alzarmi all'ora che m'ero proposta...
C'è qualcuno che ha la pallida idea di cosa voglia dire avere per casa un marito... neo-pensionato... che prende l'influenza addirittura dopo vent'anni?... Ecco, appunto... ha appena finito di starnutire... Li ho contati: 7... dico 7 starnuti, uno dopo l'altro... perchè Lui è così... le cose le fa sempre in grande e... rumorosamente.
Poi rimane sfinito... e mi chiama come se stesse esalando l'"ultimo respiro".
E così ieri è stata una storia continua... termometro, compressa... pasticca per il mal di gola... e di nuovo, termometro, compressa... pasticca per il mal di gola... fino a sera inoltrata. Poi finalmente siamo andati a dormire... anzi Lui era già crollato e russava quando io mi sono infilata sotto il piumone... e a quel punto ho ceduto le armi anch'io.
Ah... sonno ristoratore! Si è impegnato così bene nel suo compito che non voleva lasciarmi... però all'ennesimo squillo della sveglia ho fatto appello alla mia buona volontà e raccogliendo tutte le forze... mi son decisa, ho salutato il "mio nuovo giorno"... un altro "sabato" ancora.
Nei miei "sinceri" propositi questa dovrebbe essere della settimana la giornata più intensa di "lavoro domestico", ma da qualche tempo è diventata la più accidentata...
Prendiamo l'odierna... ad esempio.
Mi alzo... e come tutte le mattine apro la finestra per ossigenarmi un po'... dovrebbe cogliermi una ventata d'aria frizzante, anche alquanto pungente... siamo in gennaio! E invece... qualcuno ha fatto bruciare dell'olio mentre friggeva le zucchine... ne riconosco l'odore. Assurdo... alle 8,30 del mattino! Mi ricordo che ho ancora la biancheria stesa... L'ultima volta che è successa una cosa del genere... povere le mie lenzuola e poveri noi... c'era sembrato di dormire in una friggitoria.
Mi chiedo... ma nel mio condominio si frigge solo di sabato?
Poi esco sul balcone... altra sgradita sorpresa. Il forte vento di ieri ha fatto cadere il grosso vaso dei gerani che s'è rotto... Terra bagnata mista a frammenti di coccio... che meraviglia! M'è toccato pulire e rimediare alla meno peggio... per giunta non dovrei sollevare pesi e invece l'ho fatto... non potevo lasciare tutto lì... comunque è andata.
Mi chiedo... ma nella mia città il vento soffia forte sempre il venerdì sera?
E' ora di preparare il pranzo... Oggi, brodo come al solito... Allora, sedano... carota... cipolla. Apro il frigorifero... nel cassetto delle verdure qualcuna un po' troppo "passatella" ha cambiato connotati... anzi s'è proprio spappolata "inquinando" anche tutto il resto. Benissimo... allora, anche il frigo da pulire.
Perchè sempre il sabato le verdure decidono "d'abbandonarmi"... e nel momento che devo cucinare?
Mi siedo un po' sconfortata ed anche stanca...
Si alza l'Amore della mia Vita... colpi di tosse e uno starnuto ne annunciano l'ingresso. "Ciao... Mary... buongiorno. Sono a pezzi... e a Te... tutto bene?" Come no? Penso tra me, e intanto gli preparo una tazza di tè... con tanto tanto miele. Si sa... per la tosse è un toccasana.

venerdì 20 gennaio 2012

"Entro l'Eterno è il mio confine..."
Se dico dove ho letto questa frase sembrerà cosa incredibile... Nella vetrina della farmacia vicino casa! Sì... proprio lì. Sotto un volto di donna dallo sguardo languido. Le parole mi hanno colpito, le ho trovate straordinariamente emblematiche, non ho capito però che cosa pubblicizzassero... probabilmente un prodotto cosmetico, di quelli che... venduti in farmacia... costano un occhio della testa. Comunque non ho "indagato", c'ho pensato dopo... ero rimasta troppo estasiata da quell'enfasi...
... ed anche avevo altro da pensare.
Per prima cosa sono andata in farmacia a comperare un termometro, perchè dov'è finito quello che avevamo è assoluto mistero. L'Amore della mia Vita ha l'influenza o qualcosa che le somiglia molto... A tatto ed intuito e da quel po' di esperienza che mi son fatta ho dedotto che avesse la febbre... oltre non potevo andare non possedendo capacità divinatorie. Allora sono scesa e in quella vetrina la "famosa frase"... Sembrava quasi la "risposta" all'interrogativo con esclamazione che mi stavo ponendo da stamattina... chissà forse anche da prima.
Ma quale mai sarà il limite della mia pazienza?! Ed ecco che mi si rispondeva... e anche a proposito... almeno così mi pareva.
Le crisi dei figli... la caduta delle difese immunitarie del marito appena andato in pensione... la voglia di andare avanti sempre e comunque, a tratti frenata da tali "accidenti" intesi più che altro come "accadimenti"... tutto ciò richiede uno "spazio" ben grande perchè possa essere da me "sostenuto".
Perciò... l'Eterno! "Entro l'Eterno è il mio confine"... quindi immenso... senza inizio e senza termine.
E i figli... vivendo la Loro Vita impareranno a riparare gli errori commessi e supereranno ogni crisi.
Il marito, "giovane pensionato", dovrà convincersi che probabilmente dal prossimo anno sarà opportuno fare il vaccino antinfluenzale.
Ed io radicherò in me sempre di più quella voglia di "andare" avanti... senza condizionamenti nè freni, magari a piccoli impulsi, ma avanti...
Come una chiocciola... che strisciando piano piano, arriva in posti inimmaginabili... e intanto lascia dietro di sè una lunga scìa d'argento.

giovedì 19 gennaio 2012

La mia  mattina volgeva al termine ... quando sono tornata nella "stanza dei Tropici".
Da poco era arrivato per il supporto di vitamine  l'ex Fotografo a riposo...
Gran chiacchierone anche lui, salta da un argomento all'altro... arricchisce d'aneddoti i Suoi racconti... offre spunti sempre nuovi... concludendo ogni intervento con un "... è vero?" e poi... poi c'aggiunge anche una risata.
Un tipo davvero simpatico... non lo vedi mai giù di morale, neanche quando dice che "s'è scocciato di stare sempre con un ago nel braccio". "Ti capisco... un po' era così anche per me", gli dico... e Lui aggiunge e conclude..."Ah... 'mbè, è vero?!" Guarda un po'... una frase "nuova", gettata lì... su due piedi e "a caso".
Ma torniamo alla "mattinata più speciale" delle altre... come al solito mi perdo, seguendo altri pensieri... paralleli e neanche tanto...
Si scherzava tra di noi... perchè è una cosa "fattibile" anche in un posto come quello... una battuta dopo l'altra... un ricordo condiviso... il regalo di un'esperienza. Dopo un po' è arrivato il Dottore, "allegro più del solito"... "Mamma mia, che caldo che fa qua dentro..." "Eh... dotto', fa freddo... Non saranno i giorni della merla, però..." "Ma quale merla e merla, perchè qua esiste la merla? Non ci sta manco la merletta!... E a voi... tutto bene?"  E l'Amico che un dì era Fotografo... "Tutto bene, dotto'... Sapete come diceva mia madre? GUAI SOPRA GUAI MA MORTE MAI!" "Davvero?! E quanti anni ha vostra madre?" "Dotto'... ma se già io c'ho 72 anni... mia madre poteva mai campa'?" " Perchè no... se diceva MORTE MAI... poteva pure essere".
Questo scambio di battute c' ha fatto ridere tutti... il Dottore a volte sa sdrammatizzare in un modo eccezionale. E se il riso fa buon sangue... si può dire che ieri c'è stata "una trasfusione" per ognuno di Noi...
 e forse io ne ho tratto beneficio più degli altri...
Ormai era arrivata l'ora di prendere l'autobus... "Dai... t'accompagnamo noi..." " Ma no... è tutta un'altra strada, non voglio dar disturbo." "Per favore... facci fare una cosa... per TE".
Potevo dire di no? Così ho accettato...
Poi in auto... non so come... forse l'ho tirato fuori per cercare una penna o m'è scivolato sul sedile... ho dimenticato il cellulare.
Tornata a casa... per me, PANICO TOTALE... in rubrica ho tutti i miei contatti... gli "Amici che contano"...
Però... per farla breve perchè oggi ho chiacchierato anche troppo... il telefono l'ho recuperato subito... già ieri sera.
Sono andata a casa dell'Amico che mi ha fatto dono della Sua riservatezza... e il bello con un po' di miracolo è stato che ho coinvolto anche l'Amore della mia Vita... Che possa anche Lui cominciare ad "apprezzare"... ALTRO.
Che ne pensate... non è stata una "meraviglia" di giornata?
Ad una ad una le tessere dei miei desideri, anche quelli inconsapevoli... come un puzzle si sono messe insieme a comporre gratificazione ancor più grande... una gioia immensa.

mercoledì 18 gennaio 2012

Ho sognato
che camminavo in riva al mare
con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata...

 ...
Sono questi i versi iniziali di una famosa lirica di un Anonimo brasiliano... Chi non la conosce? Mi emoziono sempre tanto quando mi ritrovo a leggerla o sentirla recitare, magari con un appropriato sottofondo musicale...
Stamane però non c'è stato bisogno di leggere o ascoltare... m'è tornata in mente così... dopo una mattinata "più speciale" delle altre.
Quando mi sono preparata per andare in ospedale, al posto della solita sciarpetta "salva vergogna"... come la chiamo io... addetta a celare con garbo e nonchalance la presenza dell'espansore in espansione, ho pensato a quel grazioso angioletto regalatomi dalla mia Amica col nome del colore del cielo... Oggi avrei messo quello, che per la propria bellezza avrebbe distolto lo sguardo di chi mi guardava... il gilet sciallato avrebbe fatto il resto. Non portavo quell'angioletto da mesi.
Sono arrivata infreddolita e questa volta intenzionalmente e molto volentieri mi sono infilata nella "stanza dei Tropici"... come la chiamo io... per il gran caldo che è sempre lì presente. E' la camera dell'Amico che mi ha fatto dono della Sua riservatezza... Sua sorella mi ha offerto il caffè e così mi sono ben riscaldata... pronta a chiacchierare com'è il mio solito...perchè poi a me serve proprio poco a darmi il via. Lo dice sempre anche l'Amore della mia Vita...
Eravamo in piacevole conversazione... con un debole sole velato che pure donava un po' di tepore... quando sono stata chiamata..."Sei desiderata nella stanza 7... sei desiderata nella stanza 7... e c'è anche una sorpresa PER TE!" 
Una sorpresa per me? Ma che genere di sorpresa ci poteva essere per me?
Sono entrata nella stanza e a letto c'era "Ma ne vale la pena?"... che la scorsa settimana era stata triste e pensierosa, oggi invece radiosa nella Sua consueta solarità... e poi di spalle c'era un'altra signora... coi capelli mossi. In quel momento... di spalle... coi capelli mossi, di una lunghezza che non ricordavo... per me era "una signora" e basta... certamente "illustre sconosciuta"... non era un problema di sicuro, per me... avrei "attaccato bottone"... come dice l'Amore della mia Vita... anche con Lei.
In quel momento s'è girata... e Chi era? E' da non credere... quando si dice la telepatia... Era la mia Amica dell'angioletto... L'ho abbracciata, "Vedi? Guarda che ho al collo!"... "Oh... il mio angioletto... mi pensi allora!"
Ed evidentemente anche Lei mi pensa... altrimenti, quell'apparente casualità di stamattina...
In quella casualità di stamattina ho sentito ancora una volta la forte presenza di quel Qualcuno che mi sostiene e "fa il tifo" per me. Perchè? Succede sempre così... Quando per un motivo qualsiasi ho un momento di scoramento e provo un senso di solitudine... avviene qualcosa, una SORPRESA che mi fa capire che c'è Qualcuno che mi ama in modo speciale.
Mi prende per mano... mi abbraccia... "Forza... non è successo niente... Ci sono io con te!"

             (... e la mia "mattinata più speciale" delle altre non era ancora finita...)

martedì 17 gennaio 2012

Nel momento in cui m'accingo a scrivere ho la testa in confusione e il cuore in subbuglio...
Mi chiedo... tra le pareti domestiche troverò la "quiete" che cerco? Con i figli... il marito... a tratti anche con l'"espansore" e le sue manie di grandezza... mamma mia! Mi viene quasi da pensare che... "stavamo meglio quando stavamo peggio."
Dove sono andati a finire tutti i "mea culpa" e i buoni propositi comparsi dal nulla quando il tumore faceva tremare le gambe? E' proprio vero... si fa presto a dimenticare... lo dice spesso anche il Dottore... All'inizio "cortei celesti" in lacrime... poi le lacrime finiscono e... ognuno pensa ai guai suoi. Forse è anche giusto oltre che naturale... ma almeno che si consideri un po' chi ogni tanto piange ancora... no?
Mi accorgo che queste mie considerazioni ad alta voce assumono l'aspetto di uno sfogo... lo è di certo, perchè è un momento un po' così... particolare.
Ognuno di Noi... mio marito, i figli ed io stessa siamo "in cammino" verso una nuova stabilità... nuova in tutto, visto che i passati presupposti vengono rimescolati e in parte rimossi, e si ricomincia...come sempre accade... col timore di ciò che non si conosce e con la necessaria incoscienza che il caso richiede.
Che si vuol fare... questa è la Vita... e non vuol essere per niente "frase fatta".
Intanto mi sto convincendo del tutto di quanto io sia stata e continui ad... essere fortunata.
Il Tumore... poi un'altra possibilità per recuperare la parte di me stessa che non conoscevo. Beh... di non tanto piacevole e "comodo" c'è ancora l'espansore... ma quello è un altro discorso. Diciamo, tanto per restare in argomento... che è da considerare alla pari di... un effetto collaterale di quella terapia a cui Qualcuno ha voluto sottopormi perchè "guarissi" da quella che ero. E pensandola così, anche l'espansore è sistemato... diventa meno antipatico.
Il Tumore per il momento è superato... e dico "per il momento" perchè nessuno mai può averne la certezza... La "seconda possibilità" è quella che mi dà più gioia e soddisfazione... mi sento così ricca che tutto il denaro del mondo non basterebbe per eguagliarne l'effetto.
Come oggi...
Torno a casa dall'ospedale e ripenso all'abbraccio stretto di un'Amica che avrebbe tutto il diritto di prendersela col mondo intero e alle Sue parole d'augurio per me...
e ancora a quella frase... "Grazie perchè ci regali la tua amicizia". L'Amico a cui non osavo avvicinarmi per non turbarne la riservatezza, oggi me l'ha "offerta"... e il dono prezioso me l'ha fatto Lui.

lunedì 16 gennaio 2012

Son passati gli anni... ma parlare di "anni" non mi piace, tanti o pochi che siano,  in questo caso evocherebbero qualcosa solo in apparenza lontano... 
Altrettanto inopportuno sarebbe avvalersi dei "giorni"... Quanti ne sarebbero? Moltiplicati per gli anni... un'infinità, più di duemila... Ancora più lontano.
Allora... sì... di "mesi" sento di poter parlare. Ecco...
Son passati i mesi... e sembra ieri anche se la malinconica nostalgia pian piano s'è trasformata nel sereno ricordo di Te, e gli occhi, al Tuo pensiero diventano lucidi ancora, ma non per dolore bensì per tenerezza.
Mamma... non sei lontana perchè non sei mai andata via... Le persone generose... che tanto hanno donato alla Vita... non possono morire, e in realtà continuano a... vivere in ciò che hanno elargito.
Quando stavi tanto male... in quelle notti che sembravano non dovessero vedere mai l'alba... t'assopivi con la testa sulla nostra spalla, ed io ricordo che volutamente fissavo lo sguardo alle Tue mani... e imprimevo quell'immagine nella mente... Poi le accarezzavo... e le trovavo straordinariamente calde... e quel tepore lo portavo nel Cuore, perchè non diventasse freddo quando sarebbe arrivato "il momento". E sapevamo tutti che sarebbe stato presto...
Stasera però non voglio ricordarti così...
Vado indietro nel Tempo... attraverso "quei mesi" che hanno percorso "gli anni" della mia Vita, e mi rivedo...
Stringere la Tua mano il mio primo giorno di scuola elementare... Con che dolore mi staccavo da Te... era la prima volta, non m'avevi mandata all'asilo perchè dicevi... " 'a figliarella mia poi s'ammala, è meglio che cresce un altro poco"... e m'avevi protetta diventando maestra d'allegria.
La Tua risata... mai la scorderò.
E Ti rivedo...
Quando adirata come non mai, venisti a prendermi a scuola perchè per quell'anno non ci tornassi più... "Non m'interessa... tu non ci torni." perchè m'avevi vista vittima di un'ingiustizia... e forse era anche vero, ma per il Cuore Tuo era una sofferenza insopportabile... No... non poteva essere! "Meglio un asino vivo che un dottore morto" dicesti... e ponesti fine ad ogni discussione.
A scuola ci tornai l'anno dopo e da quel momento tutto filò più che liscio... Benedissi allora quella Tua intemperanza...
E ancora Ti rivedo...
La sera di quel Capodanno... l'ultimo per Te... quando all'improvviso mi mettesti il broncio...
"Mamma... che c'è?!" "Non ci posso pensa'... a che dolore m'hai dato... troppo grande.." "Io... mamma??!"
Prima d'allora non m'avevi mai rimproverato niente... mai in 52 anni!
"Hai gettato via il tuo abito da sposa..." Te ne ricordavi proprio allora... dopo 26 anni, 15 giorni prima di morire.
Non ti nascondo... ci restai tanto male... non me l'aspettavo. Non capivo.
L'ultima sera... sette anni fa... Ti diedi un bacio... "Mamma... Ti voglio tanto bene!" "Lo so..." rispondesti... e ad un tratto mi fu chiaro il perchè di quello strano rimprovero...
Volevi lasciare di Te una piccola ombra... che io ce l'avessi un po' con Te... e soffrissi  meno.

domenica 15 gennaio 2012

Ieri sera... in chiesa, una frase che m'ha dato da riflettere...
Mi si potrà dire... non è che "rifletti" un po' troppo?... Può essere. Ultimamente anzi, questa propensione del mio carattere s'è accentuata... è stata cosa logica,  naturale e m'ha portato a pensare ulteriormente... una sorta, e mi si perdoni il bisticcio... di riflessione sul riflettere.
Credo che sia strumento indispensabile per una crescita interiore consapevole.
Ed ecco spiegato il motivo per cui tanti momenti della mia giornata diventano spunti... spunti per crescere.
Dunque... la frase che m'ha dato da riflettere era nel contesto dell'Omelia intesa a spiegare la Parola... Padre M. ad un certo punto ha detto... Se la tua vita scorre tranquilla, senza scossoni per Te è normale, non t'accorgi di ciò che succede intorno... non t'accorgi neanche di Te stesso, del perchè TU ESISTI. Poi avviene qualcosa... che smuove le acque ferme in cui ti muovi... e ne resti turbato. Magari dopo un po' succede altro e altro ancora.  Allora  non ce la fai più... con qualcuno te la devi prendere... e perchè non con quel Qualcuno di cui non ti sei mai accorto prima? Ebbene... Qualcuno ha voluto stuzzicarti... ti ha spinto ad arrabbiarti, arrabbiarti sul serio... perchè Ti aspettava... VOLEVA INIZIARE UNA STORIA CON TE... una storia tutta nuova.
All'ascolto di queste parole m'è venuta la pelle d'oca per l'emozione. Mi sono sentita tirata in ballo... ma forse lo siamo Tutti quando ci poniamo in attento ascolto...
Prima che m'ammalassi la mia Vita scorreva tranquilla, tanto tranquilla da lasciarmi insoddisfatta.
Inquieta cercavo risposte senza neppure conoscere le domande.
Tante volte... con un brivido... avevo persino pensato all'eventualità di una malattia, grave... poi una morsa m'aveva stretto la bocca dello stomaco e la vista mi si era annebbiata. Un tale pensiero m'aveva quindi riportato su una "falsa retta via"... solo per un po'.
Riprendevo ad agitarmi nelle acque stantìe della mia Vita.
All'improvviso il Male... l'angoscia... la paura di non sopravvivere, di non riuscire a fare tutte le cose tante volte ignorate... troppo a lungo rimandate...
Il mio pensiero a Lui... che tutto può.
La Sua risposta a me che nulla potevo.
Dio voleva qualcosa da tempo... ma non avevo capito, forse non volevo... per pigrizia o senso di inadeguatezza... chissà. Con quella "grande prova" m'induceva a guardarmi dentro... per forza. Se volevo continuare a... vivere dovevo saperne anche il PERCHE'.

sabato 14 gennaio 2012

La Verità è una ed oggettiva... la Realtà, in quanto tale, è viva e tangibile... non sempre piacevole la prima, a volte non facile la seconda.
Però accade che attraverso un filtro esse possano apparire meno crude... nel caso della Nostra malattia  la condivisione e l'emozionarsi insieme contribuiscono a renderle meno drammatiche e più accettabili.
Ciò non toglie che Chi è protagonista... di situazioni debba portare il peso maggiore, facendosene da solo una ragione, per poter andare avanti cercando i "perchè" alle Sue tante domande. Difficilmente li troverà tutti, e allora meglio sarà accettare quello che viene... adattarsi, e forse... alla fine avrà le risposte che desiderava.
In alcuni versi di Rainer Maria Rilke ho trovato racchiusa questa... "formula felice", perfetta quando la Vita, per un motivo qualsiasi diventa problematica, e mette a dura prova testando il carattere...

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e...
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te n'accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

Può essere un invito a vivere così come viene... I miei amici, "quelli che contano" ed io stessa forse abbiamo avuto questa "fortunata e strategica intuizione"... Ad un certo punto smettiamo di far domande preferendo viverle strada facendo... e in quel mentre le risposte arrivano da sole... forse non complete, ma sufficienti per il momento.
Proporzionate alla Nostra forza... probabilmente se fossero esaustive nell'immediato non saremmo in grado di capire ed accettare.

venerdì 13 gennaio 2012

E prima o poi anche i figli "ritorneranno" e Ti sorprenderai di quanto a Te siano simili. Più di quello che Loro pensavano... più di quanto Tu potessi anche solo immaginare...
E ancora... "riabituarsi", anzi no... "abituarsi" di primo canto alla presenza di un marito... sembra cosa da poco, ma non lo è.
Premetto che sono felice di vedermelo intorno... finalmente meno uggioso e più propenso al sorriso e allo scherzo... così com'era una volta... così come l'avevo conosciuto, però mi è sempre meno facile trovare "angolini" per stare un po' sola con me stessa e riflettere. Le ore che trascorro in ospedale mi offrono spunti infiniti perchè io ne tragga ricchezza che comunque va elaborata per essere pienamente vissuta. Già quando sono sull'autobus... sulla via del ritorno comincio a pensare... agli amici, quelli che contano... a ciò che stanno vivendo... alle difficoltà e alla sofferenza. Tante volte arrivo alla fermata sotto casa e quasi non me ne sono accorta tale è la concentrazione del pensiero... poi vado a comperare qualcosa per il pranzo e con sgomento devo constatare d'aver dimenticato ciò che avevo pensato al mattino, e... allora cambio programma, mentre continuo a... pensare.
E' chiaro che vorrei condividere col compagno della mia Vita queste mie esperienze in divenire in quel posto dove niente e nessuno resta uguale a se stesso, ma non si può... almeno non sempre... ora più che mai. Non posso turbargli questo momento, bello e critico in cui sta affacciandosi ad una nuova vita... non sarebbe giusto e poi non sarei neanche compresa... e allora...
"Non parli oggi? Sei pensierosa... che cosa è successo?" "Niente... niente di diverso dal solito..." E Lui si tranquillizza... perchè il "solito", così com'è comunemente inteso, è lo scorrere normale della quotidianità. Come potrei dirgli che quella mattina ho saputo di una certa amica... quella a cui m'ero avvicinata con timore perchè inizialmente m'inquietava... che non c'era più, un'altra vittima in un bollettino di guerra, o di quell'altra, giovanissima, sgomenta per il ritorno del male... che in silenzio guardava davanti a sè, senza parlare. Con rispetto m'ero allontanata... le mie parole suonavano stonate prima a me stessa... come e cosa potevo pretendere? Se non la capivo io...
Questo è il "solito" a quel terzo piano, dove sorriso e gioia si mescolano a lacrime e paura... la Speranza riesce a farsi strada, ma dove sempre si deve esser pronti a mettere un punto fermo e ricominciare.
In qualsiasi caso.

giovedì 12 gennaio 2012

Pensieri che esulano dalla banalità del quotidiano s'accavallano nella mente, generando emozioni forti che incidono sull'animo...
T'accorgi allora d'essere venuto fuori da Te stesso... quasi te ne compiaci... soddisfatto di quella percezione appena carpita, come fosse felice intuizione.
E' da un po' di giorni che mi trovo a vivere una simile "situazione"... il termine non mi piace molto, potrei anche dire, "stato" o "condizione"... poco cambierebbe. E' qualcosa che mi fa sentire sospesa... come fossi di passaggio o in un momento di transizione.
Molti, forse troppi perchè simultanei, sono i cambiamenti nella mia Vita in questo momento... faccio fatica quasi... a rendermene conto, a farli miei. Devo comunque fare in fretta... concentrarmi e guardare d'ogni mutamento che cosa c'è di positivo, perchè il positivo c'è sempre e da un'analisi attenta verrà di certo fuori.
Essendo da sempre molto riflessiva, ora lo sono diventata ancor di più... osservo ogni cosa con occhio attento, notando tutte le sfumature, così... dopo un iniziale scoramento trovo sempre la motivazione... giusta... per tirarmi su, tornare a galla e rimanerci.
Tante volte si resta chiusi in se stessi... a mo' di riccio... anche nell'ambito della famiglia. Arroccati in convinzioni, condizionati dai propri principi arriviamo persino a "giudicare" i figli, e senza conceder loro il beneficio del dubbio c'ostiniamo a pensare che certi atteggiamenti non cambieranno mai.
"Ma come può essere stato possibile... ho creduto col mio modo di parlare, d'agire di costituire un buon esempio... d'aver inculcato sani principi e buoni insegnamenti, ed ora... invece..." Ecco, il punto è proprio questo... "aver creduto"... e quindi "essere stati poco attendibili"... Ma poichè di tanti semi posti a germogliare, almeno qualcuno porterà frutto... forse tempo passerà... ma un bel giorno la "sorpresa" potrà superare l'"aspettativa". Come quando da bambina ponevo sotto la coltre candida d'ovatta una decina di fagioli perchè mettessero radici. Ogni giorno un po' d'acqua e tanta speranza di vedere qualcosa... di nuovo. L'impazienza e la delusione per me che nella "piccola" mente dava la cosa scontata. Poi... all'improvviso... quando non ci speravo più e quasi rassegnata pensavo che i semi germogliassero solo agli altri... la sorpresa, una... due... tre radichette a sollevare quel bianco riparo.
Se ci credi... mai disperare... prima o poi, se non tutto, almeno qualcosa ritornerà.

mercoledì 11 gennaio 2012

OK... messaggio recepito nonchè memorizzato... avrei fatto da sola.
"E per l'RX toracico... c'è qualche data non troppo lontana?" "Adesso vediamo... ma sicuramente... Ecco... il 27 aprile... va bene?" "Beh... prima del 14 maggio è." Ma un momento..." che altro c'è, ho pensato... "E' venerdì!" E allora? Un tempo si diceva..."... nè di venere nè di marte, non si sposa e non si parte"... ora per giunta si fanno entrambe le cose in quella giornata... perchè mai avrei dovuto pensarci su prima di fare i raggi al torace?
Peccato poi che a parole non si possa rendere a pieno la mimica facciale del simpatico impiegato... Una smorfia tra il disgustato e lo scettico che la sa lunga, ha percorso il volto in lungo e in largo per concludersi in un "Lasciamo perdere... facciamo il 26... il 26 va bene... è giovedì!" Al che ho risposto incredula..."Certo, va bene... se a voi sta bene."
Roba da pazzi... ma tutti io l'incontro?
Chiuso questo siparietto da cabaret, ho pensato di darmi da fare subito per l'altra prenotazione, altrimenti se fossero passati altri giorni magari saremmo arrivati ad agosto... tempo di ferie... altri problemi... etc etc.
Come suggerito dal "simpatico amico" sono andata direttamente in reparto... "Scusi... cerco il dottor D." "In fondo al corridoio..." Forse nella risposta mancava un particolare... in fondo c'era l'ascensore... ma era meglio non polemizzare, me la sarei cavata ugualmente. "Salve... è lei il dottor D?... Sono qui per la prenotazione di un'eco-addome completo... mi è stato detto che avrei potuto farla qui direttamente." "Un attimo, signora... in questo momento sono occupato... Le mando la dottoressa F."
In preda ad un attacco di caldo un po' per le vampate un po' per il riscaldamento che in ospedale va a tutto gas giorno e notte, ho preso ad infastidirmi ma "con controllo", sperando che la dottoressa F. venisse a porre fine all'inferno.
"E' lei la signora della prenotazione?...  Per cosa le serve?" e alla mia risposta... "Beh... siamo ancora a Gennaio... diciamo che è ancora troppo presto... è inutile anche scriverlo sull'agenda... lei poi può venire quando vuole, di mercoledì o giovedì... basta che porti l'impegnativa..."
Ma come non s'era parlato tanto di tempistica... di fare tutte le cose per tempo... ed ora? Mah... non ci capivo più niente... anzi a questo punto mi rifiutavo di capire.
"Scusi dottoressa, non mi dica niente... ma una data segnamola. E' un fatto mio personale... è una questione psicologica... " Ha preso allora l'agenda, l'ha aperta... tutti fogli bianchi immacolati... Arrivata al mese di maggio "ha rallentato la corsa"... "Facciamo il... 10 maggio... va bene?" "Benissimo..."
E finalmente... la "sudata" terna di date era completa... 26 marzo Mammografia... 26 aprile RX toracico... 10 maggio Eco-addome completo...
Ce l'avevo fatta!

martedì 10 gennaio 2012

Di recente qualcuno m'ha detto che le persone accomodanti sono anche le più forti...
Può darsi. Di sicuro sono le più pazienti... quelle che, come arbusti solo all'apparenza fragili, resistono ai venti, perchè flessibili l'assecondano e vivono le intemperie aspettando che passino.
Io vengo considerata... anche, anzi... no, soprattutto da me stessa... una persona accomodante.
A parte lo spirito di sopportazione chiamato a supporto per sopravvivere ad un marito nella prima fase di pensionamento... quanta forza, pazienza ... comprensione devo far venir fuori quando m'appresto alle prenotazioni dei vari controlli per il "grande controllo"... il FOLLOW UP oncologico periodico! Perchè non si fa in tempo a farne uno che già bisogna muoversi per quello successivo... La tempistica! La tempistica è importante... bisogna entrare in quel convulso meccanismo... capirlo! Ma il punto è... che quando credi d'aver capito tutto... devi ricominciare di nuovo, perchè trovi sempre quello che ti dirà il contrario di ciò che "a fatica" hai imparato...
E così mi sono rimessa in moto in previsione del 14 maggio, data del prossimo grande controllo...
Passate le feste... preparate le impegnative... mi sono presentata ad uno degli sportelli del CUP.
Fino ad ora non ho mai trovato un impiegato che non fosse impegnato in qualcosa di diverso dal suo compito... La volta scorsa... era estate e ci s'intratteneva su "ameni" discorsi riguardanti le vacanze... ora l'"addetto" in questione stava parlando al telefono, si raccomandava con qualcuno per qualcosa, e non accennava a smettere pur avendomi visto, e non solo... aveva persino ritirato l'impegnativa! Poi... finalmente, mi ha prestato "degna" attenzione.
"Eco-addome completo? Signora... la data disponibile è per... il 13 gennaio 2013?" E meno male che c'erano due 13... com'ero fortunata!  "Ma io sono una 048! Non posso aspettare tanto." "Ah... scusate, non l'avevo visto. Comunque non si può prima del 16 luglio... vedete?" E ha girato il monitor per far sì che vedessi coi miei occhi... "Ed io come faccio se ho il FOLLOW UP il 14 maggio?" "Non lo so... andate direttamente per la prenotazione. Se vogliono v'infilano da qualche parte." Ah... com'è stato confortante sapere che avrei dovuto girare per chi sa dove... bussare a chissà quante porte... e infine attendere del tempo quantificabile solo ad intuito... nella speranza di "essere infilata" da qualche parte... tra un'ecografia e l'altra.

                                      ( ... e il dialogo col simpatico impiegato non finisce qui... )

lunedì 9 gennaio 2012

Beh... devo dire grazie alla mia grande capacità d'adattamento... pian piano mi ci sto abituando.
A che cosa? Alla "pensione"... no? Non alla mia... perchè sono destinata a vita alla "mezza pensione"... ma a quella del compagno della mia Vita. A dire il vero non è che sia troppo facile... si tratta d'adattarsi alla nuova situazione, agli orari che non sono più gli stessi... nonchè agli umori mutevoli... il "Suo" ma anche il "Mio", quando mi sembra d'essere stata catapultata nel "futuro"... perchè mi sembra ancora tutto impossibile, di là da venire. Sono contenta di vederlo non preoccupato, più sorridente... meno "acciaccato", perchè questa "novità" nella Sua vita lo fa sentire bene e tanti disturbi sembrano essersi volatilizzati. Poi, all'improvviso s'incupisce e tiene a ridire su tutto... programma modifiche sottolineando che... finalmente si faranno perchè è libero e potrà occuparsene personalmente, e poi aggiunge... visto che devo fare tutto io! Insomma ... Lui se la canta, Lui se la suona e a me tocca contare fino a 10 e poi ricontare per non perdere la pazienza... anche perchè non voglio perderla.
In compenso, però abbiamo cominciato ad uscire "in pubblico"... perchè avendo Lui lavorato per tantissimi anni ad orario pieno a contatto del pubblico non avevamo mai avuto tanto tempo per uscire... andare al teatro o al cinema... o anche fare una passeggiata senza limiti di spazio e tempo. Ora si può... e cercheremo di sfruttare al massimo questa possibilità.
Io... per gli orari mi sono organizzata... La mattina, l'amore della mia Vita  si alza alle nove... preferirei un po' prima, comunque non dico nulla, e... quando si alza fa colazione sulla tavola apparecchiata per il pranzo, perchè prima di andare in ospedale continuo a... lasciarla apparecchiata com'era mia abitudine "prima della pensione". Tutto qua! Basta solo "elasticizzarsi" un po' e non formalizzarsi e l'intesa è perfetta.
Lui... continua ad... assecondare...quest'evoluzione della mia persona... sa ascoltare la "mia gioia" quando gli racconto dei miei amici che contano, un po' ha imparato a conoscerli anche Lui, anche se, distratto com'è confonde a volte i nomi. Ma che importa... "Se sei contenta tu, lo sono anch'io"... e le Nostre strade continuano ad... andare... parallele e in armonia.

domenica 8 gennaio 2012

E con oggi davvero le feste son finite...
Da "ogni dove" si leva un coro di uff... non ci voglio pensare... ma com'è che questi giorni sono volati, non me ne sono accorto. E tutto perchè da domani il lavoro... la scuola aspettano e il ritornare all'impegno pesa... oh sì... quanto pesa!
All'epoca era un dramma anche per me, anche se andare a scuola mi piaceva parecchio... Era la fine di un periodo spensierato, durante il quale... libera dagli obblighi... mi pareva di poter gestire me stessa facendo ciò che più mi piaceva. E "volevo" illudermi che sarebbe durato per sempre... o quasi, dimenticando quello che avevo lasciato e inesorabilmente avrei ritrovato.
L'errore umano più frequente è appunto questo... avere la pretesa di vivere il presente come fosse "a sè stante", il che non vuol dire "vivere alla giornata" o "giorno dopo giorno", perchè questo significherebbe aver fatto una scelta che presuppone aver tenuto conto di un certo passato, e continuare su quella strada proiettandosi nel futuro... senza cambiamenti, almeno voluti.
Il Presente "a sè stante" è impossibile perchè ogni fase della Vita dipende da quella precedente ed è inevitabilmente legata a quella che verrà. E' inutile farsi delle illusioni o pretendere con degli "scossoni" di rivoluzionare il Tutto... non si può! O ancora... degli "stravolgimenti" potrebbero anche esserci, ma di quelli "buoni"... di quelli che fanno star bene chi li fa e chi li vive di riflesso.
Un po' quello che è successo a me e di cui sono contenta; l'unico rammarico... l'aver impiegato tanto tempo per capire quante meraviglie possono compiere certe "rivoluzioni".
A tale conclusione arriva anche il protagonista de "L'onda perfetta" di Sergio Bambarèn, quando s'accorge di essere arrivato a 40 anni e non aver conosciuto la Felicità...


"Ogni volta che fai qualcosa per gli altri, pensando solo alla loro felicità, ti senti meglio: e questo alla fine ti riempie il cuore di gioia. E' un'esperienza che ti può cambiare la vita per sempre."


E te la cambia in meglio... arricchendo il Cuore dopo averlo liberato dall'egoismo consapevole, dal menefreghismo...
Piano piano si rafforza così la convinzione senza più dubbi che ogni giorno... la Vita intera è un "dono"...


"Ieri è storia, domani un mistero, oggi un dono, un dono immediato da condividere con altri..."

sabato 7 gennaio 2012

Non so se per Tutti è lo stesso, ma per me è tanto positivo... quasi entusiasmante.
Cambiare qualcosa ogni giorno... mettere del nuovo... fosse solo mutare l'ordine degli impegni, mi fa un gran bene...
La notte scorsa ho dormito poco... un po' quello che mi succedeva tanti anni fa alla fine delle vacanze natalizie, quando il giorno dopo dell'Epifania si tornava a scuola. C'ho pensato stanotte mentre stentavo a prender sonno e l'Amore della mia Vita russava come non mai...
Eppure quel tipo di ritorno non mi riguarda più da tempo...
Niente comunque è mai senza un motivo, stanchezza e tensioni in quest'ultimo periodo non sono mancati, ed è naturale che qualche notte così la devo pur mettere in conto. Francesco poi è stato a casa di amici fino a tardi... m'aveva avvertito, questo sì... m'aveva detto che avrebbe tardato ma non così tanto e il mio cuore perciò è andato in "fibrillazione". Fuori... il vento soffiava ancora forte, a tratti ululando... Ma insomma, che notte mai da incubo era quella?!
Risultato... mi sono addormentata oltre le quattro e stamattina alle nove e mezza non avevo voglia nè forza di mettere piede a terra...
"Mary... ma non ti alzi? Non dovevi metter via gli addobbi di Natale? E poi anche rassettare e cucinare? E' tardi!" Il mio "adorato" marito, novello pensionato nonchè "grillo parlante" della situazione, si è elevato a voce della mia coscienza nel momento peggiore che potesse scegliere... Un cerchio alla testa e gli occhi gonfi ed appiccicati m'impedivano di connettere."Stanotte... non ho dormito..." "Tu? Ma non è possibile! Non mi sono accorto di niente... non è possibile!" Eh già... perchè a me non è mai capitato... o quasi. Ma si sa bene... c'è sempre una prima volta, no? Poi... lui non se n'era accorto... e come avrebbe potuto se russava come una locomotiva a vapore ed io non avevo voluto nemmeno accarezzarlo... come di solito faccio... per farlo smettere? "Però mi potevi chiamare!" Ecco... il ringraziamento mi mancava proprio... ora ci sta tutto!
Anzi no... " Che c'è Ma'... stanotte, quando son tornato prendevi la camomilla... non ti sentivi bene?"
Adesso sì... c'è davvero tutto! Ma se è vero che anche nelle situazioni più irritanti si deve trovare... perchè c'è... il lato comico, così pure la forza vien fuori quando meno credi sia possibile... basta volerlo. Ed allora mi sono alzata... "spiritosamente" irritata... ho invertito l'ordine delle faccende e qualcuna anche ne è avanzata, poi... poi ho cambiato il copritavolo della cucina... ne ho messo uno nuovo, a grandi quadri , verde e rosa... il colore delle tamerici...
E il buonumore m'è tornato.

venerdì 6 gennaio 2012

Stasera soffia un vento talmente forte d'apparire quasi impetuoso, ed è così ormai da più di 24 ore...
La festa dell'Epifania volge al termine e con essa tutte le feste...
Domani all'improvviso le luci si spegneranno... i personaggi del presepio, le casette e la Stella torneranno nelle scatole di cartone... così pure gli addobbi dell'abete.
S'archivia un "periodo" dell'anno, ma già si ricomincia a contare... fino al prossimo Natale, perchè la Vita continua... anche se... il Vento spazza via ogni cosa e l'Epifania porta con sè quel "po' in più di tutto" che c'è stato nei giorni passati...
"La Vita continua..." Quant'è vero! E non solo... è anche molto consolatorio sentirselo dire, ma soprattutto ripeterselo quando si deve venir fuori da un evento spiacevole e bisogna fare presto per non pensarci troppo su e soffrire soffrire fino a stare male in modo ingiusto e senza soluzione.
Eppure... alla fine di "un qualcosa", hai bisogno di una sosta... per prendere fiato e ricominciare.
Così fu quando smisi la parrucca e dopo quasi una settimana la riposi con tanta speranza e senza diniego...

Sabato 12 Febbraio 2011

"Stasera ho riposto le parrucche. Le ho lasciate lì, sul comò per qualche giorno, un po' come si fa spesso con gli addobbi natalizi una volta che le feste son finite. Non ti va di archiviare subito un periodo, ti dà malinconia e aspetti un giorno, forse due, ma al terzo ti pare tutto anacronistico e in una volata metti via ogni cosa e non ci pensi più. Con le parrucche è stato più o meno così; le ho riposte senza rimpianto ma neanche rabbia, non mi son detta, "finalmente è finita, non le indosserò mai più!" per non essere, chissà, un giorno smentita. Grandi alleate nella mia battaglia le ho portate e ora conservate con amore, chiudendo un altro capitolo di questa storia..."

Questo pensavo quel giorno di un "fatto" che pur essendo comune non appartiene a tutti... per fortuna.
Capitoli di Vita si chiudono senza  rimpianti nè rabbia... voltandosi indietro per ricordare solo ciò che di bello c'è stato. Solo così si può guardare avanti... ricominciare,  ricostruendo sul dolore... sanando qualche crepa.
Ma poichè mai si può dire mai... magari qualche altra se ne farà... ma non sarà per questo un "tornare indietro"... che non si può.
Se ci si ama abbastanza si saprà perdonare se stessi e gli altri... accettare situazioni, la fine delle feste... girare pagina, scoprendo la bellezza di un giorno dopo l'altro che pure resta sempre lo stesso.
Domani... pian piano dal mio alberello leverò le palline rosse... poi quelle d'oro. Ne spegnerò le luci... farò scendere la Cometa. L'abete spoglio tornerà nel ripostiglio...
Ma non fa nulla... non si può essere tristi perchè il conto è già ripreso.
Vai avanti... chiudi gli occhi ed è... Natale!

giovedì 5 gennaio 2012

"Sinceramente grata"... e non potrei non esserlo, ma di una gratitudine... come dire... "a largo spettro" tanto per restare in argomento...
Questo sentimento "nobile", come l'ha definito una cara Amica, è nato all'improvviso, in risposta all'evoluzione positiva della mia malattia... cosa alquanto logica, affatto eccezionale. E' andato via via crescendo, col passare dei mesi e per la "possibilità" concessami di essere sempre presente lì, a quel terzo piano: non tutti l'avrebbero permesso.
"E perchè no?..." mi aveva detto un giorno il "Dottore", "... fai forse qualcosa di dannoso? Perchè dovrei proibirtelo? Sarei proprio cattivo... non che io non sappia esserlo, ma solo con chi agisce male. E Tu? Sei discreta... educata... entri in punta di piedi. Siamo noi a dover ringraziare per la tua compagnia e per quello che dai ai pazienti." Oddio... ma non ero anch'io una paziente? Non l'ho mai dimenticato... anzi il mio costante perseverare forse nasceva proprio dal volermi considerare sempre tale. Avevo bisogno di tornare lì,  di sentirmi protetta... questo era stato compreso e concesso. Una "brava persona"... il "Dottore"... una persona brava e "umana"...
Eppure quando lo avevo conosciuto... la prima volta l'impressione era stata... diversa... no, forse "incerta"... sicuramente "da rivedere". Corretto...estremamente professionale, ad un certo punto mi parve "spietato", quando mi sbattè in faccia la realtà... ovvero la possibilità che avevo di non farcela. Certamente era l'ultima cosa che avrei voluto sentirmi dire, anche perchè... intuendola... l'avevo già fatta mia, ma era anche l'unica perchè non mi facessi illusioni e mi preparassi a lottare... fosse anche per l'ultima volta.
Ecco... allora non "mi sembrò" per niente umano... e anche in seguito non mi sembrò tanto diverso... quando manifestavo troppi dubbi... quando facevo troppe domande, ma di quelle sciocche... giusto per tacitare le mie ansie... quando avrei voluto delle "opzioni" per le terapie, e in tanti altri momenti.
Ad un certo punto però ho capito. Ho capito che dipendeva da me. Ho recepito ed imparato ad interpretare i messaggi che mi venivano dati, in cui gli elementi erano sempre gli stessi... la Malattia, Chi la patisce e Chi la cura. L'unica cosa stabilita è la prima, gli altri due elementi interagiscono tra loro in modo diverso, senza poter sapere entrambi che cosa sarà.
"La Medicina non è una scienza esatta..." mi fu detto una volta, e allora di una stessa patologia tanti sono gli aspetti così pure l'evoluzioni e gli esiti. Il Medico seguendo le cognizioni e la coscienza agisce sempre per il meglio... non credo in una possibile malafede, sarebbe una "contradictio in terminis"... inaccettabile... poi sarà quello che deve essere. Schematizzando e con la speranza di non essere fraintesa... non è "tutto" merito del medico se il paziente si salva, tanto meno "è colpa" del medico se il paziente muore.
Intuii in un momento così difficile della mia vita questa "piccola grande verità" e d'allora cambiò il mio atteggiamento che divenne ottimista, fiducioso in Chi m'aveva in cura. Di conseguenza anche dall'altra parte diverso fu il modo d'approcciare, dialogare, rassicurare anche confortando...
Ci chiediamo qualche volta in che misura siamo responsabili... almeno in parte delle cose di cui ci lamentiamo e quanto facciamo per essere capiti?
Siamo Tutti Esseri Umani, e Nessuno è certo perfetto.

mercoledì 4 gennaio 2012

Sto pensando a quanto sia bello per me... ma in realtà potrebbe esserlo per tutti... solo ponendoci pensiero e uscendo fuori da se stessi...
Perchè è davvero rasserenante vivere... festeggiare un evento o una ricorrenza... quindi "condividere"... in un luogo come quello... lì, a quel terzo piano.
L'estate scorsa fui così contenta di far partecipi gli altri... gli "amici che contano"... del mio compleanno. Gelati per tutti... e per me fu come una grande festa. Il gelato riuscì a mangiarlo anche quell'amica che ormai non mangiava più... e lo gustò anche, "alla mia salute" come disse... C'avrebbe lasciato cinque giorni dopo.
A Lei penso spesso e a quel giorno in cui per un po' ritrovò la serenità... Quel Suo augurio, forse è valso più di tutti gli altri.
Mi piace però anche ricordare gli anniversari altrui, farne menzione... non faccio alcuno sforzo visto che la "memoria" è sicuramente la mia qualità più grande, se non proprio l'unica, ed allora... nella mia piccola grande "rubrica", in un minuscolo angolo della mente conservo tutte le date di nascita ed altro... basta che me le si dica una volta, e...click, restano lì... "a imperitura memoria", perchè non le dimenticherò mai più, neanche se lo volessi.
"Ma... grazie! Come fai a saperlo?" Questa la domanda di meraviglia del "Dottore" quando stamattina gli ho fatto gli auguri di Buon Compleanno. "Eh, Dottore... anch'io ho i miei informatori segreti..."
E' rimasto colpito del pensiero... commosso del biglietto augurale che gli ho scritto... L'ha letto ad alta voce nonostante fosse un "piccolo poema"... perchè ahimè questo è un mio difetto, non so scrivere brevi frasi d'augurio... non ne sono capace, probabilmente le trovo banali e troppo comuni, tanto da poter essere indirizzate a chiunque... e invece preferisco auguri "personalizzati" in cui il "destinatario" possa riconoscersi ed apprezzarli al massimo come auguri sinceri.
In quel biglietto c'era un po' tutto... come ai miei occhi appare Chi mi ha curato e lo fa ancora... un Amico, a volte un Fratello...
 Ho concluso poi con questa frase... "...che possiate continuare ad essere la persona che siete..." Sinceramente grata... con affetto... dal profondo del cuore.

martedì 3 gennaio 2012

Oggi va molto meglio... siamo come due budini, ma in piedi...
Stamattina mi sono alzata per prima... perchè... si sa... le donne sono più forti, e poi io sono a "mezza pensione" e devo comunque darmi da fare prima di poter uscire. Mancava qualche minuto alle nove e s'è alzato anche l'Amore della mia Vita... Tazza di tè per due... un biscotto solo per me e via ognuno alle proprie occupazioni... Lui a riorganizzare la Sua giornata... Io di nuovo là... a quel terzo piano.
"Uè... Mary, sei arrivata tu e hai portato il sole!" Beh... quale altra "terapia di supporto" avrebbe potuto farmi stare meglio di queste parole? Se all'inizio di giornata mi sentivo così così... ora stavo decisamente bene. Poi ho ritrovato i "miei amici", ho augurato loro il buon anno e l'ambiente s'è riscaldato di serenità.
Alla "Mia coetanea" i capelli son cresciuti così tanto in volume che m'è venuta spontanea la domanda... "Ma hai rimesso la parrucca?"... suscitando l'ilarità generale. Mi sono accorta allora di aver detto una grossa sciocchezza... ma non l'ho fatto apposta, giuro... ero sincera!
Accanto a Lei c'era a fare terapia un'altra amica, "Ancora niente?" chiamata così perchè ogni volta che mi vede fa questa domanda riferendosi alla mia ricostruzione "a data da destinarsi". "No... ancora niente..." le rispondo, e Lei, "... e però, mamma mia!" Eh già... allora dico tra me... mamma mia, pensaci Tu!
La vedrò ancora per due giorni... ha cambiato terapia... "Allora... ciao, ci vediamo pure domani" e un bacio al volo... sulla punta delle dita andando via lungo il corridoio.
Nella stanza degli uomini... sempre più in forma,  il mio "Amico con gli occhi azzurri come il cielo"... "Eh sì... perchè io mangio... mizzica, come mangio!"... e quell'azzurro è diventato di colpo più brillante, e sul lettino a fianco l' "Amico cui non osavo avvicinarmi..." perchè temevo di turbarne la riservatezza. E' stata una vera scoperta, un'ulteriore dimostrazione che non bisogna mai fidarsi delle apparenze. Persona amabile e generosa... forte ma nello stesso tempo desiderosa "d'appoggiarsi"... per trovare sostegno... per continuare a...
Non so perchè... ma credo che per l'ultima particolarità... sia proprio tale e quale a me!

lunedì 2 gennaio 2012

Bel primo giorno di pensionamento!
L'avevamo immaginato a lungo... a come saremmo stati contenti... a come sarebbe stato. Avevo persino azzardato un titolo... a me piace sintetizzare con un pensiero il senso di un evento... "L'alba di una nuova Era"... e invece è stata tutt'altra storia.
Perchè?...
Perchè... saranno stati gli stravizi di fine anno o un po' di bile che sollecitata vien fuori in modo inopportuno... fatto sta che oggi siamo stati male entrambi, contemporaneamente! Beh... per consolarci, abbiamo pensato che almeno la Nostra intesa è perfetta, però è stata una magra consolazione, visto che io ora sto scrivendo, ma non so ancora per quanto, e Lui è sul divano... stravaccato con Biù Biù che cerca di saltargli sulla pancia.
Dopo aver vomitato anche l'anima, penso proprio che tra un po' andrò a letto...
Sarò perdonata per aver voluto condividere anche questo? Lo spero...e a tale scopo aggiungo che dopo averlo fatto mi son sentita meglio.  Non tanto, ma meglio... perchè è stato come lasciarsi andare ad uno sfogo con Chi sai che Ti vuol bene... comprende e perdona... quando c'è da perdonare.
E  dopo questa giornata... al compagno della mia Vita, che oggi ho compreso ancora una volta voler dividere con me ogni cosa ... anche la più spiacevole, dedico un video con una poesia di Hermann Hesse... Il titolo è la mia tacita richiesta... di essermi sempre accanto, di tenere la mia mano... di non lasciarmi mai.
Ora che... mentre voltiamo un'altra pagina della Nostra Vita insieme... torneremo piano piano là dove e come siamo partiti tanti anni fa. Da soli... Lui ed Io.
Grazie per tutto... dolce e paziente... un po' rompiscatole e pedante... allegro Amore mio.

domenica 1 gennaio 2012

Un copia-incolla delle situazioni sarebbe l'ideale...
Ma, si sa... non è possibile... tant' esse sono varie e mutevoli come il cielo al cambiar dei venti. Troppe sarebbero le correzioni e le rettifiche, allora basta riportarne le emozioni che pur diverse comunque lasciano il segno... forte... pienamente compreso.
Quest'inizio d'anno per me è stato una vera novità... Se torno indietro con la memoria non mi ritrovo in una condizione neanche simile.
Per la prima volta entrambi i miei figli erano lontani, per motivi diversi... ma lontani. E fin qui, so bene, non c'è nulla di straordinario nè "drammatico". I figli diventano grandi e s'impossessano della loro vita, anche se... anche se, a volte cominciano a sentirne il peso e "te la riportano" indietro a piccole dosi, in modo tale che dopo aver fatto sforzi immani per accettare la situazione, ti ritrovi a ricominciare tutto da capo. Mi è capitato anche di dire... "Ma insomma... ho anch'io i miei problemi! Dimenticate quello che ho avuto? Non era certo un raffreddore!" In verità lo dicevo tanto "per"... non convinta e non certo per suscitare pietà nè rimorsi, e questa era la risposta... "Problemi? Certo l'hai avuto il problema... ma vedi ora... hai superato tutto!Stai benissimo!" Quindi "di diritto" riacquistavo il mio ruolo di spalla su cui piangere... antistress da strapazzare... scoglio contro cui sbattere quando il "mare" è agitato e aggrapparsi quando torna la "bonaccia". E che potevo desiderare di più? Proprio nulla!
Altra grossissima novità è... e mentre lo scrivo ancora non mi par vero... è che l'Amore della mia Vita  ha cessato la Sua attività lavorativa, in altri termini comuni e chiari, è in pensione... Mi sembra così strano! Sembrava non dovesse mai arrivare questo momento, anche perchè ne sentivo parlare da ben 15 anni...
Aveva iniziato da giovanissimo il Suo lavoro autonomo... io l'ho conosciuto così e da subito m'ero abituata agli orari, a qualche passeggiata in meno, e poi... a fare le vacanze "da sola "con i bambini... a fare "da sola" le spese...ad andare "da sola" a scuola per i colloqui con i professori... e tante altre  cose, sempre e tutto "da sola". Per amore e necessità m'ero adattata a quella "non presenza"... ora... dopo tanti anni, con la mente così uniformata, mi chiedo... riuscirò e soprattutto "senza colpo ferire", ad abituarmi a questa "onnipresenza"?